Vergognoso – Un’altra porcheria made in Spagna – Si chiama la Sokamuturra – toro cordato – Il Toro è legato ad una corda in piazza per fare spettacolo… Tutta la sofferenza dell’animale tra le bestiali risate della gente…

 

Spagna

 

 

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Vergognoso – Un’altra porcheria made in Spagna – Si chiama la Sokamuturra – toro cordato – Il Toro è legato ad una corda in piazza per fare spettacolo… Tutta la sofferenza dell’animale tra le bestiali risate della gente…

Toro legato ad una corda in piazza per fare spettacolo

Si chiama la Sokamuturra, una forma di spettacolo con il toro in piazza, tipica del folklore dei paesi baschi in Spagna. Lo spettacolo consiste nel tenere legato un toro con una corda in una piazza pubblica. Le persone si possono avvicinare per sfidare l’animale.

guarda QUI il video

Purtroppo, questo sfruttamento arcaico del toro, ai fini dell’intrattenimento, che provoca sofferenza, ansia e stress all’animale viene ancora perpetrato nel XXI secolo.

E’ la denuncia che rimbalza sui social con i video pubblicati dal gruppo animalista Libertad Animal Navarra, mostrando l’orrore al quale sono sottoposti i tori che siano giovani esemplari o esemplari adulti.

In un filmato si vede chiaramente i pericoli ai quali sono esposti questi animali. Un giovane toro, un vitellino di pochi mesi scivola ripetutamente sul pavimento bagnato di una piazza, rischiando si spezzarsi un arto, cercando di difendersi dall’invadenza e dalla provocazione di alcune persone.

La scena è stata registrata ad Azpeitia. “Sono incapaci di vedere come soffrono queste creature che imparano preso cosa significa essere maltrattati. Educhiamo all’empatia, al rispetto e all’amore nei riguardi di tutte le creature viventi”, scrive il gruppo animalista, commentando il filmato.

 

A seguire: Sokamuturra 2017 (Elgoibar)

Spese veterinarie gratuite per chi adotta cani e gatti – Così meno soli animali e persone…!

 

cani e gatti

 

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Spese veterinarie gratuite per chi adotta cani e gatti – Così meno soli animali e persone…!

Spese veterinarie gratuite per chi adotta cani e gatti, la proposta di legge in Toscana

La proposta di legge, che si ispira a quanto già realizzato in Umbria, prevede l’erogazione di prestazioni veterinarie gratuite, compresa la sterilizzazione di cani e gatti, per soggetti in svantaggio economico, per i disabili e per le persone sole con più di 65 anni di età. Secondo i firmatari così si unisce due soggetti con carenze affettive: “Sarebbero meno soli cani e persone”

Veterinario gratis per chi fa un gesto d’amore per gli animali abbandonati adottando un cane o un gatto da gattili e canili nonostante sia in una situazione di svantaggio economico. È quanto prevede una nuova proposta di legge appena presentata al consiglio regionale della Toscana dal gruppo di Fratelli d’Italia e cheha come obiettivo “l’erogazione di prestazioni veterinarie gratuite, compresa la sterilizzazione di cani e gatti, per soggetti in svantaggio economico, per i disabili e per le persone sole con più di 65 anni di età”. Si tratta di una legge “di buon senso e non di bandiera, porta a una riduzione dei costi e unisce due soggetti con carenze affettive: sarebbero meno soli cani e persone” ha spiegato al quotidiano La Nazione il primo firmatario, il  capogruppo regionale FdI Paolo Marcheschi

Il progetto di legge, per stessa ammissione dei firmatari, si ispira a quanto già realizzato nella vicina Umbria dove dal dicembre scorso una proposta analoga presentata non a caso dai consiglieri regionali  locali dello stesso partito  è diventata legge.  “L’Umbria però ha fatto una scelta diversa, l’ha inserito nel bilancio nell’ultima seduta 2018. In Toscana invece l’iter è più lungo perché la nostra è una vera e propria legge” ha spiegato Marcheschi, sottolineando: “In Toscana abbiamo inserito un articolo in più rispetto all’Umbria. Vogliamo disincentivare anche gli abbandoni. C’è anche un sostegno psicologico per le persone che devono mantenere il cane in casa, oltre a un’assistenza per quei cani difficili”. Inoltre, secondo i firmatari, la proposta vedrebbe una riduzione sensibile dei costi per i canili perché “prevede di rimborsare anche  l’utilizzo di microchip”. “Ogni giorno, nei 69 canili toscani, si spendono 5 euro per il mantenimento di un cane e quindi si arriva a spendere circa 6 milioni di euro annui”

Tratto da: https://www.fanpage.it/spese-veterinarie-gratuite-per-chi-adotta-cani-e-gatti-la-proposta-di-legge-in-toscana/

Fuga verso la libertà – La bellissima storia di Brianna, la mucca che saltò giù dal camion che la portava al macello e che, dopo una lunga fuga, diede alla luce il suo vitellino…

 

macello

 

 

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Fuga verso la libertà – La bellissima storia di Brianna, la mucca che saltò giù dal camion che la portava al macello e che, dopo una lunga fuga, diede alla luce il suo vitellino…

La mucca che ha evitato il macello saltando da un camion nel New Jersey si trova ora nella sua nuova casa, la Skylands Animal Sanctuary Rescue, dove ha dato alla luce una vitellina

In fuga verso la libertà, sottraendosi a un destino spietato! Ha fatto il giro del mondo la storia di Brianna, mucca e super mamma, che nel New Jersey è saltata – incinta – giù da un camion diretto a un mattatoio e si è messa a correre più che mai.

Una Holstein bianca e nera che ha fatto scalpore quando ha inforcato la Route 80 trottando verso la salvezza. Sulla strada, il direttore della Polizia Jerry Speziale l’ha intercetta e i volontari dello Skylands Animl Sanctuary, un’oasi gestita da animalisti, l’hanno praticamente adottata.

Brianna è ora la madre orgogliosa di una bellissima vitellina di nome Winter”, ha detto il fondatore del santuario Mike Stura.

E continua “Era a meno di dieci minuti da quel macello quando è volata via dal camion”.

Sia Brianna che Winter sono ora contenti e più che mai legati, ha detto Stura, con Winter che beve normalmente il latte dalla sua mamma.

Brianna e Winter si uniranno a 68 altri bovini nel santuario. Ci sono altre coppie di madri e bambini che vivono nel santuario, tra cui Frida e Al, Emma e Jackson.

 

 

 

tratto da: https://www.greenme.it/informarsi/animali/29975-mucca-camion-macello-vitellino

Gli animali domestici in casa difendono i vostri bambini dalle allergie

 

animali domestici

 

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Gli animali domestici in casa difendono i vostri bambini dalle allergie

Più amici a 4 zampe ci sono, minore è il rischio di svilupparle

La conferma arriva da uno studio pubblicato sulla rivista PLoS One

Maggiore è la frequenza di contatto da piccoli con animali domestici, ad esempio cani e gatti, minore è il rischio di sviluppare allergie per i bambini, o eczema e asma.
La conferma arriva da uno studio pubblicato sulla rivista PLoS One e reso noto dal magazine britannico New Scientist.
Lo studio è stato condotto da Bill Hesselmar dell’Università svedese di Göteborg rianalizzando i dati di due ricerche. La prima ha coinvolto 1029 bambini di 8-9 anni ed è emerso che se l’incidenza di allergie è del 49% tra i piccoli che nel primo anno di vita non hanno avuto contatti con animali domestici, il tasso scende al 43% tra i bimbi che da piccoli hanno vissuto con un animale in casa, al 24% per i bambini che hanno vissuto con tre animali. Due dei bambini hanno vissuto con 5 animali i primi 12 mesi di vita e nessuno dei due ha sviluppato allergie.
Nell’altro studio sono stati monitorati dalla nascita 249 bambini. Dopo 8-9 anni il tasso di allergie era del 48% per bambini non esposti a presenza di animali domestici il primo anno di vita, del 35% per i bimbi che hanno vissuto con un animale, del 21% tra i bimbi che hanno vissuto con due o più animali.
Hesselmar ritiene che gli animali domestici siano portatori di microbi che stimolano il sistema immunitario in modo tale che i bambini non divengano allergici. Trascorrere tempo con altri bambini e all’aperto potrebbe avere a sua volta un effetto protettivo, conclude.

(ANSA)

Fonte: http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/salute_bambini/medicina/2018/12/27/gli-animali-domestici-in-casa-difendono-i-bambini-dalle-allergie_673c5096-9d1e-483a-b399-e6a5d1f9c7aa.html

 

Il vostro bel pennello da barba o per il make-up? Per farlo hanno ucciso a martellate una povera bestia… Pensateci…

pennello da barba

 

 

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Il vostro bel pennello da barba o per il make-up? Per farlo hanno ucciso a martellate una povera bestia… Pensateci…

L’orrore che si nasconde dietro i pennelli da barba e per il make-up: tassi presi a martellate.

Catturati illegalmente, rinchiusi in minuscole gabbie sovraffollate e poi uccisi a martellate. È il destino dei tassi, raccontato in un video shock diffuso da Peta Asia che racconta l’orrore che si cela dietro i pennelli per il make-up e da barba.

Attenzione questo articolo contiene immagini video che potrebbero urtare la vostra sensibilità

Da dove vengono i pennelli con cui quotidianamente ci trucchiamo o che gli uomini utilizzano per farsi la barba o ancora per la pittura? Ce lo svela una nuova inchiesta di Peta Asia, la prima in cui si parla dei tassi, che vengono uccisi brutalmente.

I tassi sono animali protetti anche in Cina, eppure la maggior parte dei pennelli proviene proprio dal mercato asiatico. Come sappiamo questi bellissimi animali sono mammiferi carnivori ed in Italia, come in altri paesi tra cui Medio Oriente e Asia (dove vivono in gran numero) è vietata la cattura, detenzione, uccisione e commercio.

Per questo motivo, i tassi vengono catturati illegalmente, poi allevati in maniera intensiva in minuscole gabbie dove riescono a muoversi con difficoltà per poi essere uccisi per diventare pennelli per pittura, trucco o barba. Le immagini che mostra Peta in questo video sono terribili, tanto che dopo la diffusione,alcune aziende come Procter & Gamble (per prima), The New York Shaving Company, Caswell-Massey, Beau Brummell e Olivina Men hanno promesso di non acquistare più pennelli in cui siano stati impiegati peli di tasso.

In gabbia e presi a martellate

Durante l’indagine, animalisti sotto copertura, hanno visitato gli allevamenti di tassi in Cina che esportano le spazzole in tutto il mondo. Quello che hanno trovato è stato sporcizia, gabbie minuscole e animali con lesioni gravi sul corpo e ferite non curate.

I tassi sono sottoposti a forte stress, non riescono a muoversi e spesso si azzannano tra loro. Una vita infernale e una morte atroce. Nel video questi animali vengono colpiti in testa con qualsiasi oggetto, addirittura anche con le sedie, per poi essere sgozzati e lasciati sanguinare lentamente.

Ecco, quindi, cosa si nasconde dietro i pennelli. Cosa puoi fare tu? Scegliere i pennelli sintetici che esistono in commercio. Peta Asia lancia anche una petizione per sensibilizzare le aziende a non acquistare più pennelli fatti con il pelo di tasso.

FIRMA QUI LA PETIZIONE

 

tratto da: https://www.greenme.it/informarsi/animali/29803-tassi-pennelli-barba

Ecco come i Nativi Americani stanno salvando il bisonte dall’estinzione voluta dalla crudeltà, dalla scelleratezza e dalla meschinità dell’uomo bianco

 

Nativi Americani

 

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Ecco come i Nativi Americani stanno salvando il bisonte dall’estinzione voluta dalla crudeltà, dalla scelleratezza e dalla meschinità dell’uomo bianco

Nella foto: Una montagna di teschi – Con crudeltà, scelleratezza e meschinità, l’uomo bianco voleva l’estinzione del bisonte per affamare i Nativi Americani…

Leggendo qua e là

…L’Esercito non aveva tra i suoi compito quello di accompagnare i ricconi dell’est a cercare emozioni nelle battute di caccia, ma era molto interessato a tutto ciò perché era tra i suoi interessi quello del controllo dei nativi americani e, se possibile, del loro annullamento e questo era possibile raggiungerlo anche attraverso il controllo dei bisonti che erano fonte primaria di cibo e di mille altre cose per gli indiani…

“Uccidi tutti i bufali che puoi! Ogni bufalo morto è un indiano in meno”.

…Oggi può sembrarci assurdo, eppure al tempo del west i coloni ed i cacciatori americani uccisero bisonti senza sosta fino quasi a portare quella specie animale alla quasi completa estinzione. I turisti dell’est fecero la loro parte, sparando agli animali dai finestrini dei treni come se il massacro potesse durare per sempre…

 

Da GreenMe:

I nativi americani stanno salvando così il bisonte dall’estinzione

Le tribù native americane stanno salvando il bisonte dall’estinzione. Questo mammifero, oltre ad essere una forma di sostentamento, svolge un ruolo fondamentale nella spirituale della tribù, ecco il perfetto equilibrio che si è stabilito nel Nord America.

5mila ettari di praterie non arate nel nord-est del Montana e centinaia di bisonti selvaggi che vagano. Ma questa mandria non si trova in un parco nazionale o in un santuario protetto, ma bensì nelle terre ancestrali delle tribù di Assiniboine e Sioux di Fort Peck Reservation.

Proprio qui c’è il più grande allevamento di bisonti e solo grazie ai nativi. Fino a centinaia di anni fa, sulla Terra vivevano 30milioni di bisonti, un mammifero ricordiamolo, sopravvissuto anche all’Era glaciale, ma non all’intervento dell’uomo.

Dopo il viaggio di Colombo, i colonizzatori bianchi per occupare i territori dei nativi utilizzarono ogni mezzo, compreso quello del massacro dei bisonti, prima fonte si sostentamento delle tribù. Aggiungendo a questo i cambiamenti climatici, nel giro di poche decine di anni, il bisonte è passato da decine di milioni all’orlo dell’estinzione.

Vogliamo riportare questi importanti bisonti nella loro dimora storica delle Grandi Pianure”, dice Jonathan Proctor, direttore del programma di Rockies and Plains dell’Ong Defenders of Wildlife , che lavora accanto alle tribù per salvare questo animale.

Dopo il massacro del 19esimo secolo, erano sopravvissuti solo 23 bisonti in una remota valle di Yellowstone. Oggi la mandria è di 4mila e questi animali vivono allo stato brado, non sono addomesticati né stati fatti accoppiare con altro bestiame, mantenendo così la purezza genetica.

Da anni, le tribù difendono i mammiferi dalla legislazione del Montana che è anti bufali. Ma per i nativi questi animali giganteschi sono una risorsa.

Grazie a loro, abbiamo visto l’ecosistema rivivere. Gli uccelli delle praterie sono tornati, le erbe autoctone prosperano. Li accogliamo con gioia e aspettiamo i benefici che portano nelle nostre terre tribali”, dicono.

Grazie a un trattato con il governo, l’anno scorso, Blackfeet Reservation, sempre nel Montana, ha ricevuto 89 bisonti geneticamente puri da Elk Island in Canada. Adesso le tribù stanno negoziando con i funzionari statali per consentire a questi bufali, che sono sani e senza la temuta brucellosi, di recarsi liberamente nel parco nazionale del ghiacciaio e persino, si spera, un giorno a nord del parco nazionale dei laghi di Waterton.

“Le tribù delle pianure settentrionali sono la guida giusta per il ripristino dei bisonti selvatici in questo momento”, ha detto Proctor.

E tra 50 anni, la comunità di conservazione spera di avere almeno 10 mandrie di bisonti con mille animali.

Per non dimenticare quanto la razza umana possa fare schifo – Non vi potete sbagliare, la CAROGNA non è il bellissimo e rarissimo esemplare di giraffa nera ammazzato…!

 

razza umana

 

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Per non dimenticare quanto la razza umana possa fare schifo – Non vi potete sbagliare, la CAROGNA non è il bellissimo e rarissimo esemplare di giraffa nera ammazzato…!

Leggi anche:

Ricordate l’Agente Smith in Matrix? “L’essere umano è un virus, è un’infezione, una piaga, un cancro su questo pianeta” …Forse aveva ragione: Abbiamo cancellato dal Pianeta il 60% delle specie animali in soli quarant’anni…!

 

 

Lo scorso anno, aveva sparato e ucciso una giraffa in Sud Africa. Nei giorni successivi la cacciatrice, originaria del Kentucky, in memoria delle crudeli gesta ha pubblicato la foto sul proprio profilo Facebook. E il mondo dei social non è rimasto a guardare. Nel giro di qualche ora, le foto sono diventate virali e sono arrivati migliaia di commenti di insulti.

In posa con il cadavere dell’animale, Tess Thompson Talley, 37 anni, aveva inizialmente caricato le foto scattata dopo una una battuta di caccia avvenuta un anno fa, a giugno 2017. Il suo post è stato cancellato, ma le foto sono state ampiamente condivise online.

Il giornale Africlandpost ha condiviso le foto il 16 giugno, in un tweet diventato virale, in cui la donna è stata accusata di avere ucciso “una rarissima giraffa nera per gentile concessione della stupidità del Sud Africa”. Il tweet è stato condiviso oltre 45.000 volte.

Visualizza l'immagine su TwitterVisualizza l'immagine su Twitter

AfricaDigest@africlandpost

White american savage who is partly a neanderthal comes to Africa and shoot down a very rare black giraffe coutrsey of South Africa stupidity. Her name is Tess Thompson Talley. Please share

Eppure, non c’è indicazione che la battuta di caccia di Talley fosse illegale. La donna ha addirittura detto che uccidere la giraffa abbia contribuito agli sforzi di conservazione.

“La giraffa che ho cacciato era la sottospecie sudafricana della giraffa. Il numero di questa sottospecie è in realtà in aumento dovuto, in parte, ai cacciatori e agli sforzi di conservazione pagati in gran parte dalla caccia grossa” si è difesa.

È emerso che la giraffa uccisa non era del tutto rara ma ciò non toglie che ucciderla e vantarsene sia stato un gesto crudele.

Talley ha pubblicato ulteriori commenti sulla sua pagina Facebook, alcuni da rabbrividire, sostenendo che gli animali, in quanto tali, non hanno diritti.

Purtroppo finché la caccia non sarà resa illegale, i cacciatori potranno agire indisturbati e condividere le loro gesta sui social.

Le belle notizie che ci piace darvi: Chiude il macello di carne di cane più grande del mondo – Ogni anno vi venivano ammazzati 2 milioni di animali!

 

carne di cane

 

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Le belle notizie che ci piace darvi: Chiude il macello di carne di cane più grande del mondo – Ogni anno vi venivano ammazzati 2 milioni di animali!

Chiude il complesso di Taepyeong-dong, nella città di Seongnam, la struttura che ospitava sei macelli di cani. La tradizione di consumare carne canina è ormai in discesa: il 70% dei sudcoreani non li mangia più e il 40% è convinto che la pratica dovrebbe essere vietata.

Smantellata in due giorni, l’area sarà trasformata in un grande parco. Da lager per cani quindi a luogo pubblico. Taepyeong-dong che si trova a sud di Seoul ospitava sei macelli e diverse centinaia di cani che venivano macellati per poi essere serviti nei ristoranti di tutto il Paese.

Nel 2016 aveva chiuso il mercato di Moran in cui veniva venduto circa un terzo della carne di cane consumata nella Corea del Sud, adesso questo smantellamento viene considerato come un momento storico e una vittoria per le associazioni animaliste che da anni si battono per evitare che i cani finiscano nel piatto.

Ma in generale le cose stanno cambiando. Secondo un sondaggio, il 70% dei sudcoreani non mangia più cani e circa il 40% ritiene che la pratica dovrebbe essere vietata. Il 65%, invece, ritiene necessario allevare e macellare gli animali in condizioni migliori, ma sull’argomento non ci sono leggi.

La sua chiusura è un evento storico e speriamo possa incentivare la dimissione di altri macelli illegali in tutto il Paese. Abbiamo fatto sforzi costanti per chiudere questo macello, grazie alle indagini e alle pressioni sulla provincia di Gyeonggi e su Seongnam”, scrive in una nota Humane Society International.

Sempre secondo l’organizzazione nell’ex macello, gli animali vivevano in condizioni precarie. I cani venivano uccisi con scariche elettriche dopo aver passato la loro breve vita in gabbie ristrette e tra le carcasse di altri simili.

Ricordiamo comunque che attualmente la legge coreana non vieta la vendita di carne di cane, ma solo la macellazione in pubblico, ma già lo smantellamento dell’ex mattatoio ci sembra un grande passo in avanti.

Corea del Sud: il destino di cani e gatti

La Corea del Sud è l’unico stato dove di fatto esiste un sistema di allevamento intensivo di cani da macello. Qui gli animali sono obbligati a subire privazioni e torture inimmaginabili dalla nascita fino al giorno della macellazione, i cani trascorrono la loro vita imprigionati in gabbie rialzate, sporche e strette, esposte alle intemperie. Non fanno movimento e non ricevono acqua, compagnia né cure mediche, e non sono mai a contatto con il terreno. Spesso a questi poveri animali vengono perforati i timpani in modo da renderli meno rumorosi.
CANI e GATTI vengono mangiati dopo essere stati sadicamente TORTURATI in vari modi affinché le loro carni, per azione dell’adrenalina in circolo a causa del dolore e della paura, diventino più “saporite”. La credenza vuole che PIÙ GRANDE È LA SOFFERENZA INFLITTA ALL’ANIMALE, PIÙ TENERA E GUSTOSA SARÀ LA CARNE e le sue proprietà salutari “mitiche” ne risulteranno incrementate, rendendo gli uomini più virili.
Gli animali per lo più vengono colpiti alla testa con un bastone, picchiati a morte, impiccati, altrimenti sgozzati e fatti dissanguare, o tramite elettrocuzione. In molte occasioni gli animali NON muoiono subito, perdono coscienza per alcuni secondi risvegliandosi poco dopo perfettamente VIGILI. Succede spesso che gli animali vengano BOLLITI, BRUCIATI e SCUOIATI (alcuni usano apposite centrifughe) quando sono ancora VIVI e COSCIENTI.
Con i cani vengono realizzati soprattutto hamburger e zuppe, mentre i gatti diventano perfino parte di bevande “toniche”, realizzate spesso lanciando i gatti VIVI nell’acqua bollente.
A volte gli allevamenti si trovano vicino alle scuole, dove i bambini devono sopportare le grida dei cani che vengono macellati.
La Corea del Sud è tristemente famosa per una festa rituale e tradizionale nota come “Bok Nal”, ovvero i “giorni del cane”, che ha luogo nei giorni più caldi dell’estate tra luglio e agosto. In questo periodo si calcola che UN MILIONE di CANI vengano UCCISI per essere MANGIATI, in nome di una tradizione secondo la quale la carne di cane “rinfresca e rinvigorisce” e attraverso la quale l’uomo potrebbe assorbire la gioia di vivere e la festosità che caratterizzano queste meravigliose creature. I CANI non sono gli unici animali a soffrire pene inimmaginabili, infatti anche i GATTI subiscono le stesse torture.
Ma il massacro di questi innocenti non si limita ai Bok Nal, bensì dura tutto l’anno estendendo la tortura e la macellazione ad un numero spaventoso di animali. Nonostante la Korea Food & Drug Administration riconosca come cibo qualsiasi prodotto commestibile, ad eccezione delle droghe, nella capitale Seoul l’amministrazione locale ha approvato un regolamento che classifica la carne di cane come ‘cibo ripugnante’. Purtroppo, a quanto ci risulta, questo provvedimento non viene quasi mai applicato.
In Sud Corea la carne di cane viene consumata da persone di ogni età, genere, religione, classe sociale e livello culturale, in parte a causa della loro educazione, forse senza conoscere le sofferenze che causano. Il vescovo cattolico Sung-Hyo Lee ha affermato infatti: “Il mio cibo preferito è la carne di cane. Il mio hobby è costringere i preti stranieri a mangiarla, soprattutto quelli francesi”. – Kyeongin Ilbo, 16.05.2011.
Se la classe dirigente afferma sui mezzi di comunicazione che mangiare carne di cane è bello, e i governi non fanno nulla al riguardo, le persone sono meno inclini a chiedersi cosa ci sia di male nel commerciare questa carne.
Chi smarrisce il proprio cane ha sempre il timore che gli sia stato rubato per finire nelle pentole di qualche ristorante. In Corea del Sud i cani possono essere allevati per svariati motivi, ma ogni razza di cane può finire in tavola. Una volta che la carne è cotta, i consumatori non possono sapere da quale tipo di cane proviene. Potrebbe essere stato anche l’animale da compagnia di qualcuno.
Succede spesso che le persone vogliano sbarazzarsi di esemplari domestici “cresciuti troppo” ma molti canili non possono accoglierli tutti e così la questione del randagismo trova un diverso e più crudele esito nei mercati. Qualche canile li rivende come animali da macello per ridurre i costi nella somministrazione di cibo o farmaci, o perché non vuole spendere per praticare l’eutanasia. Nel 2010, un canile nella città di Gumi è stato colto in flagrante mentre macellava e mangiava gli animali che aveva “salvato”. Si contano oltre 400 canili in tutto il paese, la maggior parte dei quali manca delle più elementari norme igieniche e dei necessari controlli, ragione per la quale è facile che diventino oggetto di un commercio crudele e illegale.
Per sfamare i cani degli allevamenti, la Corea del Sud utilizza un terzo dei rifiuti di cibo, una pratica questa assolutamente illegale nei paesi avanzati del mondo. Immaginate di mangiare animali nutriti con scarti di cibo infestati da mosche, larve, topi e germi infettivi. Le condizioni igieniche nelle quali vengono tenuti gli animali dovrebbero destare serie preoccupazioni, considerando il modo in cui si propagano virus e patologie canine, filaria, colera, trichinellosi, che possono direttamente compromettere la salute umana.
È letteralmente impossibile distinguere fra i vari allevamenti, e la destinazione d’uso degli animali ivi rinchiusi: un cane incustodito può sempre diventare carne da mangiare per qualcuno. I cani in Sud Corea sono gli unici animali ad essere allevati sia come compagni nelle case della gente sia per la loro carne. La logica che i cosiddetti MEAT DOG (carne di cane ovvero cane da mangiare) siano diversi dai PET DOG (cane domestico ovvero cane da amare) è solo una strategia utilizzata da chi è mosso da meschini interessi per promuovere il consumo di carne, e mangiare così la specie animale più amata in Corea.
Nella Corea del Sud oltre 2 MILIONI di cani vengono uccisi ogni anno per la loro carne. Sono 30 MILIONI i cani che vengono macellati e mangiati ogni anno in Asia, in merito ai gatti non si ha una stima precisa.
Fonti:
https://www.greenme.it/abitare/cani-gatti-e-co/29583-carne-di-cane-macello-chiuso
https://www.facebook.com/notes/giustizia-animalista/corea-del-sud-il-destino-di-cani-e-gatti/1610678295888764/

Importantissimo – Ecco cosmetici e prodotti NON testati sugli animali: tutti i nomi delle aziende CRUELTY FREE…

 

CRUELTY FREE

 

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Importantissimo – Ecco cosmetici e prodotti NON testati sugli animali: tutti i nomi delle aziende CRUELTY FREE…

Cosmetici e prodotti non testati sugli animali: tutti i nomi delle aziende cruelty free

Cosmetici e prodotti non testati su animali. Quali sono e dove si possono trovare? Fortunatamente con la legge 11 marzo 2013 in Europa è entrato in vigore il divieto di test su animali per gli ingredienti dei cosmetici: shampoo, bagnoschiuma, make up, crema da barba, sapone, creme di ogni tipo. Ecco la lista aggiornata delle ditte che rispettano i nostri amici animali.

Vent’anni di battaglie che hanno portato a un grande risultato: salvaguardare gli animali che venivano trattati in laboratorio e su di essi venivano testati i prodotti che normalmente poi arrivano nelle nostre case.

Prima della legge, un nuovo ingrediente poteva venir sottoposto ad alcuni test su animali se eseguiti in laboratori al di fuori dell’UE. Come spiega VIVO – Comitato per un Consumo Consapevole / NOVivisezione erano test molto invasivi per gli animali, sempre letali.

Parliamo di tossicità ripetuta (agli animali vengono somministrate basse dosi di sostanza da testare per periodi di tempo lunghi, anche per tutta la vita dell’animale); tossicità riproduttiva (la capacità della sostanza di creare difetti nella prole, quando somministrata a un animale in gravidanza); tossicocinetica(come la sostanza raggiunge le cellule e gli organi e causi eventuali danni biologici).

Grazie al nuovo divieto, ora in Europa non possono essere venduti prodotti che contengono ingredienti, sviluppati appositamente per il campo della cosmesi, che siano stati testati su animali, in qualunque parte del mondo, dopo l’11 marzo 2013. Naturalmente non diventano fuorilegge gli ingredienti testati prima di questa data.

Di seguito la lista delle aziende che rispettano lo Standard Internazionale cruelty-free ovvero si impegnano a:

  • Non testare su animali il prodotto finito, né commissionare questi test a terzi
  • Non testare i singoli ingredienti, né commissionare i test a terzi
  • Dichiarare che i test svolti dai suoi fornitori sulle materie prime usate sono avvenuti prima di un dato anno a sua scelta (per esempio, 1995)

Il che significa non usare più alcun ingrediente (chimico, di sintesi) nuovo, ma solo ingredienti completamente vegetali o ingredienti di sintesi già in commercio prima dell’anno scelto. Così facendo, non si incrementa di fatto la sperimentazione su animali.

MARCHI E PRODOTTI NON TESTATI SUGLI ANIMALI
Igiene e cura della persona
  • Agronauti Cosmetics, Alchimia Natura, Alkemilla, Allegro Natura, Altromercato, Argital, Artha,
  • Bakel, Biofficina Toscana, Biomethodique, BioOut, Bjobj, Body Shop, Bottega Verde, Camorak,
  • Delibel, Derbe, Diva International, Dr. Taffi, Ecor, Fantastika, Floralia, Flora-Primavera,
  • Gala, Helan, Insium, I Provenzali,
  • La Saponaria, Lefay, Lenerbe, Lepo Line, L’Erbolario, Liquidflora advanced organic make-up, Lush, MGA,
  • Montagne Jeunesse, Naturaequa, Naturerb, Natyr Altromercato, Officina Naturae, Omia,
  • Pasticceria da bagno, Pedrini, Puravida, Qualikos,
  • Rebis, Regenè, Remedia, San.Eco.Vit, Saponificio Gianasso, Seres, Speziali Fiorentini,
  • Tea Natura, Vaneda, Verdesativa, W.S. Badger, Zoè Cosmetics.
Assorbenti
  • Nuvenia,
  • Natracare
  • Organyc
Pulizia della casa e bucato
  • Aequa equo-solidale, Argital, Avaverde,
  • Bioermi, Brillor, Casa Verde Bio,
  • Ecoblu, Ecoland, Ecor, Ecosì, Ekos, Folia,
  • Happyclean, Higen,
  • Naturerb, Officina Naturae,
  • Pierpaoli, San.Eco.Vit., Solara,
  • Talybe, Tea Natura,
  • Verdevero, Winni’s.
Igiene degli animali
  • Aniwell, Argital, BjoBao (Bjobj),
  • Dodo (Officina Naturae)
  • Mifido, Pet Benefit, Pet in Pharma (Diva international)

 

fonte: https://www.greenme.it/consumare/sai-cosa-compri/29510-cosmetici-non-testati-lista-aggiornata

 

 

Maltrattamento di animali: che cosa fare e come denunciare crudeltà nei confronti degli animali…

 

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Maltrattamento di animali: che cosa fare e come denunciare crudeltà nei confronti degli animali…

Se hai un cuore buono e un’anima tendente a sentimenti come compassione ed empatia, sai che nel nostro mondo non c’è assolutamente posto per la crudeltà nei confronti degli animali. Eppure, succede proprio dietro l’angolo: in ogni città, stato e nazione. Ci sono padroni che trascurano, maltrattano e addirittura abbandonano i propri animali; animali che vengono scuoiati vivi per farne pellicce; cani che vengono uccisi perché non sono abbastanza veloci nel correre; animali d’allevamento che subiscono amputazioni e tagli a parti del corpo, ecc.

Fermare i maltrattamenti nei confronti degli animali è un tema mondiale e se ti stai domandando cosa puoi fare per aiutare a trovare una soluzione, ti offriamo una breve guida con varie possibilità a tua disposizione. Credici, puoi aiutare in maniera significativa anche senza donare migliaia di euro in beneficenza o indossare la maschera di un supereroe per combattere i cattivi in prima persona. Esistono molti altri modi, molto più semplici.

Come fermare i maltrattamenti di animali

Prima di tutto, è importante sapere che anche tu potresti sottoporre ad abusi il tuo animale. Spesso i padroni non si rendono conto che la crudeltà nei confronti degli animali si presenta in forme diverse e una di queste è l’incuria e il maltrattamento. Sei sicuro di dedicare al tuo amato compagno animale cure adeguate e buone condizioni di vita? Diversi rapporti indicano che circa la metà dei proprietari di animali domestici in America sono autodidatti. Oggi si possono trovare molti servizi, compresi corsi e centri di formazione, dove è possibile migliorare le proprie conoscenze e diventare bravi “genitori” per il proprio animale. Inoltre, potresti anche voler dare un’occhiata alle leggi sulla protezione degli animali.

Segnali di abuso

A volte riconoscere la crudeltà nei confronti degli animali può essere difficile, altre è chiaramente evidente agli occhi di tutti. Si possono notare segnali di violenza diretta, come i seguenti:

  • ferite aperte e non curate;
  • svariate cicatrici;
  • difficoltà a camminare (ad esempio, lo zoppicare);
  • segnali psicologici (nascondersi dalla gente, camminare con la testa bassa o la coda tra le gambe, ecc.).

I segnali di trascuratezza verso un animale sono più sottili e, sfortunatamente, molto diffusi:

  • malattie non curate;
  • misere condizioni di vita (limitazione nei movimenti, oggetti pericolosi nelle vicinanze, ecc.);
  • segni di inedia e/o disidratazione (estrema magrezza e ossa visibili);
  • infestazioni parassitarie (zecche, pulci e altri parassiti);
  • mancanza di igiene.

Naturalmente, si può anche essere testimoni di crudeltà nei confronti di animali che si verificano proprio sotto i nostri occhi: qualcuno potrebbe fare fisicamente del male ad un animale (calci, percosse, ecc.). È importante intervenire immediatamente ed avvertire le autorità il più in fretta possibile. Ricorda: il maltrattamento di animali è quasi sempre segno di altri, anche maggiori, schemi di violenza che possono essere indirizzati anche contro il prossimo. Non sorprende che arrecare consapevolmente danni agli animali per piacere sia considerato uno dei tre principali prerequisiti del comportamento psicopatico.

Come denunciare abusi sugli animali

Se sei testimone di un sospetto episodio di abuso su animali, puoi chiamare le forze dell’ordine e segnalarlo. Esistono anche numeri di organizzazioni locali specializzate in ogni città. Il consiglio principale è molto semplice: fornisci informazioni accurate, poiché ciò è fondamentale per il loro pronto intervento. Potrebbe essere utile seguire i consigli qui sotto:

  1. Se credi che l’animale sia in pericolo imminente e sei a conoscenza del punto esatto in cui si trova, chiama il dipartimento di polizia della zona.
  2. Scrivi una dichiarazione concisa e concreta di ciò che hai visto, con date e orari, se possibile. Inoltre, specifica il problema principale (disidratazione, inedia, mancanza di cure mediche, ecc.) e non dimenticare di indicare le tue informazioni di contatto.
  3. Puoi presentare una segnalazione anonima. Prendi in considerazione, però, la possibilità di fornire i tuoi dati, perchè è più probabile che il caso riceva attenzione se c’è almeno un testimone attendibile disposto a testimoniare in tribunale.
  4. Puoi anche ottenere dichiarazioni scritte da altri testimoni.
  5. Se possibile, scatta foto del luogo e dell’animale che ha bisogno di aiuto. Ricorda: non metterti MAI in pericolo.
  6. Non consegnare mai documenti e foto senza averne prima fatte delle copie.
  7. Se trovi abusi su animali online, hai diverse possibilità. Prima di tutto, controlla l’origine del sito usando www.whois.net. Poi, puoi contattare le autorità locali, dove per “locali” si intende la zona di origine del sito, non la tua zona. Puoi anche contattare rifugi per animali, la Protezione Animali, o anche media locali e nazionali, perché a volte possono avere più potere delle autorità.
Come curare un cane che ha subito abusi

Se hai trovato un cane abbandonato e hai deciso di portarlo a casa, devi tenere in considerazione le seguenti informazioni. Dato che i cani randagi, soprattutto quelli che hanno subito abusi, non si fidano degli sconosciuti, è importante apprendere alcuni consigli per mantenersi al sicuro e per non fare del male all’animale:

  1. Prepara una zona sicura in casa, appositamente per il cane. Deve essere una zona tranquilla.
  2. Non alzare mai la voce. Un tono basso trasmette fiducia e sicurezza.
  3. Non colpire mai il cane ed evita di fare mosse improvvise.
  4. Non forzare il cane a fare qualcosa che non vuole. Lascia che l’animale si ritiri nel suo spazio, se si sente spaventato.
  5. È importante organizzare una precisa routine quotidiana. Il cane deve avvertire stabilità e uno dei modi migliori per fornirgliela è stabilire degli orari per dargli da mangiare e uscire per le passeggiate.
  6. Durante le lunghe passeggiate, i cani producono endorfine, gli ormoni della felicità. Ma ricorda: un cane pauroso può scappare via, quindi un guinzaglio lungo, in questo caso, è la scelta migliore.
  7. Curare le ferite può richiedere molto tempo. Quindi, abbi pazienza! Tuttavia, se hai la sensazione che ci siano stati pochissimi progressi o addirittura nessuno, puoi sempre consultare uno specialista. Un etologo canino sa come aiutare i cani abbandonati e maltrattati e molto probabilmente potrà aiutare il tuo amico.

Si può trattare di un lungo viaggio, ma ne vale assolutamente la pena. Il legame che si crea tra un essere umano e il suo fedele amico è semplicemente inestimabile. Tuttavia, se non sei sicuro di volerti assumere una tale responsabilità, puoi sempre segnalare qualsiasi animale randagio o episodio di maltrattamento di animali. Ricorda: in un determinato momento potresti essere l’unica persona in grado di salvare l’animale. Dopotutto, se noi uomini siamo davvero superiori, dobbiamo prenderci cura di coloro che dipendono da noi.

 

fonte: https://fabiosa.it/lbwkr-ctani-rseln-aueln-trecc-pbjst-maltrattamento-di-animali-che-cosa-fare-e-come-denunciare-crudelta-nei-confronti-degli-animali/