Orso seduto tra i rifiuti che cerca cibo: la foto simbolo della natura che grida aiuto!

 

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Orso seduto tra i rifiuti che cerca cibo: la foto simbolo della natura che grida aiuto!

Seduto tra i rifiuti in fiamme di una discarica a cielo aperto. E’ un’immagine desolante quella di un orso fotografato in Canada da Troy Moth, che lascia l’amaro in bocca e mostra ancora una volta, il grido d’aiuto della natura distrutta dalla mano dell’uomo.

Una foto che ha fatto il giro del mondo, che fa tenerezza da un lato, rabbia dall’altro. Un orso con aria confusa e spaesata è seduto sopra un letto di immondizia. Una scena quasi surreale, dove bottiglie di plastica, sacchetti e rifiuti di ogni sorta lo circondano.

Alle spalle il bosco che brucia, lui rassegnato rovista in cerca di cibo. La scena è stata immortalata in una discarica a cielo aperto dal fotografo canadese, che si trovava in una comunità dell’Ontario, in Canada, per girare un documentario.

Troy Moth non si aspettava di trovarsi di fronte a una situazione del genere, infatti non è riuscito a scattare subito la sua foto.

“Una volta arrivato in quel luogo incredibile non sono riuscito a scattare. Il giorno dopo son tornato indietro, ero più preparato ad affrontare quella situazione”, scrive su Instagram.

Il fotografo canadese era, come dicevamo, in una comunità dell’Ontario per girare un documentario, ma ciò che l’ha colpito di più è stata un’intera vallata invasa dai rifiuti. Laddove doveva esserci una natura selvaggia c’era la distruzione più totale.

“Ho pianto quando ho scattato la foto, ho pianto quando ci ho lavorato. E di nuovo ho pianto tante volte quando ho ripensato a quel momento. E’ sicuramente la fotografia più straziante che io abbia mai scattato”, continua Moth.

Lo scatto è stato chiamato ‘Invisible Horseman – 2017’, ovvero il cavaliere invisibile, con un chiaro riferimento ai cavalieri dell’apocalisse., il perché lo spiega sempre in un post di Instagram.

“Il tema dell’apocalisse è molto evidente in questa fotografia. L’ho percepito quando ho preso la macchinetta e ho scattato la foto. Mi trovavo in un luogo isolato, non c’era nulla per miglia e miglia, solo rifiuti e natura. In quel momento ho realizzato come tutto quello fosse distante da noi, come tutto quello fosse in realtà invisibile agli occhi umani”.

E questa immagine tristemente ce ne ricorda altre, come quella degli scenari inquietanti del fotografo Nick Pumphrey che durante un viaggio a Nusa Lembongan, al largo della costa di Bali, ha visto da vicino il problema inquinamento da plastica o ancora quello di Justin Hoffman, tra i finalisti del prestigioso concorso Wildlife Photographer of the Year 2017: un cavalluccio marino intento a trascinare un cotton fioc rosa.

Scatti simbolo di un Pianeta che non ce la fa più.

Dominella Trunfio

Foto

Fonte: www.greenme.it

Sei vittima di un Vampiro Affettivo? Le caratteristiche per riconoscerlo e metterti in salvo!

Vampiro Affettivo

 

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Sei vittima di un Vampiro Affettivo? Le caratteristiche per riconoscerlo e metterti in salvo!

Chi e’ il manipolatore affettivo? Il manipolatore affettivo e’ una persona come tante, almeno apparentemente! 

Può essere sia un uomo che una donna, svolgere i lavori piu’ vari e appartenere al proprio ambiente familiare, lavorativo o sociale. Si puo’ facilmente non riconoscere perche’ nella maggior parte dei casi e’ molto abile a confondere il proprio interlocutore con ragionamenti simil logici e nel distorcere le situazioni a proprio vantaggio.

Il suo comportamento critico si innesta su personalità che tendono a colpevolizzarsi facilmente, le sue osservazioni si basano su un perenne bisogno di giustizia, si spaccia per essere vittima e non essere compreso da chi lo circonda, possiede una visione del mondo molto critica in cui lui/ lei sono si sentono sempre sotto accusa e avvertono di essere speciali, migliori degli altri.

Presenta una forte tendenza a vendicarsi poichè si sente vittima di ingiustizie, non e’ capace di costruire relazioni sociali di lungo termine, si lega a partner deboli e remissivi. Utilizza un tipo di comunicazione paradossale definita del “doppio legame” o “double bind” i cui messaggi sono in antitesi tra loro, per cui l’ascoltatore se ubbidisce ad uno contravviene all’altro trovandosi sempre nella posizione di essere svalutato e manipolato.

Perche’ il manipolatore viene definito “vampiro affettivo”?

La definizione vampiro affettivo richiama la leggenda di Dracula a cui puo’ essere assimilata la figura del manipolatore la cui vita dipende dalla facolta’ di “nutrirsi” del disprezzo degli altri.

Piu’ critica e svaluta piu’ si sente meglio e alimenta la sua grandiosita’ a cui corrisponde una latente idea di disistima e autosvalutazione. E’ geloso, invidioso, pur elargendo complimenti, mette sempre un confine perche’ non tollera l’eccessiva vicinanza, ricorre spesso all’autocommiserazione grazie a cui ipervaluta se stesso e disprezza la presunta incapacita’ degli altri. La sua comunicazione non e’ mai chiara, si nasconde dietro ad una comunicazione distorta e all’eccessivo uso della comunicazione virtuale (per es. what’s up) e non tollera il rifiuto e le critiche a cui reagisce in modo vendicativo, sentendosi nel giusto.

Come ‘ possibile riconoscere un manipolatore affettivo?

La terapeuta Isabelle Nazare-Aga ha evidenziato le trenta caratteristiche peculiari del manipolatore affettivo grazie a cui e’ possibile riconoscerlo, se se ne riconoscono almeno 14 su 30 ci si trova di fronte ad un manipolatore affettivo:

  1. Colpevolizza gli altri ricattandoli in nome del legame familiare, amicale, professionale ecc.
  2. Impone agli altri l’idea che bisogna essere perfetti e mai cambiare opinione
  3. Ricorre ai principi morali per soddisfare i propri bisogni
  4. Svaluta e critica chi lo circonda
  5. E’ particolarmente geloso
  6. Ricorre alle lusinghe ed e’ premuroso per gratificarsi
  7. Vuole essere compatito descrivendosi come vittima, esasperando i suoi vissuti
  8. Sfugge alle sue responsabilita’ e le riversa sugli altri
  9. Non esprime mai chiaramente i suoi bisogni
  10. E’ vago nelle risposte
  11. Cambia argomento quando non vuole rispondere
  12. Evita il confronto con piu’ di persone
  13. I suoi messaggi li recapita attraverso intermediari
  14. Ricorre alla logica per supportare le sue ragioni
  15. Intepreta e manomette la realta’ a suo piacere
  16. Non tollera le critiche e nega l’evidenza
  17. Minaccia apertamente o velatamente
  18. Crea situazioni di conflitto per controllare esternamente le persone
  19. Cambia idea a seconda delle situazioni
  20. E’ un gran bugiardo
  21. Vuole convincere gli altri della sua superiorita’ e correttezza
  22. E’ egocentrico
  23. Le sue azioni divergono completamente dai discorsi che fa
  24. Si riduce all’ultimo per chiedere o fare qualcosa per gli altri
  25. Non considera i bisogni e i diritti altrui
  26. Non ascolta le richieste
  27. Produce uno stato di malessere e non libertà
  28. Persegue i suoi obiettivi con efficacia e non si cura se le sue azioni vanno a discapito degli altri
  29. Induce a fare cose che probabilmente non si sarebbero fatte spontaneamente
  30. E’ oggetto di discussione delle persone quando non e’ presente

Cosa fare quando si incontra un manipolatore?

Se si ha la sensazione che qualcosa non va in un rapporto o non e’ chiaro, e’ meglio prendere tempo ed osservare anche se l’altro fa pressioni, per poi chiudere il rapporto prima di cadere nella trappola del ricatto e della manipolazione. Non dimentichiamo che l’unico modo per allontanare e sconfiggere un manipolatore e’ l’amore sano verso se stessi, libero da dipendenze affettive.


Bibliografia
I.Nazare-Aga, La manipolazione affettiva. Castelvecchi editore editore 2008

 

fonte: http://psicoadvisor.com/manipolatore-affettivo-30-caratteristiche-riconoscerlo-4485.html

Scienziati italiani sintetizzano molecole anticancro dal luppolo

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Scienziati italiani sintetizzano molecole anticancro dal luppolo

 

Scienziati italiani sintetizzano molecole anticancro dal luppolo

Nuovi derivati di sintesi dello Xantumolo, molecola contenuta nel luppolo della birra, sono in grado di contrastare l’angiogenesi, meccanismo alla base della proliferazione dei tumori

Pubblicato dalla rivista scientifica ‘European Journal of Medicinal Chemistry’ uno studio, tutto italiano, condotto dall’IRCCS MultiMedica di Milano, dall’Università di Pisa e dall’Università dell’Insubria di Varese su un gruppo di nuove molecole derivate da un fitocomposto contenuto nel luppolo della birra che avrebbero la capacità di ‘affamare’ le cellule tumorali, contrastando l’angiogenesi. La capacità preventiva dello Xantumolo (XN) – questo il nome della molecola base da cui sono state create le nuove formulazioni di sintesi – rispetto allo sviluppo delle cellule tumorali, consiste nel privarle dei ‘viveri’ dei quali si nutrono, inibendo i meccanismi grazie ai quali si procurano ossigeno e si diffondono nell’organismo. Esercitano un’azione anti-angiogenesi che rappresenta una delle più diffuse strategie terapeutiche anti-tumorali che, spesso, viene affiancata alla chemioterapia. La ricerca è frutto di una collaborazione tra istituti di ricerca italiani: il laboratorio di Biologia Vascolare e Angiogenesi di MultiMedica, diretto dalla dottoressa Adriana Albini, il professor Armando Rossello del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Pisa e il professor Douglas Noonan dell’Università dell’Insubria di Varese. Più nel dettaglio, lo studio, durato quattro anni, ha evidenziato in test sperimentali una capacità di riduzione dell’angiogenesi, da parte dei nuovi Xantumoli, dell’80 per cento.

Lo Xantumolo possiede anche un’azione antiossidante, anti radicali liberi, ed è in grado di combattere le cellule che presentano un alterato equilibrio ossidoriduttivo, come quelle tumorali. Di qui l’importanza di svilupparne una serie di varianti sintetiche con proprietà farmacologiche più spiccate. La dottoressa Albini, direttrice del laboratorio di Biologia Vascolare e Angiogenesi di MultiMedica e direttore scientifico della Fondazione MultiMedica Onlus illustra le fasi del progetto di ricerca che ha portato alla scoperta delle proprietà di queste nuove molecole: “Abbiamo intrapreso una collaborazione con un team di chimici farmaceutici del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Pisa, coordinati dal professor Armando Rossello, che hanno progettato e sviluppato modificazioni strutturali della molecola base contenuta nel luppolo, per renderla più efficace e utilizzabile a concentrazioni più basse. Si tenga presente che il luppolo è utilizzato nella preparazione della birra sin dal VII secolo, non solo per le sue qualità rinfrescanti e aromatiche, ma anche per la sua capacità di garantire una più lunga conservazione, caratteristica legata alle sue proprietà antibiotiche”. Per scoprire se la sostanza possa essere utilizzata per la terapia e la prevenzione di tumori, sia solidi che ematologici, dopo un’analisi dell’attività biologica dei singoli, i gruppi di ricerca sono riusciti a identificare due tra i 13 nuovi derivati dello Xantumolo da loro brevettati, che sono in grado di esercitare un’attività anti-angiogenica ancora maggiore rispetto al principio naturale base dello XN.

“Abbiamo testato i derivati neo-sintetizzati che sono risultati particolarmente efficaci nell’interferire con funzioni chiave della cellula endoteliale, il mattone fondamentale che costituisce i vasi sanguigni tumorali, quali la proliferazione, l’adesione, la migrazione, l’invasione e la formazione di strutture simil-capillari. Lo studio – conclude la dottoressa Albini – apre la strada per lo sviluppo futuro su più ampia scala di analoghi sintetici dello Xantumolo da sperimentare come possibili agenti chemio-preventivi. Il passo successivo sarà quello di testare i più attivi derivati brevettati del luppolo in modelli cellulari complessi e individuare i principali interruttori molecolari coinvolti nel loro effetto anti-angiogenico e anti-tumorale come possibili bersagli da colpire, sia in approcci terapeutici sia di prevenzione”. La ricerca è stata condotta da giovani ricercatori dei laboratori partecipanti (Antonino BrunoBarbara Bassani e Denisa Baci per l’IRCCS MultiMedica, Elisa NutiCaterina CamodecaLea RosaliaElisabetta Orlandini e Susanna Nencetti, per l’Università di Pisa, Cristina Gallo per l’IRCCS Arcispedale Santa Maria Nuova Reggio Emilia) ed è stata realizzata grazie al supporto di un finanziamento da parte dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc), di una Borsa della Fondazione Umberto Veronesi (Fuv) e di fondi di ricerca dell’Università di Pisa (Fondi di Ateneo 2009-2010 e PRA-Progetti di Ricerca di Ateneo 2016/27). (EUGENIA SERMONTI)

E se gli psichiatri prescrivessero gite nei boschi anziché antidepressivi?

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E se gli psichiatri prescrivessero gite nei boschi anziché antidepressivi?

 

Gli “Shinrin-yoku” (letteralmente “bagni nella foresta”) sono una pratica comune in Giappone e consistono in brevi visite nei boschi che permettono di respirare sostanze volatili capaci di migliorare l’intera funzione immunitaria. Una camminata o escursione in una foresta corrisponde ad una pratica naturale di aromaterapia. Evidenze scientifiche hanno dimostrato come questa possa ridurre in maniera significativa ansia, depressione e rabbia.
Grazie alla presenza di fragranze e profumi, in particolare modo quelli emanati dalle conifere (fitoncidi), comunemente noti come “oli essenziali legnosi”, il rischio di problemi psicosociali legati allo stress risulta essere inferiore negli individui che compiono regolarmente tali immersioni nei boschi come parte integrante del loro stile di vita. (1, 2)
Le resine prodotte dalle piante nelle foreste sono principalmente composte da terpeni, molecole lipidiche che ricoprono un ruolo chiave nei rimedi erboristici tradizionali (oltre che ad una varietà di scopi, da aromi per la cucina a profumi di detergenti).
La natura ci offre un’incredibile varietà di terpeni di immensa importanza per tutti noi. Sono infatti più di 10.000 i terpeni individuati fino ad ora, diversi tra loro in struttura, aroma e funzione.
Alcuni esempi sono l’umulone, costituente del luppolo, responsabile del sapore amarognolo della birra; il mentolo, parte integrante di molti dentifrici; la citronella comunemente usata in detersivi liquidi; il geraniolo, presente negli spray anti-zanzare e la lavanda, per tisane serali…
Alcuni terpeni dimostrano proprietà anti-depressive e calmanti, con effetti ansiolitici.
Chiaramente, ad esclusione di specifiche allergie, questi terpeni sono sostanze ampiamente sicure e vengono perciò utilizzate in un’ampia gamma di attività umane. Ciò nonostante, le potenzialità dei terpeni non vengono ancora prese con la giusta considerazione dalla maggior parte di psichiatri e psicologi. (3)
Queste sostanze mostrano inoltre una grande biodisponibilità. Questo significa che gli effetti positivi dei terpeni possono essere riscontrati anche a concentrazioni impercettibili nel siero, e che possono quindi essere assorbiti facilmente tanto attraverso la respirazione quando l’ingestione e l’assorbimento cutaneo. (4, 5)
Quail terpeni possono funzionare come antidepressivi e ansiolitici?
Numerosi studi comportamentali in seguito alla somministrazione di olii citrici su roditori sono stati effettuati. I risultati di tali test hanno dimostrato come il limonene riduca significativamente i livelli di ansia e stress sociale. (6;7)
È stato infatti dimostrato come questa molecola veicoli le sue proprietà antidepressive attivando i recettori 5-HT 1A che portano ad un successivo rilascio di serotonina (un neurotrasmettitore capace di regolare l’umore) nella corteccia prefrontale; questa è la parte del cervello associata a funzioni quali l’espressione personale, le interazioni sociali ed i processi decisionali.
In aggiunta, il limonene aumenta anche i livelli di dopamina (un altro neurotrasmettitore in grado di portare sensazioni di appagamento) nell’ippocampo; la parte del cervello responsabile dell’apprendimento e della memoria. (8; 9)
Questi effetti sono stati confermati da uno studio clinico che ha visto un gruppo di pazienti depressi ospedalizzati essere sottoposti ad inalazioni di fragranze citriche presenti nell’aria, con una successiva normalizzazione della Hamilton Rating Scale of Depression, e l’interruzione con successo di farmaci antidepressivi in 9 su 12 pazienti e perfino un miglioramento globale della risposta immunitaria (Scopri come l’infiammazione contribuisce enormemente ad aumentare gli stati depressivi qui) (10)
Il linalolo è un terpene largamente noto per la sua attività ansiolitica. È un terpene psicotropo e gioca un ruolo cruciale negli effetti sedativi e calmanti veicolati da piante come la lavanda e la cannabis.
Il linalolo agisce attraverso la modulazione di GABA. Questo rende questo olio essenziale importante per il trattamento di convulsioni, stress ed ansia. (GABA è infatti il principale neurotrasmettitore inibitore e viene attivato da ansiolitici e anticolvulsivi).
L’olio di lavanda può anche essere di aiuto per controllare comportamenti ossessivi legati a stati di dipendenze (ad esempio shopping o alimentazione compulsiva o assunzione di droghe).
Uno studio clinico con pazienti obesi sottoposti a bypass gastrico ha riscontrato una riduzione del bisogno di assunzione di morfina nei pazienti sottoposti a somministrazioni di olio essenziale di lavanda. Riduzione non registrata nel gruppo di controllo a cui tale olio non era stato somministrato. (12)
Il fitolo, presente nella maggior parte delle piante verdi, aumenta GABA, bloccando uno degli enzimi che lo decompone.
Questo potrebbe essere il meccanismo che giace dietro gli effetti rilassanti della Cannabis Sativa e della Lactuca Sativa (lattuga).
Effetti dei “bagni nelle foreste” sullo stress ormonale
I livelli di adrenalina e noradrenalina liberi presenti nelle urine, forniscono una misura affidabile della concentrazione presente nel sistema sanguigno di questi ormoni. Bassi livelli di stress vengono generalmente associati con una diminuzione della concentrazione di attività adrenosimpatica.
Similmente, i soggetti sottoposti a “bagni nelle foreste” in studi clinici giapponesi hanno riportato una diminuzione significativa delle concentrazioni di adrenalina e noradrenalina nelle urine; un evento registrato tanto per soggetti di sesso maschile quanto di sesso femminile. (1)
Successivi studi di follow-up sono stati condotti nel 2008 con l’obiettivo di verificare se tali ridotti livelli di stress fossero esclusivamente legati al maggior tempo libero dal lavoro a disposizione dei soggetti o meno. Questa volta è stato richiesto ai soggetti di passeggiare non in un bosco ma in una normale città, in totale assenza di foreste o parchi.
La visita turistica alle città non ha registrato alcun effetto sui livelli di stress ormonale, suggerendo come sia proprio la presenza di un ambiente naturale l’elemento chiave per ottenere risultati positivi sullo stress ormonale, come evidenziato nella figura seguente.
Inoltre, bassi livelli di adrenalina in circolazione nel corpo sono stati associati ad un aumento diretto dei linfociti NK, cellule del sistema immunitario di grande importanza per la loro attività anti-tumorale come spiegheremo nel prossimo articolo su terpeni che aiutano la prevenzione dei cancri. (13, 14)
Come abbiamo spiegato in questo video, un altro elemento indicativo di stati depressivi è il livello di cortisolopresente nel sangue. È stato dimostrato come i “bagni nelle foreste” da una parte riducano i livelli di cortisolo salivari e dall’altra stabilizzino l’attività nervosa automatica. (15, 16)
Quanto spesso si dovrebbero compiere queste escursioni nei boschi?
Nei soggetti partecipanti allo studio, la maggior attività immunologica e la contemporanea minor risposta allo stress è perdurata per più di 30 giorni dopo la gita nei boschi, suggerendo come un “bagno nella foresta” al mese possa essere una raccomandazione ideale per un programma di prevenzione di stress e depressione.
Gli oli essenziali possono essere inalati o massaggiati sul corpo di una persona affetta da stress acuto o insonniae gli effetti sono genericamente quasi immediati, rendendo questo metodo, possibilmente in congiunzione con altri cambiamenti nello stile di vita (se sei interessato in nutraceutici ideali per il controllo della depressione puoi approfondire l’argomento qui), un ottimo trattamento iniziale per tali patologie completamente privo di effetti collaterali, al contrario di quanto avviene con la maggior parte degli interventi farmacologici (SSRI, MAOs, e benzodiazepine).
Referenze:
1) Qing Li. (2010). Effect of forest bathing trips on human immune function. Environ Health Prev Med . 15 (1), 9-17.
2) Morita, E Fukuda, S Nagano, J Hamajima, N Yamamoto, H Iwai, Y, et al.. (2007). Psychological effects of forest environments on healthy adults: Shinrin-yoku (forest-air bathing, walking) as a possible method for stress reduction. Public Health. 121 (1), 152-9.
3) Simonsen, J L (1947) The Terpenes. Volume I (2nd edition), Cambridge University Press, 230-249
4)Falk-Filipsson A, Lof A, Hagberg M, Hjelm EW, Wang Z (1993). d-limonene exposure to humans by inhalation: uptake, distribution, elimination, and effects on the pulmonary function. J Toxicol Environ Health 38: 77–88.
5) Jäger W, Buchbauer G, Jirovetz L, Fritzer M (1992). Percutaneous absorption of lavender oil from a massage oil. J Soc Cosmet Chem 43 (Jan/Feb): 49–54.
6) Carvalho-Freitas MI, Costa M (2002). Anxiolytic and sedative effects of extracts and essential oil from Citrus aurantium L. Biol Pharm Bull 25: 1629–1633.
7)Pultrini Ade M, Galindo LA, Costa M (2006). Effects of the essential oil from Citrus aurantium L. in experimental anxiety models in mice. Life Sci 78: 1720–1725.
8) Komiya M, Takeuchi T, Harada E (2006). Lemon oil vapor causes an anti-stress effect via modulating the 5-HT and DA activities in mice. Behav Brain Res 172: 240–249.
9) Yang Y, Raine A (November 2009). “Prefrontal structural and functional brain imaging findings in antisocial, violent, and psychopathic individuals: a meta-analysis”. Psychiatry Research 174 (2): 81–8.
10) Komori T, Fujiwara R, Tanida M, Nomura J, Yokoyama MM (1995). Effects of citrus fragrance on immune function and depressive states. Neuroimmunomodulation 2: 174–180.
11) Noma Y, Asakawa Y (2010). Biotransformation of monoterpenoids by microorganisms, insects, and mammals. In: Baser KHC, Buchbauer G (eds). Handbook of Essential Oils: Science, Technology, and Applications. CRC Press: Boca Raton, FL, pp. 585–736
12) Russo EB (2001). Handbook of Psychotropic Herbs: A Scientific Analysis of Herbal Remedies for Psychiatric Conditions. Haworth Press: Binghamton, NY.
13) Li Q, Morimoto K, Kobayashi M, Inagaki H, Katsumata M, Hirata Y, et al. (2008) Visiting a forest, but not a city, increases human natural killer activity and expression of anti-cancer proteins. Int J Immunopathol Pharmacol. 21:117-28
14) Li Q, Morimoto K, Kobayashi M, Inagaki H, Katsumata M, Hirata Y, et al. (2008) A forest bathing trip increases human natural killer activity and expression of anti-cancer proteins in female subjects. J Biol Regul Homeost Agents. 22:45-55
15) Park BJ, Tsunetsugu Y, Kasetani T, Hirano H, Kagawa T, Sato M, et al. (2007) Physiological effects of Shinrin-yoku (taking in the atmosphere of the forest)- using salivary cortisol and cerebral activity as indicators. J Physiol Anthropol. 2007;26:123-8
16) Tsunetsugu Y, Park BJ, Ishii H, Hirano H, Kagaw T, Miyazaki Y. (2007) Physiological effects of Shinrin-yoku (taking in the atmosphere of the forest) in an old-growth broadleaf forest in Yamagata Prefecture, Japan. J Physiol Anthrpol. 26:135-42

Sapevi di avere un sistema immunitario psicologico?

 

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Sapevi di avere un sistema immunitario psicologico?

Il sistema immunitario è l’insieme dei sofisticati meccanismi che difendono il nostro corpo dall’assalto di “invasori esterni” potenzialmente ostili, come virus, batteri o altre sostanze nocive che potrebbero danneggiare l’o rganismo anche in modo permanente.

È difficile accorgersene ma queste aggressioni sono un evento frequente della nostra vita quotidiana. Quando i sistemi di difesa intervengono rapidamente e riescono a sconfiggere l’invasore prima che riesca a diffondersi, non avvertiamo nessun cambiamento.

Ma quando l’attacco è particolarmente massiccio o le nostre difese non riconoscono immediatamente la natura del nemico, si scatenano una serie di sintomi che indicano che il corpo sta cercando di fronteggiare l’infezione.

Non è possibile controllare la nostra esposizione a virus, batteri e altri agenti patogeni, ma se abbiamo un sistema immunitario forte e sano, le nostre probabilità di ammalarci si riducono notevolmente.

Esistono molti modi con i quali possiamo indebolire il nostro sistema immunitario

Uno di questi è l’uso indiscriminato di farmaci, soprattutto antibiotici. Ma non solo! Anche il cattivo umore può indebolire il nostro sistema immunitario.

La paura gioca un importante ruolo nel coordinare l’attivazione del sistema simpatico

Già da molti anni è nota la stretta relazione tra psiche e sistema immunitario, una relazione che coinvolge fortemente anche il sistema nervoso e quello endocrino (è ormai famosa la sigla PNEI per indicare una nuova disciplina multidisciplinare: la psiconeuroendocrinoimmunologia).

Psicologi come Dan Gilbert della Harvard University, affermano, infatti che esista anche un sistema immunitario psicologico. E le persone che lo rafforzano possono affrontare meglio avversità e problemi senza che questi generino loro troppa ansia, depressione o disperazione.

Secondo questa teoria, allo stesso modo in cui ci sono persone praticamente immuni ai virus che raramente si ammalano, ci sono anche quelli che possono affrontare le peggiori tragedie con maggiore forza d’animo, mentre altri vanno in pezzi, si rattristano o si stressano di fronte ai problemi più insignificanti.

Ma la verità è che tutti noi abbiamo un sistema immunitario psicologico. Gli studi indicano che circa il 75% delle persone riesce a trovare un nuovo equilibrio che permette loro di essere felici circa due anni dopo aver vissuto una grande tragedia.

Il sistema immunitario psicologico si incarica di costruire una rete di sicurezza per proteggerci dagli effetti dello stress cronico e ci dà la forza di sopportare gli eventi più terribili. Mentre il sistema immunitario biologico ci mantiene in vita proteggendoci dalle malattie, il sistema immunitario psicologico attenua l’impatto dello shock emotivo e ci permette di andare avanti.

Sopravvalutarsi è una strategia per proteggere l’autostima

Il sistema immunitario psicologico mette in campo diverse strategie per proteggerci, una di loro consiste nell’evitare che ci odiamo per i nostri fallimenti. Per questo motivo tendiamo ad attribuire i problemi (dare la colpa) a fattori esterni, come il governo, un impiegato incompetente o semplicemente la malasorte.

In questo modo conserviamo la nostra autostima e ci sentiamo meno depressi, frustrati o senza speranza. Infatti, uno studio condotto presso la Virginia Commonwealth University ha scoperto che le persone inclini alla depressione hanno in realtà una visione più obiettiva del mondo e sono spesso più logiche e riflessive. Al contrario, chi ha un atteggiamento più ottimista è perché mette in pratica alcuni comportamenti che lo aiutano ad affrontare meglio la realtà.

Pertanto, non sorprende che, confrontandoci con gli altri, pensiamo di essere più intelligenti, avere meno pregiudizi, essere più corretti e che vivremo più a lungo.

Non si tratta di qualcosa di negativo. Infatti, gli psicologi della University of California sostengono che gli stati mentali di autoaffermazione positiva, incluse le illusioni positive, aiutano a ridurre lo stress. Questi ricercatori hanno visto che le malattie incurabili progredivano più lentamente nelle persone che nutrivano illusioni ottimiste, anche se queste erano irrealistiche, dato che hanno un effetto protettivo.

Da un punto di vista biologico, ciò è dovuto all’azione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, che regola dalla digestione e la temperatura corporea fino all’umore, l’energia fisica e il sistema immunitario biologico. Questo asse modula anche la nostra risposta allo stress, così si è visto che le persone con una percezione positiva di se stesse hanno un asse ipotalamo-ipofisi-surrene più sano rispetto a chi ha una percezione più negativa di sé.

Dobbiamo solo assicurarci di non perdere troppo il contatto con la realtà e che queste illusioni non siano così irrealistiche da causarci sofferenza.

La nostra mente pensa automaticamente positivo

Diversi studi suggeriscono che le persone hanno una paura infondata degli eventi negativi. Noi tutti tendiamo a immaginare sempre le conseguenze peggiori e supponiamo che reagiremo molto male, ma in realtà, quando ci troviamo di fronte a questi problemi tendiamo a rispondere meglio di quanto pensassimo. Questo perché di solito sottovalutiamo la nostra resilienza. Di conseguenza, né gli eventi positivi e neppure quelli negativi cambiano la nostra vita tanto quanto pensavamo.

Infatti, quando si tratta di affrontare le avversità, è meglio lasciare che il nostro inconscio prenda le redini. Uno studio condotto presso l’Università Statale della Florida ha rivelato che quando ci vengono improvvisamente alla mente pensieri relativi alla morte, sia la propria o quella di persone che amiamo, il nostro cervello resta paralizzato molto a lungo nella negatività o nella paura, prima di iniziare a spostarsi verso pensieri più positivi.

Nell’esperimento, gli psicologi prepararono oltre 100 persone perché pensassero alla loro propria morte. A un altro gruppo venne chiesto di immaginare un evento spiacevole, come andare dal dentista. In seguito mostrarono loro alcune radici di parole da completare, come “go”, da cui potevano ottenere termini come “governo” o “godo”. In questo modo i ricercatori valutarono il loro stato emotivo inconscio.

Fu così che scoprirono che coloro che avevano pensato alla morte tendevano a scegliere parole più positive, come “godo”. Questo meccanismo che funziona a livello inconscio è il sistema immunitario psicologico in azione, cercando di mitigare gli effetti del dolore e della sofferenza, portandoci a vedere il lato positivo della vita, anche quando ci troviamo di fronte agli eventi più devastanti.

“Alla luce di queste ricerche interventi psicologici che favoriscano il ripristino di situazioni relazionali armoniche, consentendo un migliore adattamento alle sfide che pone la vita, sono destinati ad assumere una crescente importanza nelle strategie da adottare per il mantenimento e il recupero della salute”

Come rafforzare il sistema immunitario psicologico?

Il sistema immunitario psicologico è composto da due elementi essenziali: la resilienza, che implica affrontare le avversità senza cadere a pezzi uscendone rafforzati, e l’eudaimonia, che afferma che la felicità sostenibile non viene dal piacere, ma dal senso della vita. Pertanto, per rafforzare il tuo sistema immunitario psicologico devi:

Trova il senso della vita (della tua)

Le persone che sanno “per cosa vivere”, sono in grado di stabilire “come vivere” anche nelle situazioni più difficili. Se abbiamo una buona ragione per vivere le avversità ci colpiranno comunque ma ne usciremo rafforzati.

Impara a concentrarsi su ciò che è positivo

Le persone resilienti sono quelle che, anche nelle avversità, non crollano e sono in grado di trovare il lato positivo anche nelle situazioni più complicate. Ogni situazione, per quanto negativa possa apparire, racchiude sempre una lezione che si trasforma in un’opportunità per crescere.

Pratica il distacco

Significa considerare la vita come il flusso di un fiume, dove tutto viene e tutto va. In questo modo riusciremo ad accettare tanto le cose buone come le cattive, sapendo che non sono eterne e che, prima o poi, dolore e sofferenza spariranno.

Domina l’attenzione

David Kessler, specializzato nella morte e nella sofferenza, ritiene che la maggior parte delle malattie mentali siano causate da qualcosa che cattura la nostra attenzione in modo ossessivo. Quindi, se siamo in grado di dominare la nostra attenzione, svilupperemo un sistema immunitario psicologico più efficace. Infatti, il maestro indiano Shantideva disse al proposito: “una persona distratta vive continuamente nelle fauci delle afflizioni mentali.”

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fonte: http://psicoadvisor.com/sapevi-un-sistema-immunitario-psicologico-7030.html

L’argilla: l’antico, straordinario rimedio naturale troppo spesso “sottovalutato” dalla medicina ufficiale!

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L’argilla: l’antico, straordinario rimedio naturale troppo spesso “sottovalutato” dalla medicina ufficiale!

L’ argilla rappresenta uno dei più antichi rimedi naturali conosciuti, si dice che il suo uso risale ai principi dell’umanità, poiché l’uomo istintivamente, imitando gli animali che si rotolano nel fango, ne abbia conosciuto le proprietà.

Ha proprietà antinfiammatorie, purificanti, lenitive, antibiotiche, cicatrizzanti, antisettiche, idratanti, disintossicanti, decongestionanti, immunostimolanti, tonificanti, rinfrescanti e molto altro.

I vantaggi dell’argilla sono molteplici giacché è un efficace antibiotico, utile a disintossicare l’organismo, mantiene la salute dell’apparato digerente, arricchisce il sangue, assorbe le radiazioni nocive, distrugge le cellule malate, rivitalizza il metabolismo, stimola le funzioni della pelle, favorisce l’eliminazione dell’acido urico e tonifica in genere.

Tutte le argille hanno le stesse qualità ma in proporzioni diverse.

Benefici Argilla Verde

Utile negli impacchi come antinfiammatorio, analgesico e ingerita calma le ulcere dello stomaco e regola le funzioni intestinali. Ne va preso un cucchiaio in un bicchiere d’acqua e lasciato riposare in modo che l’argilla si depositi nel fondo, si beve al mattino appena svegli.

Stimola la circolazione di ossigeno, nutre e rigenera la pelle deteriorata e può essere usata anche come shampoo per capelli grassi.

Argilla Bianca Benefici

Questo tipo di argilla è più neutra e delicata ed è impiegata principalmente per uso interno.
Per uso esterno può essere applicata come cataplasmi e maschere, nei bambini si può applicare per la disinfezione. Può essere utilizzata anche come collutorio orale e borotalco per i bambini.

Rimedi naturali Argilla Rossa

E’ un’argilla utilizzata soprattutto a livello medicinale per la sua capacità di assorbire le ulcere gastriche, colite e gastrite. È utilizzata anche per bagni medicamentosi, problemi di pelle e inoltre è un ottimo tonico.

Tutte le tipologie del fango argilloso possono essere applicate in molti modi diversi interni o esterni ma è fondamentale che né il metallo né la plastica entrino in contatto con la sostanza.

Possiamo preparare l’argilla in modo naturale, o mescolandola con oli, infusi o tinture. Sempre in base all’impiego che ne dobbiamo fare.

Nelle ferite e nelle ustioni può essere messo direttamente una volta preparato con acqua se invece si tratta di fratture e distorsioni, possiamo anche miscelarla in un infuso di arnica.

Per la cellulite possiamo fare degli impacchi nelle zone da trattare, miscelando l’argilla con infuso di betulla o di centella asiatica.

In casi di febbre, possiamo fare dei cataplasma da applicare sull’addome e sostituendoli ogni volta che andrà a riscaldarsi, tendono ad assorbire il calore.

Il suo utilizzo può avere delle controindicazioni, e per tanto è sempre bene sentire il consiglio del proprio medico quando decidiamo di prenderla per via orale.

Fonte: https://www.ambientebio.it/rimedi-naturali/argilla-proprieta-e-benefici/

“Questo è il nostro mondo” un altro fantastico corto di Steve Cutts

Steve Cutts

 

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“Questo è il nostro mondo” un altro fantastico corto di Steve Cutts

Il video animato di Moby sulla dipendenza da smartphone

È stato definito dallo stesso Moby “uno dei video più belli mai stati fatti su una sua canzone“. È il clip uscito a ottobre sull’ultimo suo singolo Are You Lost In The World Like Me?, realizzato dal disegnatore Steve Cutts con uno stile d’animazione ispirato ai cartoni anni ’30. Il tema è uno di quelli più discussi e controversi dei nostri tempi: l’alienazione causata dalla diffusa dipendenza da smartphone ed accessori elettronici nella vita quotidiana. Tema che sembra molto sensibile per Moby, che ha commentato la cosa con parole forti, accusando di fatto l’umanità di “aver distrutto la nostra stessa capacità di avere interazioni con le persone“.

 

Oncologia, tagliati la treccia e mettila in banca…

Oncologia

 

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Oncologia, tagliati la treccia e mettila in banca…

Parte da Buenos Aires, Roma e Bari.Il tam tam in rete: donate i capelli naturali che diventano parrucche a basso costo. Per i malati curati con la chemioterapia

di GIUSEPPE DEL BELLO

UNA RAGAZZA allo specchio, il suo sorriso e quella treccia nera che la forbice sta per recidere. È uno spot, una semplice foto. Che racconta perché e come si può aiutare chi sta combattendo contro il cancro. Donare i propri capelli, sapendo che non saranno spazzati via ma che, riciclati, diventeranno una parrucca. Naturale, e che tornerà sulla testa di chi li ha persi a causa della chemio. Emmina, Sabrina, Paula, Yvette. Quattro nomi, la sintesi di una solidarietà che non conosce confini. Che unisce un continente all’altro. Che parte da lontano e che, per magica sincronia, scatta in contemporanea tra Roma, Bari e Buenos Aires. Un tam tam che potrebbe (e dovrebbe) espandersi. Sabrina è la prima a postare su Facebook: «Qualche giorno fa ho donato i miei capelli. Adesso sono sulla testa di Belén, una bimba di Moreno (Buenos Aires) in chemio». Segue una sfilza di ringraziamenti a chi ha partecipato alla catena solidale. E quindi l’hashtag #Contagiate #donatupelo@ sabrinasuarezpombo, vuol dire “Diffondete, donate i vostri capelli”.

Dall’altra parte della terra c’è chi legge e lo fa suo. Paula abita a Roma, anche lei è di Buenos Aires, anche lei ha una figlia che di anni ne ha cinque. A Emmina racconta la storia di una bimba come lei: «Belén sognava di riavere i suoi bei capelli, li aveva persi perché malata. Noi possiamo aiutarla, le mandiamo in segreto una tua treccia»?
La piccola non è molto convinta, piuttosto i capelli lunghi e lucidi la proiettano nel mondo delle fate. E di Rapùnzel, la principessa dalla treccia di 20 metri. Poi però, prevale il senso di giustizia di una mamma che sa educare. Grazie anche al parrucchiere che attenua quel primo dolore infantile con un taglio corto che mette in risalto i lineamenti della bimba. “Nuova vita ai capelli di Emmina”, è il post che, subito dopo, Paula affiderà a Fb: «La banca dei capelli crea e distribuisce le parrucche ai malati di cancro ».

E sempre in rete, su Google, si scopre che anche in Italia era partita un’iniziativa simile a quella di Sabrina. Ad Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, dove Yvette Portelli, ha mosso mezzo mondo per portare avanti il progetto. Yvette è di Malta, ma vive in Puglia da tre anni. Nel 2014 perde Nirvana, l’amica del cuore morta di cancro al seno: «Aveva fatto la chemio, e io riuscivo solo a dirle: vedrai, starai bene. Invece se n’è andata, anche lei aveva perso i capelli. Ne aveva risentito molto. Come spesso accade, le pazienti non si riconoscono più in un’estetica mutata. Così organizzai “Non siete sole”, la prima manifestazione di solidarietà con il coinvolgimento di un parrucchiere di Acquaviva. Per prima, mi sottoposi a un taglio radicale, ne soffersi ma pensai a quelle donne per le quali la rinuncia è obbligata». Ma recidere una ciocca o tutta la chioma non basta. Yvette va in giro per la Puglia. Cerca e trova un’azienda di Bari che fa parrucche. Stringe un patto. Che prevede l’invio dei capelli veri da parte dei donatori e la restituzione da parte della ditta di una parrucca sintetica che oggi ha un costo tra i 250 e i 500 euro. Uno “scambio” solidale che consentirà a tante pazienti con reddito basso di ricevere un toupet fatto apposta.

«Da ogni chilo di capelli si otteneva una parrucca sintetica – spiega Portelli – poi, dopo quella prima esperienza abbiamo trovato un’altra piccola ditta in Sicilia, dove fanno parrucche con capelli veri. Noi mandiamo a spese nostre i capelli con corriere. E loro ci spediscono gratis la parrucca che a sua volta inviamo alla paziente per solo 15 euro». Ma Yvette ha ancora un obiettivo. Ambizioso, non impossibile: «Fare noi le parrucche ad Acquaviva, così chi vuole può scegliere direttamente ciò di cui ha bisogno».
fonte: http://www.repubblica.it/salute/medicina/2017/09/22/news/oncologia_tagliati_la_trecca_e_mettila_in_banca-176192184/?ref=fbp5

Tumori: nel luppolo della birra l’arma che aiuterà a contrastare il cancro?

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Tumori: nel luppolo della birra l’arma che aiuterà a contrastare il cancro?

Birra contro i tumori? A patto che se ne beva poca e con responsabilità, la scienza avrebbe già confermato parecchie volte i suoi benefici. E ora è stato dimostrato che questa bevanda potrebbe contenere anche alcune sostanze utili per contrastare il cancro. Tutto merito del luppolo.

Secondo gli studiosi del dipartimento di Farmacia dell’Università di Pisa, infatti, la birra ha in sé una molecola in grado di “affamare” il tumore al punto da contrastarne la diffusione.

I ricercatori, guidati da Armando Rossello, si sono basati sulle proprietà antiangiogeniche di un fitocomposto, il cosiddetto Xantumolo (XN), un flavonoide che si trova  in discrete quantità proprio nel luppolo e nella birra e ha notevoli proprietà benefiche.

La ricerca è stata svolta in collaborazione con il gruppo della dottoressa Adriana Albini, direttrice del laboratorio di Biologia vascolare e angiogenesi di MultiMedica e direttore scientifico della Fondazione MultiMedica Onlus, e del professor Douglas Noonan, dell’Università dell’Insubria di Varese. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista internazionale “European Journal of Medicinal Chemistry”.

Lo studio

Due dei nuovi derivati dello Xantumolo brevettati sono in grado di esercitare un’attività anti-angiogenica ancora maggiore rispetto al principio naturale base dello XN.

Da questa ipotesi, lo studio è arrivato a dimostrare che i nuovi Xantumoli sono in grado di ridurre l’angiogenesi dell’80% in test sperimentali e sono  efficaci nell’interferire con le funzioni chiave della cellula endoteliale, che è la struttura di base cellulare che costituisce i vasi sanguigni tumorali.

Questa ricerca – spiega il professor Rossello – ha avuto l’obiettivo di progettare e sviluppare modificazioni strutturali della molecola dello xantumolo per migliorarne le proprietà anti angiogeniche mantenendo la sua bassa tossicità”.

Il passo successivo – ha aggiunto la dottoressa Albini – sarà quello di testare i più attivi derivati brevettati del luppolo in modelli cellulari complessi e individuare i principali interruttori molecolari coinvolti nel loro effetto anti-angiogenico e anti-tumorale come possibili bersagli da colpire, sia in approcci terapeutici sia di prevenzione”.

Si tratta di risultati che chiaramente aprono la strada a uno sviluppo futuro su più ampia scala di analoghi sintetici dello Xantumolo, ma è ancora tutto da sperimentare.

Germana Carillo

 

fonte: https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/25190-luppolo-tumori

Comportatevi come se foste felici e lo sarete davvero

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Comportatevi come se foste felici e lo sarete davvero

L’essere umano è un’entità complessa guidata e dominata dalle emozioni. Le emozioni ci inducono a scelte (giuste o sbagliate che siano). Le emozioni possono farci provare freddo o caldo. Le emozioni possono distruggerci la vita oppure possono renderla un posto meraviglioso.

Per poter abbracciare la felicità, non dobbiamo essere in balia delle nostre emozioni ma dobbiamo imparare a reagire, dobbiamo prendere il controllo della nostra vita e muoverci verso il cambiamento e il benessere.

Molte persone sono abituate a lasciarsi guidare dagli eventi. Sono preda delle emozioni e soprattutto preda degli impulsi inconsci. Una persona dovrebbe essere un’entità in continua evoluzione e non un sistema radicato nelle stesse idee e negli stessi atteggiamenti.

Un errore commesso da molti è l’auto-svalutazione affiancata da un’eccessiva auto-critica. Questi due fattori sono altamente limitanti e precludono felicità e crescita personale. Ecco un esempio pratico.

Se avete commesso un errore, essere severi con se stessi non vi porterà da nessuna parte. Poniamo per ipotesi che avete fatto una figuraccia a lavoro. Con una severa auto-critica e l’auto-svalutazione, la vostra mente non solo vi condanna per l’errore commesso ma riporta alla memoria molte delle figuracce collezionato in passato. Questo meccanismo non solo vi fa stare male in quel momento ma non vi consente di crescere. Vi blocca e vi condanna all’infelicità.

In una condizione mentale “convalidante”, la vostra mente dovrebbe pensare “ok, ho commesso un errore ma ho imparato e in futuro andrà meglio”. E’ così che ragionano le persone soddisfatte di sé ed è in questo modo che la pensano le persone felici.

Se non riuscite a essere felici, probabilmente non siete soddisfatti di voi stessi… e gli eventi della vostra vita sono solo la conseguenza della vostra insoddisfazione. Siete caduti in un circolo vizioso che vi tiene in trappola ma… non è impossibile uscirne.

Le ricerche dimostrano che il pensiero negativo e l’atteggiamento auto-svalutativo sono il fulcro responsabile della bassa autostima, dell’insuccesso e dall’infelicità cronica.

L’approccio che usiamo alla vita così come il nostro stile di pensiero, condizione fortemente la qualità della vita che viviamo.

Essere felici significa amarsi

Le persone con una buona e sana stima di sé sono in grado di sentirsi bene con se stesse, sono in grado di apprezzare e riconoscere i piccoli risultati ottenuti. Le persone con una buona autostima riconoscono di non essere perfetti, conoscono i loro punti deboli e lavorano ogni giorno per migliorarsi.

Tenere vivi ricordi di esperienze negative, vi rende sono più vulnerabili e meno propensi al miglioramento. L’auto-svalutazione è demotivante e senza motivazioni non si va avanti.

Attenzione! Le persone non sono soddisfatte di sé perché sono felici ma è vero il contrario: le persone riescono a essere felici perché hanno basi sicure e sono soddisfatte di sé.

Insomma, la via per la felicità è l’amor proprio. La felicità non è un dono ma una capacità da coltivare ogni giorno.

10 regole per coltivare la felicità

Ecco alcuni preziosi consigli da applicare (tutti i giorni) per praticare la felicità.

  1. Siate buoni con voi stessi.
    L’eccessiva autocritica è dannosa e non vi porta da nessuna parte.
  2. Perdonatevi ogni errore.
    Abbiamo visto come l’auto-svalutazione può compromettere la vostra vita.
  3. Self-talk positivo.
    Quando parlate con voi stessi, mantenete sempre toni positivi. Trasformatevi nel vostro coach benevole e compassionevole.
  4. Alimentazione
    Preparate pasti sani. Concentrate i vostri sforzi sulla cura del vostro corpo.
  5. Ambiente esterno
    Organizzate la vostra stanza e curate casa vostra. Un ambiente organizzato ed esteticamente gradevole può avere un buon impatto sulla psiche. Non è necessario ristrutturare casa, ma solo metterla in ordine e riorganizzare quelle cose che non vanno.
  6. Sposatevi
    Fatevi una promessa di matrimonio, promettete di amarvi e prendervi cura di voi stessi. Sposate la bella persona che vive in voi.
  7. Regali
    Acquistate solo le cose che vi piacciono davvero… non qualcosa per accontentarvi. Non cadete nella trappola: non è una questione di budget ma di sicurezza interiore.
  8. Formazione
    Investite tempo ed energie nell’acquisire nuove abilità. Se vi piace, fate un corso di cucina, di yoga o iscrivetevi a un corso di nuoto…. Regalate a voi stessi più abilità e conoscenze.
  9. Meditazione
    Ritagliatevi del tempo per praticare respirazione profonda, tecniche di rilassamento muscolare o meditazione. Queste pratiche vi aiuteranno a connettervi con voi stessi e a comprendere i vostri reali bisogni.
  10. Non caricatevi troppo
    La vostra vita, il vostro tempo, ha un grosso valore. Non sprecatelo nel gratificare gli altri a discapito della gratificazione personale.

La felicità non arriva da sola: va costruita giorno dopo giorno. La felicità non è un regalo che arriva da solo…! La convinzione che la felicità sia soltanto un dono “per persone fortunate”, nasce come concetto per perpetuare insoddisfazione, frustrazione, invidia e tristezza. Una volta capito che la felicità si conquista, sta a voi agire al meglio!

 

 

fonte: http://psicoadvisor.com/comportatevi-foste-felici-lo-sarete-davvero-7228.html