L’olio di iperico – Il prodotto antirughe più potente che esiste in natura

 

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L’olio di iperico – Il prodotto antirughe più potente che esiste in natura

L’olio di iperico viene estratto dalla macerazione di Hypericum perforatum, piccoli fiorellini dal colore giallo la cui raccolta avviene tradizionalmente il 24 giugno: per questo motivo sono noti anche come “erba di San Giovanni”, il santo celebrato in questa giornata.

Le sostanze contenute in questi fiori dall’aspetto innocuo sono molteplici e tutte molto utili in ambito di rimedi naturali. Alto è infatti il contenuto di carotene e flavonoidi, che fanno della cosiddetta erba di San Giovanni un potente cicatrizzante da utilizzare in caso di ustioni e ferite di varia natura.

Una delle proprietà meno conosciute riguarda invece la sua azione anti-age, resa possibile dalla presenza di ipericina, biflavoni e iperforina. Ciò che in pochi sanno è che l’olio di iperico è uno dei prodotti naturali più efficaci contro le rughe e l’invecchiamento della pelle – ancor di più delle costose creme reperibili sul mercato della cosmesi.

Come usare l’olio di iperico

Preparare l’olio di iperico è semplicissimo, dato che la difficoltà maggiore sta nell’attesa. Per ottenere i suoi benefici dobbiamo mettere a macerare per sei settimane in un contenitore chiuso ermeticamente 70 grammi delle sommità fiorite dell’iperico in 250 ml di olio di mandorle.

Dopo sei settimane esponiamo per un’intera giornata il contenitore al sole. Infine possiamo filtrare e conservare in bottiglie o flaconi di vetro scuro, al fresco e lontano dalla luce.

L’utilizzo dell’olio è esattamente come quello di una crema: massaggiamone una piccola quantità su viso e collo. I primi risultati dovrebbero essere visibili dopo dieci giorni.

È importante però servirsi dell’olio di iperico alla sera, dato che rende la pelle particolarmente fotosensibile (motivo per cui dovremo evitare di esporci direttamente al sole).

 

Per i cardiologi non ci sono dubbi: il caffè e la cioccolata fanno bene!

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Per i cardiologi non ci sono dubbi: il caffè e la cioccolata fanno bene!

Per i cardiologi il caffè e la cioccolata fanno bene.

Il primo è una concentrazione di antiossidanti.

“Quattro o cinque tazzine di caffè al giorno, anche decaffeinato, riducono la mortalità cardiovascolare in follow up che vanno da 10 a 18 anni. A lungo termine, bere caffè ha un effetto positivo”. Analoghi effetti positivi sulla salute del cuore, seppur di più lieve entità, si riconducono all’assunzione di cioccolato fondente all’85-90%.
Così Sebastiano Marra, direttore del Dipartimento Cardiovascolare del Maria Pia Hospital di Torino che il 27 e 28 ottobre ospiterà le XXIX Giornate Cardiologiche Torinesi “Advances in Cardiac Arrhythmias and Great innovations in Cardiology”. Al Centro Congressi Unione Industriale saranno ospiti oltre 600 partecipanti e 100 relatori, tra i quali i cardiologi della Mayo Clinic di Rochester (Minnesota) e i maggiori esperti europei provenienti da Germania, Francia e Svizzera. Il chicco di caffè – spiega Marra – è la sostanza con più antiossidanti esistente in natura”. Quest’anno, il meeting è incentrato sulla prevenzione. “Certamente possiamo affermare che negli ultimi vent’anni abbiamo a disposizione nuovi farmaci, nuove tecniche chirurgiche, che indubbiamente hanno ridotto la mortalità, ma per tre quarti il merito è della prevenzione – spiega Marra – ed è principalmente su questo fattore che noi medici dobbiamo impegnarci”. Ma oltre alla coscienza dei fattori di rischio, altro punto determinante è la conoscenza di ciò che fa bene alla salute del nostro cuore e dell’organismo in generale. In questo senso la novità più interessante, e per molti versi inaspettata, è costituita dal caffè.
“Esistono dati – rimarca Marra – su oltre 10mila individui che rivelano che chi assume caffè, su lungo periodo, ha meno ansia, dorme meglio, non ha la pressione più alta rispetto a chi non lo beve. Uno studio francese che ha analizzato oltre 200mila persone, su un periodo di 8-10 anni, riferisce dati positivi sulla mortalità. I dati piemontesi confermano che chi beve caffè ha un umore migliore, meno ansia, riposa meglio, non ha pressione o colesterolo più alti”.

fonte: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/alimentazione/2017/10/25/salute-per-i-cardiologi-caffe-e-cioccolata-fanno-bene_0a815b67-905e-4480-a5fd-308529b1a7c8.html

Con tetti verdi e giardini pensili la casa è più vivibile e risparmi il 30%

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Con tetti verdi e giardini pensili la casa è più vivibile e risparmi il 30%

Raggiungendo un terrazzo, per un aperitivo o una riunione di lavoro. Salendo e scendendo le scale di un palazzo. Calpestando il tetto di un edificio ipogeo. La percezione del fenomeno non è ancora a fuoco, ma il verde pensile sta crescendo nelle “fessure” delle nostre città. E sta recuperando piccole o medie superfici, sparse fra la trama del costruito. Con effetti importanti. Innanzitutto sull’ambiente: la riduzione di emissioni di anidride carbonica, il filtraggio delle polveri nell’aria, il miglioramento del microclima, la prevenzione di allagamenti per piogge improvvise. In secondo luogo, su chi vive gli immobili: meno inquinati, più isolati a livello termico e acustico. Non ultimo, sul portafoglio, perché l’inserimento di un tetto verde aumenta (secondo le stime delle aziende di settore) anche del 15% il valore iniziale dell’immobile; permette di tagliare le spese di riscaldamento e raffreddamento, con un risparmio che incide fino al 30% in bolletta; aumenta la durata della struttura, visto che gli strati impermeabili sono protetti dall’escursione termica, dal gelo, dai raggi UV e da danneggiamenti meccanici.

Le possibilità di applicazione non mancano e sono spinte anche dagli incentivi fiscali: la detrazione del 65% per chi fa interventi di risparmio energetico e anche (novità del 2018) il nuovo bonus proposto nella prossima Finanziaria che copre il 36% delle spese fino a 5mila euro per chi ripristina aree verdi private. Per ciò che riguarda “la forma”, oggi si va ben oltre il classico giardino inserito su un terrazzo. La tecnologia ha fatto passi da gigante e le piante ricoprono i tetti (piani o spioventi), si arrampicano sulle pareti, entrano nei salotti. Fino a mele, pere, pomodori e zucchine che si coltivano in cucina o nell’orto di condominio, sopra la copertura piana di un palazzo, che per l’occasione diventa anche uno spazio di condivisione.

Due le macro tipologie di coperture proposte: quelle intensive, con spessore di terreno oltre il metro, in cui si possono piantare anche alberi da frutta. O quelle estensive, ricoperte da pochi centimetri di terriccio (o da materiali che ne fanno le veci) e adatte a essere installate anche su pareti e spioventi. In genere, piantumate con sedum, un insieme di varie specie di piante grasse, molto resistenti, sono dotate di fitte reti di radici ottime per trattenere il terreno e richiedono poca manutenzione La prima verifica da fare per intervenire sul costruito è quella (essenziale) sulla portata di una copertura o di un terrazzo. Il costo cambia in funzione dei casi: si va 70 euro a metro quadrato per fare solo prato verde, tra 100 e 120 euro a metro quadrato per prato verde e piccole piante, circa 200 euro a metro quadrato per prato verde e arbusti. La spesa media per un condominio si aggira intorno ai 30 mila euro, ma al lordo delle detrazioni fiscali e dei risparmi ottenibili.

Gli esempli di casi concreti (e misurati anche nei risultati a distanza di anni) non mancano. Fra le prime a crederci, alcune aziende come la triestina Harpo, che dalla Provincia di Bari a Benevento fino a Collegno, in provincia di Torino, ha installato verde sulle coperture di garage o sui tetti di palazzi anche di più piani. Di recente, ha preso parte al progetto Habitami, promosso da Legambiente e dal Comune di Milano per la rigenerazione energetica dei condomini. Così anche la Daku Italia o l’altoatesina Climagrün che da anni promuove quelli che chiama “edifici vivi” e ha lavorato – fra gli altri progetti – per la copertura di una parte degli insediamenti del quartiere residenziale pubblico Casanova di Bolzano o per insediamenti produttivi come la nuova sede Salewa. Attivi anche i progettisti. Stefano Boeri (il famoso architetto del Bosco Verticale) nella propria visione di Milano, città leader della Forestazione urbana nel 2030, guarda al verde pensile come una risorsa da affiancare alla riconversione di veri parchi e quartieri. Piuarch ha lanciato (oltre a proposte internazionali) la suggestione di un belvedere verde sul tetto di Porta Nuova a Milano: lo studio, insieme al paesaggista Corneliu Gavrila, ha trasformato già dal 2015 i 300 metri quadrati del tetto di un palazzo a Brera in un Orto fra i cortili, dove crescono verdure e piante officinali. A Torino, l’associazione OrtiAlti, fondata da due architetti (Elena Carmagnani ed Emanuela Saporito), è partita dal tetto della Fonderia Ozanam (oggi edificio comunale, dato in gestione a una cooperativa e ad alcune associazioni che lavorano nel sociale) per lanciare una rete di orti di comunità. Fra le installazioni, davanti al piazzale di Eataly a Lingotto di Torino, è stato proposto un orto (installato da Harpo) che segue le stagioni e, con l’arrivo dell’autunno, si è trasformato in Vigne-TO, il primo vigneto urbano del Quartiere Nizza Millefonti.

Le verdure, infine, si coltivano anche in casa. Fra i più recenti sistemi per la coltivazione indoor, è prossimo al debutto quello lanciato da Living Farming Tree. Sviluppato dalla startup italiana Hexagro Urban Farming, consente la crescita di piante in serra con la coltivazione aeroponica, senza l’utilizzo di terra o qualsiasi aggregato di sostegno.La prima installazione, adottata dal gruppo Accor Hotels, sarà presentata il 14 dicembre al Novotel Milano Ca’ Granda.

fonte: http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/casa/2017-12-07/con-tetti-verdi-e-giardini-pensili-casa-piu-vivibile-e-risparmi-30percento-152954.shtml?uuid=AEKSp9KD

Ma quale farmacia. Non buttate soldi – Ecco il fantastico Miele di Manuka che uccide più batteri di qualsiasi antibiotico disponibile.

 

Miele di Manuka

 

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Ma quale farmacia. Non buttate soldi – Ecco il fantastico Miele di Manuka che uccide più batteri di qualsiasi antibiotico disponibile.

Non tutto il miele è uguale. Mentre i benefici del miele crudo e non trasformato sono stati ben documentati nel corso dei secoli, i ricercatori australiani hanno dimostrato che un tipo di miele, chiamato miele di Manuka, si comporta meglio di tutti gli antibiotici noti.

Il miele di Manuka è prodotto dalle api che raccolgono il nettare del Leptospermum Scoparium o della cespuglio Manuka della Nuova Zelanda, così come gli alberi di tè, originari dell’Australia e della Nuova Zelanda.

Questo straordinario tipo di miele non solo effettivamente, uccide i batteri, ma nessuno di quelli uccisi è in grado di costruire l’immunità. Oggi si sente parlare sempre più di batteri resistenti agli antibiotici e il miele di Manuka può contenere la chiave per combattere i problemi di resistenza, salvando migliaia di vite umane in tutto il mondo.

Il dottor Dee Carter, della School of Biosciences molecolare e microbiologica dell’Università di Sydney, ha osservato che gli antibiotici non solo hanno vita breve, ma i batteri che attaccano rapidamente diventano resistenti, rendendoli inutili nel tempo.

Il rapporto, pubblicato nella European Journal of Clinical Microbiology and Infectious Diseases, ha affermato che il miele di Manuka ha ucciso quasi tutti i batteri e il patogeno su cui è stato testato. A differenza di tutti gli antibiotici disponibili sul mercato odierno, nessuno dei batteri verificati è riuscito a sopravvivere al trattamento del miele.

Secondo il dottor Carter, nel miele di Manuka ci sono particolari composti, come il metilglyoxal, che causano un danno al sistema dei batteri, uccidendoli prima di potersi adattare e sviluppare l’immunità.

Le proprietà biologiche del miele di Manuka sono antiossidanti, anti-infiammatorie, antibatteriche, antivirali, antibiotiche e  immuno-stimolatrici. Tuttavia, ciò che separa il miele di Manuka dal resto è che i suoi poteri antibatterici sfidano anche i batteri più duri, come lo Staphylococcus aureus (MRSA) resistente alla meticillina.

Il miele di Manuka è commercializzato per il trattamento e la prevenzione del cancro, il colesterolo alto, l’infiammazione cronica, il diabete, il trattamento dei problemi gastrointestinali e le infezioni dell’occhio, dell’orecchio e del seno. Tuttavia, potrebbe essere più utile nel trattamento delle ferite cutanee e delle ulcere della gamba.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Peer J, le ferite croniche stanno diventando un grave problema di salute globale, a causa del problema della resistenza agli antibiotici. Sono costosi e difficili da trattare, e i biofilm batterici contribuiscono al ritardo della guarigione. C’è urgente bisogno di agenti nuovi e efficaci, e il miele ha dimostrato un grande potenziale per questo proposito.

Per il loro studio, i ricercatori hanno esaminato il miele di Manuka in particolare come un trattamento alternativo per le ferite a causa della sua attività antibatterica ad ampio spettro e dell’incapacità dei batteri a sviluppare resistenza. Il loro studio ha indicato che il miele potrebbe impedire i biofilm batterici e eliminare i biofilm stabiliti. Inoltre, hanno riferito che il miele di Manuka potrebbe essere utilizzato con successo per uccidere tutti i biofilm MSSA e MRSA in una ferita cronica, sostenendo l’uso di questo tipo di miele come un trattamento topico efficace per le infezioni croniche delle ferite.

Negli ultimi anni, la parola dei benefici biologici del miele di Manuka si è diffusa in ogni angolo del mondo, trasformandolo in uno dei “cibi-salutari” più popolari. La sua fama e la sovra-richiesta, tuttavia, hanno causato la mancanza del prodotto e non manca chi ne ha approfittato mettendo sul mercato un “prodotto falso” a basso costo spacciandolo per miele di Manuka.

Da Ninco Nanco Blog

I 12 consigli per vivere bene e a lungo di Shigeaki Hinohara, il medico giapponese scomparso di recente a 105 anni.

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I 12 consigli per vivere bene e a lungo di Shigeaki Hinohara, il medico giapponese scomparso di recente a 105 anni.

Il medico giapponese Shigeaki Hinohara è stato uno degli uomini della Scienza Medicache in Giappone è vissuto più a lungo di tutti. Hinohara nacque infatti il 4 ottobre 1911 ed è deceduto il 18 giugno 2017, alla veneranda età di 105 anni. Giunge quindi spontanea la domanda: un medico come lui, nella sua vita, cosa ha consigliato ai suoi pazienti per poter vivere a lungo?

Prima di elencarvi i suoi consigli, diffusi su molteplici siti web in differenti lingue del mondo, occorre ricordare che, nonostante i suoi 105 anni, il medico giapponese era ancora in servizio con una salute mentale e fisica impeccabile. Nel corso della sua vita, Hinohara ha infatti diffuso 12 consigli importanti, tratti da un’intervista che rilasciò quando aveva 97 anni:

1 – Mangia bene

“Tuttio coloro che vivono a lungo, indipendentemente da nazionalità, razza o genere, hanno una cosa in comune: non sono in sovrappeso”.

2 – Non prendere scorciatoie

“Per rimanere in salute, sali sempre le scale e porta le tue cose. Io salgo i gradini a due a due per esercitare i muscoli”.

3 – Riscopri la tua energia giovanile

“L’energia deriva dal fatto di sentirsi bene, non dal mangiare bene o dal dormire molto. Ricordiamo tutti quando eravamo bambini e ci divertivamo, dimenticandoci di mangiare o di dormire. Credo che da adulti possiamo mantenere questo atteggiamento. È meglio non stancare il corpo con troppe regole come l’ora di mangiare e di dormire”.

4 – Tieniti occupato

“Pianifica sempre in anticipo. La mia agenda è già completa per i prossimi cinque anni, con conferenze e il mio lavoro in ospedale”.

5 – Continua a lavorare

Non c’è mai il bisogno di andare in pensione, ma se è necessario dev’essere ben più in là dei 65 anni. Cinquant’anni fa c’erano solo 125 giapponesi con più di 100 anni, oggi sono oltre 36.000”.

6 – Continua a offrire il tuo contributo alla società

“Dopo una certa età dobbiamo sforzarci di contribuire alla società. Lavoro come volontario da quando avevo 65 anni. Lavoro ancora 18 ore al giorno 7 giorni a settimana, e amo ogni minuto”.

7 – Diffondi le tue conoscenze

“Condividi ciò che sai. Io offro 150 conferenze all’anno, alcune per 100 studenti delle scuole superiori, altre per 4.500 imprenditori. In genere parlo per un’ora o un’ora e mezza, in piedi, per mantenermi in forze”.

8 – Comprendi il valore delle varie discipline

“La scienza di per sé non riesce a curare o ad aiutare le persone. La scienza tratta tutti come una realtà unica, ma le malattie sono individuali. Ogni persona è unica, e le malattie sono collegate al suo cuore. Per comprendere le malattie e aiutare le persone abbiamo bisogno delle arti liberali e visive, non solo della medicina”.

9 – Segui i tuoi istinti

“Contrariamente a quanto si immagina, i medici non riescono a curare tutto e tutti, e allora perché provocare in certi casi un dolore superfluo, come ad esempio un intervento? Credo che la musica e la pet therapy possano aiutare le persone più di quanto immaginano i medici”.

10 – Resisti al materialismo

“Non impazzire nel tentativo di accumulare cose materiali. Ricorda: non sai quando toccherà a te, e non ci porteremo dietro niente di quello che abbiamo qui”.

11 – Trova modelli di vita e fonti di ispirazione

“Trova qualcuno che ti ispiri ad andare oltre. Mio padre nel 1900 è andato a studiare negli Stati Uniti, è stato un pioniere e uno dei miei eroi. In seguito ho trovato altre guide, e quando mi sento come paralizzato da qualcosa mi chiedo come avrebbero affrontato quel problema”.

12 – Non sottovalutare il potere del divertimento

“Il dolore è qualcosa di misterioso, e divertirsi è il modo migliore per dimenticarlo. Se a un bambino fanno male i denti e inizi a giocare con lui, dimenticherà immediatamente il dolore. Gli ospedali devono rispondere alle necessità fondamentali dei pazienti: tutti noi vogliamo divertirci. Al St. Luke Hospital [che ha diretto e nel quale ha lavorato fino all’ultimo giorno] abbiamo musica, pet therapy e lezioni di arte”.

“La mia fonte di ispirazione è la poesia Abt Vogler di Robert Browning, che mio padre mi leggeva sempre. Ci esorta a realizzare vera arte, non scarabocchi. Dice che dobbiamo provare a disegnare un cerchio così grande che non ci sia modo di terminarlo finché siamo in vita. Tutto quello che vediamo è un arco, il resto è al di là della vista, ma è lì, in lontananza”.

Hinohara è diventato membro onorario della Società Cardiovascolare Giapponese e ha ricevuto il Secondo Premio e l’Ordine della Cultura . È stato onorato dall’Università Imperiale di Kyoto, dall’Università di Thomas Jefferson e dalla McMaster Universityricevendo un dottorato onorario. E’ morto il 18 luglio 2017 a Tokyo all’età di 105 anni.

 tratto da: https://www.globochannel.com/2017/09/14/medico-giapponese-muore-a-105-anni-ancora-in-servizio-ecco-cosa-fare-per-vivere-a-lungo/

COLDIRETTI: IL SUCCO DI MELOGRANO È UN VACCINO NATURALE CONTRO L’INFLUENZA.

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COLDIRETTI: IL SUCCO DI MELOGRANO È UN VACCINO NATURALE CONTRO L’INFLUENZA.
Il succo di melograno rafforza il sistema immunitario,grazie ai suoi principi attivi pieni di vitamina c,che svolgono un’azione simile a quella di un vaccino.

Il succo di melograno è il vaccino naturale perfetto contro l’influenza: a dichiararlo sono stati gli esperti Coldiretti, che hanno individuato proprio in questo frutto il rimedio perfetto che la Natura mette a disposizione degli esseri umani per prevenire l’insorgere dell’influenza.

Infatti come citato sul sito della Coldiretti Puglia:

<<E’ il succo di melagrano il miglior vaccino contro influenza e raffreddore perché possiede il 40% del nostro bisogno giornaliero di vitamina C. Il frutto del melograno può essere impiegato non solo in campo alimentare ma anche in quello farmaceutico.>>

Stando ai dati presentati dai ricercatori infatti, un bicchiere di succo di melograno contiene circa il 40% del fabbisogno giornaliero consigliato di vitamina C, essenziale per riuscire a combattere fastidiose malattie stagionali come l’influenza ed il raffreddore.

Grazie alla vitamina C di cui è ricco, il melograno ha delle proprietà anti influenzali molto potenti, proteggendoci contro il raffreddore. Se credevamo che l’arancia riuscisse a proteggersi dall’influenza meglio di qualsiasi altro frutto, è arrivato il momento di ricredersi.

Si tratta comunque di una conclusione che non rappresenta certo una rivelazione per gli agricoltori pugliesi, che sono da tempo consapevoli delle straordinarie proprietà benefiche del melograno.

Infatti, in virtù di ciò Coldiretti, oltre a citare gli altri innumerevoli benefici di questo frutto della salute, specifica che negli ultimi 2 anni, in Puglia, la coltivazione del melograno è cresciuta addirittura del 422%, in seguito ad una esponenziale crescita della domanda e di una esplosione della sua popolarità.

Tuttavia questa situazione ha avuto anche risvolti negativi, perché numerosi agricoltori hanno deciso di cavalcare l’onda e speculare sulle richieste dei consumatori, spacciando partite di melograno provenienti dall’estero come made in Italy.
Infatti come dichiara il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele:

L’aumento della domanda di melograno alimenta le importazioni di prodotto oltre che dai paesi produttori dell’Europa del Sud, Spagna, Israele e Marocco, anche da Cile e Sudafrica, come al solito spacciati per ‘made in Puglia’. Oltre al prodotto fresco, sono i semi lavoratori ad essere importati perché destinati all’industria di trasformazione e alla cosmesi”. Oggi i paesi del bacino del Mediterraneo in cui la coltivazione è più diffusa, e si ha maggiore disponibilità di melegrane da commercializzare allo stato fresco, sono Israele e Spagna, ma altri Paesipossono diventare, in futuro, temibili concorrenti.

Sono proprio le melegrane importate dalla Turchia – commenta il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – al secondo posto dei cibi più contaminati da sostanze tossiche e il melograno importato da Israele sono al 9 posto dei cibi che inquinano maggioramene l’ambiente, dato che per raggiungere le tavole dei consumatori pugliesi percorrono 2.250 km, bruciando 1,3 chili di petrolio e liberando 4,05 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto

Quindi è un bene consumare succo di melograno, ma bisogna stare molto attenti nella scelta del made in Italy: molti spacciano le importazioni estere fatto da melograni contaminati per prodotti nostrani.

fonte: http://curiosity2015.altervista.org/coldiretti-il-succo-di-melograno-e-un-vaccino-naturale-contro-linfluenza/

Il “PRONTO SOCCORSO INTESTINALE” del Dottor Franco Berrino. Dall’alito cattivo al bruciore di stomaco, alla colite ai trigliceridi alti… Tanti consigli naturali ed utilissimi

 

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Il “PRONTO SOCCORSO INTESTINALE” del Dottor Franco Berrino. Dall’alito cattivo al bruciore di stomaco, alla colite ai trigliceridi alti… Tanti consigli naturali ed utilissimi

Di seguito alcune indicazioni fornite all’interno del Progetto Diana, lo Studio di Prevenzione delle Recidive del Tumore al Seno attraverso l’Alimentazione e lo Stile di Vita della Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano.

Alito cattivo. Rivoluzionate la vostra alimentazione togliendo i cibi animali e masticando bene quelli vegetali, lavate accuratamente i denti ad ogni pasto, e assicuratevi che l’intestino funzioni perfettamente.

Bruciore di stomaco. Masticare a lungo un cucchiaino di gomashio. Se il bruciore di stomaco è frequente è probabile che ci sia un reflusso gastro-esofageo; il rimedio è togliere i cibi yin (zucchero, dolci di pasticceria, gelati, bevande alcoliche, yogurt, olio crudo, latte, formaggi).

Cattiva digestione, pesantezza di stomaco dopo un pasto troppo abbondante. Ume-sho-bancha. Far bollire per qualche minuto una prugna umeboshi in una tazza di tè bancha e aggiungervi qualche goccia di shoyu.

Le umeboshi (si pronuncia umeboshi) sono prugne acerbe conservate sotto sale usate comunemente come ingredienti nella cucina giapponese; in Italia si trovano nei negozi di cibi naturali e biologici.

Colite. Crema di riso integrale con kuzu e zuppa di miso con alga wakame. Fare un brodo di verdure con un pezzo di carota, un pezzo di cipolla, e un pezzo (5 cm) di alga wakame previamente ammollata, senza sale, a fine cottura aggiungere un cucchiaino di miso e spegnere subito il fuoco. Il miso è un prodotto di soia e orzo (o riso) fermentato in cui le proteine sono già digerite per cui è molto nutriente e può essere assimilato anche in un intestino danneggiato. L’alga wakame contiene una mucillagine lenitiva per la mucosa. La zuppa di miso con alga wakame è particolarmente indicata per le coliti da radio o chemioterapia.

Diarrea. Crema di riso integrale ispessita con kuzu. La crema di riso si prepara o a partire dal chicco (una tazza di riso in 7-8 tazze di acqua, sale marino integrale, cuocere per almeno tre ore e passare al setaccio con un pestello, o al passaverdure con i buchi fini per togliere le fibre più grossolane) o a partire dai fiocchi di riso o da una farina grossolana di riso appena macinata (una tazza di fiocchi e farina in 5 tazza di acqua, sale, cuocere per 30 minuti).

Sciogliere un cucchiaino di kuzu in poca acqua fredda, aggiungerlo ad una tazza di crema di riso e bollire per qualche minuto. Il kuzu è un amido con la proprietà di tonificare le pareti dell’intestino, e di renderle impermeabili a cibi non ben digeriti.

Emorroidi. Togliere i cibi yin. Masticare (un pezzettino per volta perché sono molto forti) due o tre prugne umeboshi.

Nauseacinetosi. Masticare una galletta di riso integrale, meglio se tostata. Per la nausea in chemioterapia spalmarci sopra un velo di pasta di umeboshi o di miso. E’ utile anche (specie per la nausea in gravidanza) mangiare una patata bollita senza sale, perché le patate assorbono il sale in eccesso e le sostanze tossiche eliminate attraverso il tubo digerente.

Pancia gonfia. Masticare bene. E’ utile, per abituarsi a masticare a lungo, associare la masticazione alla respirazione masticando 5-7 volte inspirando e 5-7 volte espirando; contando cinque respiri avrete masticato 50-70 volte. Gli amidi, se non sono perfettamente digeriti dalla saliva, possono fermentare nell’intestino producendo gas. Anche le fibre degli alimenti integrali fermentano nell’intestino se non ci sono i microbi capaci di digerirli. Quando si passa ad una dieta integrale, quindi, è bene introdurre i cereali e soprattutto i legumi con gradualità, le prime volte passandoli al setaccio per eliminare le bucce e le fibre più grossolane.

Sonnolenza postprandiale. Verde scottato. Scottare per solo uno o due minuti una foglia verde (insalata verde, parte verde delle coste, catalogna, verza, o anche foglie di rape o rapanelli) in acqua bollente salata. Condire solo con qualche goccia di limone o di un aceto delicato. Questo sintomo è causato da un fegato affaticato e il fegato ama il verde e l’acido delicato.

Stitichezza. Sciogliere un cucchiaino colmo di kanten (agar-agar in scaglie) in una tazza di succo di mela senza zucchero. Portare ad ebollizione per qualche minuto e bere tiepido. Lubrifica l’intestino ed è particolarmente indicato se la cacca è dura. Fatelo alla sera prima di andare a letto. Utile anche la zuppa di carota e daikon (in parti uguali, senza sale). A meno che si stia facendo chemioterapia o che l’intestino sia molto infiammato la stitichezza si cura con cibi ricchi di fibre (cereali integrali, legumi, verdure). Vanno bene comunque anche i rimedi classici tipo prugne secche e fichi secchi messi in ammollo.

Colesterolo alto. Togliere uova, formaggi, salumi e carni rosse. Porridge di fiocchi di avena a colazione e se gradito anche a cena. Zuppa di fungo shiitake. Prodotti di soia (miso, tofu, tempeh). Passeggiate.

Desiderio smodato di dolci. Brodo di verdure dolci: una parte di cipolla, una di carota una di zucca e una di cavolo (verza o cavolfiore); bollire in acqua abbondante senza sale e berne un bicchiere ogni qualche ora. Va bene alla sera per chi non riesce ad addormentarsi.

Edemi, gambe gonfie, dolori articolari dovuti agli inibitori dell’aromatasi. Zuppa di fungo shiitake, solo o con anche cipolle e altre verdure; lasciare in ammollo il fungo con il gambo verso l’alto per 30 minuti, togliere la parte dura del gambo e tagliare la cappella a striscioline molto sottili, bollore 10-15 minuti senza sale.

Glicemia alta, diabete. Evitare i cibi ad alto indice glicemico (pane bianco, farina 0 e 00, patate, riso bianco, riso soffiato, fiocchi di mais, dolci commerciali); evitare le fonti di grassi saturi (vedi colesterolo).

Mangiare pasta e fagioli, riso integrale e lenticchie, e in generale cereali e legumi. Aggiungere qualche mandorla e cannella alla crema di cereali integrali; aggiungere aceto quando si mangiano le verdure con il pane (integrale).

Pressione alta. Ridurre il sale (usare un gomashio preparato con 14 cucchiai colmi di sesamo e un cucchiaio raso di sale, per condire), mangiare molte verdure verdi, evitare i grassi animali. Passeggiare ogni giorno almeno un’ora con passo vivace.

Osteoporosi. Camminare con lo zaino, praticare sport (il nuoto non serve); prendere sole (è sufficiente mezz’ora con le braccia scoperte); mangiare cipolle; mangiare alimenti vegetali ricchi di calcio (sesamo>mandorle>legumi e cavoli); preparare la zuppa di pesce ogni 15 giorni (senza sale in pentola a pressione con acqua abbondante, una cipolla e una carota, per almeno 45 minuti).

Trigliceridi alti. Togliere fruttosio, e quindi zucchero, miele, frutta e vino.

Caffè, con quattro tazzine al giorno si riduce rischio mortalità del 60%

 

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Caffè, con quattro tazzine al giorno si riduce rischio mortalità del 60%

In una dieta salutare può trovare posto anche il caffè. Arriva dalla Spagna una nuova conferma dei benefici della tazzina: con quattro caffè al giorno la mortalità generale si riduce di oltre il 60%. È la conclusione di una ricerca presentata all’ultimo congresso della Società Europea di Cardiologia realizzato dall’Hospital de Navarra.  “Il caffè – ricorda l’autrice dello studio, la dottoressa Adela Navarro – è una delle bevande più consumate al mondo. Studi precedenti avevano suggerito che bere caffè potrebbe essere inversamente associato alla mortalità per tutte le cause ma la relazione non è stata approfondita in un Paese mediterraneo”.

Ecco che lo studio, di natura osservazionale, aggiunge nuove evidenze a questa relazione portando dati riferiti alla Spagna. Per questa ricerca sono stati analizzati i dati di un precedente studio avviato nel Paese iberico nel 1999. Le informazioni erano relative a 19 896 partecipanti la cui età media all’avvio dello studio era di 37,7 anni media.

Le informazioni facevano riferimento ad abitudini alimentari – quindi al consumo di caffè – allo stile di vita, alle caratteristiche sociodemografiche e alle condizioni di salute dei partecipanti seguiti in media dieci anni. Durante questo periodo sono morti 337 partecipanti.

 

Associazione più forte tra gli over 45

Dall’analisi dei dati è emerso che chi consumava almeno quattro tazze di caffè al giorno aveva un rischio di mortalità per tutte le cause ridotto del 64% rispetto a chi non lo bevesse mai o quasi mai caffè. Inoltre per ogni due tazze di caffè in più al giorno il rischio si riduceva del 22%.

I ricercatori hanno esaminato se il sesso, l’età o l’adesione alla Dieta mediterranea potesse influenzare l’associazione. Ebbene è stata osservata una significativa interazione tra il consumo di caffè e l’età: chi aveva almeno 45 anni aveva un rischio ridotto del 30% bevendo due tazze di caffè in più al giorno.

“Abbiamo individuato un’associazione inversa tra bere caffè e rischio di mortalità generale in particolare per i 45enni e oltre. Questo potrebbe essere dovuto a un’associazione protettiva più forte tra i partecipanti più anziani”, è il commento della ricercatrice.

Altre ricerche negli ultimi anni hanno approfondito i benefici sulla salute del consumo di caffè. Il merito sarebbe da attribuire agli antiossidanti che sono contenuti nella bevanda dal colore nero, importanti per offrire protezione contro diverse patologie tra cui quelle oncologiche.

fonte: http://salute24.ilsole24ore.com/articles/20222

 

Ha 30 volte più vitamina A delle carote, 50 volte più ferro degli spinaci, 6 volte più proteine del tofu… Scopriamo le fantastiche proprietà della Spirulina.

Spirulina

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Ha 30 volte più vitamina A delle carote, 50 volte più ferro degli spinaci, 6 volte più proteine del tofu… Scopriamo le fantastiche proprietà della Spirulina.

Si tratta di un alimento dalle origini molto antiche: maya e aztechi coltivavano e consumavano questo potente integratore naturale. La spirulina è una specie che cresce spontaneamente nei laghi, spesso confusa con un’alga, e che ha benefici potentissimi per la nostra salute.

Ricca di proteine e nutrienti come vitamine e minerali, la spirulina è considerata un vero e proprio super-alimento. Alcune organizzazioni sanitarie usano la spirulina come “cibo di emergenza” in situazioni particolarmente critiche, come catastrofi naturali o guerre, proprio per le sue grandiose proprietà nutritive.

La spirulina è un alimento rivitalizzante, efficace per le persone di qualsiasi età. E’ ricco di fenilalanina, un composto capace di agire direttamente sull’ipotalamo per ridurre l’appetito.

Ma non finisce qui. La spirulina regola la pressione, combatte la rinite allergica e disintossica i reni. Inoltre, può essere usata dagli sportivi per recuperare le energie dopo un allenamento.

Contiene acidi grassi polinsaturi, che riducono il colesterolo cattivo, ma anche ferro e vitamina B12, utilissimi per combattere l’anemia e regolare la circolazione.

Fonte rimedio-naturale.it

Apiterapia l’antica tecnica curativa nota fin dai tempi degli antichi Egizi. Ecco cosa accade al tuo organismo se respiri l’aria dell’alveare per mezz’ora!

Apiterapia

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Apiterapia l’antica tecnica curativa nota fin dai tempi degli antichi Egizi. Ecco cosa accade al tuo organismo se respiri l’aria dell’alveare per mezz’ora!

 

L’apiterapia è nota fin dai tempi degli antichi egizi, e parte di questa ampia terapia comprendeva anche respirare l’aria dell’alveare. Esso infatti contiene tutti i componenti medicinali prodotti dalle api vale a dire miele, propoli, pappa reale, cera d’api e polline.

Nell’aria ci sono anche minuscole particelle di veleno d’api. Il veleno d’api è da sempre utilizzato in apiterapia in vari modi in particolare come agente antinfiammatorio ed analgesico, principalmente per le malattie dei nervi ed è noto da tempo come un ottimo antireumatico.

L’immagine rappresenta un centro di apiterapia in Slovenia. E ‘dimostrato che la respirazione dell’aria dell’alveare ha incredibili benefici per la salute. L’aria dell’alveare contiene ingredienti che aumentano e stimolano la capacità di guarigione del corpo.

E’ un modo innovativo che affonda le sue radici in conoscenze antiche e permette di prevenire e trattare alcuni disturbi delle vie respiratorie in maniera completamente naturale. Tutto questo col respirare l’aria dell’alveare ricca di oli essenziali e resine che hanno un’azione, balsamica, disinfettante e fluidificante.Per fare ciò sono stati ideati gli apiari integrati: delle “casette” in legno alle quali sono collegate le arnie in modo che l’aria balsamica saturi l’ambiente interno alla struttura dove si può passare comodamente un’ora in tutto relax beneficiando degli aromi del  complesso e unico microcosmo dell’alveare.

Questa è solo un’ulteriore prova che spiega come mai gli apicoltori hanno la più alta aspettativa di vita nel mondo e perché nell’antichità i prodotti delle api venivano considerati preziose medicine.

Il trattamento è basato sui principi dell’aromaterapia, le molecole volatili e di piccole dimensioni vengono inalate e assorbite rapidamente dalle mucose delle vie respiratorie entrando rapidamente in circolo per svolgere la loro azione.

L’inalazione dell’aria presente negli alveari ha un effetto estremamente positivo sulla condizione psicofisica umana ed ha ottimi risultati nelle persone con le seguenti condizioni:

  • Bronchite
  • Asma
  • Allergie
  • Stanchezza
  • Malattie virali
  • Malattie polmonari croniche
  • Suscettibilità alle infezioni
  • Sistema immunitario indebolito
  • Infezioni delle vie respiratorie
  • Mal di testa cronico, emicranie
  • Stress
  • Depressione

Inalando l’aria calda dell’alveare, attraverso una maschera respiratoria speciale (come un aereosol), si assorbono queste sostanze preziose, che hanno un effetto medicinale su moltissime condizioni.

L’apiterapia è anche perfetta per gli atleti, i bambini e gli anziani e può essere fatta da aprile a settembre.

Il Periodo di trattamento raccomandato è da tre a dodici giorni, mezz’ora due volte al giorno.

inalazione aria alveare

Rilassamento mentro si inala l’aria dell’alveare. © Luce Moreau

Dagli egizi (5000 anni fa), ai greci, ai romani e ai popoli di tutte le tradizioni, le api rappresentavano abbondanza e benessere e i loro prodotti come miele, polline, pappa reale, propoli e cera erano usati in tantissime cure.

L’importanza attribuita a questi insetti non dipende solo dalla produzione di sostanze così preziose per il benessere dell’uomo ma anche al fatto che la loro presenza è necessaria per la sopravvivenza dell’ecosistemaEinstein ha detto “Quando l’ape scomparirà, l’uomo non avrà più di quattro anni da vivere“, in riferimento all’opera di impollinazione svolta dalle api.

I Babilonesi li ritenevano dei prodotti prodigiosi per la cura di molte malattie, mentre gli Arabi li hanno cantati con versi e canzoni, come simbolo di salute fisica e spirituale.

via Dionidream