“Non ho nulla di nuovo da insegnare al mondo. La verità e la non-violenza sono antiche come le montagne” – 71 anni fa l’assassinio di Mahatma Gandhi, l’uomo che cambiò il mondo…

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“Non ho nulla di nuovo da insegnare al mondo. La verità e la non-violenza sono antiche come le montagne” – 71 anni fa l’assassinio di Mahatma Gandhi, l’uomo che cambiò il mondo…

Esattamente 71 anni fa, il 30 gennaio 1948, a New Delhi veniva assassinato il leader politico e spirituale padre dell’indipendenza dell’India, il Mahatma Gandhi. La sua vita dedicata all’insegnamento della non-violenzafu stroncata dal piombo del fanatismo religioso per mano dell’estremista Hindu Nathuram Godse.

Il Mahatma si trovava nella capitale per uno dei tanti sit-in di protesta pacifica contro la recente separazione dell’India dal Pakistan musulmano. Fu in quel frangente che fu raggiunto da 5 proiettili esplosi da distanza ravvicinata morendo pochi minuti dopo. Erano le 17,46 del 30 gennaio 1948 quando fu ufficialmente divulgata la notizia della morte del Mahatma.

 

“Non ho nulla di nuovo da insegnare al mondo. La verità e la non-violenza sono antiche come le montagne”
È una delle espressioni più conosciute di Mohandas Karamchand Gandhi, scomparso esattamente 70 anni fa, assassinato da un fanatico dell’induismo radicale.
Il Mahatma nacque a Portbandar, in India, nel 1869. Erano gli anni della colonizzazione britannica, iniziata pochi anni prima grazie ad una penetrazione commerciale operata dalla Compagnia delle Indie che, in poco tempo, profuse la sua influenza anche nelle vicende politiche, tanto da assumere l’amministrazione governativa del paese, a spese dei diversi sovrani che controllavano le diverse regioni del paese. Sovrani, che, spesso, erano in conflitto tra di loro.
Gandhi, fin da giovane, sentiva l’occupazione opprimente, vedendo le umiliazioni e il trattamento da inferiori che veniva riservato alla sua gente, da parte degli inglesi.
Ottenne il permesso dai genitori di studiare all’estero e andò in Inghilterra per laurearsi in legge.
In pochi anni ottenne la laurea e divenne un avvocato.
Conclusi gli studi, tornò in patria per poi migrare in Sudafrica, in cerca di occupazione.
Anche il Sudafrica, in quegli anni viveva la condizione di stato coloniale e, anche la popolazione sudafricana, era vessata e discriminata dai bianchi.
Ben presto, oltre a lavorare, Gandhi iniziò a studiare e a mettere a punto la sua “Teoria e pratica del metodo della non-violenza” .
Nella sua elaborazione, utilizzava quelli che lui definiva “esperimenti con la verità”: la sua vita era piena di questi esperimenti.
Uno dei suoi principali propositi era quello di trasformare la politica in etica politica, anche se non si può affermare che Gandhi sia stato un vero e proprio uomo politico. Nel suo agire Gandhi si avvaleva di “imperativi” etici per delineare il suo ruolo e la sua figura in Sudafrica – prima – e in India – poi.
Il 29 gennaio del 1948, un giorno prima che venisse ucciso, Gandhi, in un momento di preghiera, disse alla folla:  «Se muoio d’una malattia lunga, se muoio per qualche cosa come un foruncolo o una pustoletta, sarà vostro dovere proclamare al mondo, anche a rischio che la gente si adiri con voi, che non ero l’uomo di Dio che pretendevo di essere. Se lo farete darete pace al mio spirito. Prendete nota anche di questo: se qualcuno dovesse porre fine alla mia vita trapassandomi con una pallottola ed io la ricevessi senza un gemito ed esalassi l’ultimo respiro invocando il nome di Dio, allora soltanto giustificherete la mia pretesa»
In particolare negli ultimi anni della sua vita e, successivamente, dopo la sua uccisione, Gandhi fu considerato un “santo” che aveva dedicato la sua vita nobilitando e difendendo i valori umani, adoperandosi per questo anche in politica.
In Europa si diffuse la fama, per alcuni era considerato un “eccentrico” per il suo stile di vita, ma, in realtà, i giudizi convergono in un giudizio che sintetizza due caratteristiche molto diverse: quelle di uomo unico, carico di bontà e di grandezza nella sua semplicità, a tratti disarmante.
Gandhi intraprese diverse lotte nel corso della sua vita applicando la sua dottrina della “lotta non violenta”, o meglio, del “satyagraha” .
Gandhi era anche un grande uomo di preghiera, e questo aiuta molto a comprendere la sua grande opera. Lui era molto legato alla pratica della preghiera perché “la preghiera mi ha salvato la vita. Senza di essa, sarei pazzo da molto tempo. Ho avuto la mia porzione delle più amare esperienze pubbliche e private, che mi gettarono in una temporanea disperazione. Se riuscii a liberarmi da questa disperazione, fu grazie alla preghiera”.
Gandhi aveva una concezione di Dio diversa da quella dei cristiani. La sua egli era un indù, nato e cresciuto in un mondo culturale asiatico, anche se ha compiuto gli studi anche in Europa.
Per lui Dio è verità, amore, etica, morale, coraggio, mentre per i cristiani, Dio è “Via, verità, vita e la via è seguire Gesù, uniformarsi a lui”.
Gandhi era un uomo che ha vissuto nella storia del suo tempo, è stato un “cercatore”, ma non solo per sé stesso, viveva dell’amore per gli uomini.
Non tutti sanno che Gandhi in una occasione venne a Roma, infatti, di ritorno da Londra, dopo aver partecipato ad una Tavola Rotonda sul futuro dell’India – con esiti fallimentari, per gli interessi indiani – attraversò l’Italia, e fece tappa a Roma per due giorni .
Era il 1931, Mussolini aveva già preso il potere. Si incontrarono informalmente per un colloquio di circa venti minuti, evitando di trattare argomenti “caldi”.
tratto da: http://www.notizieitalianews.com/2018/01/non-ho-nulla-di-nuovo-da-insegnare-al.html
“Non ho nulla di nuovo da insegnare al mondo. La verità e la non-violenza sono antiche come le montagne” – 71 anni fa l’assassinio di Mahatma Gandhi, l’uomo che cambiò il mondo…ultima modifica: 2019-01-29T20:19:17+01:00da eles-1966
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