Già in commercio le prime capsule di salvataggio per disastri naturali. Costano poco e ci proteggono da tsunami, tornado, uragani, terremoti e tempeste!

 

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Già in commercio le prime capsule di salvataggio per disastri naturali. Costano poco e ci proteggono da tsunami, tornado, uragani, terremoti e tempeste!

L’idea di due ingegneri statunitensi
Vendute le prime capsule di salvataggio per disastri naturali

Dai film di fantascienza alla cruda realtà, le capsule di salvataggio sono arrivate sul mercato. Potranno servire a chi rimane coinvolto in disastri naturali

Mentre il governo degli Stati Uniti cerca nuove perifrasi per evitare di ammettere che il cambiamento climatico è causato dall’uomo, il mondo scientifico ragiona sulle soluzioni ai suoi effetti più catastrofici. I disastri naturali degli ultimi mesi sono entrati nelle televisioni di tutto il mondo, mostrando come le inondazioni, gli uragani e le alluvioni possano colpire duramente anche i paesi più sviluppati.

Le strategie di adattamento non sono affatto perfette, i piani di evacuazione vanno migliorati e intanto le persone continuano a morire. Forse è per questo che qualcuno ha deciso di cautelarsi acquistando, all’inizio di quest’anno, le prime capsule di salvataggio costruite apposta per far fronte alle inondazioni. Le hanno progettate nel 2004 Julian Sharpe e Scott Hill, due ingegneri aerospaziali a Seattle. Dopo aver partecipato alla finale di un contest della NASA nel 2011, hanno avviato le vendite nel 2017. Per ora, i loro gusci si possono ordinare negli Stati Uniti e in Giappone.

Si tratta di ripari galleggianti che, in caso di disastro, può ospitare da due a dieci persone per un massimo di cinque giorni. Realizzate con l’alluminio impiegato dall’industria aeronautica, le capsule sferiche a tenuta stagna proteggono gli occupanti dagli impatti, dalla penetrazione di oggetti contundenti e dall’esposizione al caldo.

I fondatori della società, denominata Survival Capsule, affermano che i loro gusci sono acquistabili a prezzi accessibili, funzionano in caso di tsunami, tornado, uragani, terremoti e tempeste quando l’evacuazione non è possibile. Le capsule sono disponibili in cinque dimensioni differenti: l’accesso si effettua attraverso un portello e all’interno si trovano sedili, acqua e provviste per cinque giorni. L’idea è che in attesa dei soccorsi, le famiglie possano trovare tepore, sicurezza e riparo dentro questa sfera galleggiante.

La cella è personalizzabile con un pannello solare, cinture di sicurezza, bagnetto chimico, luci e impianto stereo. Le capsule di salvataggio di piccole dimensioni sono ideate per le famiglie, mentre quelle di dimensioni maggiori, secondo i due inventori, potrebbero essere acquistate da edifici comunali, aziende, ospedali, aeroporti o scuole.

fonte: http://www.rinnovabili.it/innovazione/capsule-di-salvataggio-disastri-naturali-333/

Le foreste ci difendono, salviamole – L’importanza e la bellezza delle foreste.

 

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Le foreste ci difendono, salviamole – L’importanza e la bellezza delle foreste.

Le foreste sono il polmone della terra, sono loro che hanno trasformato il nostro pianeta in un’oasi verde adatta alla vita. Se continuiamo a perdere foreste come stiamo facendo oggi e a consumare il pianeta la nostra stessa sopravvivenza è in pericolo.

Le foreste hanno un ruolo insostituibile a livello biologico ed economico

Le foreste sono la casa della biodiversità, è qui che si concentra la varietà della vita, l’80% della biodiversità terrestre si concentra proprio all’interno di questo meraviglioso habitat.

Le foreste costituiscono il bioma più diffuso della Terra, estendendosi su 3,9 miliardi di ettari (pari a circa il 30% della superficie territoriale globale) ed hanno un ruolo fondamentale per l’umanità, fornendo una larga e inestimabile varietà di servizi:

  • forniscono legna da opera e combustibile, fibre, alimenti, sostanze medicinali;
  • costituiscono un immenso e incommensurabile ricettacolo di diversità biologica, ospitano la maggior parte delle specie viventi animali e vegetali;
  • sono il luogo in cui vivono migliaia di piante superiori, le quali generano strutture fisiche e creano nicchie ecologiche per altre piante e per gli animali;
  • consentono di rimettere in ciclo i nutrienti minerali;
  • forniscono acqua, ossigeno e quanto serve agli altri organismi viventi;
  • scambiano e accumulano grandi masse di carbonio, contribuendo a mitigare i cambiamenti climatici;
  • controllano l’erosione del suolo e la regimazione delle acque;
  • intervengono nella genesi stessa del suolo, nel ciclo dei nutrienti, nel trattamento dei rifiuti;
  • esercitano un controllo biologico sullo sviluppo di parassiti e patogeni;
  • rappresentano il luogo per la ricreazione, il tempo libero e per la spiritualità (come ad esempio la città-laboratorio nascosta tra le foreste indiane di Auroville), nonchè una risorsa basilare per le popolazioni indigene, custodi di culture rare e preziose.

Deforestazione nel mondo

Dall’inizio dell’Olocene, circa 10.000 anni fa, l’80% delle foreste che coprivano il pianeta è stato distrutto e quel che rimane risulta, a diversi gradi, frammentato e degradato. Solo il 7% della superficie mondiale è occupata da foreste primarie intatte.

Attualmente, infatti, gran parte delle foreste primarie residue è concentrata in alcune regioni, segnatamente in Amazzonia, Canada, Sud-est asiatico, Africa centrale, Federazione russa.

Nell’ultimo decennio, come si ricava da un recente rapporto della FAO sullo stato delle foreste mondiali, la deforestazione ha assunto un ritmo sconcertante e senza precedenti:

  • 161 milioni di ettari di foreste naturali e semi-naturali sono state erose al patrimonio mondiale, il che equivale alla distruzione annuale di un’area forestale pari a circa la metà della superficie territoriale italiana. Gran parte di questa deforestazione (94,1%) avviene nelle aree tropicali (in particolare in Brasile, Congo, Indonesia);
  • 7 milioni di ettari di foresta persi ogni anno nel periodo 2000-2010;
  • il 40% dovuto alla conversione in campi coltivatati;
  • le percentuali più alte di deforestazione le troviamo nei paesi poveri;
  • casi studio hanno evidenziato che il benessere dei popoli serve a contrastare la deforestazione.

L’immenso patrimonio forestale italiano

Negli ultimi 20 anni, il patrimonio forestale italiano è aumentato di 1,7 milioni di ettari, per un totale di 12 miliardi di alberi e 10 milioni e 400 mila ettari di superficie boscosa. Le foreste italiane sono luoghi di grande valore naturalistico e paesaggistico, luoghi speciali da visitare. Per avere un idea guarda le 5 foreste italiane più belle.

guarda il video QUI

L’Italia è un campione di biodiversità. La sua fauna conta oltre 58.000 specie con numerose varietà “Made in Italy” (o meglio, endemiche, cioè, esclusive del nostro paese, dal camoscio appenninico alla salamandrina dagli occhiali o l’abete dei Nebrodi).

Una diversità enorme anche per la vegetazione, con 8.100 specie di piante autoctone di cui 1460 endemiche, un valore che fa dell’Italia il paese col più alto numero di specie vegetali d’Europa.

Questo immenso patrimonio è però costantemente a rischio: l’Italia è infatti ancora trappola per 8 milioni di uccelli migratori, circa 30 aree sono ancora terreno pericoloso a causa del bracconaggio che miete vittime illustri, dai rapaci ai grandi simboli come lupo, orso, aquile.

Da una parte proteggiamo, dall’altra partecipiamo alla distruzione.

Conclusioni

La deforestazione è senza dubbio il grande male della società moderna, il primo problema che l’umanità deve assolutamente risolvere il prima possibile. Senza foreste non c’è vita sulla terra.

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fonte: http://www.mondoallarovescia.com/importanza-bellezza-foreste/

Curcuma e miele: lo straordinario antibiotico naturale contro freddo e mal di gola

 

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Curcuma e miele: lo straordinario antibiotico naturale contro freddo e mal di gola

Molti di noi conoscono alla perfezione la curcuma e le sue innumerevoli proprietà. Abbiamo visto come possa essere utilizzata per combattere i dolori e l’artrite, come sia capace di curare e prevenire il diabete. Abbiamo anche visto il Golden Milk, un’importante ricetta utile a combattere i dolori muscolari e il mal di gola, grazie all’azione antinfiammatoria della curcumina.

Pochi, però, conoscono il potere della curcuma abbinata al miele.

Il miele è da sempre considerato un antibiotico naturale. Se associato alla cannella, poi, può avere numerosi effetti benefici, utili per combattere, ad esempio: artrite, raffreddore e mal di gola.

Cosa possiamo ricavare allora, unendo il potere antibiotico del miele a quello antinfiammatorio della curcuma?

La prima cosa che possiamo dire è che questo mix genera un potente antibiotico naturale che non solo distrugge i batteri che causano le più comuni malattie, ma favorisce anche le difese naturali del nostro organismo.

A differenza dei comuni antibiotici sintetici, questa sorta di farmaco naturale non ha alcun effetto negativo sulla microflora intestinale.

La curcuma, lo ricordiamo, contiene un potentissimo principio attivo che prende il nome di curcumina, capace di raggiungere più di 150 potenziali attività terapeutiche, tra cui le proprietà antiossidanti, anti-infiammatorie e anti-cancro. Il consumo di curcuma e miele migliora significativamente la digestione e aumenta l’attività della flora intestinale.

Nella medicina Ayurvedica è uno dei più utilizzati rimedi tradizionali utili per combattere il freddo. Ai primi sintomi di mal di gola o malattie da raffreddamento, potreste decidere di ricorrere a questo “miele d’oro”. Una volta preparata la miscela, potrete conservarla tre giorni, il tempo necessario per veder sparire i sintomi del vostro malessere.

Per realizzarla vi servono semplicemente: 100 grammi di miele e 1 cucchiaio di curcuma in polvere. Mescolate bene i due ingredienti e conservateli in un barattolo.

Ai primi segni di raffreddamento, prendete: durante il primo giorno mezzo cucchiaino della miscela ogni ora; durante il secondo giorno ogni due ore e durante il terzo giorno la stessa dose, solo tre volte al giorno.

Potete aggiungere questa miscela nel tè o in altre bevande calde.

La curcuma fluidifica il sangue e riduce la pressione sanguigna. Da prestare attenzione se si soffre di diabete.

In caso di gravi malattie epatiche o alle vie biliari, inoltre, è sempre meglio evitare il fai da te e rivolgersi a uno specialista.

Se questo rimedio viene assunto prima dei pasti, agisce sull’apparato digerente. Durante i pasti, su quello respiratorio.

L’alternativa

Esiste anche un’alternativa molto interessante a questa ricetta che vede l’aggiunta di zenzero, pepe e una spruzzata di limone.

Ecco gli ingredienti:

  • 120 grammi di miele
  • 2 cucchiai di zenzero grattugiato
  • 2 cucchiaini curcuma in polvere
  • 1 limone
  • pepe nero un pizzico

Mescolate tutti gli ingredienti e conservate.

Questa alternativa unisce al potere antinfiammatorio e antiossidante della curcuma, quello dello zenzero che disintossica, aiuta la digestione e combatte i dolori articolari. Il pepe serve poi per aumentare la biodisponibilità della curcumina, come abbiamo visto in un nostro precedente articolo.

Anche in questo caso, la soluzione può essere consumata sciolta in una bevanda calda a piacere.

 

 

Bulgur: le fantastiche proprietà benefiche del grano spezzato

 

Bulgur

 

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Bulgur: le fantastiche proprietà benefiche del grano spezzato

Bulgur: proprietà benefiche e ricette del grano spezzato
Ancora poco diffuso nelle nostre ricette, il bulgur è un cereale versatile in cucina e ricco di importanti proprietà nutrizionali.

Il bulgur (grano spezzato) è un alimento antico ricavato dal frumento integrale ridotto in granella dopo un’apposita lavorazione. Ricco di amido, proteine vegetali e privo di grassi, è una buona fonte di fibra alimentare.

Di origini molto antiche, è diffuso soprattutto nella cucina mediorientaleper la sua estrema versatilità e le caratteristiche nutrizionali. Si può acquistare nei supermercati o, più facilmente, in negozi alimentari etnici o biologici.

Bulgur proprietà

Dall’elevato potere energetico, 100 g di questo cereale apportano circa 350 kcal. Dal punto di vista nutrizionale, contiene una discreta quantità di sali minerali, tra cui ferro, fosforo, magnesio e potassio, che si concentrano soprattutto nel rivestimento esterno dei chicchi. Nel frumento crudo sono presenti vitaminedel gruppo B (B1 e B2), PP ed E, che tendono però a disperdersi nell’acqua in fase di cottura.

Grazie alla presenza di fibra alimentare, svolge un’azione benefica per la motilità intestinale. Rispetto ad altri cereali, presenta una maggiore digeribilità. Utilizzando un metodo di cottura conservativo, il bulgur si rivela anche un’ottima fonte di ferro, indicato in caso di anemia e per chi segue una dieta vegetariana. Il suo potere saziante, inoltre, lo rende ideale come alimento da inserire in una dieta dimagrante. Possiede anche un indice glicemico più basso di altri cereali per cui è indicato per chi soffre di glicemia alta e diabete. È invece sconsigliato a chi soffre di celiachia poiché contiene glutine.

Bulgur come si cucina

Solitamente si trova in commercio in tre pezzature, di cui quella più fine è ideale per preparare insalate e piatti freddi.

Più diffuso è il bulgur precotto, che si può preparare in modo piuttosto semplice e rapido. Occorre farlo prima reidratare lasciandolo in ammollo in acqua per circa 30 minuti. In seguito si lascia cuocere in una quantità d’acqua pari al doppio del suo volume per altri 10 minuti. In caso di bulgur integrale crudo, invece, basta procedere direttamente alla bollitura in acqua salata per circa 15 minuti.

Bulgur ricette

Questo ingrediente è facile da utilizzare in cucina per la sua notevole versatilità. Può facilmente sostituire il riso o il cous cous nelle varie preparazioni ed essere utilizzato per pietanze fredde o calde. Piatti unici, ripieni, crocchette, zuppe e insalate sono solo alcune delle numerose applicazioni culinarie per il grano spezzato. Nella cucina mediorientale serve a preparare il tabulé, una ricetta tipica libanese condita con pomodori, cipolla,  succo di limone, prezzemolo e menta.

 

fonte: http://www.ehabitat.it/2017/09/16/bulgur-proprieta-e-ricette-del-grano-spezzato/

I 12 consigli per vivere bene e a lungo di Shigeaki Hinohara, il medico giapponese scomparso di recente a 105 anni.

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I 12 consigli per vivere bene e a lungo di Shigeaki Hinohara, il medico giapponese scomparso di recente a 105 anni.

Il medico giapponese Shigeaki Hinohara è stato uno degli uomini della Scienza Medicache in Giappone è vissuto più a lungo di tutti. Hinohara nacque infatti il 4 ottobre 1911 ed è deceduto il 18 giugno 2017, alla veneranda età di 105 anni. Giunge quindi spontanea la domanda: un medico come lui, nella sua vita, cosa ha consigliato ai suoi pazienti per poter vivere a lungo?

Prima di elencarvi i suoi consigli, diffusi su molteplici siti web in differenti lingue del mondo, occorre ricordare che, nonostante i suoi 105 anni, il medico giapponese era ancora in servizio con una salute mentale e fisica impeccabile. Nel corso della sua vita, Hinohara ha infatti diffuso 12 consigli importanti, tratti da un’intervista che rilasciò quando aveva 97 anni:

1 – Mangia bene

“Tuttio coloro che vivono a lungo, indipendentemente da nazionalità, razza o genere, hanno una cosa in comune: non sono in sovrappeso”.

2 – Non prendere scorciatoie

“Per rimanere in salute, sali sempre le scale e porta le tue cose. Io salgo i gradini a due a due per esercitare i muscoli”.

3 – Riscopri la tua energia giovanile

“L’energia deriva dal fatto di sentirsi bene, non dal mangiare bene o dal dormire molto. Ricordiamo tutti quando eravamo bambini e ci divertivamo, dimenticandoci di mangiare o di dormire. Credo che da adulti possiamo mantenere questo atteggiamento. È meglio non stancare il corpo con troppe regole come l’ora di mangiare e di dormire”.

4 – Tieniti occupato

“Pianifica sempre in anticipo. La mia agenda è già completa per i prossimi cinque anni, con conferenze e il mio lavoro in ospedale”.

5 – Continua a lavorare

Non c’è mai il bisogno di andare in pensione, ma se è necessario dev’essere ben più in là dei 65 anni. Cinquant’anni fa c’erano solo 125 giapponesi con più di 100 anni, oggi sono oltre 36.000”.

6 – Continua a offrire il tuo contributo alla società

“Dopo una certa età dobbiamo sforzarci di contribuire alla società. Lavoro come volontario da quando avevo 65 anni. Lavoro ancora 18 ore al giorno 7 giorni a settimana, e amo ogni minuto”.

7 – Diffondi le tue conoscenze

“Condividi ciò che sai. Io offro 150 conferenze all’anno, alcune per 100 studenti delle scuole superiori, altre per 4.500 imprenditori. In genere parlo per un’ora o un’ora e mezza, in piedi, per mantenermi in forze”.

8 – Comprendi il valore delle varie discipline

“La scienza di per sé non riesce a curare o ad aiutare le persone. La scienza tratta tutti come una realtà unica, ma le malattie sono individuali. Ogni persona è unica, e le malattie sono collegate al suo cuore. Per comprendere le malattie e aiutare le persone abbiamo bisogno delle arti liberali e visive, non solo della medicina”.

9 – Segui i tuoi istinti

“Contrariamente a quanto si immagina, i medici non riescono a curare tutto e tutti, e allora perché provocare in certi casi un dolore superfluo, come ad esempio un intervento? Credo che la musica e la pet therapy possano aiutare le persone più di quanto immaginano i medici”.

10 – Resisti al materialismo

“Non impazzire nel tentativo di accumulare cose materiali. Ricorda: non sai quando toccherà a te, e non ci porteremo dietro niente di quello che abbiamo qui”.

11 – Trova modelli di vita e fonti di ispirazione

“Trova qualcuno che ti ispiri ad andare oltre. Mio padre nel 1900 è andato a studiare negli Stati Uniti, è stato un pioniere e uno dei miei eroi. In seguito ho trovato altre guide, e quando mi sento come paralizzato da qualcosa mi chiedo come avrebbero affrontato quel problema”.

12 – Non sottovalutare il potere del divertimento

“Il dolore è qualcosa di misterioso, e divertirsi è il modo migliore per dimenticarlo. Se a un bambino fanno male i denti e inizi a giocare con lui, dimenticherà immediatamente il dolore. Gli ospedali devono rispondere alle necessità fondamentali dei pazienti: tutti noi vogliamo divertirci. Al St. Luke Hospital [che ha diretto e nel quale ha lavorato fino all’ultimo giorno] abbiamo musica, pet therapy e lezioni di arte”.

“La mia fonte di ispirazione è la poesia Abt Vogler di Robert Browning, che mio padre mi leggeva sempre. Ci esorta a realizzare vera arte, non scarabocchi. Dice che dobbiamo provare a disegnare un cerchio così grande che non ci sia modo di terminarlo finché siamo in vita. Tutto quello che vediamo è un arco, il resto è al di là della vista, ma è lì, in lontananza”.

Hinohara è diventato membro onorario della Società Cardiovascolare Giapponese e ha ricevuto il Secondo Premio e l’Ordine della Cultura . È stato onorato dall’Università Imperiale di Kyoto, dall’Università di Thomas Jefferson e dalla McMaster Universityricevendo un dottorato onorario. E’ morto il 18 luglio 2017 a Tokyo all’età di 105 anni.

 tratto da: https://www.globochannel.com/2017/09/14/medico-giapponese-muore-a-105-anni-ancora-in-servizio-ecco-cosa-fare-per-vivere-a-lungo/

Caffé – se rinunciate a cialde e capsule per la classica Moka risparmiate almeno 250 Euro l’anno!

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Caffé – se rinunciate a cialde e capsule per la classica Moka risparmiate almeno 250 Euro l’anno!

Il caffè, cosa c’è di meglio la mattina?

Forse molto altro, ma quando ci si trascina in cucina ancora disperatamente attaccati alle vesti di Morfeo, l’unico desiderio è il caffè.

Una volta dire caffè equivaleva a dire moka o napoletana. Se poi si desiderava una tazzina fumante con la cremina in superficie, toccava andare al bar a godersi l’espresso.

Oggi sono arrivate nelle nostre case le comodissime macchine per il caffè domestico con cialde e capsule usa e getta.

Le cialde sono nel migliore dei casi fatte in carta, nel peggiore in plastica passando attraverso metalli come l’alluminio, inoltre non sono tutte uguali costringendo il consumatore ad acquisti compatibili con la propria macchinetta domestica.

Quanto costa un caffè con le cialde?

A seconda delle marche e dell’esclusività della miscela si va, per un prodotto almeno decente, dai 0,25 sino ai 0,60 euro, sembra poco vero? In fondo al bar costa il doppio o il triplo!

Ma invece quanto costa un caffé con la moka?

Per una moka adatta per tre persone servono circa 18 grammi di caffè.

I pacchetti di caffè in commercio hanno un peso standard, 250 grammi, quindi con un rapido calcolo matematico da un pacco si ottengono 42 tazzine.

Mediamente un caffé di buona qualità costa circa 3,50 € a confezione (lasciate perdere, adesso, che se c’è l’offerta, lo portate a casa anche per 2,00 Euro).

Ancora un rapido conto e vi accorgerete che una tazzina domestica fatta con una polvere di qualità buona costa poco più di 0,08 Euro.

Meno di un terzo della cialda o capsula più economica sul mercato, senza considerare i costi ambientali di smaltimento della plastica, carta o alluminio.

Ora, in famiglia prendete 4 caffè al giorno?

In un anno si risparmiano qualcosa come 250 euro, una bella cifretta.

E pensate che il raffronto è stato fatto tra la migliore miscela sul mercato e la peggiore cialda, senza tener conto di offerte e sconti e nell’ipotesi che non invitate mai nessuno a casa per un caffé…

Fatevi un po’ voi i conti…

Una ipotesi affascinante: e se gli UFO fossero uomini del futuro in viaggio nel tempo?

 

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Una ipotesi affascinante: e se gli UFO fossero uomini del futuro in viaggio nel tempo?

 

Gli UFO sono uomini del futuro in viaggio nel tempo?

Per i fisici sarebbe più logico pensare agli UFO non come a viaggiatori dello spazio, bensì come a viaggiatori del tempo. Stiamo parlando di uomini del futuro tornati indietro per documentare le epoche passate, senza interferire con il corso della storia.

Potrebbe essere solo una teoria, ma per molti  fisici questo spiegherebbe il fenomeno UFO in modo diverso dalle teorie attuali. Gli studi più recenti sulla materia, si basano principalmente sui wormhole, una sorta di tunnel in grado di collegare diversi punti spazio/tempo dell’universo. Questa teoria lancia anche un’interessante ipotesi sugli UFO.

Il fenomeno degli oggetti volanti non identificati non ha mai trovato spiegazioni, pur essendo molto diffuso non solo nell’epoca contemporanea ma anche in quelle passate. Finora gli UFO sono stati associati a presunti visitatori provenienti da altri mondi. Sono però in molti a chiedersi come mai gli alieni non si siano mai rivelati. Questo spiegherebbe anche l’immagine antropomorfa dei presunti alieni, molto diffusa non solo negli ambiti cinematografici ma anche nelle testimonianze scientifiche più accreditate.

Naturalmente oltre ai Fisici, ci sono anche personaggi come Philip J. Corso, che nel suo libro “Il giorno dopo Roswell”, aveva accennato all’ipotesi dell’ufo di Roswell come una sorte di ‘macchina del tempo’ precipitata. Tra le ipotesi, Corso ha tenuto grandemente in considerazione la possibilità che l’UFO di Roswell fosse una macchina del tempo progettata e costruita dagli abitanti della Terra di un lontano futuro, inviata indietro nel tempo per una qualche ragione che ci sfugge.

Bisogna dire che la vicenda di Philip Corso è stata oggetto di grandi dibattiti, quasi pari a quelli sul caso Roswell. In effetti, aggiunge solo un’altra teoria alla ridda di ipotesi che sono state avanzate sul velivolo precipitato nel deserto del New Mexico. La verità è che nessuno sa cosa sia veramente accaduto e nessuno è in grado di fornire una versione definitiva.

Certo, l’ipotesi della macchina del tempo forse è la più suggestiva mai proposta. Eppur vero, però, che forse studiando i materiali di Roswell, la burocrazia è venuta a conoscenza di qualcosa di veramente inquietante e terribile sul nostro futuro, qualcosa che non osa condividere con la popolazione mondiale.

Ma Perché uomini del futuro dovrebbero tornare indietro nel tempo?

La risposta a questa domanda possiamo farla a noi stessi e trovare subito la risposta. Se oggi avessimo a disposizione una macchina del tempo, non la useremmo subito per osservare di nascosto gli eventi storici del passato? La risposta è ovviamente sì. Saremmo persino capaci di creare itinerari turistici, oltre che di studio e di documentazione storico-scientifica. Come del resto sta accadendo oggi per i viaggi spaziali.

Palese che per il momento rimane soltanto un’ipotesi. Del resto, nessuno può dire ancora cosa siano quegli strani oggetti volanti che di tanto in tanto sono avvistati in ogni angolo del mondo.

Fonte: http://www.universo7p.it/gli-ufo-uomini-del-futuro-viaggio-nel-tempo/

Tutti pazzi per la Facelia, pianta “salva-api”

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Tutti pazzi per la Facelia, pianta “salva-api”

Nel Vicentino è esplosa la “facelia mania”. Ovvero l’interesse per il fiore “salva-api”, con una spettacolare infiorescenza violacea, che funziona anche come concime naturale una volta sfiorito.

Nella foto: Una distesa viola, l’effetto creato dalla coltivazione di facelia, la pianta nota anche come “salva api”.

Il Comune di Arcugnano si è fatto promotore da qualche mese, in collaborazione con Coldiretti e Sis, Società Italiana Sementi con sede a San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, di divulgare la coltivazione della facelia. E la risposta del territorio è andata oltre le attese. Ad Arcugnano sono arrivate chiamate da tutta la Provincia, da Breganze a Sossano, da Trissino a Zovencedo, e i 200 chili di sementi a disposizione ai magazzini comunali di Torri per circa 20 ettari di terreno, forniti gratuitamente dalla Sis, sono praticamente già assegnati o prenotati.

«Si tratta per lo più di coltivatori diretti o apicoltori – spiega l’assessore all’ambiente Gino Bedin – un’azienda importante di Arcugnano ha già fissato sementi per 10-12 ettari, altre invece hanno prenotato per 5/6 ettari complessivi. E poi ci sono tante microrealtà che hanno chiesto sementi per 500 o 1000 metri quadrati di terreno. Abbiamo anche avviato una collaborazione con Zovecendo, per una superficie di 2000/3000 metri quadrati, in cui gli apicoltori hanno compreso il valore agronomico oltre che ambientale dell’operazione facelia e quindi sono già venuti a prendersi le sementi». «Ma ci hanno chiamato anche tanti privati – continua l’amministratore – persone che hanno chiesto di poterla coltivare nell’orto o nell’aiuola davanti casa. In questi giorni una piccola realtà di Altavilla, 500 metri di orto con 4 arnie di api, ha chiesto le sementi per procedere alla coltivazione. Saranno almeno una trentina i contatti che abbiamo avuto. I semi sono a disposizione gratuitamente, ma qualcuno era disposto pure a pagare per avere la facelia».

Un fiore che al di là dell’aspetto estetico, sicuramente di grande impatto, rappresenta una sorta di concimazione naturale del terreno, perché una volta sfiorita lo arricchisce di materia organica naturalmente, senza contare che è una sorta di salvezza per le api e la produzione di miele di qualità, perché se seminata a giugno, fiorisce a luglio e agosto, periodo in cui le api vanno in difficoltà per la mancanza di fioriture.

«Stiamo praticamente già raccogliendo adesioni per un eventuale progetto il prossimo anno – aggiunge l’assessore Bedin – speriamo che la Sis appoggi nuovamente l’iniziativa. Si potrebbe anche pensare ad un progetto di consegna a domicilio delle sementi. L’idea ci era piaciuta subito, ma non era così scontato far passare il messaggio ai coltivatori, perché far crescere la facelia non porta reddito e quindi come secondo raccolto si potrebbe pensare ad altro, come la soia. Invece l’interesse è stato notevole, dai coltivatori diretti in primis e poi dagli hobbisti e apicoltori in particolare. Siamo decisamente soddisfatti dell’inaspettato successo dell’operazione, che speriamo di poter ripetere anche il prossimo anno, in modo da poter dare risposta alle tante richieste e continuare ad abbellire il territorio di Arcugnano».

Fonte: http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/vicenza/arcugnano/tutti-pazzi-per-la-pianta-salva-api-1.5812292

Tumori: una penna li diagnosticherà in 10 secondi

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Tumori: una penna li diagnosticherà in 10 secondi

Diagnosticare un tumore in un attimo e così arrivare alla sua rapida asportazione. Non si ferma la ricerca per debellare uno dei mali che causa più decessi in tutto il mondo, il cancro, e che ha, nella maggioranza dei casi, un iter di diagnosi e di cure lunghi oltre ogni tempo.

Un team di scienziati e ingegneri dell’Università di Austin, nel Texas, hanno ora messo a punto un potente strumento in grado di identificare rapidamente e accuratamente i tessuti cancerosi durante un intervento chirurgico, fornendo risultati in circa 10 secondi, più di 150 volte più veloci della tecnologia esistente.

Si tratta della penna MasSpec, uno strumento palmare innovativo che fornisce ai chirurghi informazioni diagnostiche precise su quali tessuti asportare e quali conservare, aiutando a migliorare il trattamento e ridurre le probabilità di recidiva del cancro.

La nostra tecnologia potrebbe migliorare notevolmente le probabilità che i chirurghi veramente eliminino fino all’ultima traccia del cancro durante l’intervento chirurgico”, spiega Livia Schiavinato Eberlin, assistente di chimica presso l’Università di Austin che ha coordinato il progetto.

Come spiega la ricerca pubblicata su Science Translational Medicine, la rivista dell’Associazione americana per l’avanzamento della scienza, la “penna” ha una punta stampata in 3D e di un materiale biocompatibile. La punta consente di estrarre le molecole da controllare dal tessuto con poche gocce d’acqua e le trasferisce allo spettrometro di massa, che calcola la massa delle molecole presenti nel campione. Dopo una manciata di secondi circa compare il risultato. In alcuni casi il dispositivo è in grado anche di riconoscere il sottotipo del tumore.

Su 253 pazienti affetti da tumore, la penna MasSpec ha impiegato circa 10 secondi per dare una diagnosi ed è stato più preciso al 96%.

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Ogni volta che possiamo offrire al paziente una chirurgia più precisa, una chirurgia più veloce o una chirurgia più sicura, non desideriamo altro che farlo”, spiega James Suliburk, responsabile della chirurgia endocrina presso il Baylor College of Medicine e collaboratore del progetto. “Questa tecnologia fa tutte e tre le cose e ci permette di essere molto più precisi su quali tessuti rimuovere e quali lasciare”.

Anche se la massimizzazione della rimozione del cancro è fondamentale per migliorare la sopravvivenza del paziente, la rimozione di un numero troppo elevato di tessuti sani può anche avere profonde conseguenze negative per i pazienti, si pensi a coloro affetti da cancro al seno o con cancro alla tiroide, con possibili danni ai nervi o ai muscoli. Questa “penna” riesce ad essere 150 volte più veloce rispetto alle attuali tecnologie nell’identificare i tumori e riesce a farlo anche senza provocare danni ai tessuti sani.

È per questo che, ottenuto il brevetto, i ricercatori sperano in una sua rapida applicazione.

fonte: https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/24981-penna-tumori

Melograno: veleno per i tumori !!

 

Melograno

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Melograno: veleno per i tumori !!

 

Il succo di melograno, potente arma contro la diffusione del cancro

Alcuni componenti del succo di melagrana riescono a inibire il movimento delle cellule tumorali. Lo studio
Un aiuto alla lotta contro il cancro pare arrivare dal succo della melagrana, il frutto del melograno.
In particolare, gli scienziati dell’Università della California, hanno scoperto che i componenti del succo possono essere un efficace preventivo. In più, questi componeneti, riescono a indebolire l’attrazione delle cellule tumorali a un segnale chimico che favorisce la diffusione delle metastasi del cancro alla prostata fino all’osso. Questa scoperta si pone in quella branca di ricerca atta a prevenire le metastasi del cancro, ma non solo, come vedremo.

I risultati di questo studio sono stati presentati dalla dottoressa Manuela Martins-Green al 50th meeting annuale della American Society for Cell Biology, in corso a Philadelphia dall’11 al 15 dicembre 2010.
La ricercatrice ha applicato, in laboratorio, del succo di melagrana alle cellule del cancro alla prostata che erano risultate resistenti al testosterone.
Dalle analisi poi condotte, Martins-Green e colleghi hanno scoperto che le cellule tumorali trattate con il succo di melagrana, e che non erano morte con il trattamento, mostravano una maggiore adesione cellulare e una diminuzione della migrazione.

Alcuni dei componenti responsabili di questi effetti, identificati dai ricercatori, sarebbero i fenilpropanoidi, gli acidi idrobenzoici, i flavoni e gli acidi grassi coniugati.
«Avendoli identificati, ora possiamo modificare i componenti inibenti il cancro nel succo di melagrana per migliorare le loro funzioni e renderli più efficaci nel prevenire le metastasi del cancro alla prostata, portando a terapie farmacologiche più efficaci», hanno spiegato i ricercatori.

Oltre a ciò, ha ricordato Martins-Green, è possibile studiare terapie efficaci contro altri tipi di cancro e non solo per quella alla prostata. Questo sarebbe possibile poiché «i geni e le proteine coinvolte nel movimento delle cellule del cancro alla prostata sono essenzialmente gli stessi di quelli coinvolti nel movimento di altri tipi di cellule tumorali».

Buone speranze, e tutte naturali, quindi quelle che arrivano da Philadelphia. Ora non resta che attendere gli ulteriori studi che possano, nel caso, aprire la strada sulla sperimentazione in ambito umano.

fonte: http://www.lastampa.it/2010/12/14/scienza/benessere/medicina/il-succo-di-melograno-potente-arma-contro-la-diffusione-del-cancro-tgZIbqwCnZxVWjZPwzgssO/pagina.html