Assolutamente, ma proprio assolutamente da leggere – Sara, 18 anni: “Ho il cancro, non ho più i capelli e tu ti lamenti se il parrucchiere te li taglia troppo”…!

 

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Sara ha 18 anni e ha scritto a Fanpage.it per raccontare la sua lotta contro un “Linfoma Non Hodgikn del mediastino a grandi cellule B, maligno II° stadio di 14cm. Non ci guardate male, non sapete cosa vuol dire aver paura di addormentarsi pensando di non svegliarsi più”.

Salve a tutti!

Sono Sara, una ragazza di 18 anni ed ho il cancro. Una frase che ti leva il respiro eh? Già è proprio così, ho un Linfoma Non Hodgkin del mediastino. Cos’è?  Il linfoma è un tumore maligno del sistema linfatico, ci sono anche i linfomi Di Hodgkin. Nel complesso rimangono tumori rari, lo chiamano tumore giovanile perché la maggior parte delle persone colpite sono giovanissimi.

Ovviamente vi chiederete “ma come fa a venirti questo tumore?!”

Beh, è quello che vorremmo sapere tutti, purtroppo nel 2017 abbiamo i robot, abbiamo telefoni da migliaia di euro che fanno tutto al posto nostro, stiamo crescendo in tutto… ma ancora non si sa da cosa hanno origine i tumori e come prevenirli. Sappiamo solo che un bel giorno il nostro caro midollo smette un attimo magari di funzionare ed ecco qua che le nostre cellule impazziscono moltiplicandosi e formando masse, i tumori, detto molto semplicemente.

Credo che vi stiate chiedendo “ma perché ne stai parlando?” Sinceramente ne parlo primo per uno sfogo personale, ma soprattutto perché il mondo è ignorante su queste malattie. Perchè? Ora vi racconto la mia storia.

Il 2 gennaio 2017 iniziai a sentire la febbre, niente di che, finche i giorni a seguire, sdraiandomi non riuscivo a respirare (premetto che sono il tipo di persona che sopporta tutto e pensa ‘massi è normale poi passerà’), venne un dottore a visitarmi e mi disse che il polmone destro non ventilava mentre quello sinistro stava messo male e quindi ci disse di andare al pronto soccorso.

Il 9 gennaio andiamo al pronto soccorso, ovviamente potete immaginare quante sono state le ore di attesa, alla fine dopo aver fatto prelievi, lastra e quant’altro verso 03:15 di notte del 10 gennaio ci richiamano in visita e c’era una dottoressa del reparto di Ematologia, mi fa delle domande strane: Sudi la notte? Hai difficoltà a respirare? Le rispondo subito senza pensarci: SI!

Mi dice “dobbiamo ricoverarti subito e iniziare le cure perché abbiamo visto dei linfonodi ingrossati e degli addensamenti nei polmoni” io purtroppo non capii subito cosa diceva, comunque prima mi avevano detto che si trattava di polmonite quindi pensavo a quello. Fatto sta che in quel momento c’era mio padre con me e la dottoressa mi disse che mi sarebbero venuti a prendere con la carrozzina e nel frattempo lei avrebbe parlato con lui, tempo un quarto d’ora e arrivai in questo reparto blindato, arrivo nella mia stanza e vedo mio padre con gli occhi rossi (pensavo fosse stanco, insomma si erano fatte ormai le 5 della mattina), ma io nella mia ingenuità non capivo.

Dormo giusto un paio d’ore e la mattina mi trovo in stanza mia zia che fa l’infermiera, mamma, papà e mio fratello, e c’era un via vai continuo di infermieri che mi facevano analisi e dottori, ma il problema è che avevano tutti la mascherina! Si come quelle dei cinesi per proteggersi dallo smog. Ad un certo punto arriva il vice primario e mi dice che ho un sospetto Linfoma e perciò dovevano effettuare diverse analisi, io molto ingenuamente le rispondo ‘basta che mi fate dormire potete farmi quello che volete!‘ sorridendo anche.

E fu cosi che mi fecero prima il puntato, cioè il prelievo del midollo, la biopsia, non l’autopsia  che avete capito!!, per analizzare la massa, ovviamente per non farmi mancare niente l’intervento non si concluse molto bene infatti ho avuto una complicanza, un enfisema sottocutaneo polmonare cioè una presenza o una raccolta anomala di aria o gas, nei tessuti situati appena sotto la pelle, a quanto mi hanno detto in poche parole ho inglobato tutta aria e sono diventata un palloncino, veramente ero un pallone ahahah.

E quindi mi sono fatta anche 24 ore in terapia intensiva, dopodiche sono tornata in reparto ed ero attaccata alla bombola dell’ossigeno, avevo il catetere per fare la pipì perchè non potevo alzarmi dal letto, avevo il drenaggio nel polmone per elminare i liquidi che si erano accumulati ed avevo la flebo, dolori ovunque che non potete immaginare, paura, ero triste ed arrabbiata, iniziavo a capire che cosa stava succedendo.

Sapete sono cresciuta a pane, ER e Grey’s Anatomy quindi li i tumori sono all’ordine del giorno, perciò ho iniziato a pensare. Il pomeriggio di un venerdì c’era mia zia a farmi compagnia e le ho chiesto ‘Zia ma io sto qui perché ho un tumore?’ e ovviamente mi rispose di si… Feci altre analisi come la Tac Pet, puntura lombare (prelievo del liquido della spina dorsale), ed infine mi misero il Gronshong, un catetere venoso che ho nella vena succlavia (sul petto).

Arrivano i risultati, Linfoma Non Hodgikn del mediastino a grandi cellule B, maligno II° stadio di 14cm. Iniziamo subito la chemio-terapia, facendo poi anche la radio-terapia. Si le terapie sono veleno che solo noi che ci passiamo sappiamo cosa si prova. Sono stata ricoverata un mese e penso che una ragazza di 18 anni, o comunque nessuno, dovrebbe mai vedere e vivere in un ospedale.

Forse vi chiederete perché? Perché ovviamente vivendo in un ospedale, per di più il mio reparto è ‘speciale’ perché non potevano venirti a far visita molte persone ma solo una e non potevi uscire da li e potevi solo mangiare il cibo dell’ospedale, che sconsiglio vivamente ahahah, comunque ne vedi di cotte e di crude.

La situazione che mi ha fatto più paura è vedere una persona con cui praticamente ormai vivevo tutti i giorni da quasi un mese morire davanti ai miei occhi, non è per i deboli di cuore. Continuerete a chiedervi magari ‘Si ma perché ci dici queste cose?’ Perché troppo spesso mi hanno detto frasi del tipo ‘eh ma tanto tu sei forte’, ‘ma tanto di cancro non si muore più’, ‘vabbè ma tanto i capelli ricrescono’.

Certo, io da una parte le capisco queste persone perché ovviamente che cosa puoi dirmi? Non ci sono parole da dire, se non solo tanta rabbia, ma dall’altra avrei preferito spaccargli la faccia per l’odio che provavo, perché ho visto troppi amici nella bara perché purtroppo non ce l’hanno fatta, anche amici della mia età. Perché si è vero mi ricrescono i capelli ma nel frattempo mi sono cascati e tu ti lamenti se il parrucchiere ti taglia 3cm invece che 1cm.

Vedersi allo specchio e vedersi sempre più bianca, con le occhiaie, senza capelli e vederli cadere, non riuscirsi a fare una doccia per via del tubo nel petto ed essere deboli, sempre, avere dolori… Avere paura di andare a dormire la notte per poi non risvegliarsi più… Perché SI di cancro si muore ancora purtroppo, SI si ha paura di tutto, si diventa ipocondriaci, perché pensate che anche dopo finite le chemio o radio terapie allora si vive una vita serena? Non credo proprio.

Durante la mia malattia andavo in giro con la mascherina o comunque dopo non avevo i capelli e la cosa che mi lascia senza parole è che nel 2017 TUTTI e dico TUTTI mi guardavano come una malata che poteva infettare qualcuno ed ucciderlo. Vorrei dire una cosa a tutte quelle persone piccole di cervello che non capiscono cosa si sta passando o provando, io la mascherina la mettevo per proteggermi da voi! Perché io ero debole, non la mettevo perché potevo attaccare qualcosa a qualcuno o come mi sono sentita dire una volta in fila alla cassa da un signore che era tutta scena perché non sapevo cosa inventarmi per passare avanti. Sicuramente è brutto da dire, perché nessuno dovrebbe passare questo, ma se proprio il nostro ‘Dio’ deve ‘punire’ qualcuno credo che ci siano altre persone che se lo meriterebbero molto di più. Noi siamo persone come voi, un po’ sfortunate si, ma siamo uguali, non allontanateci e non fate né le facce tristi quando ci vedete e né quelle schifate perché stiamo male, perché primo noi siamo più forti di voi e non ci serve la vostra compassione e secondo beh… siamo noi a schifarvi se ci guardate in quel modo. Tutta la nostra vita è cambiata, anche dal semplice farsi la doccia che non ci riusciamo, alle nostre uscite che magari prima uscivamo con gli amici e invece ora sono i dottori i nostri amici.

Ma da una parte devo anche ringraziare questa malattia e la mia esperienza, perché mi ha fatto capire e conoscere tante cose, ad esempio ho capito chi era veramente amico e chi no, ho capito il senso della vita ed ora non mi vergogno più di nulla, ad esempio al mio paese c’era una festa e delle ragazze si vergognavano, io un anno fa ero uguale, invece quest’anno ho ballato con tutto che avevo un tubo nel petto e senza capelli e sapete una cosa? Non mi sono mai divertita cosi tanto. Mi ha fatto conoscere persone meravigliose ed ognuna di loro mi ha insegnato tantissimo, portiamo tutti la mascherina e guardandoci solo con gli occhi ci capiamo subito.

E senza tutta la mia famiglia io non sarei riuscita ad essere cosi forte! E la cosa più importante è che ho capito quanto è bella la vita. C’è un ragazzo che ho conosciuto che si chiama Simone e qualche giorno fa ero arrabbiata e non volevo fare una puntura e lui mi ha detto: E’ normale che sei arrabbiata e magari non vuoi fare qualche puntura o altro, ma tu ti fidi dei tuoi medici, dobbiamo tribolare ancora un po’ ma noi siamo ancora qui! Grazie a loro noi siamo ancora qui!

Infatti devo ringraziare i miei medici perché io credo in loro e nel loro lavoro! In tanti mi hanno detto che tornerò quella di prima e tornerò alla mia vita, ma invece non è cosi perchè ormai sono un altra persona, ho un altra vita.

E’ vero.

Noi siamo forti.

Noi siamo ancora qui.

La vita è bella.

Fonte: Dal Web

 

Parla Luigi Di Bella: Così affossarono il mio padre ed il “Metodo Di Bella”

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Parla Luigi Di Bella: Così affossarono il mio padre ed il “Metodo Di Bella”

Grillo tempo fa aveva rilanciato il metodo Di Bella, ma è stato davvero un complotto?

Il figlio del medico catanese ideatore della terapia alternativa per la cura al cancro torna sulla sperimentazione che ne decretò l’inefficacia. Una vecchia storia

Se la tormentata vicenda Stamina sembra ormai davvero una storia archiviata, con la richiesta di patteggiamento avanzata da parte di Davide Vannoni per l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, non lo è affatto quella relativa al metodo di Bella. A riportare in auge il trattamento alternativo per la cura al cancro non riconosciuto della scienza (in realtà, a oltre 16 anni dalla sperimentazione che ne decretò l’inefficacia terapeutica, non è mai scomparsa del tutto) è, ancora una volta, Beppe Grillo.

Stavolta, a parlare dalla pagine del blog, è il figlio del medico catanese ideatore della multiterapia che porta il sui nome (un mix, variabile, di somatostatina, bromocriptina, ciclofosfamide, melatonina e alcune vitamine), e non ci si limita a ribadire che la cura funziona, ma si parla anche di tutte le presunte truffe e complotti messi in atto per affossarla.

Oggi, a distanza dalla sperimentazione approvata durante il mandato dell’allora ministro della salute Rosy Bindy, si torna quindi a discutere di come le indicazioni per la sperimentazione e gli stessi protocolli adottati non seguirono le indicazioni di Di Bella, ma vennero piuttosto allestiti per essere già “un risultato preconfezionato” accusa il figlio: “Quando mio padre andò in Commissione oncologica fu verbalizzato, e io li ho i verbali, e li ho messi sul nostro sito, dove si scrive che la sua cura poteva rispondere in pazienti in stato iniziale, non chemio e non radio trattati.

Hanno arruolato pazienti esattamente all’opposto, terminali, chemio e radio trattati e non più responsivi, perciò già le indicazioni della sperimentazione sono state non travisate ma ribaltate!”.

Ma non solo: i protocolli firmati dallo stesso professore non sarebbero stati stilati in presenza di Luigi di Bella, secondo il figlio; per la sperimentazionesarebbe stato scelto come livello di obiettivi quello più basso (la riduzione del tumore), senza doppio cieco e gruppo controllo e non da ultimo sarebbero stati somministrati farmaci scaduti e a dosi sballate.

Un complotto, ordito, neanche a dirlo, a tutto guadagno delle case farmaceutiche: “Siamo in periodo di globalizzazione, l’industria, la finanza, il commercio sono globali, loro hanno calcolato che una persona che non fa le loro terapie, come minimo gli fa perdere dai 200 ai 500 mila euro. È tutta un’aggregazione di poteri perché le case farmaceutiche sono azionisti, ma sono gli stessi azionisti della grande informazione, sono gli stessi azionisti delle banche del farmaco, sono gli stessi azionisti della grande industria….Se noi (con il MDB) abbiamo curato gente a casa, e questi sono a posto, c’è una differenza di costi totali altissima che determina un crollo di un interosistema di impostura, perché il fatto di continuare a imporre queste terapie, vuole dire che c’è un sistema di connivenze”.

Le critiche alla sperimentazione che decretò l’inattività e inefficacia del metodo di Bella non sono però del tutto nuove, ma cominciarono già ai tempi, come vi avevamo raccontato. E insieme alle critiche arrivarono anche le risposte: il ministero giustificò l’assenza di randomizzazione e gruppo controllo in virtù del fatto che stavamo parlando di uno studio di fase II (per valutare l’efficacia di un trattamento), allestito in fretta e non senza difficoltà. Riguardo le accuse relative ai farmaci scaduti, per l’Istituto superiore di sanità fu lo stesso Di Bella ad assicurare la stabilità del composto galenico e non vennero indicate date di scadenza, mentre riguardo ai protocolli questi sarebbero sempre stati visionati dal medico.

Se Stamina quindi sembra finita, senza che ci sia stato bisogno di una sperimentazione, non lo è ancora la vicenda Di Bella, malgrado in questo caso la sperimentazione ci sia stata eccome ed abbia dato risultati negativi.

 

fonte: http://www.wired.it/scienza/medicina/2015/02/04/grillo-di-bella-complotto/

Ti sei mai chiesto perché, nonostante i miliardi spesi da decenni per la ricerca e la promessa di una cura che è da sempre “dietro l’angolo”, il cancro continua ad aumentare e a fare vittime?

 

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Ti sei mai chiesto perché, nonostante i miliardi spesi da decenni per la ricerca e la promessa di una cura che è da sempre “dietro l’angolo”, il cancro continua ad aumentare e a fare vittime?

Ti sei mai chiesto perché, nonostante i miliardi di dollari spesi per la ricerca sul cancro nel corso di molti decenni e la promessa di una cura costante, che è da sempre “dietro l’angolo”, il cancro continua ad aumentare e a fare vittime? «Tutti dovrebbero sapere che la ricerca sul cancro è in gran parte una frode, e che le principali organizzazioni di ricerca sul cancro sono abbandonate nei loro doveri alle persone che le sostengono». Lo afferma Linus Carl Pauling, ricercatore e vincitore del Premio Nobel per la Chimica nel 1954 e per la Pace nel 1962. E’ considerato un genio del XX secolo che ha posto le basi per la chimica quantistica, la biologia molecolare e la medicina ortomolecolare. La ricerca sul cancro? E’ stata un fallimento. Afferma la dottoressa Marcia Angell, medico e direttore della rivista “New England Medical Journal” (Nemj), considerata una delle più prestigiose riviste mediche peer-reviewed di tutto il mondo: «Semplicemente non è più possibile credere a gran parte della ricerca clinica che viene pubblicata, o fare affidamento sul giudizio dei medici di fiducia o delle linee-guida mediche autorevoli. Non ho alcun piacere nel giungere a questa conclusione, che ho maturato lentamente e con riluttanza durante i miei due decenni come direttore della rivista medica».

Il dottor John Bailer, che ha trascorso 20 anni nello staff del National Cancer Institute ed è anche un ex redattore della sua rivista, ha dichiarato pubblicamente in una riunione dell’American Association for the Advancement of Science: «La mia valutazione complessiva è che il programma nazionale sul cancro deve essere giudicato un fallimento qualificato. La nostra ricerca sul cancro degli ultimi 20 anni è stata un totale fallimento. Oggi sempre più persone dai 30 anni in su muoiono di cancro, molto più che in passato. Ci sembra che i nostri pazienti vivano di più con la malattia ma la verità è che la diagnostichiamo prima. Molte persone con malattie lievi o benigne vengono incluse nelle statistiche e riportate come ‘guarite’ dal cancro grazie alla medicina. Quando i funzionari del governo indicano i dati di sopravvivenza e dicono che stanno vincendo la guerra contro il cancro, in verità stanno utilizzando i tassi di sopravvivenza in modo improprio».

Un altro punto da sottolineare è che la maggior parte del denaro donato alla ricerca sul cancro è speso per la sperimentazione sugli animali, che da molti è stata considerata del tutto inutile. Ad esempio, nel 1981 il dottor Irwin Bross, l’ex direttore del Sloan-Kettering Cancer Research Institute (il più grande istituto di ricerca sul cancro di tutto il mondo), ha dichiarato: «L’inutilità della maggior parte degli studi su modelli animali non è molto conosciuta. Ad esempio, la scoperta di agenti chemioterapici per il trattamento del cancro umano è stata ampiamente considerata un trionfo grazie alla sperimentazione sugli animali. Ci sono pochissime evidenze che potrebbero sostenere tali affermazioni». Un’altra citazione che si riferisce a come la medicina sia diventata industria farmaceutica è stata fatta dal dottor Dean Burk, biochimico americano del National
Cancer Institute: «Quando hai il potere non devi dire la verità. Questa è una regola che è stata tramandata in questo mondo da generazioni. E ci sono moltissime persone che non dicono la verità quando sono al potere in posizioni amministrative».

Burk ha anche affermato che «il fluoro provoca più decessi per il cancro rispetto a qualsiasi altro prodotto chimico: è una delle conclusioni scientifiche ed evidenze biologiche a cui sono arrivato nei miei 50 anni nel campo della ricerca sul cancro». Nell’edizione del 15 aprile 2015 della rivista medica “Lancet”, il caporedattore Richard Horton ha dichiarato: «Il caso contro la scienza è molto semplice: gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, può essere dichiarata semplicemente falsa. La scienza ha preso una direzione verso le tenebre». Nel 2005, il dottor John P.A. Ioannidis, professore presso la Stanford University, ha pubblicato un articolo sulla “Public Library of Science” (Plos) intitolato “Perché i risultati pubblicati sulla ricerca sono falsi”, dove ha dichiarato: «C’è sempre più preoccupazione che i risultati pubblicati dalle più recenti ricerche siano falsi». Nel 2009, il centro anticancro dell’Università del Michigan ha pubblicato un’analisi dove ha rivelato che gli studi sul cancro sono falsi a causa di conflitti di interesse. Hanno dichiarato che i risultati prodotti erano la conseguenza di ciò che avrebbe funzionato meglio per le aziende farmaceutiche.

Ci sono molte informazioni disponibili provenienti da persone direttamente coinvolte nella ricerca sul cancro. Non solo l’informazione della tv è manipolata, ma la nostra società è diventata un grande conflitto di interessi e le grandi multinazionali vogliono sempre più profitto a scapito della nostra salute e dell’ambiente. La verità è che, secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, «l’80-90 per cento dei casi di cancro sono determinati dall’ambiente e quindi teoricamente evitabili». Le cause ambientali del cancro includono la qualità dell’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, pesticidi, erbicidi, ormoni ed
antibiotici presenti nel cibo del supermercato, le radiazioni elettromagnetiche a cui siamo quotidianamente esposti e anche l’inquinamento luminoso che danneggia le nostre ghiandole.

Inoltre fin da piccoli siamo sottoposti a vaccini e medicinali che danneggiano il nostro sistema immunitario e che si accumulano a vita producendo molti disturbi. Vanno infine inclusi anche i traumi emotivi come dimostra la psicosomatica e la nuova medicina germanica. Ma purtroppo, come ha espresso il dottor Hans Ruesch: «Nonostante il riconoscimento generale che l’85% di tutti i tumori è causato da fattori ambientali, meno del 10% del bilancio del National Cancer Institute è affidato alla ricerca sulle cause ambientali. E nonostante il riconoscimento che la maggior parte delle cause ambientali sono legate alla nutrizione, meno dell’1% del bilancio National Cancer Institute è dedicato agli studi sulla nutrizione». Questo è principalmente il motivo per cui così tante persone si stanno interessando e dirigendo verso trattamenti alternativi e naturali che non vengono approvati dalle case farmaceutiche che controllano la medicina moderna. Come ha detto Pauling riguardo al perché non viene comunicato alle persone quanto la vitamina C possa essere utile per prevenire il cancro: «La mancanza d’interesse delle multinazionali risiede nel fatto che la vitamina C è una sostanza naturale che è disponibile a bassi costi e che non può essere brevettata».

(“Medici rivelano: le ricerche sono false, il cancro è una frode”, da “DioniDream” del 30 dicembre 2015).

Tumori: dall’Università di Padova una nuova terapia tutta Italiana che uccide solo le cellule malate

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Tumori: dall’Università di Padova una nuova terapia tutta Italiana che uccide solo le cellule malate

Tumori: una nuova terapia uccide solo le cellule malate

Uno studio italiano ha fatto luce su un nuovo meccanismo per sottoporre le cellule cancerogene a stress ossidativo, risparmiando al contrario quelle sane: un passo avanti rispetto alla normale chemioterapia

Dall’Università di Padova, un team di scienziati ha posto le basi per una nuova terapia antitumorale. I ricercatori sono riusciti infatti a sintetizzate nuove molecole che causano l’alterazione della funzioni dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule: in tal modo le unità cancerose vanno incontro a un forte stress ossidativo, il quale però risparmia le cellule sane. Il processo, descritto sulla rivista Cancer Cell, è stato testato in vitro su alcune cellule isolate e ha dato risultati più che positivi.

Nello specifico, queste nuove molecole bloccano farmacologicamente il funzionamento del canale ionico Kv1.3 mitocondriale, determinando un’eccessiva produzione di radicali liberi dell’ossigeno nelle cellule tumorali che esprimono la cosiddetta proteina Kv1.3.

«In esperimenti di laboratorio su cellule isolate – dichiara Ildiko Szabo, principale autrice dello studio – abbiamo verificato che i composti progettati e sintetizzati dal nostro gruppo di ricerca portano alla morte delle cellule tumorali, anche quando queste sono resistenti ai chemioterapici. Le cellule sane invece sono risparmiate, sia perché il canale ionico è presente in quantità più basse sia per via della limitata produzione di radicali liberi dell’ossigeno».

Questi nuovi composti sintetizzati, dunque, eliminano quasi del tutto le cellule B leucemiche che sono state utilizzate in laboratorio e sono state ottenute da pazienti affetti da leucemia linfatica cronica, una delle malattie ematologiche più diffuse nel mondo occidentale. Nel sangue ottenuto da questi pazienti solo i linfociti B patologici vengono eliminati, mentre i linfociti T sani, importanti per la difesa immunitaria, non vengono aggrediti, dimostrando l’azione selettiva di queste molecole verso le cellule tumorali.

«Inoltre – conclude la prof.ssa Szabo – abbiamo ottenuto ottimi risultati, sempre su topi di laboratorio, anche per il melanoma e per l’adenocarcinoma del dotto pancreatico, i quali rappresentano due tipi di tumori con prognosi sfavorevole. In entrambi i casi è stata osservata una significativa riduzione del volume tumorale (rispettivamente del 90% e del 60%), senza alcun effetto collaterale per gli animali. In particolare è stata preservata la funzionalità cardiaca e immunitaria, che sono spesso compromesse in seguito ai cicli di chemioterapia»

fonte: http://salute.ilgiornale.it/news/25489/cellule–sane-molecole-/1.html