Ecco perchè il miele è più efficace degli antibiotici per curare la tosse secondo medici e scienziati…

 

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Ecco perchè il miele è più efficace degli antibiotici per curare la tosse secondo medici e scienziati…

È ufficiale: il miele è più efficace degli antibiotici per il trattamento della tosse, lo affermano gli scienziati.

Il miele è stato usato per secoli per trattare i sintomi del raffreddore e della tosse. Oltre ad essere delizioso, il miele non è altro che un tesoro liquido in termini di benefici per la salute. Antiossidante, antimicotico e antibatterico, è uno dei migliori antidoti naturalicontro molte malattie. Infatti, secondo il quotidiano Indipendent, gli esperti di salute hanno rivelato che il miele è più efficace degli antibiotici per curare la tosse.

Miele: il tuo primo alleato per curare la tosse

Gli esperti di salute hanno detto che per curare la tosse, il miele in combinazione con farmaci da banco è migliore degli antibiotici. Molte persone optano per la prescrizione degli antibiotici al primo sintomo di tosse e contrariamente a quello che pensano, questo automatismo non è assolutamente efficace.

Le nuove linee guida dell’Istituto nazionale di salute e cura (NICE) e della sanità pubblica inglese (PHE), hanno dimostrato che il miele può essere particolarmente efficace nel ridurre i sintomi di tosse acuta causata da infezioni del tratto respiratorio più alto. La tua tosse può quindi essere trattata in breve tempo senza l’uso di antibiotici.

La Dr. Tessa Lewis, presidente del NICE Antimicrobial Prescribing Guideline Group, ha dichiarato: “Se qualcuno ha il naso che cola, mal di gola e tosse, i sintomi possono andare via in due o tre settimane senza l’assunzione di antibiotici. Le persone possono controllare i loro sintomi chiedendo consiglio al loro farmacista”.

Tuttavia, il dott. Lewiss afferma che, dopo questo periodo, se i sintomi della tosse persistono o peggiorano e a ciò si aggiunge respiro corto o estremamente debole, è consigliabile consultare un medico. Inoltre, se una persona sviluppa una condizione preesistente come una malattia polmonare o fibrosi cistica, sarebbe meglio consultare un medico il prima possibile.

Secondo la bozza delle linee guida NICE, il miele, in combinazione con farmaci per la tosse, è una vera forza della natura e facilita la scomparsa dei sintomi della tosse.

Gli antibiotici possono essere efficaci nel trattamento delle infezioni causate da batteri. Tuttavia, la maggior parte delle tosse acuta è causata dai virus e non risponde agli antibiotici.

Gli antibiotici, oltre agli effetti collaterali, quando vengono utilizzati contro la tosse, non fanno alcuna differenza per quanto riguarda la gravità dei sintomi o la loro durata. Dovrebbero quindi essere usati solo quando l’infezione è batterica e non scompare da sola. Pertanto, gli antibiotici dovrebbero essere utilizzati solo quando assolutamente necessario in quanto i batteri sviluppano resistenza a questi farmaci, il che significa che più se ne prendono, più sono pericolosi per la salute.

La Dott.ssa Susan Hopkins, Assistant Director del Programma PHE per le infezioni associate all’assistenza sanitaria e la resistenza antimicrobica, ha dichiarato: “L’assunzione di antibiotici quando non ne hai bisogno mette a rischio te e la tua famiglia di contrarre un’infezione difficile da trattare”.

Invita inoltre i medici ad astenersi dal prescrivere antibiotici quando potrebbero non essere necessari.

Miele, perché è così prezioso e fa così bene?

Anche se le sue proprietà antibatteriche e antiossidanti sono molto efficaci,  in realtà è la natura appiccicosa del miele che fa la differenza. La sua viscosità lo rende un formidabile rimedio. È un lenitivo e un antimicrobico noto per alleviare le mucose irritate ed eliminare il sintomo della tosse.

Inoltre, secondo un altro studio sviluppato dal Dipartimento di Pediatria dell’Università della Pennsylvania,  il miele allevia i sintomi della tosse dei bambini, che si verificano di notte e allo stesso tempo curare i disturbi del sonno associato a un’infezione delle vie respiratorie nei bambini.

Come usare il miele per curare la tosse?

Ingredienti

· ½ limone, biologico

· 1 o 2 cucchiaini di miele puro, biologico

· Una tazza di acqua minerale

Preparazione

Bollire un pò d’acqua, riempire una tazza e spremere il succo di mezzo limone. Aggiungi uno o due cucchiaini di miele. Bevi il composto mentre è ancora caldo.

Puoi consumare questa bevanda la sera prima di andare a dormire.

 

tratto da: https://www.chedonna.it/2018/12/29/ecco-perche-il-miele-e-piu-efficace-degli-antibiotici-per-curare-la-tosse/

Un grande alleato per la nostra salute – Dal colesterolo al diabete all’obesità fino alla prevenzione di ictus e infarto: anche i mandarini tolgono il medico di torno…

 

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Un grande alleato per la nostra salute – Dal colesterolo al diabete all’obesità fino alla prevenzione di ictus e infarto: anche i mandarini tolgono il medico di torno…

Colesterolo, diabete, obesità, prevenzione di ictus e infarto: i mandarini hanno ‘mille’ preziose proprietà

I mandarini sono dei veri e propri scrigni del tesoro che nascondono un elisir di salute: ecco quanti e come mangiarli per prevenire malattie e malanni di stagione

Gli agrumi sono estremamente ricchi di antiossidanti che prevengono le infezioni e rafforzano il sistema immunitario. Tra questi il mandarino, nella famiglia delle Rutacee, è sicuramente quello che registra una maggiore concentrazione di flavonoidi, tra i quali spicca la nobiletina, sostanza che aiuta ad abbassare i livelli di glucosio e colesterolo nel sangue, e a prevenire l’aterosclerosi, patologia che anticipa malattie cardiocircolatorie come ictus e infarto. Consumare tutti i giorni questi agrumi avrebbe un’azione benefica sul controllo del diabete (in particolare quello di tipo 2) e dell’obesità. Tra le vitamine del mandarino quella più presente è la vitamina C, che si concentra nella buccia e soprattutto nell’“albedo” ovvero la pellicina che in genere togliamo sbucciando il frutto. La vitamina C ha molteplici virtù terapeutiche: favorisce la sintesi del collagene, una proteina che protegge la pelle, i tendini e le gengive; è indispensabile nella prevenzione delle infezioni e accelera i tempi di cicatrizzazione delle ferite.

Chi fuma dovrebbe assumere quotidianamente vitamina C perché la nicotina azzera le scorte di questa vitamina nell’organismo. È inoltre utile per chi è convalescente ed ha assunto antibiotici o antipiretici e per chi fa uso di cortisonici o contraccettivi orali. Le persone soggette a frequenti infezioni, raffreddori, afte, gengiviti o epistassi (emorragie di sangue dal naso), dovrebbero integrare giornalmente la loro dieta con dosi di vitamina C estratta dai frutti, come gli agrumi. Il consumo giornaliero di alimenti contenenti dosi massicce di vitamina C dimezza il rischio di tumori a bocca, laringe e stomaco e riduce del 20% quello di ictus. La vitamina C, infine, è indispensabile in inverno per evitare febbri e influenze: sono sufficienti un paio di mandarini al giorno per vaccinarsi contro i malanni del grande freddo. Nei mandarini non mancano le vitamine del gruppo B (niacina, tiamina, vitamina B6) e i sali minerali (ferro, rame, calcio, manganese e soprattutto potassio, reidratante e stimolante della diuresi), acido folico (previene l’osteoporosi) e fibra, che ha l’effetto di un lassativo naturale.

fonte: http://www.meteoweb.eu/2018/12/mandarini-colesterolo-diabete-ictus-infarto/1197938/

Le clementine nei distributori automatici al posto delle merendine: l’idea geniale di 2 ragazzi calabresi

 

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Le clementine nei distributori automatici al posto delle merendine: l’idea geniale di 2 ragazzi calabresi

Clementime: un packaging di cartone con all’interno due clementine. Sì, due frutti che dentro una scatolina saranno pronti per essere inseriti neidistributori automatici, come uno snack qualsiasi. Altro che merendine!

 Perché no? D’altra parte sappiamo che spesso è il packaging a fare la differenza e a rendere un prodotto tradizionale qualcosa di altamente irresistibile.
 Negli Usa questa soluzione è stata utilizzata ad esempio per convincere i bambini a mangiare ortaggi come le carote. A casa nostra è nata da poco Clementime S.r.l., una newco che intende selezionare, confezionare e distribuire nel mercato europeo questo agrume secondo modalità e strategie innovative.

L’idea è quella di inserire appunto nei distributori automatici una merenda che rappresenta anche un momento di salute, vitalità e freschezza. E così i consumatori troveranno una clementina fresca, completamente integra e non trattata dopo la raccolta, come se arrivasse in quel momento direttamente dall’albero.

La confezione è in cartone per uso alimentare, adatta alla refrigerazione

L’idea è di 2 ragazzi calabresi, che hanno fondato Clementime troviamo i vantaggi descritti:

  • Shelf life: 15‐18 giorni
  • Prodotto stagionale: la clementina viene prodotta da Ottobre a Febbraio, con possibilità di offrire al consumatore un prodotto invernale aumentando così le vendite in un periodo solitamente negativo per la frutta snack
  • Prodotto naturale: le clementine vengono raccolte e confezionate senza subire alcuna lavorazione, mantenendo così inalterate le proprietà organolettiche
  • Facilità di consumo: il frutto si sbuccia facilmente ed è del tutto privo di semi
  • Packaging prodotto: logistica ed esposizione del prodotto agevolata grazie al packaging pensato appositamente per i distributori automatici.

Francesco Rizzo, trentenne calabrese, è tornato nella sua terra, a Corigliano Calabro, dopo varie esperienze all’estero. Con l’amico geologo Antonio Braico ha creato quest’azienda, pensando a cosa accade alle clementine in Calabria, che troppo spesso vengono lasciate marcire sugli alberi, perché il costo della frutta è troppo basso rispetto al guadagno finale.

Sono già arrivate proposte da Inghilterra e Germania per distribuire le nostre prelibatezze all’estero, mentre Rizzo purtroppo lamenta le pecche del nostro Paese, soprattutto del suo Sud: spostamenti difficoltosi, burocrazia infinita e così via. Ma nei progetti di Rizzo c’è un’azienda smart pronta ad ampliarsi costantemente, nonostante le difficoltà e la disponibilità economica ridotta.

Anna Tita Gallo

fonte: https://www.greenme.it/informarsi/agricoltura/29828-clementine-distributori-automatici

Dieta della pizza: dimagrire mangiando pizza si può, ecco come…

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Dieta della pizza: dimagrire mangiando pizza si può, ecco come…

Dieta della pizza funziona per chi vuole dimagrire senza rinunce. Ecco i consigli su come mangiare la pizza e perdere peso
DIETA DELLA PIZZA: COME DIMAGRIRE MANGIANDO PIZZA

La dieta della pizza funziona, ma se seguita con attenzione! Sebbene possa essere allettante l’idea di mangiare pizza e dimagrire, bisogna ter presente che si tratta pur sempre di una dieta per perdere peso quindi, attenzione: nella dieta della pizza la pizza è consentita solo in uno dei pasti principali della giornata e non è assolutamente permesso mangiare pizza o pezzi di essa durante gli altri pasti.

Poiché mangiare pizza comporta ingerire un alto numero di carboidrati bisognerà compensare durante tutta la giornata.  La dieta della pizza prevede che si faccia sempre colazione e gli spuntini tra un pasto e l’altro prediligendo frutta e verdura. E solo tramite la frutta che si ingerirà lo zucchero necessario per il corretto funzionamento del nostro organismo.

DIETA DELLA PIZZA: CONSIGLI PER DIMAGRIRE MANGIANDO PIZZA

Come mangiare la pizza a dieta? Ecco i consigli da seguire nella dieta della pizza

Dieta della Pizza: no alla pizza da asporto, sì alla pizza fatta in casa

Una delle più grandi critiche nei confronti della pizza è che non è salutare; e sì, questo può essere vero. Ma queste fette di pizza malsane tendono a venire da una pizzeria da asporto che non si preoccupa del tuo conteggio delle calorie. Uno dei vantaggi di mangiare la tua pizza fatta in casa è che puoi soddisfare la tua voglia di pizza  e seguire la tua dieta.

Dieta della pizza: come condire la pizza durante la dieta

Nella dieta della pizza i condimenti che scegli per la tua pizza fatta in casa e il numero di condimenti che aggiungi avranno un enorme impatto sulla tua dieta. Per una pizza sana è importante rimanere leggeri sul formaggio e sul pane. Tentare di mantenere la crosta sottile e scegliere come ingredienti  verdure e proteine.

Dieta della pizza: la dimensione corretta della pizza

Un fattore enorme nella perdita di peso è la dimensione del pasto. Nessuno mangia realisticamente una pizza di dimensioni familiari e perde peso. Non si può davvero mangiare una pizza troppo grande all’interno della dieta della pizza. Mantenersi su porzioni medie

Dieta della pizza: rinuncia alle bibite gasate

Uno dei motivi principali il quale la pizza viene etichettata come malsana è a causa degli alimenti a cui è spesso associata. No quindi ai fritti di contorno e soprattutto alle bibite gasate. Bere solo acqua, almeno due litri al giorno

DIETA DELLA PIZZA MENU
Dieta della pizza menu: colazione

Cominciare sempre con due bicchieri d’acqua a digiuno e proseguire con un bicchiere di latte parzialmente scremato, di soia o di riso con 3 fette biscottate integrali o un frutto fresco.
In alternativa, uno yogurt magro e un cucchiaio di cereali integrali, con un bicchiere di spremuta/tisana o tè senza zucchero.

Dieta della pizza:  spuntini

Al mattino e al pomeriggio, vietato saltarli.
Prediligere frutta fresca, yogurt magro e finocchi.

Dieta della pizza a pranzo

Mantenersi sempre leggeri, variando ogni giorno carne magra, prosciutto cotto, formaggio light (ricotta, Philadelphia, mozzarella), pesce.
Limitare la carne una volta a settimana, i formaggi e il prosciutto due volte a settimana, il pesce una volta a settimana e il restante giorno con sola verdura.
Quest’ultima deve essere sempre abbondante, di stagione e cucinata in modo sano, senza friggerla ma grigliandola, bollendola o cuocendola al forno.
Come accompagnamento è possibile aggiungere una fettina di pane integrale due volte a settimana.

Dieta della pizza a cena

Non scegliere mai la stessa pizza ma variarla continuamente (ad esempio margherita, focaccia, con peperoni, funghi, zucchine, pomodoro e origano) e accompagnarla sempre con abbondante frutta e verdura.

 

tratto da: http://www.affaritaliani.it/medicina/dieta-della-pizza-dimagrire-mangiando-pizza-si-puo-ecco-i-consigli-564694.html

Le calorie non sono tutte uguali: quali sono le più dannose per la salute

 

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Le calorie non sono tutte uguali: quali sono le più dannose per la salute

Un team internazionale di esperti della nutrizione ha dimostrato che le calorie delle bevande zuccherate sono più dannose per la salute rispetto ad altre, come quelle dell’amido. La ragione risiede nell’aumento dei fattori di rischio per le malattie metaboliche e cardiache.

A parità di calorie, quelle delle bevande zuccherate fanno più male alla salute, poiché rispetto alle altre aumentano significativamente i fattori di rischio per le malattie cardiache e metaboliche. Anche all’interno di diete che non comportano un aumento del peso. A portare nuovamente sul banco degli imputati le bibite è stato un copioso team di ricerca composto da studiosi di vari istituti internazionali, tra i quali il Children’s Hospital Oakland Research Institute (Stati Uniti), l’Università della California di Davis, l’Università di Stanford e l’Università di Kiel (Germania).

Gli scienziati coinvolti nell’indagine, coordinati dalla professoressa Kimber Stanhope, docente presso la Scuola di Medicina Veterinaria dell’ateneo californiano, sono tutti esperti di scienze nutrizionali, e hanno deciso di riunirsi per rispondere all’annoso quesito sulla ‘qualità’ delle calorie. In parole semplici, si sono chiesti se sono tutte uguali sotto il profilo degli effetti sulle malattie cardiometaboliche e sull’obesità. La risposta è stata seccamente no, dimostrando che le calorie delle famigerate bevande zuccherate hanno un impatto maggiormente negativo.

“La novità è che un gruppo impressionante di scienziati con una vasta esperienza nella nutrizione e nel metabolismo concordano con la conclusione che le bevande zuccherate aumentano i fattori di rischio cardiometabolico rispetto a quantità uguali di amido”, ha dichiarato l’autrice principale dello studio, anch’essa biologa nutrizionista.

Gli studiosi, che hanno presentato i risultati della propria indagine in seno alla Conference Academic CrossFit Foundation, hanno dimostrato anche che l’aspartame, uno dei dolcificanti più diffusi, non fa ingrassare come suggeriscono alcuni. Stanhope e colleghi hanno inoltre indicato che i grassi polinsaturi di noci, semi e oli vegetali hanno un fattore di rischio minore per le malattie rispetto a quelli saturi, ma ciò non è sempre vero quando si tratta di formaggio e yogurt. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Obesity Reviews.

fonte: https://scienze.fanpage.it/le-calorie-non-sono-tutte-uguali-quali-sono-le-piu-dannose-per-la-salute/
http://scienze.fanpage.it/

 

Le fantastiche proprietà del limone fermentato e la semplicissima ricetta per farlo in casa…

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Le fantastiche proprietà del limone fermentato e la semplicissima ricetta per farlo in casa…

Il limone è un alimento comune che tutti conosciamo ed utilizziamo in cucina. E’ spesso adoperato per condire insalate, per insaporire ed aromatizzare primi piatti, secondi ma anche i dolci. Spesso si usa il succo ma anche la buccia.

Possiamo berlo sotto forma di spremuta oppure assaporare il suo gusto acido e deciso semplicemente morsicandolo… In realtà è un frutto dalle mille proprietà benefiche che trova la sua utilità ed i suoi impieghi già nella tradizione popolare indiana là dove il limone è usato ottimizzando al meglio le sue caratteristiche e i suoi principi.

È risaputo che i limoni hanno tante proprietà preziose, in quanto ricchi di antiossidanti, enzimi utili all’organismo e vitamine. I loro benefici possono però essere aumentati ulteriormente, facendoli fermentare con il sale. Ecco come!

Prendete 4-6 limoni, ed eliminatene i piccioli qualora fossero ancora presenti. Poi, fateci sopra un taglio a croce, e versatevi dentro mezzo cucchiaino di sale grosso, premendo per farlo penetrare al meglio. Va bene il sale comune, ma è più indicato quello integrale.

Dopo prendete un contenitore e ricopritene il fondo con il sale. Man mano che i vostri limoni fermentati saranno “farciti”, disponeteli gli uni vicino agli altri.

Prima di preparare un altro strato di limoni, coprite quello che avete appena fatto con dell’altro sale. Una volta terminato, lasciate fermentare il tutto per tre giorni. Per merito della fermentazione, le proprietà benefiche dei limoni saranno amplificate.

A procedimento ultimato potrete usare le loro parti, dopo averle ripulite dal sale, ed il succo, per insaporire carne e pesce, oppure per arricchire succhi di frutta e di verdura. Questi limoni possono essere conservati in frigo per sei mesi.

La ricetta dei limoni fermentati deriva dalle tradizioni culinarie dell’India e del Nord-Africa, paesi in cui sono ben noti i suoi vantaggi.

Non solo, infatti assumendo i limoni fermentati quotidianamente il sistema digerente migliorerà le sue funzioni, la pelle diventerà molto più bella e il metabolismo più veloce.

In questo modo, poco per volta vi prenderete cura del vostro intestino e del vostro stomaco. Allontanerete i problemi di digestione e quei bruciori di stomaco che possono rovinarvi le intere giornate. Inoltre, grazie alla presenza di antiossidanti ed all’effetto amplificatore del sale, potrete assicurarvi una pelle radiosa, liscia e vellutata. Libera da sebo ed elastica da apparire più giovani e rilassati.

Ma non è finita qui: ne viene apprezzata la caratteristica di essere un antiemorragico e disinfettante, inoltre è un naturale ipoglicemizzante in quanto tende a far diminuire il glucosio nel sangue.

Ovviamente è un efficace battericido, antisettico, valido per abbassare la pressione arteriosa, utile per eliminare verruche, calli, gengive infiammate, per curare artrite e reumatismi, vene varicose, raffreddore ed influenza.

Infatti nei periodo estivi è opportuno utilizzare questi limone facendo delle tisane calde le quali vi aiuteranno a decongestionare le vie respiratorie. Vi basterà estrarre il limone dal vaso, lavarlo dal sale in eccesso e utilizzarlo tagliuzzandolo in piccole fettine.

Pasta amica della dieta: non fa ingrassare

 

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Pasta amica della dieta: non fa ingrassare

“Contrariamente alle preoccupazioni, la pasta può essere parte di una dieta sana come ad esempio quella a basso indice glicemico”

Pasta? Si grazie. I suoi carboidrati infatti non fanno ingrassare, aiutano a sostenere una dieta sana ed in alcuni casi possono aiutare a perdere peso.

Questo il messaggio di una ricerca del St. Michael’s Hospital, diretta dal dottor John Sievenpiper e pubblicata su “BMJ Open”

Gli scienziati hanno condotto una revisione su 30 ricerche e 2500 pazienti, tutti divisi in due gruppi.

Il primo, nell’ambito di una dieta a basso contenuto glicemico ha consumato pasta, in media 3,3 porzioni alla settimana. Il secondo, sottoposto allo stesso regime alimentare, ha consumato la stessa quantità di altri carboidrati.

Le analisi mediche, condotte in media dopo 12 settimane di sperimentazione, il primo gruppo (mangiatori di pasta) avesse perso circa mezzo chilo alla fine del test.

Secondo il team canadese, tale effetto è dovuto al tipo di carboidrati contenuti nella pasta rispetto a quelli presenti in altri alimenti. La pasta ha infatti un basso indice glicemico, causa quindi di minori aumenti dei livelli di zucchero nel sangue rispetto ad altri alimenti a base di carboidrati.

Secondo il capo ricercatore, “Lo studio ha rilevato che la pasta non ha contribuito all’aumento di peso o all’aumento del grasso corporeo. In realtà l’analisi ha mostrato una leggera perdita di peso, quindi contrariamente alle preoccupazioni, la pasta può essere parte di una dieta sana come ad esempio quella a basso indice glicemico”.

Tuttavia, il dottor Sievenpiper evidenzia anche i limiti dello studio. In primis, la pasta deve essere consumata insieme ad altri alimenti a basso indice glicemico. Inoltre, sono necessari ulteriori esami per determinare se la perdita di peso si applica anche alla pasta come parte di altre diete salutari.

Matteo Clerici

tratto da: https://www.newsfood.com/pasta-amica-della-dieta-non-fa-ingrassare/

Erri De Luca: stanno uccidendo il Made in Italy, preferendo il Merda in Italy…!

 

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Erri De Luca: stanno uccidendo il Made in Italy, preferendo il Merda in Italy…!

Erri De Luca, scrittore da sempre impegnato per l’ambiente e sui fronti della mobilitazione civica per la salvaguardia del territorio, in una intervista che vale la pena riascoltare. Si tratta di una puntata della trasmissione “Indovina chi viene a cena” andata in onda sulla Rai.
Le parole di De Luca fanno senz’altro riflettere.
Ecco l’intervista allo scrittore Erri de Luca, incontrato nella sua casa in campagna.

 

 

Dietologi e medici concordi: mangiare pasta rende felici, aiuta a dormire e fa dimagrire…!

 

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Dietologi e medici concordi: mangiare pasta rende felici, aiuta a dormire e fa dimagrire…!

 

Mangiare pasta rende felici, aiuta a dormire e fa dimagrire

I 5 consigli dell’endocrinologa per un piatto in tutta salute.

“Basta con i falsi miti sulla pasta: non è vero che non si può mangiare la sera, e perché mai privarsi di una bella carbonara? Stimola la tiroide e fa bene anche all’umore”. La bella notizia arriva a ridosso della Giornata mondiale della pasta che si svolge il 25 ottobre dall’endocrinologa e nutrizionista Serena Missori e dal provider ECM 2506 Sanità in-Formazione.
Cinque i consigli dell’esperta per concedersi un piacere gastronomico che in molti guardano come ad un nemico giurato della linea.
Secondo la dietologa, è opportuno prediligere la pasta di grano duro, meglio se trafilata al bronzo e anche integrale. Meglio ancora gli spaghetti che hanno l’indice glicemico inferiore e sono adatti anche ai diabetici e a chi deve perdere peso.
Vietata la pasta scotta: deve invece essere assolutamente al dente perché dà più sazietà e ha un indice glicemico più basso.
Se capita di distrarsi, si può raffreddare sotto un getto d’acqua corrente.
Sì a una bella spaghettata saltata in padella con olio extravergine d’oliva e spezie, ma ogni tanto concediamoci anche una carbonara con uova e pancetta, per aggiungere un boost di proteine. Fra l’altro questa associazione stimola la tiroide: accompagnarla con della verdura amara riduce la ritenzione idrica.
La pastasciutta può essere consumata anche di sera, soprattutto se siamo stressati, se soffriamo d’insonnia, se siamo in menopausa e abbiamo le vampate o se soffriamo di sindrome premestruale. Questo perché la pasta favorisce la sintesi di serotonina e di melatonina facendo assorbire maggiormente il triptofano e quindi fa rilassare e favorisce il sonno. Se ci rilassiamo si riducono gli ormoni dello stress, fra cui il cortisolo, che favoriscono l’aumento di peso. Il biotipo nervoso cerebrale può concedersi una bella spaghettata a ogni pasto, il biotipo linfatico che deve perdere peso è meglio che non la mangi proprio tutte le sere, il biotipo bilioso e sanguigno, con moderazione e associando la pasta al consumo di verdure, può mangiarla sempre.
Per chi è celiaco o sensibile al glutine, ha la permeabilità intestinale, o soffre di colite o di malattie infiammatorie intestinali, via libera alla pasta di riso integrale, di quinoa e di grano saraceno, sempre con l’accortezza di consumarla al dente e associata a delle verdure amare, prima o dopo il pasto.

fonte: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/alimentazione/2017/10/24/mangiare-pasta-rende-felici-aiuta-a-dormire-e-fa-dimagrire_2ce98d14-5448-4eaa-9d80-a928b821422a.html

15 anni di Ogm – il punto (disastroso) di SlowFood – Gli Ogm avrebbero dovuto salvare il mondo dalla fame. Ma il numero degli affamati non ha fatto che crescere, proprio come i fatturati delle aziende che li producono.

 

 

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15 anni di Ogm – il punto (disastroso) di SlowFood – Gli Ogm avrebbero dovuto salvare il mondo dalla fame. Ma il numero degli affamati non ha fatto che crescere, proprio come i fatturati delle aziende che li producono.

 

La promessa che gli Ogm avrebbero salvato il mondo dalla fame è stata completamente disattesa: da quando è iniziata la commercializzazione (ormai più di 15 anni fa) il numero degli affamati non ha fatto che crescere, proprio come i fatturati delle aziende che li producono.

In Paesi come l’Argentina o il Brasile, la soia gm ha spazzato via le produzioni tradizionali, perché le colture transgeniche hanno bisogno di grandi superfici e di sistemi monocolturali intensivi.

Leggi tutte le notizie, gli approfondimenti, gli interventi sugli Ogm pubblicati su www.slowfood.it

Scarica gratis la pubblicazione: Scienza incerta e dubbi dei consumatori 

Quella degli Ogm è una questione complessa, difficile da esaurire in poche righe, ma forti di ricerche indipendenti e studi approfonditi, possiamo riassumere in pochi punti alcuni dei motivi per cui Slow Food, attraverso progetti, attività e campagne di comunicazione promuove e difende una cultura libera da Ogm:

  • CONTAMINAZIONE: coltivare Ogm in sicurezza, in Italia, è impossibile perché abbiamo aziende di piccole dimensioni e non abbiamo barriere naturali sufficienti a proteggere le coltivazioni biologiche e convenzionali. Inoltre, l’agricoltura fa parte di un sistema vivente che comprende la fauna selvatica, il ciclo dell’acqua, il vento e le reazioni dei microrganismi del terreno: una produzione Gm non potrà restare confinata nella superficie del campo in cui viene coltivata
  • SOVRANITÀ ALIMENTARE: come potrebbero gli agricoltori biologici, biodinamici e convenzionali essere sicuri che i loro prodotti non siano contaminati? Una diffusione, anche limitata, delle coltivazioni Ogm in campo aperto, cambierebbe per sempre la qualità e la situazione attuale della nostra agricoltura, annullando la nostra libertà di scegliere quel che mangiamo.
  • LIBERTÀ: le coltivazioni Gm snaturano il ruolo dell’agricoltore che da sempre migliora e seleziona le proprie sementi. Con le sementi modificate geneticamente, invece, la multinazionale è la titolare del seme: a essa l’agricoltore deve rivolgersi a ogni nuova semina (poiché, come tutti gli ibridi commerciali, in seconda generazione gli Ogm non danno buoni risultati) ed è proibito tentare miglioramenti varietali se non si pagano costose royalties
  • ECONOMIA E CULTURA: I prodotti Gm non hanno legami storici o culturali con un territorio; l’Italia basa buona parte della sua economia agroalimentare sull’identità e sulla varietà dei prodotti locali: introdurre prodotti anonimi e senza storia indebolirebbe un sistema che ha anche un importante indotto turistico
  • BIODIVERSITÀ: Le colture transgeniche impoveriscono la biodiversità perché hanno bisogno di grandi superfici e di un sistema monocolturale intensivo. Se si coltiva un solo tipo di mais per l’alimentazione umana, si avrà una riduzione anche dei sapori e dei saperi
  • ECOCOMPATIBILITÀ: Le ricerche su Ogm aoggi hanno messo a punto 2 tipi di “vantaggi”: la resistenza a un parassita del mais (la piralide) e la resistenza a un diserbante (il glifosate). Quindi, dicono i sostenitori degli Ogm, essi consentirebbero un minore impiego di chimica di sintesi; ma la piralide del mais può essere combattuta seriamente solo con la rotazione colturale, e la resistenza a un diserbante porta a un uso più disinvolto del medesimo nei campi, dato che non danneggerà le piante coltivate ma solo le erbe indesiderate
  • PRECAUZIONE: a circa trent’anni dall’inizio dello studio sugli organismi modificati geneticamente, i risultati in ambito agroalimentare riguardano solo 3 prodotti (mais, colza e soia). Le piante infatti mal sopportano le modificazioni genetiche e questa scienza è ancora rudimentale e in parte affidata al caso. Vorremmo ci si attenesse ad atteggiamenti di cautela e precauzione, come hanno fatto Germania e Francia, che hanno vietato alcune coltivazioni di Ogm
  • PROGRESSO: gli Ogm sono figli di un modo miope e superficiale di intendere il progresso. È sempre più chiaro per consumatori, Governi e ricercatori, il ruolo dell’agricoltura di piccola scala nella protezione dei territori, nella difesa del paesaggio e nel contrasto al riscaldamento globale; invece di seguire le sirene dei mercati, la ricerca moderna dovrebbe affiancare l’agricoltura sostenibile e mettersi a disposizione delle sue esigenze
  • FAME: I relatori Onu sul problema della fame dicono che l’agricoltura familiare difende le fasce di popolazione a rischio di malnutrizione. Un dato confermato anche dall’ultimo rapporto Fao Lo stato dell’insicurezza alimentare nel mondo 2015. Esaminando i dati emerge come esistano tratti comuni a quasi tutti gli stati che hanno visto migliorare in modo sensibile l’emergenza fame. Prima di tutto lo sviluppo della produttività agricola su piccola scala (che difficilmente ha scelto Ogm), con il miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita dei piccoli nuclei contadini familiari. Appare chiaro come l’agricoltura familiare e le produzioni artigianali siano la via più sensata per raggiungere l’obiettivo fame zero. «L’agricoltura che nutre il pianeta è quella che si pone come obiettivo il benessere delle persone, prima di tutto, prima ancora del profitto», afferma Cinzia Scaffidi, vice presidente di Slow Food Italia, commentando la notizia. «Il 2014 è stato l’anno internazionale dell’agricoltura familiare e il mondo ha riflettuto e incoraggiato quel modo di produrre cibo, quel tipo di atteggiamento e di cura verso le persone e gli altri viventi; il 2015 è l’anno dell’Expo di Milano e abbiamo a disposizione altro tempo, e altre risorse, per riflettere e promuovere un’idea di produzione sostenibile di cibo. La consapevolezza degli individui e dei governi sta crescendo e i primi risultati si vedono. La strada è certamente ancora lunga e disseminata di ostacoli: ma è sempre più evidente che il modello produttivo che ha dominato finora non è più difendibile e i primi passi in una direzione diversa stanno dando qualche risultato».

fonte: http://www.slowfood.it/slow-food-ogm/