Il 1 novembre del 2009 ci lasciava Alda Merini. Ricordiamola con alcune delle sue più belle poesie d’amore.

 

Merini

 

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Il 1 novembre del 2009 ci lasciava Alda Merini. Ricordiamola con alcune delle sue più belle poesie d’amore.

 

Vi dedichiamole più belle poesie sull’amore di Alda Merini. Da “Ho conosciuto in te le meraviglie” a “Canzone dell’uomo infedele”, ecco i versi di una delle più grandi poetesse di tutti i tempi: Alda Merini.

Di lei si ricorda spesso la vita difficile, la malattia psichiatrica e i versi di dolore e verità. Ecco una mini-raccolta delle più belle poesie sull’amore di Alda Merini.

 

Accarezzami

Accarezzami, amore

ma come il sole

che tocca la dolce fronte della luna.

Non venirmi a molestare anche tu

con quelle sciocche ricerche

sulle tracce del divino.

Dio arriverà all’alba

se io sarò tra le tue braccia.

 

Non ho bisogno di denaro

Non ho bisogno di denaro,

Ho bisogno di sentimenti.

Di parole, di parole scelte sapientemente,

di fiori, detti pensieri,

di rose, dette presenze,

di sogni, che abitino gli alberi,

di canzoni che faccian danzar le statue,

di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti…

Ho bisogno di poesia,

questa magia che brucia le pesantezza delle parole,

che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

 

Ho conosciuto in te le meraviglie

Ho conosciuto in te le meraviglie

meraviglie d’amore sì scoperte

che parevano a me delle conchiglie

ove odorano il mare e le deserte

spiagge corrive e lì dentro l’amore

mi son persa come alla bufera

sempre tenendo fermo questo cuore

che (ben sapevo) amava una chimera.

 

O il veleggiare del tuo caldo pensiero

O il veleggiare del tuo caldo pensiero

sopra la mia parola

e il tuo dormire selvaggio

accanto al mio seno vivo;

o l’adombrarsi della primavera

quando cade il suono del seme

sulla terra feconda di parola.

Così tu sei l’esempio

del sole mio.

 

Solo un mano d’angelo

Solo un mano d’angelo

intatta di sè, del suo amore per sè,

potrebbe

offrirmi la concavità del suo palmo

perché vi riversi il mio pianto.

La mano dell’uomo vivente

è troppo impigliata nei fili dell’oggi e dell’ieri,

è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!

Non potrà mai la mano dell’uomo mondarsi

per il tranquillo pianto del proprio fratello!

E dunque, soltanto una mano di angelo bianco

dalle lontane radici nutrite d’eterno e d’immenso

potrebbe filtrare serena le confessioni dell’uomo

senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa.

 

Abbi pietà di me che sto lontana

Abbi pietà di me che sto lontana

che tremo del tuo futile abbandono,

tienimi come terra che pur piana

dia nella pace il suo perdono

od anche come aperta meridiana

che dia suono dell’ora e dia frastuono,

abbi pietà di me miseramente

poichè ti amo tanto dolcemente.

 

E poi fate l’amore

E poi fate l’amore.

Niente sesso, solo amore.

E con questo intendo i baci lenti sulla bocca,

sul collo, sulla pancia, sulla schiena,

i morsi sulle labbra, le mani intrecciate,

e occhi dentro occhi.

Intendo abbracci talmente stretti

da diventare una cosa sola,

corpi incastrati e anime in collisione,

carezze sui graffi, vestiti tolti insieme alle paure,

baci sulle debolezze,

sui segni di una vita

che fino a quel momento era stata un po’ sbagliata.

Intendo dita sui corpi, creare costellazioni,

inalare profumi, cuori che battono insieme,

respiri che viaggiano allo stesso ritmo,

e poi sorrisi,

sinceri dopo un po’ che non lo erano più.

Ecco, fate l’amore e non vergognatevene,

perché l’amore è arte, e voi i capolavori.

 

Canzone dell’uomo infedele

Il mio uomo è uguale al Signore

il mio uomo è uguale agli dèi

se lui mi tocca

io mi sento una donna

e mi sento l’acqua che scorre

nei lecci della vita.

Il mio uomo è un purosangue che corre

mentre io cavallerizza da nulla

sto immobile a terra

il mio uomo è una chitarra felice

e io sono la sua canzone

ma lui non mi canta mai

perché?

Aspetto che la chitarra si rompa

per vivere…

Il mio uomo è un uomo crudele

il mio uomo è la mia preghiera

è uguale a Savonarola

ma il mio uomo tocca altri inguini ed altri capelli

è generoso con le fanciulle dorate

e lascia me povera

di vecchiezza e di vita a morire per lui.

Il mio uomo se si denuda

ha il petto villoso come le aquile

ma un rostro che ferisce a fondo

e punisce i pentimenti d’amore

allora io gli mostro le mie carni ferite

e maledico la sorte,

ma se il mio uomo sorride

io torno a fiorire e divento una bianca luna

che si specchia nel mare.

 

Ribaciami in uno stelo di amore

Ribaciami in uno stelo di amore

e pensa alla giovinezza che mi

prende e mi ha lasciato sola

per lunghi anni.

Il 1 novembre del 2009 ci lasciava Alda Merini… Vogliamo ricordarla con una delle sue più belle poesie d’amore.

 

Alda Merini

 

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Il 1 novembre del 2009 ci lasciava Alda Merini… Vogliamo ricordarla con una delle sue più belle poesie d’amore.

 

Nella giornata del ricordo di Alda Merini vi proponiamo “Lettere”, una delle sue poesie d’amore più belle …

MILANO – L’1 novembre 2009 ci lasciava Alda Merini, una delle penne più belle e pungenti della letteratura e della poesia italiana. Un’assenza che ancora oggi lascia un grande vuoto. Le poesie d’amore di Alda Merini racchiudono passione, struggimento e dolore. Questo perché  i suoi testi raccontano sensazioni ed emozioni realmente vissute. “Lettere” parla della fine di un amore ed è una delle poesie che meglio aiuta a capire fino in fondo l’indimenticabile poetessa.

Lettere 

“Rivedo le tue lettere d’amore
illuminata adesso da un distacco,
senza quasi rancore.

L’illusione era forte a sostenerci,
ci reggevamo entrambi negli abbracci,
pregando che durassero gli intenti.
Ci promettemmo il sempre degli amanti,
certi nei nostri spiriti divini.

E hai potuto lasciarmi,
e hai potuto intuire un’altra luce
che seguitasse dopo le mie spalle.

Mi hai resuscitato dalle scarse origini
con richiami di musica divina,
mi hai resa divergenza di dolore,
spazio, per la tua vita di ricerca
per abitarmi il tempo di un errore.

E mi hai lasciato solo le tue lettere,
onde io le ribevessi nella tua assenza.

Vorrei un figlio da te,
che sia una spada lucente,
come un grido di alta grazia,
che sia pietra, che sia novello Adamo,
lievito del mio sangue
e che dissolva più dolcemente
questa nostra sete.

Ah se t’amo!
Lo grido ad ogni vento
gemmando fiori da ogni stanco ramo,
e fiorita son tutta
e di ogni velo vò scerpando il mio lutto
perché genesi sei della mia carne.

Ma il mio cuore trafitto dall’amore
ha desiderio di mondarsi vivo,
e perciò, dammi un figlio delicato!
Un bellissimo vergine viticcio
da allacciare al mio tronco.

E tu, possente padre,
tu olmo ricco di ogni forza antica,
mieterai dolci ombre alle mie luci.”