Ancora uno spettacolo dal cielo – In arrivo la cometa di Natale: si chiama 46P/Wirtanen e a dicembre sarà visibile a occhio nudo. Ecco come vederla.

 

cometa di Natale

 

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Ancora uno spettacolo dal cielo – In arrivo la cometa di Natale: si chiama 46P/Wirtanen e a dicembre sarà visibile a occhio nudo. Ecco come vederla.

Scattata la prima immagine dall’Italia del corpo celeste: tra un mese passerà a “soli” 11,5 milioni di chilometri dalla Terra e apparirà grande come due volte la Luna

E’ stata scattata dall’Italia la prima fotografia della cometa di Natale 46P/Wirtanen, che passerà a soli 11,5 milioni di chilometri dalla Terra. A realizzarla l’Unione Astrofili Italiani (Uai) con un telescopio robotico in Australia nell’ambito della mappatura mensile. In mostra solo nell’emisfero Sud, la cometa promette di diventare nelle prossime settimane così brillante da essere visibile a occhio nudo. L’immagine è stata scattata il 31 ottobre.

“Per osservarla – ha spiegato l’autore dello scatto Rolando Ligustri, dell’Uai – ho dovuto usare un telescopio dell’emisfero australe, perché la cometa è quasi invisibile al momento per essere fotografata dall’emisfero Nord. Si trova, infatti, molto bassa sull’orizzonte, nella costellazione della Fornace”.
Questa cometa è relativamente giovane: è stata scoperta nel 1948 dall’astronomo Carl A. Wirtanen e ha un periodo di 5 anni, cioè ogni 5 anni si avvicina al Sole, rendendosi visibile con la sua caratteristica chioma. “Già da fine ottobre – ha detto ancora Ligustri – si sta muovendo verso il nostro emisfero e ha iniziato il suo lento ma inesorabile aumento di magnitudine, sarà cioè sempre più visibile e brillante”.

Il prossimo 12 dicembre, infatti, raggiungerà il suo perielio, cioè il punto più vicino al Sole, prendendosi a tutti gli effetti l’appellativo di cometa di Natale. Sarà probabilmente visibile a occhio nudo, anche se per farlo si dovrà cercare luoghi bui, lontani dalle luci delle città.

“Basterà un piccolo binocolo per osservare 46P/Wirtanen, perché – ha concluso Ligustri – si suppone che la cometa avrà una chioma di quasi 1 grado, apparirà cioè grande 2 volte la Luna”.

tratto da: https://www.globalist.it/science/2018/11/05/in-arrivo-la-cometa-di-natale-si-chiama-46p-wirtanen-e-a-dicembre-sara-visibile-a-occhio-nudo-2033213.html

Amarcord – Iso Isetta: la “Smart” tutta italiana che salvò la BMW

 

Iso Isetta

 

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Amarcord – Iso Isetta: la “Smart” tutta italiana che salvò la BMW

Iso Isetta: la “Smart” italiana che salvò la BMW

La Isetta fu prodotta in Italia dalla Iso e in Germania dalla BMW, grazie alla quale conobbe una diffusione inimmaginabile. 

Nel 1954 la Germania vinse i campionati del mondo di calcio, battendo in finale l’Ungheria di Puksas, o meglio, di quel che ne rimaneva visto che il campione Ungherese era stato omaggiato da un intervento assassino alla caviglia nell’incontro che i magiari avevano avuto con i tedeschi al primo turno del mondiale. Il mondiale del doping: si ricorderà così, quello che vide l’intera nazionale tedesca ricoverata in ospedale per una intossicazione epatica il giorno dopo la finale, con gli Ungheresi che ancora recriminano e i tedeschi che invece fanno finta di nulla, mentre si continua a mormorare di una postuma e misteriosa fornitura di trattori che avrebbe varcato i confini della Germania per essere consegnata al governo ungherese.

Di altro doping e di altre richieste di fornitura invece aveva, in quegli anni, bisogno la BMW. La casa dell’elica, serrata dai debiti, era in cerca del rilancio e al salone dell’Auto di Ginevra proprio del 1954, aveva presentato la 502, ponendosi in concorrenza con la connazionale Mercedes Typ 300. Fu un fiasco. La vettura fu accolta tiepidamente e le vendite non decollarono mai, sebbene le numerose declinazioni sia per la carrozzeria (berlina, coupé e cabriolet) che per la motorizzazione dell’auto testimoniano lo sforzo dei dirigenti BMW per posizionarsi in un mercato in cui non erano graditi.

La BMW navigava in acque agitate. Ma quando tutto sembrava compromesso, la soluzione arrivò da un imprenditore italiano che aveva avuto un’idea molto innovativa che all’epoca era quasi fuori mercato, almeno in Italia. Per capire come questo fu possibile, bisogna fare un piccolo passo indietro e arrivare nel 1939 a Bolzaneto in provincia di Genova, dove cercava fortuna Renzo Rivolta, giovane imprenditore con il pallino della meccanica che produceva frigoriferi (per lo più) industriali.

Nel 1943 Rivolta decise di spostare la sua attività nei capannoni dove veniva prodotta l’Isotta Fraschini (e la cosa sarà funzionale al suo successo) e lì iniziò a produrre dapprima grandi elettrodomestici, poi motocicli e infine, fiutando il cambiamento, decise di convertire l’azienda nella produzione di auto, dando vita alla “Iso Automobili S.p.a.”.

Erano gli anni del dopo guerra, l’Italia aveva già acceso la miccia che di lì a poco avrebbe fatto esplodere il boom economico e la Fiat Topolino faceva sognare milioni di italiani, ancora privi del potere di acquisto necessario ad averla. Rivolta voleva produrre un’auto che fosse piccola, comoda e alla portata del grande pubblico, una utilitaria che permettesse a tutti di diventare automobilisti. Per realizzare l’auto (e il sogno) Rivolta si rivolse all’ingegner Preti, giovane e di provenienza aeronautica, il quale dopo aver definito i requisiti di progetto passò la palla all’ingegner Raggi, anche lui di provenienza aeronautica, per disegnarne la carrozzeria. Raggi e Preti (rifacendosi al progetto che Preti aveva presentato per la propria tesi di laurea) disegnarono un’auto caratterizzata da un corpo a uovo con l’aperura sul davanti, con un grande portellone dalla base al tetto, vetri molto grandi, due ruote anteriori e, inizialmente, una ruota posteriore, sostituita immediatamente con una struttura a due ruote (molto vicine per evitare il differenziale) per diminuire i rischi in caso di foratura.

Il motore, chiamato Iso 200, di 198cc di cilindrata e 8,5 cv di potenza, raffreddato ad aria fu realizzato partendo dai disegni del motore di accensione degli aerei attrezzati con propulsore Isotta Fraschini, in uso all’aviazione italiana durante la seconda guerra mondiale. Il cambio era a 4 marce e non era prevista la retromarcia, mentre la trazione era posteriore.

Le linee del disegno originale, che diedero vita al primo prototipo, furono addolcite mediante l’apposizione di due parafanghi laterali mentre il piantone dello sterzo fu agganciato al portellone anteriore: di fatto si piegava su un lato quando il portellone veniva aperto, lasciando libero l’accesso al guidatore e al passeggero. Sulla parte posteriore trovava spazio un piccolo portabagagli. Il paraurti anteriore copriva solo i due spigoli dell’auto, che si distingueva, oltre che per la forma, anche per l’ampia superficie vetrata che assicurava una visibilità superiore agli standard dell’epoca. Il tetto, fatto di tela, era apribile.

Il motore di 8 cavalli e mezzo assicurava una velocità di circa 75 km/h ma soffriva in salita mentre il prezzo, inferiore a quello della Topolino, non era così basso da essere abbordabile dalla grande utenza. Nonostante dopo il lancio l’auto avesse ben figurato alla 1000 miglia e ad altre competizioni famose, incuriosiva il pubblico ma non riusciva a convincere il mercato e le vendite stentavano.

Si arrivò così al 1954 quando al salone di Ginevra la piccola vettura della Iso venne notata da un importatore svizzero della BMW, che la segnalò alla casa madre, che a sua volta pochi mesi dopo inviò il responsabile della sezione collaudi al salone di Torino a parlare con Rivolta e a chiudere un accordo preliminare per la concessione del brevetto. Preludio all’accordo definitivo (verrà chiuso a Milano pochi giorno dopo) grazie al quale la BMW poté iniziare a produrre la Isetta.

I tempi erano stretti e il lancio della nuova vettura, denominata BMW 250, avvenne nel marzo del 1955, con la presentazione alla stampa. Rispetto alla Isetta, la versione tedesca aveva i finestrini laterali abbassabili e un impianto di riscaldamento che la rendeva più confortevole, inoltre era spinta da un propulsore di 250cc (da cui il nome) che erogava una potenza di 12,5 cv.

L’auto, data subito in prova ai giornalisti, piacque e molto. Convinse subito la stampa e anche gli automobilisti, colpiti dai bassi consumi (33 km circa con un litro di benzina), il buon livello di comfort, il design assolutamente innovativo, il prezzo abbordabile.

La BMW 250 fu un vero e proprio successo. Rivolta ricevette una lettera di ringraziamento al raggiungimento delle 50.000 unità vendute, ma era solo l’inizio: la BMW mise in produzione anche la 300 e la 600 equipaggiate con propulsori più potenti e più confortevoli rispetto alla versione 250. La piccola Isetta che in patria non piaceva ed era considerata brutta divenne la prima vettura a basso consumo prodotta in serie e il monocilindrico più venduto nella storia dell’automobile. Grazie ai guadagni provenienti dalle vendite di questa piccola utilitaria la casa tedesca trovò la liquidità per riprendere la ricerca e lo sviluppo di nuovi modelli di auto da lanciare sul mercato.

Il sogno di Renzo Rivolta, di creare un’auto piccola, funzionale, economica, ma con un design ricercato e ricca di soluzioni tecniche è arrivato fino ad oggi. È di questi giorni difatti l’annuncio della Tezzari di Imola, casa specializzata nella costruzioni di auto a emissioni zero, dell’accordo con la Micro Mobility System di Küsnacht in Svizzeraper la produzione e la vendita della Microlino (qualcuno li perdoni per il nome). Auto identica alla vecchia Isetta, ma totalmente elettrica di cui si prevede una vendita che potrà arrivare alle 15.000 unità ma per la quale ci sarebbero già 1.500 prenotazionidi utenti che ne hanno visto il prototipo all’ultimo salone di Ginevra.

Sembra difficile da credere, ma la storia dell’auto insegna che senza la Isetta forse la BMW oggi non sarebbe il leader mondiale nella produzione di auto di lusso che tutti conosciamo e che parte della sua fortuna la deve alla più piccola delle auto che ha mai prodotto, nel dopoguerra, nata dalle idee innovative (per alcuni addirittura visionarie) di un imprenditore e di due ingegneri, che volevano costruire aeroplani e si trovarono a dar forma ai sogni di Renzo Rivolta, Italiano, nato a Desio.

Iso Isetta – BMW Isetta

Prodotta dal 1953 al 1962
Esemplari prodotti: 161.728
Cilindrate: 200cc, 250cc, 300cc, 600cc

 

Ancora un fantastico spettacolo dallo spazio: arrivano le Leonidi ad infiammare il cielo – Una spettacolare pioggia di stelle cadenti con picco tra il 16 e il 18 novembre

 

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Ancora un fantastico spettacolo dallo spazio: arrivano le Leonidi ad infiammare il cielo – Una spettacolare pioggia di stelle cadenti con picco tra il 16 e il 18 novembre

Stelle cadenti sull’Italia: Leonidi ‘infiammate’ in arrivo, quando e come vederle

Lo sciame meteorico delle Leonidi, generato dai detriti rilasciati dalla cometa 55P/Tempel-Tuttle, raggiungerà il proprio picco tra il 16 e il 18 novembre. Sarà possibile osservare fino a 20 meteore ogni ora.

Nelle notti tra il 16 e il 18 novembre il cielo notturno sarà impreziosito dallo sciame meteorico delle Leonidi, una pioggia di stelle cadenti che ogni anno in questi giorni raggiunge il proprio picco, pur essendo visibili per quasi tutto il mese (dal 5 al 30 novembre). Il momento migliore per volgere gli occhi al cielo sarà nelle primissime ore del mattino del 17 novembre, quando il radiante – il luogo da cui sembrano originare – si alzerà sull’orizzonte con la costellazione del Leone, inquadrata tra quella della Vergine e quella del Cancro. Gli esperti si attendono una pioggia di una ventina di meteore all’ora, non un numero impressionante, ma sufficiente per regalare uno splendido spettacolo a chi deciderà di affrontare il freddo novembrino.

Del resto i meteoroidi delle Leonidi, cioè i piccoli detriti responsabili delle ‘fiammate’ a contatto con l’atmosfera terrestre, sono noti per essere particolarmente brillanti: questi microscopici oggetti celesti possono infatti raggiungere quasi 10 millimetri di diametro per 85 grammi di massa, sufficienti a creare dei veri e propri bolidi, e non ‘semplici’ – ma pur sempre affascinanti – meteore. Nonostante le attese elevate, può capitare che le Leonidi non regalino uno spettacolo all’altezza della loro fama. Quest’anno, tuttavia, saranno avvantaggiate anche dal cielo notturno privo della Luna. Il nostro satellite, infatti, il 18 novembre raggiungerà la fase di Luna nuova, lasciando campo libero alle Leonidi di brillare nel cielo.

Queste meteore originano dai detriti rilasciati dalla cometa periodica 55P/Tempel-Tuttle, scoperta indipendentemente nel 1865 e nel 1866 dai due astronomi che le danno il nome. La cometa interseca ogni 33 anni l’orbita della Terra al perielio, e quando ciò avviene lo sciame meteorico si trasforma in una vera e propria tempesta di meteore. Uno spettacolo meraviglioso che tornerà visibile nel 2032. Basti pensare che nel 1966 si contarono addirittura 144mila meteore all’ora, mentre nel XIX secolo uno degli eventi fu così drammaticamente spettacolare che alcune popolazioni lo scambiarono per l’apocalisse, raccontando del “fuoco che precipitava dal cielo”. Pur non avendo la fama delle Perseidi agostane le Leonidi possono dunque regalare uno degli spettacoli astronomici più affascinanti in assoluto.

fonte: https://scienze.fanpage.it/stelle-cadenti-sull-italia-leonidi-infiammate-in-arrivo-quando-e-come-vederle/
http://scienze.fanpage.it/

In arrivo la Cometa della morte: l’asteroide a forma di teschio che sfiorerà la Terra appena dopo Halloween

 

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In arrivo la Cometa della morte: l’asteroide a forma di teschio che sfiorerà la Terra appena dopo Halloween

Un teschio appena dopo Halloween. Non è uno scherzetto che arriverà la sera del 31 ottobre, ma un asteroide che sfiorerà la Terra l’11 novembre, già soprannominato la Cometa della morte. Ufficialmente noto come l’asteroide 2015 TB145, passerà a “soli” 40 milioni di chilometri circa dal nostro Pianeta. Ma nessun pericolo per noi, nonostante la macabra forma.

L’osservazione era avvenuta nel 2015 tramite l’Infrared Telescope Facility (IRTF) della Nasa a Mauna Kea, nelle Hawaii, ma poi anche da strumentazioni ottiche e radar di tutto il mondo, dalle quali si erano ottenuti ancora più dati, tra cui le prime visualizzazioni ravvicinate della sua superficie e il calcolo del suo diametro, di circa 610 metri.

Il corpo celeste era stato soprannominato la Cometa della morte anche perché probabilmente l’oggetto è una cometa che ha perso la sua coda e la sua “vitalità” dopo i numerosi passaggi vicino al Sole. E certo la forma di teschio non aiuta a trovare un nome più allegro.

“Abbiamo scoperto che l’oggetto riflette circa il sei percento della luce che riceve dal Sole – aveva spiegato Vishnu Reddy, ricercatore Nasa presso il Planetary Science Institute di Tucson, in Arizona – È simile all’asfalto fresco, e mentre qui sulla Terra pensiamo che sia piuttosto scuro, è in realtà più luminoso di una tipica cometa che riflette solo il 3-5% della luce, il che suggerisce che potrebbe essere di origine cometaria, ma poiché non è una cometa evidente, la conclusione è che sia una cometa morta.

E ora, dai calcoli della stessa Nasa, passerà di nuovo vicino a noi, a “soli” 40 milioni di chilometri, l’11 novembre. Forse questa giornata si potrebbe considerare lontana da Halloween, ma qualcuno potrebbe osservare la coincidenza con l’estate di San Martino, leggenda che narra l’arrivo in modo inaspettato di splendide giornate di sole, mentre invece ci si aspetterebbe un brusco abbassamento delle temperature in vista dell’inverno che si avvicina.

Teschio come minaccia? Leggende e coincidenze a parte, evento sicuramente curioso ma del tutto scientifico, e che comunque non rappresenta alcuna minaccia per noi. Questa distanza, inoltre, non permetterà all’astro di essere più di un piccolo punto luce in cielo.

tratto da: https://www.greenme.it/informarsi/universo/29006-cometa-morte-halloween-teschio

Preparatevi ad un nuovo fantastico spettacolo dal cielo: arrivano le Orionidi – Una spettacolare pioggia di stelle cadenti con picco il 22 ottobre.

 

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Preparatevi ad un nuovo fantastico spettacolo dal cielo: arrivano le Orionidi – Una spettacolare pioggia di stelle cadenti con picco il 22 ottobre.

 

Pioggia di stelle cadenti! Arrivano le Orionidi

22 ottobre notte di stelle cadenti: al picco le Orionidi, le meteore più famose dell’autunno. Con il picco all’alba, saranno particolarmente visibili dopo il tramonto della Luna, quindi a partire dalle 2 di notte in poi. Lo spettacolo vale la sveglia.

Le Orionidi sono originate dalla cometa Halley e quello che osserveremo sarà vera “polvere di stelle”, ovvero i detriti lasciati dalla cometa, che sarà di nuovo visibile solo nel 2061. Possiamo osservarle ogni anno per lo stesso motivo (con il massimo generalmente tra il 18 e il 23 ottobre), quando l’orbita terrestre incontra la scia di polveri lasciata dalla cometa.

Quest’anno c’è però bisogno di uno sforzo in più: al picco dello sciame il nostro satellite sarà infatti visibile al 92% (sarà in fase di piena appena due giorni dopo, il 24 del mese). Sarà quindi più probabile vederle solo dopo il suo tramonto, dalle 2 in poi, quando saranno visibili ben 10 o 20 (e con un po’ di fortuna anche da 50 a 70) stelle cadenti ogni ora.

E solo all’alba avremo il massimo di visibilità, ovvero quando raggiungerà la massima altezza il radiante, che si trova in una regione a Nord della seconda stella più luminosa della costellazione di Orione (da cui prende il nome lo sciame), particolarmente famosa anche perché formata da circa 130 stelle visibili a occhio nudo ed identificabile dall’allineamento di tre stelle che formano la cosiddetta Cintura di Orione (nella mappa il cielo del 22 ottobre alle 5.30 circa).

orionidi 22ott h 5.30 m

Le Orionidi sono realmente uno degli sciami più importanti dell’autunno, con meteore giallo-verdi che corrono in cielo alla velocità di 66 km/s. È vero, quest’anno negli orari comodi avremo una Luna particolarmente “invadente”, ma lo spettacolo vale realmente uno sforzo in più.

Prepariamo i desideri!

 

 

tratto da: https://www.greenme.it/informarsi/universo/29141-orionidi-stelle-cadenti-22-ottobre

Dieta della pizza: dimagrire mangiando pizza si può, ecco come…

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Dieta della pizza: dimagrire mangiando pizza si può, ecco come…

Dieta della pizza funziona per chi vuole dimagrire senza rinunce. Ecco i consigli su come mangiare la pizza e perdere peso
DIETA DELLA PIZZA: COME DIMAGRIRE MANGIANDO PIZZA

La dieta della pizza funziona, ma se seguita con attenzione! Sebbene possa essere allettante l’idea di mangiare pizza e dimagrire, bisogna ter presente che si tratta pur sempre di una dieta per perdere peso quindi, attenzione: nella dieta della pizza la pizza è consentita solo in uno dei pasti principali della giornata e non è assolutamente permesso mangiare pizza o pezzi di essa durante gli altri pasti.

Poiché mangiare pizza comporta ingerire un alto numero di carboidrati bisognerà compensare durante tutta la giornata.  La dieta della pizza prevede che si faccia sempre colazione e gli spuntini tra un pasto e l’altro prediligendo frutta e verdura. E solo tramite la frutta che si ingerirà lo zucchero necessario per il corretto funzionamento del nostro organismo.

DIETA DELLA PIZZA: CONSIGLI PER DIMAGRIRE MANGIANDO PIZZA

Come mangiare la pizza a dieta? Ecco i consigli da seguire nella dieta della pizza

Dieta della Pizza: no alla pizza da asporto, sì alla pizza fatta in casa

Una delle più grandi critiche nei confronti della pizza è che non è salutare; e sì, questo può essere vero. Ma queste fette di pizza malsane tendono a venire da una pizzeria da asporto che non si preoccupa del tuo conteggio delle calorie. Uno dei vantaggi di mangiare la tua pizza fatta in casa è che puoi soddisfare la tua voglia di pizza  e seguire la tua dieta.

Dieta della pizza: come condire la pizza durante la dieta

Nella dieta della pizza i condimenti che scegli per la tua pizza fatta in casa e il numero di condimenti che aggiungi avranno un enorme impatto sulla tua dieta. Per una pizza sana è importante rimanere leggeri sul formaggio e sul pane. Tentare di mantenere la crosta sottile e scegliere come ingredienti  verdure e proteine.

Dieta della pizza: la dimensione corretta della pizza

Un fattore enorme nella perdita di peso è la dimensione del pasto. Nessuno mangia realisticamente una pizza di dimensioni familiari e perde peso. Non si può davvero mangiare una pizza troppo grande all’interno della dieta della pizza. Mantenersi su porzioni medie

Dieta della pizza: rinuncia alle bibite gasate

Uno dei motivi principali il quale la pizza viene etichettata come malsana è a causa degli alimenti a cui è spesso associata. No quindi ai fritti di contorno e soprattutto alle bibite gasate. Bere solo acqua, almeno due litri al giorno

DIETA DELLA PIZZA MENU
Dieta della pizza menu: colazione

Cominciare sempre con due bicchieri d’acqua a digiuno e proseguire con un bicchiere di latte parzialmente scremato, di soia o di riso con 3 fette biscottate integrali o un frutto fresco.
In alternativa, uno yogurt magro e un cucchiaio di cereali integrali, con un bicchiere di spremuta/tisana o tè senza zucchero.

Dieta della pizza:  spuntini

Al mattino e al pomeriggio, vietato saltarli.
Prediligere frutta fresca, yogurt magro e finocchi.

Dieta della pizza a pranzo

Mantenersi sempre leggeri, variando ogni giorno carne magra, prosciutto cotto, formaggio light (ricotta, Philadelphia, mozzarella), pesce.
Limitare la carne una volta a settimana, i formaggi e il prosciutto due volte a settimana, il pesce una volta a settimana e il restante giorno con sola verdura.
Quest’ultima deve essere sempre abbondante, di stagione e cucinata in modo sano, senza friggerla ma grigliandola, bollendola o cuocendola al forno.
Come accompagnamento è possibile aggiungere una fettina di pane integrale due volte a settimana.

Dieta della pizza a cena

Non scegliere mai la stessa pizza ma variarla continuamente (ad esempio margherita, focaccia, con peperoni, funghi, zucchine, pomodoro e origano) e accompagnarla sempre con abbondante frutta e verdura.

 

tratto da: http://www.affaritaliani.it/medicina/dieta-della-pizza-dimagrire-mangiando-pizza-si-puo-ecco-i-consigli-564694.html

Le notizie che fanno bene al cuore – Chirurgo opera l’orsacchiotto del suo paziente di 8 anni: “Potevo mai dire di no…?”

 

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Le notizie che fanno bene al cuore – Chirurgo opera l’orsacchiotto del suo paziente di 8 anni: “Potevo mai dire di no…?”

 

Un chirurgo ha operato l’orsacchiotto del suo paziente di 8 anni: “Potevo dire di no?”

Little Baby sta bene. Così come il suo migliore amico umano Jackson, che ha avanzato l’inusuale richiesta prima di iniziare una delicata operazione

Puoi anche avere dieci lauree, ma se un bambino ti chiede di operare il suo orsacchiotto strappato non ti puoi rifiutare. È quello che ha pensato Daniel McNeely, neurochirurgo pediatrico di Halifa, Canada, quando uno dei suoi piccoli pazienti gli ha rivolto l’inusuale preghiera pochi istanti prima di essere addormentato dall’anestesia.

“Come potevo dire di no”, ha scritto McNeely su Twitter, dove ha pubblicato anche le foto della ‘complicata operazione’. Così, dopo aver creato un piccolo tavolo operatorio, il chirurgo ha individuato la ‘ferita’, ha posizionato la maschera per l’ossigeno e ha iniziato la procedura.

 A mettere alla prova il medico è stato un bimbo di otto anni, Jackson Mckie, che si trovava all’IWk Health Center di Halifax per un’operazione legata alla patologia di cui soffre da quando è nato: l’idrocefalo.
Su Twitter le foto pubblicate hanno ricevuto oltre 30mila reazioni, tra retweet e like. E dopo essere rimbalzata da un profilo all’altro, la storia di questo piccolo, grande gesto d’affetto ora sta facendo il giro dei media canadesi e delle testate internazionali.

Alla stampa la famiglia ha detto di essere grata al dottore. McNeely è riuscito a far sentire il bimbo a suo agio anche in una sala operatoria.

“Era così felice – ha detto il padre di Jackson, Rick Mckie, alla Cbc -. Per lui quell’orsacchiotto, che chiama Little Baby, è il suo migliore amico”.

È sempre il papà a spiegare le origini di Little Baby: “Ci fu regalato quando ritirammo l’ecografia che avrebbe svelato il sesso del nostro bambino”. Donato poi dai genitori a Jackson, il piccolo non se ne è più voluto separare. Per loro questa è stata un’altra avventura condivisa insieme. E ora, sempre insieme, affrontano anche la convalescenza.
fonte: https://www.tpi.it/2018/10/06/chirurgo-opera-orsacchiotto/

Globi solari gonfiabili. Costano due dollari, ma sono 400 volte più efficienti dei pannelli: 500 watt di produzione energetica…!

Globi solari

 

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Globi solari gonfiabili. Costano due dollari, ma sono 400 volte più efficienti dei pannelli: 500 watt di produzione energetica…!

Producono 500 watt di potenza e per questo risultano circa 400 volte più efficienti dei normali pannelli solari. Stiamo parlando dei “globi solari“, prodotti dalla società Cool Earth.“La maggior parte dei sistemi di energia solare di oggi” – si legge sul sito ufficiale dell’azienda –“prendono la forma di pannelli piani o specchi  con scatole-di metallo e richiedono notevoli quantità di materiali costosi e pesanti. I nostri concentratori solari gonfiati, invece, sono principalmente fatti di materiali poco costosi. Questo approccio progettuale riduce drasticamente i requisiti dei materiali come costi e tempi ”. Uno schema diffuso sul web illustra la composizione del dispositivo:

funzionamento-globo-solare

La caratteristica forma sferica di questa innovativa invenzione permette di catturare l’energia solare attraverso una cupola gonfiabileprovvista di una pellicola con all’interno pannelli solari. L’energia viene concentrata in un unico punto centrale, come in una lente di ingrandimento. Queste caratteristiche permettono al globo solare di creare energia molto più facilmente dei pannelli solari tradizionali, anche in condizioni di maltempo. Inoltre questi globi solari risultano anche piuttosto robusti: sono capaci di resistere a venti oltre le 100 miglia all’ora, ma anche alle piogge, insetti e sporcizia (info sul sito ufficiale www.coolearthsolar.com). L’azienda in questione aveva già utilizzato la tecnologia “gonfiabile” per realizzare altre tipologie di pannelli solari dall’efficienza superiore, come dimostra questa foto:

 

I poteri di un bacio sulla salute: aiuta contro la depressione, immunizza e… fa dimagrire

 

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I poteri di un bacio sulla salute: aiuta contro la depressione, immunizza e… fa dimagrire

 

Ci sono tanti baci quante sono le persone da baciare. C’è quello sulle labbra che si scambiano due innamorati, quello sulla guancia che si dà a un amico, quello sul naso dato per far sorridere il proprio bambino, quello sul collo con cui si comunica desiderio e tanti altri ancora.

I BACI FANNO BENE AL CUORE, LETTERALMENTE

L’adrenalina che si sprigiona con un bacio fa pompare più sangue al cuore, diminuendo la pressione sanguigna e il colesterolo LDL, tutti nemici del cuore. Numerosi studi hanno poi dimostrato che baciare aumenta il battito cardiaco migliorando la circolazione sanguigna.

BACIARE RIDUCE IL DOLORE E FUNZIONA DA ANTIDEPRESSIVO

Diverse ricerche hanno dimostrato che quando si bacia la soglia che attiva i recettori del dolore si alza e questo ci farebbe sentire meno dolore fisico. Secondo i ricercatori, il grande potere antidolorifico del bacio sarebbe dovuto al rilascio delle endorfine, sostanze prodotte dall‘ipofisi situata nel lobo anteriore del cervello. Si tratta di neurotrasmettitori che hanno caratteristiche antidolorifiche e fisiologiche molto simili a quelle dell’oppio e della morfina.

Durante il bacio, queste sostanze vengono prodotte e hanno l’effetto di abbassare la sensibilità al dolore. Baciarsi, quindi, potrebbe ad esempio alleviare una dolorosa emicrania o il mal di schiena. Allo stesso tempo baciare libera ossitocina, il famoso ormone del buon umore, che contribuisce a ridurre la depressione.

I baci, inoltre, aiutano a combattere momenti di stress, tristezza, angoscia, ansia. E in generale rendono le coppie più longeve e le famiglie più felici.

I BACI RINGIOVANISCONO LA PELLE E FANNO DIMAGRIRE

Si stima che quando baciamo alleniamo fino a 30 muscoli facciali e attiviamo l’irrorazione sanguigna. Questo significa che la pelle del nostro viso si mantiene morbida, resistente e giovane. In pratica, ha lo stesso effetto dei famosi auto-massaggi facciali, che hanno proprietà antirughe. Ma l’atto di baciare consente anche di bruciare calorie. Non solo per il movimento che si fa, ma anche per le emozioni che suscita. I baci, infatti, possono accelerare il battito cardiaco fino a 140 pulsazioni al minuto, contro le 70 normali. In questo modo si accelera il metabolismo e si bruciano più calorie.

BACIARSI RINFORZA IL SISTEMA IMMUNITARIO E PREVIENE LE CARIE

In soli dieci secondi di bacio si scambiano ben 80 milioni di batteri. Alcuni sono nocivi, come lo streptococco o il virus Epstein-Barr. Ma la maggior parte sono «buoni». Secondo gli esperti, infatti, stimolano il sistema immunologico facendo aumentare gli anticorpi. Secondo l’Academy of General Dentistry, un’organizzazione americana no profit, invece, il bacio fa aumentare la produzione di saliva, favorendo la rimozione dei residui di cibi e dei batteri responsabili della carie.