Claudio Bisio in “Benvenuto Presidente” – Il fantastico discorso finale…

 

Claudio Bisio

 

.

.

seguiteci sulla pagina Facebook Curiosity 

.

.

 

Claudio Bisio in “Benvenuto Presidente” – Il fantastico discorso finale…

“Ho scelto di fare questo discorso a camere congiunte per annunciare le dimissioni….le vostre!
Le vostre dimissioni!!!
Ho prove, nomi, cifre di tutte le vostre ruberie. Le regalo a chi è rimasto pulito!
Ecco un assaggio…prego staffieri.
Non ci sono solo politici corrotti, c’è di tutto; finanza, banche, alcuni industriali…ho le prove di tutto.
Ah e c’è dell’altro….tra quei faldoni c’erano anche dei dossier di persone che amo e a quel punto dovevo  scegliere tra i sentimenti, l’amore, l’amicizia e l’onesta!
Una scelta non facile, ma io ho scelto…ho bruciato i dossier!!
Ora sono come loro. Quindi sono ben altre le dimissioni che io annuncio…
Le mie!!
D’altronde e giusto così; io sono solo un pescatore, forse eccellente, questo va detto.
Uno come me può solo dare una scossa. Per cambiare davvero il paese serve gente che è preparata che conosce le leggi, il protocollo.Comunque io in questo periodo qualcosa sul protocollo l’ho imparato…guardate come so firmare bene le mie dimissioni.
Non si deve dimettere più nessuno? O forse Tu (indicando l’obbiettivo della telecamera), Tu che punti il dito e dici i politici sono ladri e poi magari evadi le tasse, parcheggi in doppia fila, paghi in nero convinto di risparmiare un po’, Tu che non fai il politico ma ti piacerebbe farlo per poter piazzare i parenti arraffare qualche cosa che riesci a fare la tac in due giorni perché conosci il primario, Tu che timbri il cartellino e poi t’imboschi, Tu che magari sei onesto ma se vedi qualche amico che fa qualche abuso non dici niente tanto è un inezia, Tu non ti puoi dimettere tanto non sei rappresentante di niente.
Dovresti dimettere la tua furbizia sennò i prossimi saranno peggio di questi, perchè questi qua sono figli nostri di un paese dove le regole non le rispetta più nessuno.
Già ma qui i disonesti son sempre gli altri, ma gli altri chi?
“GLI ALTRI CHI??? GLI ALTRI CHI?!!”?

Forse non lo sapete, ma Caparezza ha composto l’inno della Lega Nord – Assolutamente da non perdere: il fantastico Inno Verdano…!

 

Caparezza

 

 

.

.

seguiteci sulla pagina Facebook Curiosity 

.

.

Forse non lo sapete, ma Caparezza ha composto l’inno della Lega Nord – Assolutamente da non perdere: il fantastico Inno Verdano…!

Di seguito il testo, ed i video del fantatico inno scritto da Caparezza per omaggiare la Lega Nord

Inno Verdano
Imbraccia il fucil,
prepara il cannòn,
difendi il verdano dai riccioli d’or
espelli il negròn,
inforca il terròn
e servi il tuo popolo con fulgido amor

Anche se sono del Gargano

sogno di diventare verdano.
Mamma, asciugati le lacrime
porto le mie natiche
in fabbriche che non abbiamo.
Mollami la mano, dico, mollami la mano,
che da quando sono nato bramo lo Stato verdano.
No, non amo ciò che è sotto il mio meridiano,
da piccolo odiavo l’inquilino del primo piano.
Sul banco tracciavo linee di confine,
di Rijkaard e Gullit niente figurine,
bambini e bambine in cortile,
io verde di bile col Monopoli mettevo in prigione le mie pedine.
Bene, sto bene nel mio ruolo,
volo, non sono solo,
siamo uno stuolo. La Verdania chiama all’armi: mi arruolo
Con la mia divisa cetriolo io:

Voglio una Verdania secessionista,
con una bandiera secessionista,
una fidanzata secessionista
con cui fare l’amore secessionista,
un appartamento secessionista
con arredamento secessionista,
raccolta di rifiuti secessionista,
ma che cosa sta secedendo?

‘Noi marcerem verso Roma ladrona perché chi va a Roma prende la poltrona.’

All’inizio quel tizio
che s’attizza al comizio
pare un alcolista alla festa di San Patrizio,
parla da un orifizio sporco di pregiudizio, pubblico in prestito dal museo egizio.
Ora capisco quanto aveva ragione,
ora che sono soldato di Stato senza Meridione,
ora che è finita la carta del cesso,
ma fa lo stesso,
tanto ci ho messo la Costituzione.
Ora che la mia ambizione è fare la pulizia,
primaverile o etnica che sia, la farò,
il manico ce l’ho duro perciò scoperò
dove si può per il potere dell’ampolla nel Po.
Il popolo verdano smania
per la separazione dall’Italia che dilania.
E se cade il muro in Germania
chi se ne frega io lo innalzo in Verdania
dato che…

Voglio una Verdania secessionista
con un quotidiano secessionista,
un telegiornale secessionista
con un giornalista secessionista,
una passerella secessionista
con una modella secessionista:
sogno di qualunque secessionista,
ma che cosa sta secedendo?

‘Conquisteremo la Rai lottizzata per sistemare i nostri direttori di testata.’

Io voglio diventare un verdano avvinazzato,
sputare parlando un italiano stentato.
Io, servitore di uno Stato
dove chi non è come me viene discriminato.
Voglio sbandierare commosso
un tricolore senza bianco, né rosso.
Voglio lodare il deputato esaltato,
che vuole l’immigrato umiliato e percosso.
Voglio denigrare le prostitute
disinfettando i treni dove sono sedute,
questione di cute su cui non si discute,
sono puro come l’aria: tutta salute.
Voglio giurare fedeltà al senatùr,
voglio vendicare la mia Pearl Harbour.
Roba da fare rivoltare nella tomba
Gaetano Salvemini ed il conte di Cavour.
Allora fate come me: Tutti in Verdania!
Italiani: Tutti in Verdania!
Ottomani: Tutti in Verdania!
Venusiani: Tutti in Verdania!
Andini e Atzechi: Tutti in Verdania!
Kazachi ed Uzbechi: Tutti in Verdania!
Arditi e Galati: Tutti in Verdania!
Dove si lavora, si guadagna e si magna!

Voglio una Verdania secessionista,
con una bandiera secessionista,
una fidanzata secessionista
con cui fare l’amore secessionista,
un appartamento secessionista
con arredamento secessionista,
raccolta di rifiuti secessionista,
ma che cosa sta secedendo?

Imbraccia il fucil,
prepara il cannòn,
difendi il verdano dai riccioli d’or
espelli il negròn,
Inforca il terròn
Inforca il terròn
Inforca il terròn
Inforca il

Caparezza

 

 

Totò, il maggiore tedesco e la carta bianca… Che dite, lo vogliamo dedicare questo video alla Germania, alla Merkel ed all’Unione Europea?

 

Totò

 

.

.

seguiteci sulla pagina Facebook Curiosity 

.

.

 

Totò, il maggiore tedesco e la carta bianca… Che dite, lo vogliamo dedicare questo video alla Germania, alla Merkel ed all’Unione Europea?

Nel film, “I due colonnelli”(1963), Totò si esprime a livelli sublimi, ed interpreta il ruolo di un colonnello dell’esercito italiano in lotta con il pari grado dell’esercito inglese. Ma siamo in prossimità dell’8 settembre del 1943, data dell’armistizio, e in una memorabile scena entrata nella storia del cinema, Totò respinge con un mix di divertimento-commozione ed eroismo italiano, l’ordine tedesco di radere al suolo un paesino sul fronte greco-albanese.

La celeberrima scena del “badate colonnello, io ho carta bianca” a cui Totò ribatte “…e ci si pulisca il culo” è entrata nell’ immaginario popolare. Uno straordinario Totò,per un film di grana grossa, ma che diverte facendo riflettere, ed analizzando in maniera storicamente precisa, un pezzo di storia patria.

Il mitico discorso al Vescovo di Giobbe Covatta tratto da film Muzungu – Assolutamente da vedere, 4 minuti epici, energici, eloquenti e significativi…

Giobbe Covatta

 

.

.

seguiteci sulla pagina Facebook Curiosity 

.

.

Il mitico discorso al Vescovo di Giobbe Covatta tratto da film Muzungu – Assolutamente da vedere, 4 minuti epici, energici, eloquenti e significativi…

Molto spesso anche le commedie, i film leggeri e per nulla impegnati, possono essere ben fatti e soprattutto far riflettere, molto.

E’ il caso di Muzungu – L’uomo bianco, un film del 1999 scritto, sceneggiato e interpretato da uno straordinario Giobbe Covatta.

Un film girato in una missione del Kenya, con una storia molto semplice. Il protagonista, Eduardo detto Dodo (interpretato appunto da Covatta), animatore di villaggi turistici oramai quarantenne, assieme ad un collega e ad una turista, a seguito di un incidente aereo si ritrova ad essere salvato da un prete missionario di uno sperduto villaggio del Kenya. Il gruppo finisce, forza maggiore, per passare molto tempo in questo luogo, assieme alla popolazione locale e ai volontari, in attesa dei soccorsi e a Dodo spetterà anche il compito di prendere il posto di padre Luca, malato, durante la visita del Vescovo (interpretato da Flavio Bucci).

Alla fine, deciderà di rimanere alla missione, per dare una mano.

Senza la pretesa di essere fonte di chissà quale morale, il film si pone l’obiettivo di raccontare un piccolo pezzo d’Africa e di mettere in risalto il travaglio interiore di Dodo, abituato alla spensieratezza e al puro divertimento di una esistenza vacanziera, di fronte “ai problemi” della vita. Non a caso, muzungu, significa in swahili più o meno “uomo confuso che gira intorno”, che ben inquadra la sensazione di trovarsi, alla soglia dei quaranta anni, a porsi, forse per la prima volta, qualche interrogativo sulla vita reale.

Nello stile di Giobbe Covatta, è significativo il suo discorso (postato di seguito) di fronte a Vescovo, quando egli iniziando in modo impacciato e formale,  finisce con un’arringa appassionata, che apparentemente è un pezzo comico ma, che in realtà nasconde, con notevole intensità, una triste presa d’atto della condizione di molti abitanti dell’Africa.

Guardatelo, perchè merita.

La leggenda del barbiere…

 

barbiere

 

.

.

seguiteci sulla pagina Facebook Curiosity 

.

.

La leggenda del barbiere…

Un giorno un fioraio andò dal barbiere per un taglio di capelli. Dopo che ebbe finito chiese il conto e il barbiere rispose: “Non posso accettare soldi. Questa settimana sto facendo servizio alla comunità.
Il fioraio grato, lasciò il locale. Quando il barbiere andò ad aprire l’attività, la mattina seguente, trovò una nota di ringraziamento e una dozzina dirose davanti alla porta.
Poi venne un fornaio per un taglio di capelli e quando è andò a pagare, il barbiere disse: “Non posso accettare soldi. Questa settimana sto facendo servizio alla comunità.” Il fornaio, molto felice se ne andò. La mattina dopo, quando il barbiere tornò al negozio, trovò una nota di ringraziamento e una dozzina di ciambelle che lo aspettava sulla porta.
Poi un Senatore si recò a tagliare i capelli e quando era sul punto di pagare ancora una volta il barbiere: “Non posso accettare soldi. Questa settimana sto facendo servizio alla comunità.” Il Senatore si allontanò estremamente contento.
Il giorno dopo, quando il barbiere andò ad aprire il locale, c’erano una dozzina di Senatori, 10 Deputati, 15 Consiglieri Regionali, il Sindaco e diversi Consiglieri Comunali, alcuni dei quali con la moglie e i bambini al seguito, facendo la fila per tagliare i capelli gratis.