Se ancora non vi vergognate abbastanza di essere “umani”, ecco la storia dei cacciatori che sparano agli animali in fuga dagli incendi in Val di Susa…!

 

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Se ancora non vi vergognate abbastanza di essere “umani”, ecco la storia dei cacciatori che sparano agli animali in fuga dagli incendi in Val di Susa…!

 

LA STORIA DEI CACCIATORI CHE SPARANO AGLI ANIMALI IN FUGA DAGLI INCENDI IN VAL DI SUSA.

È notizia di queste ore la denuncia da parte di diverse associazioni animaliste su cacciatori che sparerebbero alla fauna in fuga dalle fiamme in Val di Susa.

Tutto è partito da un comunicato della Lipu-BirdLife Italia. «Gli incendi che divampano nelle vallate piemontesi da una settimana stanno mettendo a dura prova boschi ed ecosistemi montani, già messi in crisi dalla perdurante mancanza di precipitazioni. Roghi quasi sempre di origine dolosa (nel torinese i Vigili del fuoco hanno trovato inneschi), favoriti dalla perdurante siccità e dal vento dei giorni scorsi. Cui si aggiunge un fatto gravissimo: cacciatori che aspettano la fauna in fuga per sparargli».  Riccardo Ferrari, consigliere della Lipu spiega quanto questo aspetto possa esser pericoloso per il «rischio incolumità del personale che opera per contrastare gli incendi». Finora non ci sono testimonianze video, né immagini che possano confermare questa tesi. Sta di fatto che la polemica sta montando. Anche perché in queste ore ENPA, LAC, LAV, LEAL, LEGAMBIENTE Circolo L’Aquilone, LIDA, OIPA, PRO NATURA, SOS Gaia, chiedono la sospensione dell’attività venatoria su tutto il territorio regionale. Ma cosa c’è di reale in questa notizia? Cosa si dovrebbe fare per tutelare di più un paradiso messo a durissima prova dagli incendi di questi giorni?

tratto da: http://www.giornalettismo.com/archives/2637500/val-susa-cacciatori-sparano-animali-incendi-live

Smile Mirror: lo specchio per i malati di tumore che funziona solo se sorridi.

 

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Smile Mirror: lo specchio per i malati di tumore che funziona solo se sorridi.

Tumori, uno specchio hi-tech che aiuti a sorridere. Un amico nuovo, un metodo diverso, per tirare su di morale i malati di cancro.  È questa l’idea di base di tale Berk Ilhan, designer che a New York inventa cose per “trasformare in positive esperienze spiacevoli”.

Lo “smile mirror” altro non è che un dispositivo plug-in, molto simile a una tavoletta, dotato di uno specchio, di una fotocamera integrata e di un software di riconoscimento facciale per indicare quando un individuo sorride. La tecnologia di riconoscimento del viso, in pratica, cattura l’espressione del volto e induce la superficie dello specchio a cambiare quando viene rilevato un sorriso.

Si può appendere al muro o appoggiarlo su un tavolo ed è un oggetto pensato principalmente per persone affette da tumore, per le quali, secondo Berk, dovrebbe servire come “terapia del buonumore”, dal momento che è ormai certo che anche un sorriso può dare un aiuto concreto al processo di cura: il paziente si sforza di sorridere e riceve di riflesso una sua immagine più serena.

Dopo aver assistito alla lotta di un suo parente contro un cancro e al calvario delle terapie tradizionali, Berk Ilhan ha infatti deciso di concentrare il suo lavoro principalmente su prodotti che potrebbero portare solo una ventata di gioia.

Le nostre espressioni facciali influenzano il modo in cui ci sentiamo – racconta Ilhan. Se noi ‘costringiamo’ i nostri muscoli facciali a sorridere, il nostro cervello pensa che qualcosa di buono sia accaduto e come risultato, [si sente] felice”.

Il designer ha trascorso due anni a progettare e sviluppare lo specchio con la sola idea che sorridere, anche quando ci si sforza di farlo, può davvero farci sentire meglio. Mentre studiava alla Scuola di Arti Visive di New York e consultava oncologi e pazienti affetti da tumore, una sola cosa gli è stata chiara: una risata migliora la funzionalità del sistema immunitario e fa vivere meglio e, d’altronde, molte sono le ricerche che affermano che ridere può sicuramente aumentare il benessere della propria vita, sostenendo anche l’ipotesi di una vera “terapia dell’umorismo”.

Ilhan sta attualmente producendo lo specchio in quantità limitate al prezzo di 2mila/3mila dollari, ma lancerà presto una campagna su Kickstarter con cui spera di raccogliere fondi sufficienti per portare il prezzo a 500 dollari, sperando anche di donare lo specchio agli ospedali.

 

fonte: https://www.greenme.it/tecno/gadget/25517-specchio-smile-mirror

GINO STRADA: il Nobel per la Pace? Lo restituirei al mittente un’ora dopo. Credo anzi che, visto i recenti premiati, ora dovrebbero chiamarlo Nobel per la Guerra !!

GINO STRADA

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Breve ontervista a Gino Strada di qualche anno fa, sempre attualissima.

GINO STRADA: il Nobel per la Pace? Lo restituirei al mittente un’ora dopo. Credo anzi che, visto i recenti premiati, ora dovrebbero chiamarlo Nobel per la Guerra !!

Si parla del Nobel per la Pace, ormai da un pochino di tempo. Che effetto le fa?
Non mi fa nessun effetto perchè il Nobel per la Pace lo restituirei al mittente un’ora dopo. Credo che dovrebbero cambiare persino il nome di quel premio lì. Visto chi sono stati molti dei premiati negli anni recenti. Direi che forse si dovrebbe chiamare il Nobel per la Guerra.
Dott. Strada, è vero che Renzi le ha offerto il posto di Ministro della Salute?
Ma no, non è vero.
Non le è mai arrivata questa offerta?
Assolutamente no.
Ma se fosse arrivata?
Io avrei risposto come ho risposto altre volte. Chiarendo benissimo qual’è la mia idea di sanità. Io sono assolutamente contro qualsiasi forma di profitto nella sanità. E farei questo anche in Italia. Eliminerei il profitto dalla sanità italiana. Siccome su questo non è d’accordo nessuno dei politici che attualmente dirigono la sanità, nè di quelli che l’hanno diretta negli anni passati, non capisco che senso abbia fare a me una proposta del genere. La facciano con chi è d’accordo con questo tipo di medicina che è quella che fa sì che oggi in Italia ci siano più di 10 milioni di persone che non riescono più a curarsi perchè non ce la fanno economicamente.

 Guarda il video: QUI

 

Lotta al colesterolo, ecco la svolta: basta un’iniezione per ridurlo del 70%

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Lotta al colesterolo, ecco la svolta: basta un’iniezione per ridurlo del 70%

Un’iniezione che riduce fino al 70% del colesterolo. I farmaci più innovativi per combattere colesterolo e trigliceridi alti sono piccoli “sabotatori” che vanno a intralciare il metabolismo dei lipidi, impedendo che i livelli nel sangue diventino eccessivi. Si chiamano oligonucleotidi antisenso e ne hanno discusso gli esperti riuniti per il Congresso nazionale della Società italiana di medicina interna (Simi) a Roma, sottolineando come questi piccolissimi frammenti di Rna siano molto efficaci nel bloccare “dall’interno” la produzione di proteine implicate in numerose malattie come le coronaropatie, l’arteriosclerosi o anche il cancro. Le sperimentazioni cliniche di fase 2 su vari oligonucleotidi antisenso mirati al controllo dei lipidi hanno infatti dimostrato che con questo approccio è possibile ridurre fino al 70% trigliceridi e colesterolo in eccesso con minor costi rispetto agli anticorpi monoclonali e meno effetti collaterali delle statine.

Colesterolo, ecco come abbassarlo

Ulteriori studi (circa una trentina) sono attualmente in corso o in fase di avvio con gli oligonucleotidi in varie malattie, in quanto l’approccio è universale e si può adattare a moltissimi disturbi metabolici. «Il meccanismo d’azione è semplice – spiega Domenico Girelli, docente di medicina interna dell’Università di Verona, coinvolto nell’individuazione dei bersagli molecolari e in una sperimentazione in fase di avvio anche in Italia – si tratta di piccoli frammenti di Rna costruiti in laboratorio usando molecole, i nucleotidi, acidi nucleici identici a quelli che compongono sia Dna che l’Rna, ma con una sequenza invertita, per questo si chiamano “antisenso”. In altre parole si utilizzano gli stessi mattoni, ma si costruisce un muro alla rovescia». «Quando questa catena si inserisce in quella vera – aggiunge l’esperto – crea una serie di errori che bloccano la proteina Pcsk9 responsabile della concentrazione del colesterolo cattivo. Infatti, quando entra in circolo la Pcsk9 degrada una seconda proteina “spazzina” incaricata di rimuovere l’Ldl nel sangue: mettendo fuori uso la Pcsk9 i livelli di Ldl restano bassi proteggendo dalle malattie cardiovascolari correlate al colesterolo».

Le sperimentazioni

In passato le terapie con oligonucleotidi antisenso, studiate anche in oncologia come possibili antitumorali, fallivano perché spesso non si riusciva a portare il farmaco dove necessario prima che venisse degradato dall’organismo; gli oligonucleotidi antisenso di seconda generazione sono modificati chimicamente per essere più resistenti e vengono associati a molecole che li aiutano ad arrivare agli organi bersaglio, come fegato, cuore e muscoli. Le sperimentazioni cliniche di fase 1 e 2 con i nuovi oligonucleotidi antisenso mostrano riduzioni di colesterolo e trigliceridi fino al 70%, sono perciò molto promettenti.

«Lo sono anche perché i costi di realizzazione del farmaco sono stimati in circa un decimo rispetto agli anticorpi monoclonali – interviene Franco Perticone, presidente Simi – Inoltre, si tratta di farmaci con una durata d’azione molto lunga: nel caso dell’oligonucleotide antisenso mirato a Pcsk9 due, tre somministrazioni l’anno con iniezione sottocute sono sufficienti a ottenere un effetto anti-colesterolo simile a quello delle statine. Soprattutto, sono terapie estremamente selettive e quindi con il potenziale di un’ottima sicurezza e tollerabilità: gli oligonucleotidi antisenso possono legarsi solo al loro bersaglio, una volta individuato il target giusto possiamo costruire farmaci super-selettivi certi che non influenzeranno negativamente nessun altro organo o sistema. Esiste già un farmaco a base di oligonucleotidi antisenso approvato dalla Food and Drug Administration – ricorda – si tratta di mipomersen, indicato per l’ipercolesterolemia familiare. Molti sono gli studi in corso con altri prodotti, la speranza è avere in un prossimo futuro nuove armi per combattere le iperlipidemie e ridurre così il rischio cardiovascolare, sia nei casi in cui c’è una predisposizione genetica, sia nei pazienti in cui il problema dipende soprattutto da uno scorretto stile di vita».

fonte: http://www.secoloditalia.it/2017/11/lotta-al-colesterolo-la-svolta-basta-uniniezione-per-ridurlo-del-70/

Smettere di fumare è possibile? Sì, con la Citisina bastano 5 giorni. Ecco perché

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Smettere di fumare è possibile? Sì, con la Citisina bastano 5 giorni. Ecco perché

Un farmaco di derivazione naturale e di nuovissima generazione permette di dire addio alle sigarette in soli 5 giorni. Ecco di cosa si tratta, dove trovarlo e come funziona

Un rimedio che pochi conoscono ma che è stato recentemente validato da numerosi test scientifici. Si tratta di una molecola denominata citisina che può anche essere preparata dal proprio farmacista. I risultati ottenuti sui soggetti fumatori sembrano essere entusiasmanti. Il farmaco, però, non è esente da effetti collaterali. Ecco tutto ciò che dovresti sapere.

Cos’è la Citisina?
La Citisina è un alcaloide completamente naturale che si trova in alcune piante della famiglia della Fabacee. Uno dei vegetali più utilizzati per estrarre il principio attivo è il Cytisus laburnum L., una pianta che, paradossalmente, viene anche chiamata finto tabacco (fake tobacco).

Niente di nuovo
Come spesso accade, i rimedi che utilizziamo oggigiorno sono stati oggetto di numerose ricerche scientifiche avvenute anche mezzo secolo fa. I primi importanti studi sulla Citisina, infatti, sono stati effettuati intorno al 1960 ed erano proprio rivolti alla dipendenza da fumo. Solo nel 2011, però, le ricerche cominciarono ad essere un po’ più approfondite e le prove di efficacia furono pubblicate New England Journal of Medicine. Ma il vero successo si ottenne solo due anni fa, quando gli studi evidenziarono che la sua efficacia era addirittura superiore alla terapia sostitutiva nicotinica e i costi dieci volte inferiori.

–          Sapevi che…?
Uno studio pubblicato su Molecular medicine reports ha evidenziato un effetto pro-apoptosi della Citisina nei confronti delle cellule cancerogene. Lo studio ha dimostrato come la molecola inibisca la crescita delle cellule HepG2 in maniera dose-dipendente.

Lo trovi in farmacia
E’ possibile acquistare la Citisina nella propria farmacia di fiducia sotto fortma di preparazione galenica, quindi si può ottenere solo nei punti vendita dotati di laboratorio interno. Al contrario, in altri paesi europei, c’è un farmaco già pronto commercializzato con il nome di Tabex. In entrambi i casi per l’acquisto occorre la ricetta del proprio medico curante.

I vantaggi della Citisina
Questa molecola resa disponibile grazie a un progetto chiamato Citex, offre numerosi vantaggi. Il primo è quello d poter avere a disposizione una dose personalizzata richiesta dal medico in base alla situazione del paziente. In altri casi la dose media è di 1,5 mg. Il costo, inoltre, è molto ridotto e un mese di terapia può costare un massimo di 35 euro – il cui importo è detraibile. Il preparato è disponibile sia in gocce che capsule.

Come si usa la Citisina
Il trattamento standard prevede 25 giorni di terapia suddivisi n in appena 5 assunzioni:

Dal 1° al 3° giorno: 6 capsule/dì

Dal 4° al 12° giorno: 5 capsule/dì

Dal 13° al 16° giorno: 4 capsule/dì

Dal 17° al 20° giorno: 3 capsule/dì

Dal 21° al 25 giorno: 1- 2 capsule/dì

Fin dal primo giorno si ottengono nella maggior parte dei casi effetti di disassuefazione e generalmente si riduce al minimo il consumo di sigarette.

Perché funziona la Citisina?
La Citisina agisce come antagonista dei recettori nicotinici α4β2 presenti a livello cerebrale svolgendo così un’azione simile alla nicotina, pur non assumendo tale sostanza. In questo modo – e in tempi brevissimi – si riducono vistosamente i sintomi da astinenza e si elimina la sensazione di piacere e gratificazione generata dalla sigaretta.

Quando è sconsigliata la Citisina
La Citisina non dovrebbe essere assunta in caso di Schizofrenia, Insufficienza Cardiaca Cronica, Ipertiroidismo, Cancro al Surrene, Diabete, Insufficienza epatica o renale. Può essere sconsigliata anche nei pazienti infartuati, con grave edema polmonare, asma, gravidanza e allattamento.

Effetti Collaterali della Citisina
Raramente possono evidenziarsi effetti collaterali importanti. Alcuni soggetti hanno riportati casi di bruciore di stomaco, mal di testa, disturbi digestivi, debolezza muscolare, tachicardie e vertigini. In ogni caso l’effetto collaterale più comune è la gastrite. Per ulteriori informazioni sulla molecola è possibile visitare il sito del progetto Citex.

Bibliografia Scientifica
[1] N Engl J Med. 2014 Dec 18;371(25):2353-62. doi: 10.1056/NEJMoa1407764. Cytisine versus nicotine for smoking cessation. Walker N1, Howe C, Glover M, McRobbie H, Barnes J, Nosa V, Parag V, Bassett B, Bullen C.

[2] N Engl J Med. 2011 Sep 29;365(13):1193-200. doi: 10.1056/NEJMoa1102035. Placebo-controlled trial of cytisine for smoking cessation. West R1, Zatonski W, Cedzynska M, Lewandowska D, Pazik J, Aveyard P, Stapleton J.

[3] Arch Intern Med. 2006 Aug 14-28;166(15):1553-9. Cytisine for smoking cessation: a literature review and a meta-analysis. Etter JF1.

 

tratto da: https://www.diariodelweb.it/naturale/articolo/?nid=20171103_460901

Sanu&Sarvu: Un progetto per un’agricoltura naturale e per il rispetto delle persone e della terra. Un progetto per fare olio Italiano buono e salvare gli ulivi del Salento

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Sanu&Sarvu: Un progetto per un’agricoltura naturale e per il rispetto delle persone e della terra. Un progetto per fare olio Italiano buono e salvare gli ulivi del Salento

 

Sanu&Sarvu: l’olio buono che salva gli ulivi del Salento

Sanu&Sarvu è un progetto che parla di agricoltura naturale e di rispetto per le persone e per la terra; è un tentativo concreto di salvare gli ulivi del Salento; di prendersi cura di un pezzetto di pianeta e di produrre un olio sano che sa di buono.

Sanu&Sarvu è un’idea, un’intuizione germogliata in una caldissima giornata di luglio, in cui c’era tanto bisogno di speranza e pochissimi appigli a cui aggrapparsi. In poco tempo l’idea è diventata movimento. E il movimento si è trasformato in un progetto che ad oggi unisce oltre 40 aziende agricole, piccoli e grandi produttori responsabili impegnati a produrre un olio buono attraverso un’agri-cultura del rispetto, delle persone e della terra e tantissimi consumatori consapevoli (privati, gruppi d’acquisto, mense pubbliche, ristoratori etc.) interessati a sostenere queste forme di produzione.

Ma andiamo con ordine e partiamo dall’inizio perché questa storia merita di essere raccontata per bene.

C’è un Salento, lontano dalle coste, dalla movida e dalle vacanze d’agosto che nel silenzio generale sta vivendo un dramma. Lo chiamavano il terzo mare, quella chiazza verde e rossa, che si stagliava tra lo Ionio e l’Adriatico. Terra di ulivi, di viti, di miti e leggende. Oggi, purtroppo, terra di barricate e grandi battaglie. Contro Tap, Colacem, Ilva, inceneritori vari. Contro le tante devastazioni ambientali e sanitarie che si stanno perpetuando in quelle zone. Contro il consumo di suolo, la speculazione e il turismo predatorio degli ultimi anni. Contro grandi interessi, indifferenza e menefreghismo. E contro una tragedia silenziosa che da tempo sta consumando questi luoghi: la strage degli ulivi.

Basta un colpo d’occhio per vedere quanto la situazione sia allarmante. Piante secche, incendi e desolazione accompagnano per chilometri chi si addentra in quelle terre. Si parla di xylella, un batterio probabilmente giunto dal Centro America, che si trasmette tramite un insetto vettore (tal sputacchina) e che si moltiplica nei vasi conduttori dello xilema delle piante ospiti ostruendone i vasi, impedendo la circolazione dei nutrienti e provocandone il disseccamento. Senza rimedio alcuno. Tutto chiaro? Assolutamente no. La situazione è a dir poco fumosa e, che dir si voglia, non ci sono tuttora prove certe sulle cause e sulle conseguenze di questo patogeno (e di questa emergenza). Tant’è che c’è un’inchiesta in corso, varie teorie, studi, ricorsi al Tar, sentenze, diverse sperimentazioni in campo e chi più ne ha più ne metta.

L’unica cosa certa è che a causa di questa emergenza il paesaggio salentino rischia di mutare per sempre. E con lui anche la nostra olivicoltura. Perché per gran parte della politica e delle associazioni di categoria la soluzione è una e una soltanto: radere tutto al suolo. E reimpiantare. Magari varietà brevettate come la “Favolosa” (vero nome, molto meno rassicurante: cultivar FS-17). Piante create ad hoc per una coltivazione intensiva, estremamente produttiva ma anche esigente: di acqua e pesticidi. Un costo che queste terre e queste genti non si possono permettere: perché di acqua ce n’è già poca e di pesticidi già troppi.

Se vi interessa approfondire questa triste faccenda potete leggere l’inchiesta pubblicata sul numero di Terra Nuova di settembre (disponibile qui  ).

Come spesso succede nei momenti di grande crisi, c’è chi decide di alzare la testa, rimboccarsi le maniche e provare a trovare soluzioni. E se le soluzioni sono sagge i risultati non tardano ad arrivare.

È così che, grazie all’utilizzo di metodi naturali, al ripristino della fertilità dei suoli e alla tutela degli ecosistemi tanti piccoli e grandi agricoltori salentini stanno salvando i loro ulivi.Coltivando in maniera sostenibile e prendendosi davvero cura del terreno le piante vengono messe nelle condizioni di difendersi da sole. Dalle xylella e da qualsiasi altro patogeno. E quando la rispetti, la natura, non solo risponde ma ti sorprende proprio. Così è successo che grazie al lavoro di questi nuovi custodi della terra campi sfiniti dai pesticidi hanno ripreso vita e ulivi dati per spacciati e pronti per essere abbattuti oggi sono di nuovo colmi di frutti. Frutti che stanno dando un olio eccezionale.

Vedere per credere ma, soprattutto, assaggiare per credere! Perché questo gruppetto di produttori ha deciso di unirsi in un movimento: Sanu&Sarvu. Un nome che è un programma! Sanu, ossia sano in salentino, perché l’olio che producono è davvero salutare, sia per chi lo consuma che per chi lo fa. Sarvu, ossia salvo, perché il loro obiettivo è quello di recuperare e proteggere gli ulivi autoctoni del Salento.

Sanu&Sarvu non è un marchio o un’azienda. È un ponte di solidarietà. È un’intesa tra produttori responsabili e consumatori consapevoli. È un’impresa temeraria! Che proprio per questo merita di essere sostenuta. Perché qui in gioco non ci sono solo gli ulivi salentini, c’è un piccolo pezzetto di mondo che ha bisogno di essere difeso, c’è tanta storia e tanta vita e tanta voglia di far qualcosa di buono.

Vuoi contribuire? Acquista il loro olio e fai girare il loro messaggio.

Quello che compri non è solo un buon olio, fatto senza pesticidi e senza sfruttamento (di persone e del terreno). Con questi soldi aiuti le aziende che – spesso con fatica – hanno scelto di convertirsi al biologico; supporti i produttori che invece di abbattere gli ulivi – e magari passare al caro e vecchio intensivo – si stanno facendo in quattro per salvarli (e ci stanno riuscendo!); sostieni i frantoi che ancora utilizzano metodi tradizionali, più lenti, ma anche più sani ed ecologici; incoraggi un popolo che sta lottando non solo per salvare un paesaggio e un ecosistema, ma per preservare la propria identità, la propria storia, il proprio futuro e infine, investi in un’economia virtuosa che è a vantaggio di tutti: produttori, consumatori e ambiente.

Per info e ordini scrivete a sanuesarvu@gmail.com

Per chi fosse interessato al prezzo sono 13 € al litro (comprese le spese di spedizione, acquisto minimo di 5 litri) così suddivisi: 10 € sono per il produttore (in queste sono compresi 0.80 € circa del costo molitura e 0.35 € circa del contenitore); 0.50 €  per la spedizione; 0.50 € per la gestione ordini e l’organizzazione; 1 € andrà a un fondo per la sperimentazione e la cura degli ulivi e 1 € a un fondo di solidarietà destinato a chi quest’anno a causa del disseccamento non ha produzione. Il tutto è regolamentato e gestito da una associazione temporanea di scopo a cui ogni produttore può aderire impegnandosi a lavorare secondo i principi di Sanu&Sarvu. La gestione del denaro sarà invece gestita da Banca Etica.

di Elena Tioli

tratto da: http://www.terranuova.it/News/Agricoltura/Sanu-Sarvu-l-olio-buono-che-salva-gli-ulivi-del-Salento

42 anni fa, il 2 novembre 1975 uccisero Pier Paolo Pasolini – Lo vogliamo ricordare con una sua profezia – La sua fantastica, inebriate, tragica poesia: “Alì dagli occhi azzurri”

 

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42 anni fa, il 2 novembre 1975 uccisero Pier Paolo Pasolini – Lo vogliamo ricordare con una sua profezia – La sua fantastica, inebriate, tragica poesia: “Alì dagli occhi azzurri”

“Profezia” conosciuta come “Alì dagli occhi azzurri” è una poesia di Pier Paolo Pasolini considerata una dei componimenti poetici e profetici tra i più importanti del nostro tempo.

Scritta, probabilmente, nel 1962 e pubblicata nel volume “Poesia in forma di rosa” l’opera è stata, per stessa ammissione del poeta, il frutto di una conversazione tra Pasolini e il suo amico Sartre. Testimonianza ne è la dedica che ne fa da introduzione: “A Jean Paul Sartre, che mi ha raccontato la storia di Alì dagli Occhi Azzurri”. Pasolini si trova a Parigi per far vedere il Vangelo, resta fortemente deluso, per non dire offeso, dalla reazione degli intellettuali francesi marxisti. Sartre lo consola e Pasolini dice: “Ho dedicato a lei, Sartre, una poesia, Alì dagli Occhi Azzurri, sulla base di un racconto che lei mi fece a Roma…”. E Sartre gli risponde: “Sono del suo avviso che l’atteggiamento (della sinistra) francese di fronte al Vangelo… è un atteggiamento ambiguo. Essa non ha integrato Cristo culturale. La sinistra lo ha messo da parte. Né si sa che fare dei fatti che concernono la cristologia. Hanno paura che il martirio del sottoproletariato possa essere interpretato in un modo o nell’altro nel martirio di Cristo”.

Poesia in forma di rosa esce nel 1964, ma nello stesso anno Pasolini pubblica ancora una seconda versione della Profezia e la mette nella importante raccolta di racconti, sceneggiature e progetti di film che va dal 1950 al 1965.

Al volume, pubblicato nel 1965, l’autore addirittura conferirà il titolo di Alì dagli occhi azzurri. Il titolo viene spiegato alla fine in una “Avvertenza” che descrive l’incontro con Ninetto in un cinema romano. Ninetto è un “messaggero” e parla dei Persiani.

“I Persiani – dice – si ammassano alle frontiere. / Ma milioni e milioni di essi sono già pacificamente immigrati, / sono qui, al capolinea del 12, del 13, del 409 … Il loro capo si chiama: / Alì dagli Occhi Azzurri”.

Alì dagli Occhi Azzurri

uno dei tanti figli di figli,

scenderà da Algeri, su navi

a vela e a remi.Saranno

con lui migliaia di uomini

coi corpicini e gli occhi

di poveri cani dei padri

sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sè i bambini,

e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua.

Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali.

Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,

a milioni, vestiti di stracci

asiatici,e di camicie americane.

Subito i Calabresi diranno,

come da malandrini a malandrini:

” Ecco i vecchi fratelli,

coi figli e il pane e formaggio!”

Da Crotone o Palmi saliranno

a Napoli, e da lì a Barcellona,

a Salonicco e a Marsiglia,

nelle Città della Malavita.

Anime e angeli, topi e pidocchi,

col germe della Storia Antica

voleranno davanti alle willaye.

Essi sempre umili

essi sempre deboli

essi sempre timidi

essi sempre infimi

essi sempre colpevoli

essi sempre sudditi

essi sempre piccoli,

essi che non vollero mai sapere, essi che ebbero occhi solo per implorare,

essi che vissero come assassini sotto terra, essi che vissero come banditi

in fondo al mare, essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo,

essi che si costruirono

leggi fuori dalla legge,

essi che si adattarono

a un mondo sotto il mondo

essi che credettero

in un Dio servo di Dio,

essi che cantavano

ai massacri dei re,

essi che ballavano

alle guerre borghesi,

essi che pregavano

alle lotte operaie…

 

Camilleri & Politica: ‘Troppi voltagabbana. Sogno un partito ideale che governi senza compromessi’

 

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Camilleri & Politica: ‘Troppi voltagabbana. Sogno un partito ideale che governi senza compromessi’

Camilleri: ‘Troppi voltagabbana, ideale partito che governi senza compromessi’

Andrea Camilleri a ‘Cartabianca’ parla di politica, facendo confronti col passato e parlando di voltagabbana, populismo, sinistra e grande coalizione.

In occasione della puntata di questo martedì 20 giugno di “Cartabianca” su Rai3 è intervenuto come ospite il noto scrittore Andrea Camilleri, il quale rispondendo alle domande della conduttrice Bianca Berlinguer, si è soffermato anche su diversi aspetti politici.

Andrea Camilleri parla del contesto politico italiano

Alla domanda su qual è l’elemento sempre presente nella politica italiana, Andrea Camilleri ha detto: “Il voltagabbanismo, di sicuro è una costante che negli ultimi tempi non riguarda il voltar gabbana dei singoli deputati e senatori, ma è un curioso fenomeno per cui interi partiti voltano gabbana. Adesso c’è un voltagabbanismo di massa.

Tutto questo peggiora la situazione: non si può essere sicuri di cosa un singolo deputato o partito fa dopo che lo hai votato, tu non puoi richiedere indietro il tuo voto e sei fregato in partenza, questa è una cosa che allontana la gente dalla politica. Ci vorrebbe una coscienza di coloro che vengono eletti di rispettare la parola data ai loro elettori, solo così la parola ‘politica’ riacquisterebbe un valore che oggi ha irrimediabilmente perduto”.

Camilleri ha nostalgia del vecchio sistema dei partiti di un tempo? “La nostalgia ce l’ho, però ci sono nuovi tipi di aggregazione, i vecchi partiti effettivamente dimostrano di avere oggi il passo troppo lento. Ad esempio in #FranciaMacron in poco tempo ha fondato un movimento e ha ottenuto un largo consenso, questo dimostra che il modo di rapportarsi con la gente da parte dei vecchi partiti non funziona più”.

Camilleri parla di populismi, sinistra italiana e ‘Grandi coalizioni’

Sui populismi ha detto: “Ho moltissima paura perché il populismo è una sorta di eccitamento a vuoto, un’estasi verso il basso. Fare populismo è facilissimo, è il fare le cose che è difficilissimo”.

Sulla #sinistra in Italia Camilleri ha detto: “Non vorrei entrare nella politica attuale, però ogni uomo della sinistra italiana ha come aspirazione massima quella di essere una monade, oppure una cellula di quelle che si auto-riproducono per scissione: questo è il massimo ideale”.

Su una possibile futura Grande coalizione, ha affermato: “Abbiamo esperienze anche recenti di vari partiti che si mettono insieme eppure ognuno tira acqua al proprio mulino e la durata di questi Governi è per forza di cose breve. Bisognerebbe fare un patto reciproco: quello di non farsi reciprocamente lo sgambetto, allora si può fare qualsiasi coalizione. Ma io penso che l’ideale sarebbe avere un partito o un movimento che abbia una maggioranza che gli consenta di governare secondo le proprie idee senza ricorrere continuamente a compromessi con altri partiti, ma questo purtroppo la legge attuale non lo consente e non dà nessuna maggioranza”.

 

fonte: dai nostri archivi

I sogni di Andrea Camilleri

Andrea Camilleri

 

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I sogni di Andrea Camilleri

Ci sono compleanni e compleanni.

Per il mio compleanno, per esempio, gente che ne sa davvero a pacchi mi ha regalato il regalo di compleanno di un altro. Non fu caso di riciclo, fu caso di genio. Perché quell’altro era Andrea Camilleri, e il regalo per il suo compleanno, il novantesimo compleanno, glielo ha fatto a settembre – il 6 settembre di quest’anno – la sua casa editrice. Alla Sellerio, cioè, c’è stato qualcuno – verosimilmente più d’uno, capace che una mano l’hanno data i fratelli Sellerio stessi – che s’è messo lì sui libri, su tutti i libri, scritti da Camilleri dal 1984 in poi, e li ha riletti. Scopo del gioco: trovare e collezionare tutti i brani che avessero a che fare con il tema del sogno, raccoglierli in un volume antologico unico e chiudere questo stesso libro in un cofanetto insieme a una festa di cartoline raffiguranti tuuuutte le copertine dei libri blu con in cima il nome Andrea Camilleri, polizieschi e non, storici e narrativi. Quarantotto, mica due. Il risultato è un piccolo, delizioso, capolavoro da collezionisti, da amatori, nel senso vero della parola: una cosa per persone che amano. Che amano la lettura, che amano l’editoria di progetto e di ricerca, che amano quell’asso piglia tutto che è il commissario Salvo Montalbano, che amano il più grande – forse l’unico – caso letterario che negli utlimi decenni in Italia sia scoppiato, esploso, deflagrato e mai rientrato. Un volumetto piccino e prezioso, che vola via in un fiato, in cui la trama, ovviamente, non c’è, ma non fa sentire la sua mancanza. Come una raccolta di brevi racconti, ma messi insieme come su un palcoscenico. Perché Camilleri regista era, e regista rimase: lo fa dire a Catarella – quel geniale, storditissimo e sgrammaticatissimo centralinista del commissariato – che cadendo in un conflitto a fuoco rassicura il suo capo “Ancora non sinni addunò, dottori? Triatro è”. E canta, un’aria della Tosca.
Roba che Pirandello, giusto per fare il nome di un altro agrigentino che due parole in fila sapeva metterle, si sarebbe alzato ad applaudire.

Ogni pagina un indizio, o un ricordo, o un flash. Un sogno erotico di specchiata monogamia, con protagonista Livia, la stoica – oltre che storica – fidanzata a distanza del commissario; o un incubo territoriale, il cui protagonista è un Totò Riina che, di punto in bianco diventa ministro dell’interno. Dice, pare babbiata (neologismo siculo-camilleriano entrato a forza nel dizionario italiano, per altro), ma non è mica poi tanto distante dalla realtà, se ci pensi. Chiedilo a Freud cosa vuol dire, dice il narratore al protagonista, e il protagonista al lettore, in un gioco di rimandi che pare il teatro dell’assurdo, senza mai uscire dallo schema narrativo.

E poi, come narra, sto narratore. Non so, sarà che parla di casa mia – tutta la provincia di Ragusa è Vigata, non lo sapete? Il commissariato è a Scicli, Marinella è a Punta Secca, la veduta panoramica è Ibla – o sarà che parla una lingua che suona come la mia lingua ma che però sa fare il miracolo di farsi capire da chi la mia lingua non la conosce. Non lo so qual è la magia di Camilleri, ma qualche trucco, da qualche parte, ci deve essere. Magari in mezzo alle cartoline a un certo punto lo trovo.

Ps: Effetti collaterali da non sottovalutare. Ogni volta che chiudi un microcapitolo, il sogno tratto da un libro, torni inevitavilmente a leggere il titolo del libro da cui il brano viene. E va a finire che fai tipo album di figurine: ce l’ho, ce l’ho, manca. E quelli che mancano te li devi recuperare, non ci sono santi: devi capire cosa voleva dire quel sogno, che indizio era, e per quale indagine. A occhio e croce sto regalo di compleanno mi costerà uno sproposito in gialli arretrati.

 

Andrea Camilleri, I sogni di Andrea Camilleri, Sellerio, 2015

 

Camilleri: “Il prossimo diluvio universale non sarà fatto d’acqua, ma di tutti i nostri rifiuti accumulati nei secoli. Moriremo soffocati dalla nostra stessa merda.”

Camilleri

 

 

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Camilleri: “Il prossimo diluvio universale non sarà fatto d’acqua, ma di tutti i nostri rifiuti accumulati nei secoli. Moriremo soffocati dalla nostra stessa merda.”

Camilleri: “Il prossimo diluvio universale non sarà fatto d’acqua, ma di tutti i nostri rifiuti accumulati nei secoli. Moriremo soffocati dalla nostra stessa merda.”

Camilleri lo fa pensare al suo Commissario Montalbano: “Il prossimo sdilluvio universale” pinsò “non sarà fatto d’acqua, ma di tutti i nostri rifiuti accumulati nei secoli. Moriremo assuffucati dalla nostra stissa merda.” (da La prima indagine di Montalbano, in Ritorno alle origini, Oscar bestsellers Arnoldo Mondadori Editore, novembre 2005, p. 244).

Un concetto già espresso in passato da un importante commediografo italiano del Novecento troppo presto dimenticato, Ugo Betti.

Betti scrisse attorno agli anni Cinquanta una commedia intitolata «Il Diluvio» nella quale si immaginava che il prossimo diluvio universale non sarebbe stato provocato, come il precedente, dall’acqua caduta dal cielo, bensì dal riaffiorare inarrestabile dalle fogne, dai water, dagli scarichi di tutto il liquame da secoli prodotto da noi stessi. Lentamente ma inesorabilmente quel liquame avrebbe coperto persino i grattacieli.

Il concetto è chiaro e purtroppo concretamente reale: stiamo affogando nella nostra stessa merda!

 

by Eles