Elogio alla follia: un breve corto animato veramente fantastico!

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Elogio alla follia: un breve corto animato veramente fantastico!

Questo è un cortometraggio della Pixar che vinse nel 1997 un oscar ed è probabilmente una delle creazioni più geniali dello studio. In quattro minuti assistiamo ad una poesia visiva, con protagonista un vecchietto che potrebbe essere il nonno di chiunque il quale affronta la solitudine della vecchiaia mescolandola allegria a malinconia. Il gioco degli scacchi rappresenta l’infanzia del protagonista, che lo riporta in un mondo spensierato e felice. Il filmato inizia con il vecchietto che posiziona gli scacchi sulla scacchiera e successivamente si prepara ad affrontare una partita con un suo probabile alterego più giovane. L’epilogo finale della partita premia l’astuzia e la furbizia del vecchietto che fa valere sicuramente qualche anno di più sulla sua carta d’identità. Siamo certi che “Elogio alla follia” è un corto che vi farà sorridere e vi regalerà quattro minuti di spensieratezza!

 

Nove cose incredibilmente utili che molti non sanno su oggetti che usiamo tutti i giorni.

 

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Nove cose incredibilmente utili che molti non sanno su oggetti che usiamo tutti i giorni.

Ogni giorno, ci serviamo di tanti oggetti per svolgere diverse attività, alcuni hanno diversi utilizzi e altri invece non vengono adoperati come dovrebbero. O almeno non nella maniera più efficace.

Guardate bene questi nove oggetti e scoprite cosa avevano in mente gli inventori:

1. Manici di pentole e padelle

Il buco che trovate nel manico non serve solo per poterle appendere facilmente, vi potete lasciare anche il cucchiaio da cucina, in questo modo eviterete di posarlo direttamente nella pentola.

2. I segni sulla tastiera

Non si tratta di sistema braille o di un modo segreto per controllare il computer…

Questi segni si trovano sulla tastiera per permettere alle dita di posizionarsi. L’indice sinistro appartiene alla “F” mentre quello destro alla “J.”

Probabilmente avevate notato questi segni, ma non avevate trovato una risposta alla vostra curiosità, almeno adesso sapete a cosa servono.

3. Confezione delle Tic-tac

Vi era già capitato di notare che nella parte interna del cappuccio delle Tic-tac è stato ricavato uno spazio apposito che vi permette di prendere un confetto per volta?

Fatto in modo che non vengano fuori più caramelle di quelle che desiderate: perfetto.

4. Confezioni per il take away

In molti ristoranti asiatici in America, ma ormai anche in giro per l’Europa, se chiedete cibo da asporto, vi viene consegnato in queste scatole che venivano originariamente usate a Chicago, negli Stati Uniti, per le ostriche (su questo link potete leggere la storia in inglese).

A molti di noi è capitato più volte di mangiare da questi contenitori, ma lo sapevate che potete praticamente smontarlo in modo che risulti un comodo piatto? Qui un video con le istruzioni complete…

5. Carrello della spesa

A volte, su alcuni carrelli della spesa si possono trovare delle estremità ricurve. E c’è un motivo, non puramente estetico: potete mettere lì le buste, in modo da poterle estrarre più facilmente.

6. Gancio del metro

Alla fine dei metri in rullo, c’è in genere una parte metallica, che aiuta a posizionarli per prendere correttamente le misure.

Se li osservate meglio, noterete anche un buco, utile per fissare il metro alla testa di un chiodo o una vite.

7. Indicatore del livello di benzina

Se vi siete fatti prestare l’auto da qualcuno, o l’avete noleggiata – ma anche nel caso si tratti della vostra vettura – potreste non sapere da quale parte si trova il serbatoio.

Per evitare di scendere e dare un’occhiata, basta guardare con attenzione l’indicatore del livello di benzina. In molti modelli di vetture c’è una freccia che indica su quale lato si trovi il serbatoio. Comodo no?

8. Servispaghetti

Sono in molti a pensare che il buco nel centro del servispaghetti serva solo a fare passare l’acqua di cottura, in realtà risulta molto utile per misurare una porzione di pasta.

9. Carta igienica

Sapete qual è il modo corretto di appendere il rotolo di carta igienica? Dovrebbe scorrere verso l’esterno o verso l’interno? Se si consultano i documenti del brevetto, che risale al 1891, è facile capire quale fosse l’intenzione dell’inventore.

fonte:http://www.sagace.co

Persone false: come riconoscere i mille volti dell’ipocrisia

 

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Persone false: come riconoscere i mille volti dell’ipocrisia

 

Per introdurre il concetto di falsità mi sono spirata a una bellissima citazione di Luigi Pirandeloo “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”

Alla domanda: qual è la caratteristica che apprezzi maggiormente in una persona, la risposta che ho sempre sentito dire è: “la sincerità”. A quanto pare, è la qualità che più ricerchiamo nelle persone che vogliamo al nostro fianco. Ma la realtà è che siamo circondati da troppa ipocrisia: le persone false e ipocrite esistono, inutile negarlo.

Quando cade la maschera e scopriamo il vero volto di colui o colei che credevamo un amico

Quando esce il vero volto di chi credevamo fosse un nostro amico, la delusione e il senso di tradimento possono essere devastanti, al punto di intaccare la fiducia in noi stessi, soprattutto se abbiamo investito molto in quel rapporto. Certo, a tutti capita prima o poi di fidarsi della persona sbagliata, ma dobbiamo essere in grado di prendere le distanze e non dare loro l’opportunità di ferirci ulteriormente.

Chi è l’ipocrita

Sembra una giustificazione ma non lo è: chi sente la necessità di indossare maschere su maschere con chi gli sta intorno è evidentemente qualcuno che ha seri problemi di relazione con se stesso e di conseguenza anche con gli altri.

Perchè dobbiamo ricercare l’autenticità nelle persone?

Perchè le persone autentiche non hanno bisogno di nascondersi dietro un comportamento finto e costruito e non cercano in alcun modo di usare “trucchi” o false parole di apprezzamento solo per compiacere qualcuno.
Perchè sono persone sensibili verso il prossimo; non ingannano nessuno né tradiscono la fiducia altrui
“L’ipocrita è un manipolatore dei sentimenti e del rispetto altrui, è uno che si mette la maschera del vincente per ottenere un vantaggio da non condividere”

Ma cosa significa essere una persona ipocrita?

Forse la migliore definizione di ipocrisia viene dal politico americano Adlai E. Stevenson: “ipocrita è il politico che abbatterebbe una sequoia e ne farebbe un palco sul quale pronuncerebbe un discorso sulla conservazione della natura”.

3 modi di mostrarsi ipocriti

1) PRIMO MECCANISMO

C’è chi ostenta continuamente regole ineccepibili, ma in realtà non agisce mai secondo quelle regole morali. Per esempio, una persona può evidenziare l’importanza di aiutare gli altri, ma quando arriva il momento di tendere la mano si volta dall’altra parte. Oppure può esaltare valori quali la lealtà e l’importanza di dire la verità, ma poi si rivela infedele al proprio partner.

2) SECONDO MECCANISMO

C’è chi ama mettere in evidenza il suo lato perbenista, ma applica un atteggiamento molto diverso quando viene coinvolto direttamente. Per esempio, si arrabbia tanto quando un conducente non rispetta un passaggio pedonale, ma quando lo fà lui, tira in ballo molte scuse per spiegare perché non si è fermato. E’ la classica persona che vede la pagliuzza nell’occhio del vicino, ma non la trave nel suo occhio.

3) TERZO MECCANISMO

C’è chi entra in conflitto con i suoi limiti ma non vuole ammetterlo; è il classico esempio di dissonanza cognitiva. Ecco un breve accenno sulla dissonanza cognitiva che potete approfondire nell’articolo “Cos’è la dissonanza cognitiva”

Narra la fiaba di Esopo di una volpe voleva mangiarsi dell’uva su un’albero, ma non riuscendo a raggiungerla saltando, se ne andò brontolando fra sé e sé: “Tanto era acerba“. La volpe mette in atto un autoinganno per ridurre la sensazione di fallimento e delusione. Il senso apparente della conclusione dell’astuta volpe sembra: ““beh, i grappoli non sono ancora maturi, non mi va di prenderli acerbi”.

Il ragionamento che però accade realmente, più o meno consapevole, è questo: “Quell’uva sembrava ben matura e succosa, ma dato che non sono riuscita a raggiungerla, per non sentirmi un’incapace mi convinco che fosse acerba”.

Qualche esempio per rendere meglio il concetto?

C’è chi parla sull’importanza di andare a votare, ma il giorno delle elezioni non ci va. In questo caso manca l’autocontrollo, magari lui crede veramente a quello che dice, ma quando deve metterlo in pratica non ha la volontà sufficiente per farlo! E anche se non ha il coraggio di riconoscerlo pubblicamente, continua a dare lezioni di morale.

6 comportamenti che tradiscono le persone false

In mezzo agli amici, purtroppo a volte si nascondono anche i falsi amici, quindi dovremmo fare molta attenzione. Ma come riconoscerli? È molto difficile riconoscerli SUBITO, anche perché l’ipocrita riesce a mascherarsi davvero molto bene, tanto bene che a volte potremmo dubitare sul nostro giudizio.

1.E’ sempre pronto a scagliarsi contro

I suoi “alti” standard morali lo portano sempre a puntare il dito contro qualcuno, al punto di umiliare pubblicamente quella persona. Per esempio: “Maria è troppo opportunista. Andrea è un parassita. Giovanna va a letto con un uomo sposato solo per interesse”

Se una persona che riteniamo nostra amica parla in questa maniera dei nostri altri amici o conoscenti, viene da chiedersi come parlerà di noi… non vi pare? Se la sua lingua può essere così spietata e tagliente, prima o poi taglierà anche noi, basta che giriamo la schiena. La sua è semplicemente un’abile strategia per concentrare l’attenzione sull’altro per non mettere in evidenza le sue discrepanze o comportamenti.

2. Ha un alone di superiorità morale

L’ipocrita tende a stare solitamente a metà strada tra il narcisismo e la superiorità intellettuale. Il suo livello di arroganza ci porta a sentirci inferiori, immaturi o non abbastanza buoni. E’ la classica persona che non esita a rimproverarci una qualsiasi delle nostre azioni, parole o atteggiamenti.

3. A lui o a lei tutto è concesso

Norme e regolamenti esistono, ma solo per gli altri. La persona falsa è convinta di essere al di sopra delle legge semplicemente perché a suo avviso h un senso innato del diritto e della morale.

4. Ha sempre una scusa a portata di mano

L’ipocrita non riconosce quasi mai i suoi errori, anche di fronte all’evidenza. Non chiede scusa o ammette la sua responsabilità, anzi, ricorre continuamente a delle scuse per giustificarsi. Per l’ipocrita, le circostanze sono sempre un fattore attenuante, e gli errori non dipendono mai da lui/lei.

5. Fai quello che dico ma non quello che faccio

Possiamo definirlo il classico motto che caratterizza la persone ipocrita. Le sue azioni non coincidono quasi mai con le sue parole. Questo perché il suo scopo principale è apparire bene e soddisfare le aspettative degli altri.

6. Fa dei complimenti a “doppio taglio”

Che bella la tua casa! Beh, anche se è così piccola!” “Quel vestito così attillato ti sta un amore.. quanto ti invidio che non te ne frega dei tuoi chili di troppo” Ecco una conversazione con un complimento abbastanza ambiguo. Così parla la persona falsa perché, che te lo dica o meno, non gli/le frega un bel nulla di quel che hai o fai. Anzi! La persona falsa è quella che ti ricorda qual è il tuo posto nel mondo. Hai un divorzio alle spalle? Stai certa che l’ipocrita non ti incoraggerà mai a voltare pagina perchè sarà sempre pronta a mettere in evidenza i tuoi fallimenti.

PER CONCLUDERE

L’ipocrita si sveglia, si fa bello per uscire al mondo e guadagnare confidenza, simpatia, gratificazione…ma cosa c’è di male in questo? A tutti piace guadagnare la considerazione e il rispetto degli altri! Vero, ma la considerazione il rispetto va guadagnata per ciò che si è davvero.

Quindi, il modo migliore per combattere l’ipocrisia è essere autentici. Non ci serve soddisfare le aspettative degli altri e nemmeno trasformarci in moralisti. Come dicono i saggi..”Vivi e lascia vivere”. A tal proposito vi dedico una poesia di Madre Teresa di Calcutta

“L’uomo è irragionevole, illogico, egocentrico
NON IMPORTA, AMALO

Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici
NON IMPORTA, FA’ IL BENE

Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici
NON IMPORTA, REALIZZALI

Il bene che fai verrà domani dimenticato
NON IMPORTA, FA’ IL BENE

L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile
NON IMPORTA, SII FRANCO ED ONESTO

Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo
NON IMPORTA, COSTRUISCI

Se aiuti la gente, se ne risentirà
NON IMPORTA, AIUTALA

Da’ al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci
NON IMPORTA, DA’ IL MEGLIO DI TE”

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fonte: http://psicoadvisor.com/persone-false-riconoscere-mille-volti-dellipocrisia-8626.html

Il Miele è l’arma contro i superbatteri antibiotico-resistenti. Dai test su diversi tipi di batteri, il Miele risulta sempre efficace

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Il Miele è l’arma contro i superbatteri antibiotico-resistenti. Dai test su diversi tipi di batteri, il Miele risulta sempre efficace

Il miele è un arma efficace contro la diffusione dei superbatteri antibiotico-resistenti, cause di infezioni che secondo le stime uccideranno attorno a 10 milioni di persone entro il 2050. I batteri infatti continuano a evolversi e gli antibiotici diventano inefficaci, ma una ricerca dell’University of Technology di Sydney, guidata dalla microbiologa Nural Cokcetin, dimostra che batteri e alcuni superbatteri sono incapaci di resistere alle proprietà medicinali del miele. “Il miele è conosciuto da millenni ma i batteri non hanno imparato a sviluppare resistenza”, ha dichiarato Cokcetin in occasione della Settimana della Scienza a Sydney. “Abbiamo dimostrato che in condizioni nelle quali svilupperebbero rapidamente resistenza agli antibiotici – ha detto Cokcetin, che studia da oltre 10 anni le proprietà antibatteriche e antimicrobiche del miele – in presenza del miele questo non avviene. Abbiamo sperimentato con diversi batteri, diversi antibiotici e diversi tipi di miele. I risultati sono stati coerenti”.

La studiosa e i suoi collaboratori sono tuttora impegnati nell’identificare, in uno studio su campione, le proprietà attive di oltre 1000 varietà di miele. L’efficacia del miele come medicinale dipende da differenti fattori fra cui il contenuto di zucchero, i livelli PH e la presenza di metilgliossale (MGO), il composto che si forma naturalmente nel nettare del fiore di Manuka ed è responsabile delle proprietà eccezionali del miele che ne deriva. Tra le altre proprietà benefiche del miele, osserva Cokcetin, il rafforzamento dei batteri ‘buoni’ nell’intestino e la rimarginazione di ferite croniche.

fonte: http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/cibo_e_salute/2017/08/22/miele-e-un-arma-contro-superbatteri-antibiotico-resistenti_bfadf26c-9691-438b-93e4-4d77558f8782.html

Orzo e avena: i cereali magici che spazzano via il colesterolo

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Orzo e avena: i cereali magici che spazzano via il colesterolo

Prima o poi tutti devono farci i conti.

C’è chi prende farmaci, ma la ricetta ideale per risolvere questo problema è mangiare i cibi che diminuiscono il colesterolo ed evitare quelli che lo aumentano.

In altri articoli abbiamo riportato i consigli di autorevoli siti come quello della Fondazione Veronesi, che raccomanda assumere più fibre, mangiare legumi almeno 2 volte a settimana, 2 porzioni di frutta al giorno e 2 o 3 di verdura.

E poi ci sono alimenti specifici dal potente effetto anticolesterolo come, ad esempio, spinaci, salmone fresco, noci, aglio e avocado. Ma non solo.

Di recente è stato rivalutato il ruolo di cereali come orzo e avena nelle diete per abbassare il colesterolo. Le sostanze benefiche contenute in questi 2 cibi sono i beta glucani, fibre solubili che, aiutano, e lo ha riconosciuto anche l’EFSA, a ridurre il colesterolo cattivo, purché se ne consumino almeno 3 grammi al giorno.

Orzo e avena, 2 cibi che diminuiscono il colesterolo

3 grammi di beta glucani, osserva la nutrizionista Carla Favaro sul Corriere della Sera, si trovano, per esempio, in una porzione di 85 grammi di orzo o di fiocchi d’avena:

“Stando a uno studio pubblicato sul Journal of Food and Nutrition Research , 3 grammi di beta glucani sono, ad esempio, quelli contenuti, in media, in circa 85 grammi di fiocchi d’avena o di orzo perlato. Secondo una meta analisi dell’ American Journal of Clinical Nutrition , in cui sono stati analizzati 28 studi che prevedevano il confronto fra diete con almeno 3 grammi quotidiani di beta glucani e diete povere di beta glucani, i ricercatori hanno osservato che le prime comportavano una riduzione media del colesterolo LDL («cattivo») di 9.6 mg/dL (corrispondenti a circa il 7%), con un effetto maggiore nelle persone con livelli di colesterolo più elevato e nei diabetici. «I beta glucani, grazie alla loro viscosità, riducono l’assorbimento del colesterolo nell’intestino e non è escluso agiscano anche in altri modi» commenta Domenico Sommariva, vicepresidente della Sezione lombarda della Società italiana studio dell’arteriosclerosi”.

E bisogna stare attenti a non eccedere la dose raccomandata in quanto “superandola non si ottengono ulteriori benefici, come se l’organismo reagisse alla riduzione dell’assorbimento di colesterolo aumentandone la produzione”.

tratto da: http://fortesano.it/2016/09/12/cibi-che-diminuiscono-il-colesterolo/

Jamie Depuis, l’artista che suona “The Sound of Silence” con una chitarra a 18 corde – preparatevi a un momento magico…

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Jamie Depuis, l’artista che suona “The Sound of Silence” con una chitarra a 18 corde – preparatevi a un momento magico…

La musica addolcisce, si dice. Soprattutto quando viene suonata alla perfezione. Conoscete uno strumento chiamato “chitarra-arpa”?

Qualunque sia la vostra risposta, rimarrete affascinati dal video qui a seguire. L’artista si chiama Jamie Depuis. Questo musicista canadese suona uno dei successi piú grandi di Simon & Garfunkel, la mitica “The Sound of Silence.”

Tuttavia, la suona con uno strumento particolare, la chitarra-arpa a 18 corde. Questo strumento è come una chitarra ma possiede corde aggiuntive. Non sono parallele, ma fissate direttamente sul telaio, come vedrete nel video.

Uno strumento assolutamente originale per un’interpretazione ipnotizzante. Jamie Depuis si trova nel cuore della foresta, in un’atmosfera di grande pace e tranquillità, perfetta per questa canzone. Noi siamo affascinati.

‘The Sound of Silence’ è stata composta da Paul Simon e Art Garfunkel, e rilasciata nel 1964. È una delle canzoni preferite di sempre e la versione di Jamie Depuis, esclusivamente strumentale, ne è un tributo favoloso.

L’artista ha suonato molti altri pezzi sul suo canale Youtube, ogni volta lascia senza parole. Ha un talento straordinario, merita di essere conosciuto da tutti!

Il suggestivo test tibetano che svela la tua personalità con sole 3 domande

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Il suggestivo test tibetano che svela la tua personalità con sole 3 domande

 

Un semplice test della personalità, chiamato test tibetano, rivela in sole 3 domande come ti senti in questo momento della tua vita e come sono le tue relazioni con gli altri. I monaci tibetani sono conosciuti in tutto il mondo per la loro saggezza. Scopri se questo test può svelare qualcosa sulla tua personalità che ancora non sai.

1) Metti in ordine gli animali

La prima richiesta di questo test di personalità è molto semplice. Immagina di avere questi 5 animali di fronte a te e ordinali in base alle tue preferenze, senza pensarci su troppo. Scrivi la tua classifica e tienila da parte.

  • Mucca
  • Tigre
  • Capretto
  • Cavallo
  • Maialino

2) Descrizione con aggettivi

Per ognuno dei seguenti elementi indica gli aggettivi che sceglieresti per descriverli e annotali su un foglio per ricordarli.

  • Cane
  • Gatto
  • Topo
  • Tazzina di caffè
  • Mare

3) Associa colori e persone

A ciascuno dei seguenti colori associa una persona importante della tua vita. Visualizza ciascun colore e assegnalo alla persona che preferisci.

  • Giallo
  • Arancione
  • Rosso
  • Bianco
  • Verde

……………………

Interpreta le tue risposte

Consulta queste liste per interpretare le tue risposte al test tibetano della personalità.

1) L’ordine degli animali rappresenta le tue priorità nella vita

  • Mucca: rappresenta la tua carriera professionale
  • Tigre: rappresenta il tuo ego e l’orgoglio
  • Capretto: rappresenta la persona che ami
  • Cavallo: rappresenta la tua famiglia
  • Maialino: rappresenta il denaro e i beni materiali

2) Gli aggettivi che hai scelto si riferiscono a diversi aspetti della tua vita

  • La descrizione del cane rappresenta la tua personalità
  • La descrizione del gatto corrisponde alla personalità del partner
  • La descrizione del topo corrisponde alla personalità dei tuoi nemici
  • La descrizione della tazzina di caffè è la tua interpretazione del sesso e della passione
  • La descrizione del mare rappresenta ciò che pensi della tua vita

3) Ogni colore indica ciò che quella persona rappresenta per te

  • Giallo: è una persona che ha segnato molto la tua vita
  • Arancione: è un vero amico, una persona di fiducia
  • Rosso: è una persona che desideri o ammiri
  • Bianco: è la tua anima gemella o qualcuno con cui ti identifichi
  • Verde: è una persona che ti dona molta energia o che ti calma quando ne hai bisogno

Siete d’accordo con i risultati del test che avete ottenuto?

Una vergogna per l’intera umanità che non possiamo assolutamente dimenticare: 29 dicembre 1890, il massacro di Wounded Knee, quando il glorioso esercito degli Stati Uniti sterminò 300 indiani disarmati (tra cui 200 donne e bambini)…

 

Wounded Knee

 

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Una vergogna per l’intera umanità che non possiamo assolutamente dimenticare: 29 dicembre 1890, il massacro di Wounded Knee, quando il glorioso esercito degli Stati Uniti sterminò 300 indiani disarmati (tra cui 200 donne e bambini)…

 

Da Wikipedia

Negli ultimi giorni del dicembre 1890, la tribù di Miniconjou guidata da Big Foot (Piede Grosso), alla notizia dell’assassinio di Toro Seduto, partì dall’accampamento sul torrente Cherry per recarsi a Pine Ridge, sperando nella protezione di Nuvola Rossa.

Il 28 dicembre furono intercettati da quattro squadroni di cavalleria Settimo Reggimento guidato dal maggiore Samuel Whitside, che aveva l’ordine di condurli in un accampamento di cavalleria sul Wounded Knee. 120 uomini e 230 tra donne e bambini furono portati sulla riva del torrente, accampati e circondati da due squadroni di cavalleria e sotto tiro di due mitragliatrici.

Il comando delle operazioni fu preso dal colonnello James Forsyth e l’indomani gli uomini di Piede Grosso, ammalato gravemente a causa di una polmonite, furono disarmati. Coyote Nero, un giovane Miniconjou sordo, tardò a deporre la sua carabina Winchester, fu circondato dai soldati e, mentre deponeva l’arma, partì un colpo a cui seguì un massacro indiscriminato. Il campo venne falciato dalle mitragliatrici e i morti accertati furono 153. Secondo una stima successiva, dei 350 Miniconjou presenti ne morirono quasi 300.

Venticinque soldati furono uccisi, alcuni probabilmente vittime accidentali dei loro compagni. Dopo aver messo in salvo i soldati feriti, un distaccamento tornò sul campo dove furono raccolti 51 indiani ancora vivi, 4 uomini e 47 tra donne e bambini. Trasportati a Pine Ridge, furono in seguito ammassati in una chiesetta ove (per gli addobbi natalizi) si poteva leggere la scritta:

« Pace in terra agli uomini di buona volontà. »

A Wounded Knee, sul cartello rosso dove si può leggere la storia del massacro, è riportata la scritta Massacre of Wounded Knee. La scritta massacre venne aggiunta sopra la vecchia scritta Battle in quanto inizialmente venne dato il nome di battaglia di Wounded Knee e, spesso, viene tuttora riportata e ricordata come ultimo scontro armato tra nativi e Governo.[1]

fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Wounded_Knee

Da Sentierorosso.com:

wounded knee 1890

Era quasi il crepuscolo quando la colonna avanzò lentamente sull’ultima altura e cominciò a scendere il pendio, verso Chankpe Opi Wakpala, il torrente chiamato Wounded Knee. L’oscurità invernale e i minuscoli cristalli di ghiaccio che danzavano nella luce morente davano una nota soprannaturale al paesaggio melanconico. In qualche luogo segreto lungo quel corso d’acqua ghiacciato giaceva il cuore di Cavallo Pazzo e i Danzatori degli Spettri credevano che il suo spinto disincarnato attendesse con impazienza la nuova, terra che sarebbe certamente venuta con la prima erba verde di primavera.
Nell’accampamento della cavalleria sul torrente Wounded Knee, gli indiani furono fermati e contati accuratamente. Vi erano 120 uomini e 230 donne e bambini. A causa della crescente oscurità, il maggiore Whitside decise di attendere il mattino per disarmare i suoi prigionieri. Egli assegnò loro per accamparsi un’area a sud nelle immediate vicinanze del campo militare, distribuì loro razioni e poiché scarseggiavano i rivestimenti dei tepee, fornì loro diverse tende. Whitside ordinò che venisse messa una stufa nella tenda di Piede Grosso e mandò un chirurgo del reggimento a curare il capo malato. Per essere sicuro che nessuno dei prigionieri fuggisse, il maggiore mise di guardia due squadroni di cavalleria intorno ai tepee dei Sioux e poi piazzò i suoi due Hotchkiss in cima a un’altura che dominava l’accampamento. Questi cannoni scanalati, che potevano lanciare cariche esplosive a più di due miglia, furono messi in posizione tale da colpire le tende degli indiani da un capo all’altro dell’accampamento.
Più tardi, in quella notte di dicembre, il resto del 7° reggimento marciò da est e bivaccò a nord degli squadroni di Whitside. Il colonnello James W. Forsyth, comandante dell’ex reggimento di Custer, prese ora il comando delle operazioni» Informò Whitside che aveva ricevuto ordine di mettere la banda di Piede Grosso su un treno della Union Pacific Railroad e di portarla in una prigione militare di Omaha.
Dopo aver piazzato altri due cannoni Hotchkiss sul pendio accanto agli altri, Forsyth e i suoi ufficiali si accinsero a trascorrere la notte con un barilotto di whiskey per festeggiare la cattura di Piede Grosso.
Il capo si trovava nella sua tenda, troppo ammalato per dormire, in grado appena di respirare. Perfino con le loro protettive Camicie degli Spettri e la loro fede nelle profezie del nuovo Messia, i Miniconjou avevano paura dei soldati a cavallo accampati intorno a loro. Quattordici anni prima, sul Little Bighorn, alcuni di questi guerrieri avevano contribuito alla sconfitta di alcuni di questi capi soldati – Moylan, Varnum, Wallace, Godfrey, Edgerly – e gli indiani si domandavano se nei loro cuori vi era ancora un desiderio di vendetta.
«II mattino seguente sentii uno squillo di tromba» disse Wasumaza, uno dei guerrieri di Piede Grosso che alcuni anni dopo cambiò il suo nome con quello di Dewey Beard. «Poi vidi i soldati che montavano a cavallo e ci circondavano. Fu annunciato che tutti gli uomini dovevano venire al centro del campo per un colloquio e che dopo il colloquio dovevano andare nell’agenzia di Pine Ridge. Piede Grosso fu portato fuori dal suo tepee e sedette davanti alla sua tenda e gli uomini più anziani si riunirono intorno a lui e si sedettero proprio vicino a lui al centro.»
Dopo aver distribuito le gallette per la colazione, il colonnello Forsyth informò gli indiani che ora dovevano essere disarmati. «Chiesero i fucili e le armi,» disse Lancia Bianca «così tutti noi consegnammo i fucili e li ammonticchiammo al centro.» I capi dei soldati non erano soddisfatti del numero delle armi consegnate e così mandarono squadroni di soldati a perquisire i tepee. «Entrarono nelle tende e uscirono con fagotti e li strapparono per aprirli» disse Cane Capo. «Presero le scuri, i coltelli e i pali delle tende e li ammonticchiarono vicino ai fucili.»
Non ancora soddisfatti, i capi dei soldati ordinarono ai guerrieri di togliersi le coperte di dosso e di sottoporsi a una perquisizione. I volti degli indiani esprimevano tutta la loro rabbia, ma solo lo stregone, Uccello Giallo, protestò apertamente. Accennò pochi passi della Danza degli Spettri, e intonò un canto sacro, assicurando i guerrieri che le pallottole dei soldati non avrebbero forato i loro indumenti sacri. «Le pallottole non andranno verso di voi» egli cantò in Sioux. «La prateria è grande e le pallottole non andranno verso di voi.»
I soldati di cavalleria trovarono solo due fucili, uno dei quali era un Winchester nuovo che apparteneva a un giovane Miniconjou di nome Coyote Nero. Coyote Nero sollevò il Winchester sopra la testa gridando che aveva pagato molto denaro per il fucile e che apparteneva a lui. Alcuni anni dopo Dewey Beard ricordò che Coyote Nero era sordo. «Se lo avessero lasciato solo egli sarebbe andato a deporre il fucile nel posto indicato. Essi invece lo afferrarono e lo spinsero in direzione est. Egli non si preoccupò nemmeno allora. Il suo fucile non era puntato su nessuno. La sua intenzione era di mettere giù quel fucile. Essi si fecero avanti e afferrarono il fucile che egli si stava accingendo a deporre. Lo avevano appena circondato quando si udì un colpo di fucile abbastanza forte. Non saprei dire se qualcuno fu colpito, ma dopo quel colpo ci fu un gran fracasso.»
« Quel rumore assomigliava molto al suo suono della tela strappata» disse Penna Frusta. Colui-Che-Teme-il-Nemico lo descrisse come lo «scoppio di un fulmine».
Falco Rotante disse che Coyote Nero «era un uomo pazzo, un giovane che aveva una cattiva influenza sugli altri e in realtà era una nullità». Disse che Coyote Nero sparò col suo fucile e «immediatamente i soldati risposero al fuoco e ne seguì un massacro indiscriminato».
All’inizio del tumulto, il fuoco delle carabine era assordante, e l’aria era piena di fumo. Fra i moribondi che giacevano accasciati sulla terra gelata vi era Piede Grosso. Poi il fragore delle armi cessò per un momento, mentre piccoli gruppi di indiani e di soldati combattevano corpo a corpo, usando coltelli, mazze e pistole. Poiché solo pochi indiani avevano armi, dovettero presto fuggire e allora i grandi fucili Hotchkiss sulla collina aprirono il fuoco su di loro, sparando quasi un proiettile al secondo, falciando l’accampamento indiano, facendo a pezzi i tepee con gli shrapnel, uccidendo uomini, donne e bambini.
«Cercammo di fuggire,» disse Louise Orsa Astuta «ma essi ci sparavano addosso come se fossimo bisonti. Io so che vi sono alcune persone bianche buone, ma i soldati che spararono sui bambini e sulle donne furono infami. I soldati indiani non avrebbero fatto una cosa simile ai bambini bianchi.»
«Corsi via da quel luogo e seguii quelli che stavano scappando» disse Hakiktawin, un’altra giovane donna. «Mio nonno, mia nonna e mio fratello furono uccisi quando attraversammo la gola, e poi una pallottola mi trapassò il fianco destro e poi anche il polso destro e lì mi fermai perché non ero in grado di camminare e dopo il soldato mi raccolse e si avvicinò una ragazzina e si nascose sotto la coperta.»
Quando finì l’esplosione di follia. Piede Grosso e più della metà della sua gente erano morti o erano gravemente feriti; i morti accertati furono 153, ma molti dei feriti si allontanarono strisciando e morirono in seguito. Secondo una valutazione, dei 350 Miniconjou che si trovavano lì, i morti, fra uomini, donne e bambini, furono quasi trecento. Fra i soldati vi furono venticinque morti e trentanove feriti, per la maggior parte colpiti dalle loro stesse pallottole o shrapnel.
Dopo che i soldati di cavalleria feriti furono mandati all’agenzia di Pine Ridge, un distaccamento di soldati si recò sul campo di battaglia di Wounded Knee, raccolse gli indiani che erano ancora vivi e li caricò sui carri. Poiché appariva chiaro che prima di sera si sarebbe scatenata una tempesta di neve, gli indiani morti furono lasciati là dove erano caduti. (Dopo la tempesta di neve, quando un gruppo di affossatori tornò a Wounded Knee, trovò i corpi, compreso quello di Piede Grosso, congelati in posizioni grottesche.)
I carri carichi di Sioux feriti (quattro uomini e quarantasette donne e Bambini) raggiunsero Pine Ridge quando era già notte. Poiché tutte le baracche disponibili erano occupate dai soldati, gli indiani furono lasciati sui carri scoperti, esposti al freddo intenso, mentre un inetto ufficiale dell’esercito cercava un riparo. Infine fu aperta la chiesa episcopale, furono tolte le panche, e il pavimento fu ricoperto con uno strato di paglia.
Era il quarto giorno dopo Natale dell’anno del Signore 1890. Quando i primi corpi straziati e sanguinanti furono portati nella chiesa illuminata dalle candele, quelli che non avevano perso la conoscenza poterono vedere gli addobbi natalizi che pendevano dalle travi del soffitto. Da un capo all’altro del presbiterio, sopra il pulpito, era appeso uno striscione con la scritta: PACE IN TERRA AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTÀ.
“Non sapevo in quel momento che era la fine di tante cose. Quando guardo indietro, adesso, da questo alto monte della mia vecchiaia, ancora vedo le donne ed i bambini massacrati, ammucchiati e sparsi lungo quel burrone a zig-zag, chiaramente come li vidi coi miei occhi da giovane. E posso vedere che con loro morì un’altra cosa, lassù, sulla neve insanguinata, e rimase sepolta sotto la tormenta. morì il sogno di un popolo. Era un bel sogno… il cerchio della nazione è rotto ed i suoi frammenti sono sparsi. Il cerchio non ha più centro, e l’Albero sacro è morto.”
Alce Nero (Hehaka Sapa)

 

fonte: http://www.sentierorosso.com/storia-dei-nativi-americani/la-storia-degli-indiani-d-america/wounded-knee-1890

Martin Luther King, 14 ottobre 1964 – Ad un “nero” il premio Nobel per la pace, senza neanche dover bombardare 7 paesi… Ecco il fantastico discorso per la premiazione.

Martin Luther King

 

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Martin Luther King, 14 ottobre 1964 – Ad un “nero” il premio Nobel per la pace, senza neanche dover bombardare 7 paesi… Ecco il fantastico discorso per la premiazione.

Discorso di Martin Luther King per il Premio Nobel (1964)

Il 10 dicembre 1964 fu assegnato a Martin Luther King il premio Nobel per la pace per il suo impegno per i diritti civili e la giustizia sociale. All’epoca trentacinquenne, King è stato il più giovane nella storia del Nobel a ricevere il premio. Non essendovi allora la consuetudine di dare la motivazione, si fece riferimento all’incarico che ricopriva: Capo della Southern Christian Leadership Conference, attivista per i diritti civili.

Nel ricevere al notizia, Martin Luther King sottolineò come non si trattasse del premio a una sola persona, quanto il riconoscimento a tutte le “persone nobili” che hanno lottato con lui per i diritti civili e contro le discriminazioni razziali. I 54.000 dollari del premio furono divisi nei diversi movimenti: Congress of Racial Equality, Southern Christian Leadership Conference, National Association for the Advancement of Colored People, Student Nonviolent Coordinating Committee, National Council of Negro Women, American Foundation on Nonviolence.

Il documento

DISCORSO PRONUNCIATO DA MARTIN LUTHER KING IN OCCASIONE DEL RITIRO DEL PREMIO NOBEL (Oslo, 10 dicembre 1964 )

Vostra Maestà, Vostra Altezza Reale, Signor Presidente, eccellenze, signori e signore: accetto il Premio Nobel per la Pace nel momento in cui ventidue milioni di Negri degli Stati Uniti sono impegnati in una battaglia creativa per concludere la lunga notte della ingiustizia raziale. Accetto questo premio proprio quando un movimento per I diritti civili sta muovendosi con determinazione e grande disprezzo del rischio e del pericolo per stabilire un regno di libertà ed un governo di giustizia. Ho in mente che solo ieri a Birmingham, in Alabama, i nostri bambini, mentre piangevano per la fratellanza, ricevevano risposta con lanciafiamme, cani ringhiosi e persino morte. Ho in mente che solo ieri a Philadelphia, nel Mississippi, ragazzi in cerca di assicurare il diritto di voto sono stati brutalizzati e uccisi. Ho in mente che la deabilitazione e l’abitudine alla povertà affliggono il mio popolo e lo incatenano al più basso gradino della scala economica.

Quindi devo chiedere perchè questo premio è assegnato ad un movimento assediato e impegnato in una lotta accanita, e a un movimento che non ha ancora vinto la pace e la fratellanza che sono l’essenza del Premio Nobel. Dopo averci pensato, ho concluso che questo premio, che ricevo per quel movimento, è un profondo riconoscimento della nonviolenza quale risposta alle questioni cruciali, politiche e morali del nostro tempo: la necessità per l’uomo di superare l’oppressione e la violenza senza ricorrere alla violenza e all’oppressione.

Civilizzazione e violenza sono concetti antitetici. I Negri degli Stati Uniti, seguendo il popolo indiano, hanno dimostrato che la nonviolenza non è sterile passività, ma una potente forza morale che lavora per la trasformazione sociale. Presto o tardi, tutti I popoli della terra dovranno scoprire un modo di vivere insieme e in pace, e quindi trasformeranno questa elegia cosmica pendente in un cretivo salmo di fratellanza. Se questo deve essere perseguito, l’uomo deve elaborare per tutti i conflitti umani un metodo che respinga la vendetta, l’aggressione e la rappresaglia. Il fondamento di questo metodo è l’amore. La strada tortuosa che ci ha condotti da Montgomery, in Alabama, a Oslo è testimone di questa verità, e questa è la strada che milioni di Negri stanno percorrendo per trovare un nuovo senso di dignità. Questa stessa strada ha aperto per tutti gli Americani una nuova era di progresso e di speranza.

Ha guidato a nuove strade di diritti civili, che sarà, sono convinto, allargata ed allungata in un’autostrada di giustizia così che uomini Negri e bianchi in un numero sempre maggiore creino alleanze per superare i loro problemi comuni.

Accetto questo premio oggi avendo perpetua fiducia nell’America ed una più audace fiducia nel futuro del genere umano. Rifiuto di accettare la disuguaglianza quale responso finale alle ambiguità della storia.

Rifiuto di accettare l’idea che “la certezza” (egocentrismo) della natura attuale dell’uomo lo renda moralmente incapace di aspirare all’eterna “condizionalità” (possibilità e apertura verso gli altri) con cui da sempre si confronta.

Rifiuto di accettare l’idea che l’uomo sia meramente il relitto galleggiante di un carico buttato nel fiume della vita incapace di influire sulla nascita degli eventi che lo circondano.

Rifiuto di accettare la posizione secondo cui l’umanità sia così tragicamente legata alla buia notte del razzismo e della guerra e che la radiosa alba della pace e della fratellanza non possano diventare una realtà. Rifiuto di accettare la cinica idea che nazione dopo nazione debbano essere attratte dalla spirale del militarismo nell’inferno della distruzione termonucleare. Io credo che la verità disarmata e l’amore incondizionato conquisteranno alla fine il mondo. Questo è il motivo per cui il bene, momentaneamente sconfitto, è più forte del male trionfante. Io credo che anche se oggi viviamo fra “lo scoppio del mortaio” e lo sparo (piagnucolante) della pallottola, ci sia ancora la speranza per un brillante futuro. Io credo che la giustizia ricercata, falsamente prostrata sulle strate insanguinate della nostra nazione, possa essere levata da questa posizione vergognosa per regnare suprema tra i bambini.

Ho l’audacia di credere che la gente dappertutto possa avere tre pasti al giorno per il loro corpo, l’educazione e la cultura per le loro menti, e la dignità, l’eguaglianza e la libertà per i loro spiriti. Io credo che quanto uomini egocentrici hanno buttato giù, altri uomini egocentrici possono aver ricostruito. Io credo ancora che un giorno il genere umano si inchinerà agli altari di Dio e sarà incoronato trionfante sulla Guerra, gli spargimenti di sangue e l’amicizia redentiva, non violenta, proclamata governo della terra. Ed il leone e l’agnello giaceranno insieme, ed ogni uomo siederà sotto il proprio albero di fico e nessuno avrà paura. Io credo che noi andremo oltre. Questa fede può darci il coraggio di guardare in faccia all’incertezza del futuro. Darà ai nostri piedi stanchi nuova forza per farci continuare a lunghi passi attraverso la città della libertà. Quando i nostri giorni diventano tetri con nuvole che volano basse e le nostre notti diventano più scure di mille notti messe assieme, sapremo che stiamo vivendo nella confusione creativa di quell’umus genuino da cui nascerà una nuova civiltà.

Oggi sono venuto ad Oslo come un rappresentante ispirato e con rinnovata dedica all’umanità. Accetto questo premio come uno fra gli uomini che amano la pace e la fratellanza. Ho detto di essere venuto come rappresentante perché nel profondo del mio cuore sono convinto che questo premio sia molto di più che un onore fatto a me personalmente. Ogni volta che prendo un aereo per un viaggio penso sempre alle molte persone che rendono possibile e buono il viaggio, i piloti che si conoscono ed il personale di terra sconosciuto. Voi rendete onore ai piloti della nostra lotta che hanno guidato il movimento per la libertà affinchè questo andasse in orbita. Voi onorate ancora una volta il Capo Lutuli del Sudafrica le cui lotte con e per il suo popolo sono contrapposte alle più brutali espressioni di inumanità di uomini verso l’uomo. Voi onorate il personale di terra, senza il cui lavoro e sacrificio, l’aereo che vola verso la libertà, non potrebbe mai decollare. La maggior parte di queste persone non farà mai I titoli, e i loro nomi non appariranno mai in un elenco di personalità. Ancora, quando gli anni saranno trascorsi e quando il bagliore della lampada della verità sarà focalizzata in questo meraviglioso periodo in cui viviamo, gli uomini e le donne sapranno e I bambini avranno imparato che noi abbiamo la terra più bella, la miglior gente, la più nobile civiltà perché questi umili ragazzi di Dio saranno disposti a soffrire per amore della rettitudine.

Penso che Alfred Nobel saprebbe quello che voglio dire quando dico che accetto questo premio con lo spirito di un custode di qualche prezioso gioiello di famiglia che egli ha in consegna per fiducia dei suoi proprietari: tutti quelli a cui la fiducia è considerata la cosa più bella e nei cui occhi la bellezza di un’autentica fratellanza e pace è più preziosa dei diamanti, dell’argento o dell’oro. Grazie.

Attenzione – nuova data per la fine del mondo, e questa volta la questione potrebbe essere seria: il 19 gennaio 2038 tutti gli Smartphone potrebbero smettere di funzionare, allora sì che sarà l’Apocalisse!

 

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Attenzione – nuova data per la fine del mondo, e questa volta la questione potrebbe essere seria: il 19 gennaio 2038 tutti gli Smartphone potrebbero smettere di funzionare, allora sì che sarà l’Apocalisse!

Smartphone, lo studio: perché nel 2038 non funzioneranno più

dispositivi elettronici avrebbero ancora pochi anni di vita a disposizione. Secondo uno studio effettuato da Mikko Hypponen, un ricercatore dell’azienda F-Secure, i nostri smartphone potrebbero smettere di funzionare a gennaio 2038. La motivazione è molto semplice: sembra che i dispositivi che si basano sullo standard Unix, un sistema operativo, saranno in grado di processare il tempo fino al 19 gennaio 2038. Nel dettaglio fino alle ore 3, minuti 14 e secondi 7 di quel giorno. Stando alle dichiarazioni di Hypponen non si tratterà solo una questione di date. Si pensa che alcuni dispositivi computerizzati, come ad esempio gli smartphone, non saranno in grado di svolgere alcune semplici funzioni, come ad esempio quella di chiamare e ricevere i messaggi. Un nuovo millennium bug?

 

fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/scienze—tech/13262634/smartphone-2038-bug-smetteranno-di-funzionare.html