Dieta della pizza: dimagrire mangiando pizza si può, ecco come…

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Dieta della pizza: dimagrire mangiando pizza si può, ecco come…

Dieta della pizza funziona per chi vuole dimagrire senza rinunce. Ecco i consigli su come mangiare la pizza e perdere peso
DIETA DELLA PIZZA: COME DIMAGRIRE MANGIANDO PIZZA

La dieta della pizza funziona, ma se seguita con attenzione! Sebbene possa essere allettante l’idea di mangiare pizza e dimagrire, bisogna ter presente che si tratta pur sempre di una dieta per perdere peso quindi, attenzione: nella dieta della pizza la pizza è consentita solo in uno dei pasti principali della giornata e non è assolutamente permesso mangiare pizza o pezzi di essa durante gli altri pasti.

Poiché mangiare pizza comporta ingerire un alto numero di carboidrati bisognerà compensare durante tutta la giornata.  La dieta della pizza prevede che si faccia sempre colazione e gli spuntini tra un pasto e l’altro prediligendo frutta e verdura. E solo tramite la frutta che si ingerirà lo zucchero necessario per il corretto funzionamento del nostro organismo.

DIETA DELLA PIZZA: CONSIGLI PER DIMAGRIRE MANGIANDO PIZZA

Come mangiare la pizza a dieta? Ecco i consigli da seguire nella dieta della pizza

Dieta della Pizza: no alla pizza da asporto, sì alla pizza fatta in casa

Una delle più grandi critiche nei confronti della pizza è che non è salutare; e sì, questo può essere vero. Ma queste fette di pizza malsane tendono a venire da una pizzeria da asporto che non si preoccupa del tuo conteggio delle calorie. Uno dei vantaggi di mangiare la tua pizza fatta in casa è che puoi soddisfare la tua voglia di pizza  e seguire la tua dieta.

Dieta della pizza: come condire la pizza durante la dieta

Nella dieta della pizza i condimenti che scegli per la tua pizza fatta in casa e il numero di condimenti che aggiungi avranno un enorme impatto sulla tua dieta. Per una pizza sana è importante rimanere leggeri sul formaggio e sul pane. Tentare di mantenere la crosta sottile e scegliere come ingredienti  verdure e proteine.

Dieta della pizza: la dimensione corretta della pizza

Un fattore enorme nella perdita di peso è la dimensione del pasto. Nessuno mangia realisticamente una pizza di dimensioni familiari e perde peso. Non si può davvero mangiare una pizza troppo grande all’interno della dieta della pizza. Mantenersi su porzioni medie

Dieta della pizza: rinuncia alle bibite gasate

Uno dei motivi principali il quale la pizza viene etichettata come malsana è a causa degli alimenti a cui è spesso associata. No quindi ai fritti di contorno e soprattutto alle bibite gasate. Bere solo acqua, almeno due litri al giorno

DIETA DELLA PIZZA MENU
Dieta della pizza menu: colazione

Cominciare sempre con due bicchieri d’acqua a digiuno e proseguire con un bicchiere di latte parzialmente scremato, di soia o di riso con 3 fette biscottate integrali o un frutto fresco.
In alternativa, uno yogurt magro e un cucchiaio di cereali integrali, con un bicchiere di spremuta/tisana o tè senza zucchero.

Dieta della pizza:  spuntini

Al mattino e al pomeriggio, vietato saltarli.
Prediligere frutta fresca, yogurt magro e finocchi.

Dieta della pizza a pranzo

Mantenersi sempre leggeri, variando ogni giorno carne magra, prosciutto cotto, formaggio light (ricotta, Philadelphia, mozzarella), pesce.
Limitare la carne una volta a settimana, i formaggi e il prosciutto due volte a settimana, il pesce una volta a settimana e il restante giorno con sola verdura.
Quest’ultima deve essere sempre abbondante, di stagione e cucinata in modo sano, senza friggerla ma grigliandola, bollendola o cuocendola al forno.
Come accompagnamento è possibile aggiungere una fettina di pane integrale due volte a settimana.

Dieta della pizza a cena

Non scegliere mai la stessa pizza ma variarla continuamente (ad esempio margherita, focaccia, con peperoni, funghi, zucchine, pomodoro e origano) e accompagnarla sempre con abbondante frutta e verdura.

 

tratto da: http://www.affaritaliani.it/medicina/dieta-della-pizza-dimagrire-mangiando-pizza-si-puo-ecco-i-consigli-564694.html

Il grano dono degli dei

 

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Il grano dono degli dei

Sacralità e poesia del pane

LIUCCIO GIUSEPPINOI Viaggi del Poeta

Il pane è da sempre re dell’alimentazione. Nei secoli è stato la benedizione delle case, simbolo di ricchezza e di abbondanza. La mancanza, sinonimo di privazione, stenti, miseria, E, forse per questo, la mitologia antica è popolata di dee e dei protettori dei campi e dei frumenti, i cui raccolti abbondanti assicuravano pane e sopravvivenza. Ritualità che si è, poi, trasferita nella liturgia cristiana, ricca, a sua volta, di madonne e santi a protezione di campagne. Quelli della mia generazione hanno fatto in tempo a vivere le atmosfere del forno a legna e la poesia del pane fatto in casa, come del successivo passaggio alla fase paraindustriale dei forni, diciamo così, pubblici. La panificazione in famiglia era una festa di mamme e nonne, dee sorridenti e prosperose, allo spolvero della farina, all’impasto a forza di muscoli robusti nella madia, che si gonfiava a crescita miracolosa di pasta, che, lacerata a pugni abbondanti, assumeva a colpi decisi di maestria di massaie, la forma di “panelle” e “panielli”, abilmente segnati, questi ultimi, per ricavarne, a prima croccante cottura, “vescuotti” biscotti da sgranocchiare e/o da conservare in cesti diligentemente coperti da bianchissime tovaglie, “mesali” di lino e generalmente appesi alle travate per la ventilazione. Come le “panelle”, d’altronde. E che spettacolo l’infornatura rapida a scivolo di pala nel forno incandescente di brace aromatizzata da fascine di collina e di montagna! Che ebbrezza spiare quelle forme che crescevano a sorriso rosato di pasta a cottura uniforme! Che aroma a pungere narici e solleticare desideri di deschi appetitosi quel pane fragrante e fumante appena sfornato ad esposizione di “tompagno” (si chiamava e si chiama ancora così quel quadrato di tavola approntato a momentaneo deposito delle forme appena cotte)! Memorie di altre stagioni!

Oggi il pane fatto in casa è una rarissima civetteria di donne e di famiglie che, periodicamente, riscoprono vecchie abitudini. Oggi ci sono panifici e panetterie e forni. E tutti i paesi, o quasi, ne dispongono di almeno uno. Ma per fortuna resistono ancora quelli a legna con la panificazione all’antica. Ed è frequente trovarli nel mio Cilento. Quando, camminando per strade, slarghi e vicoli, ti inonda una zaffata fragrante che ti punge le narici e solletica l’appetito, è la spia che il forno è quello giusto, soprattutto se dai comignoli dei tetti rossi, (che poesia i comignoli e gli embrici rossi che squillano al fioco sole dell’autunno/ inverno e mettono allegria !) fuoriesce ondeggiante a gomitoli la nuvola biancastra con il carico di aroma di erica e ginepro di montagna. Puoi, anzi devi, fermarti. Hai trovato il tuo “pane quotidiano”

Il richiamo al “Padre Nostro”, la preghiera che si recita sempre in forma corale e solenne durante la messa ci riporta alla sacralità del pane. E, d’altra parte, quelli della mia generazione hanno esperienze e ricordi nitidi di ritualità di grande fascino che si praticavano e si praticano ancora durante la Settimana Santa nei paesi del Cilento Ne ho scritto altre volte, ma lo faccio accora, convinto come sono della validità didattica e della tecnica di comunicazione del vecchio adagio “repetita iuvant”. E così mi rifaccio ancora ai ricordi di dolce malinconia che sanno di poesia dell’infanzia lontana: … dall’oscurità di vecchie casse o dalla penombra di cantine sotterranee emerge il miracolo del grano pallido sbocciato e cresciuto per incanto nei reticoli di stoppa inumidita e riempie di vita tenera piatti di ruvida creta e con la civetteria di grappoli screziati di violacciocche adora il “Sepolcro” di Cristo ed esalta il Sacramento dell’Eucarestia. Quel pane che, nel miracolo della transustanziazione, si fa corpo e quel vino, che pulsa sangue nelle vene del “Redentore”, riaccendono nostalgie per le tovaglie di candido lino e cesti stracolmi di pane croccante sul lungo tavolo al centro della chiesa madre. E il sacerdote in camice bianco e stola violacea rinnova il mistero del “Giovedì Santo”. E ancora una volta la mediterraneità trionfa nel fasto dei suoi alimenti. Che bontà quel pane bianco. “il pane benedetto”, al quale nella nostra ingenuità infantile attribuivamo efficacia miracolistica, sbocconcellandolo con grande avidità. E, così, le campagne biondeggiano dell’oro del frumento e s’ingravidano degli umori e dei profumi dei vigneti. E libri di scuola e reperti dei musei rovesciano nell’immaginario collettivo scene di conviti e quadri di vita agreste e dei e ninfe popolano templi e campagne, fiumi e boschi. E Demetra e Cibele, Hera ed Iside, Bacco e Pan, Priapo e Sileno occhieggiano dal pantheon del passato; e cristianesimo e paganesimo, fede e superstizione, storia e mito si mescolano e si fondono nel superiore concetto della cultura.” Ed il grano assunse valore e simbolo beneaugurante di fecondità in tutti i continenti. In India, dopo la prima notte di matrimonio la madre dello sposo si avvicina alla sposa e le pone sul capo una misura di grano e subito dopo lo sposo le si avvicina prende qualche pugno di frumento e lo spande intorno a sé. Stessa tradizione o quasi nell’area Mediterranea, come in Sardegna, ove i genitori della sposa, prima di recarsi in chiesa benedicono la figlia con chicchi di frumento. Stesso valore simbolico ha l’usanza molto diffusa nel Cilento e non solo, dove gli sposi all’uscita della chiesa sono assaliti da una festosa mitragliata di chicchi di grano e di riso, ed anche confetti con l’allusione maliziosa al dolce dell’atto d’amore finalizzato alla procreazione. E, naturalmente, grano e pane sono stati fonte di ispirazione dei poeti di tutti i tempi e di tutte le letterature, a cominciare da quella classica latina e greca, Omero in primis, (straordinarie le scene dell’agricoltura dipinte sullo scudo di Achille), ma anche quelle cantate da Sofocle in “Edipo a Colono”, e ancora quelle descritte da Esiodo nelle “Opere e i giorni”. E che dire di Virgilio che dedica un intero poemetto alla prima forma di pane nel “Moretum” e di Catone nel suo trattato sull’agricoltura e della poesia immaginifica ricca di metafore coinvolgenti delle Metamorfosi di Ovidio. Nella letteratura italiana, poi, il tema è ampiamente presente. Mi vengono in mente alcuni versi dell’Alcione di d’Annunzio come alcune scene dell’assalto ai forni di Manzoni. Per non parlare della poesia e narrativa del secondo novecento che conobbe le battaglie sociali contro i latifondi cantate e narrate da Rocco Scotellaro, Ignazio Silone, Giuseppe Jovine ecc. ecc. Analoghi esempi troveremmo nella pittura, nella musica e nella cinematografia. Ma penso anche all’archeologia, soprattutto per noi che abbiamo campi di ricerca ricchi di sorprese come Poseidonia/Paestum e Velia, i cui territori hanno conosciuto anche l’epopea contadina dell’“assalto ai latifondi” narrate in belle pagine di letteratura contemporanea. Ecco un tema da teatralizzare, che mi permetto di suggerire sommessamente alle scuole del territorio, Vallo, Paestum ed Agropoli innanzitutto. Dispongono di docenti ed alunni motivati. Troverebbero comprensione ed apertura mentale, credo, nel giovane Direttore del Museo Archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel e, mi auguro fortemente, anche nel Presidente del Parco e in alcuni sindaci ed assessori lungimiranti. Il primo ha già sperimentato positivamente la teatralizzazione di testi di Alfonso Gatto, Ungaretti e miei nell’area Archeologica con la professoressa Carmen Lucia ed i suoi bravi alunni. Gli altri, a cominciare dalla Maria Rosaria Trama, apprezzata docente di Lettere del Liceo Parmenide di Vallo, hanno promesso pubblicamente impegno e fondi per la cultura. Nel Cilento, poi, si moltiplicano le “feste del pane”, che acquistano, purtroppo, sempre più connotazioni di “sagre” chiassose e non di eventi culturali. E se fossero preceduti da un serio convegno sul pane nel mito, nelle religioni e nella letteratura, come suggerii, inascoltato, alcuni anni fa ai miei conterranei? E se mettessimo in piedi una mostra con testimonianze della semina, della mietitura, della trebbiatura e della panificazione e rispettivi attrezzi di lavoro? Faremmo opera di cultura e di recupero della tradizione a proiezione di futuro. Io tornerò sul tema convegno e mostra: lo sento come un dovere per la mia terra e come testimonianza d’amore, qualunque ne sia l’esito.

Concludo, intanto, con uno dei miei tanti testi sul tema che si prestano alla teatralizzazione.

LO PPANEFacia lo ppane ogni settimana/mamma pe lo tenè ra frisco a frisco./Lo furno era inta la cucina:/paria n’altare mbacci no cantone:/E me mannava addò zia Magarita/pe ghì a mprestà, com’era l’uso tanno,/lo lovato stipato inta lo ffrisco./Ammassava inta la matra la farina/chera ianca re grano carusedda/e chera gialla re lo granorinio./Com’era bella mamma, uocchi re sole,/nu macaturo ncapo e mantusino/nettito come neve re iennaro!/M’arricordo lo furno c’avvampava/co frascedde re fringi e de mortedde/re scantamani ca scuppettianno/spanniano l’addore pe la casa./Ricordo lo munnolo, lo vuccolo/pe spiane lo ppane ca cucia:/panelle, li panielli e li vescuotti/ca rusecava co cerasa e pruma,/presseca,pera cosce, uva e fico./E che sapore ca tenia lo vicci/mbuttunato co vruoccoli re rapa/scoppettiati co no filo r’uoglio./Che festa era la pizza re peddecchie/re pemmarore co caso grattato!/Io ne mangiava fedde belle grosse/e me untava musso, facci e mano./E mamma me uardava e se priava./Io me sentia patrone re lo munno/si me stringia e me vasava nfronte!!!”

fonte: http://www.unicosettimanale.it/rubriche/14998/il-grano-dono-degli-dei

I poteri di un bacio sulla salute: aiuta contro la depressione, immunizza e… fa dimagrire

 

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I poteri di un bacio sulla salute: aiuta contro la depressione, immunizza e… fa dimagrire

 

Ci sono tanti baci quante sono le persone da baciare. C’è quello sulle labbra che si scambiano due innamorati, quello sulla guancia che si dà a un amico, quello sul naso dato per far sorridere il proprio bambino, quello sul collo con cui si comunica desiderio e tanti altri ancora.

I BACI FANNO BENE AL CUORE, LETTERALMENTE

L’adrenalina che si sprigiona con un bacio fa pompare più sangue al cuore, diminuendo la pressione sanguigna e il colesterolo LDL, tutti nemici del cuore. Numerosi studi hanno poi dimostrato che baciare aumenta il battito cardiaco migliorando la circolazione sanguigna.

BACIARE RIDUCE IL DOLORE E FUNZIONA DA ANTIDEPRESSIVO

Diverse ricerche hanno dimostrato che quando si bacia la soglia che attiva i recettori del dolore si alza e questo ci farebbe sentire meno dolore fisico. Secondo i ricercatori, il grande potere antidolorifico del bacio sarebbe dovuto al rilascio delle endorfine, sostanze prodotte dall‘ipofisi situata nel lobo anteriore del cervello. Si tratta di neurotrasmettitori che hanno caratteristiche antidolorifiche e fisiologiche molto simili a quelle dell’oppio e della morfina.

Durante il bacio, queste sostanze vengono prodotte e hanno l’effetto di abbassare la sensibilità al dolore. Baciarsi, quindi, potrebbe ad esempio alleviare una dolorosa emicrania o il mal di schiena. Allo stesso tempo baciare libera ossitocina, il famoso ormone del buon umore, che contribuisce a ridurre la depressione.

I baci, inoltre, aiutano a combattere momenti di stress, tristezza, angoscia, ansia. E in generale rendono le coppie più longeve e le famiglie più felici.

I BACI RINGIOVANISCONO LA PELLE E FANNO DIMAGRIRE

Si stima che quando baciamo alleniamo fino a 30 muscoli facciali e attiviamo l’irrorazione sanguigna. Questo significa che la pelle del nostro viso si mantiene morbida, resistente e giovane. In pratica, ha lo stesso effetto dei famosi auto-massaggi facciali, che hanno proprietà antirughe. Ma l’atto di baciare consente anche di bruciare calorie. Non solo per il movimento che si fa, ma anche per le emozioni che suscita. I baci, infatti, possono accelerare il battito cardiaco fino a 140 pulsazioni al minuto, contro le 70 normali. In questo modo si accelera il metabolismo e si bruciano più calorie.

BACIARSI RINFORZA IL SISTEMA IMMUNITARIO E PREVIENE LE CARIE

In soli dieci secondi di bacio si scambiano ben 80 milioni di batteri. Alcuni sono nocivi, come lo streptococco o il virus Epstein-Barr. Ma la maggior parte sono «buoni». Secondo gli esperti, infatti, stimolano il sistema immunologico facendo aumentare gli anticorpi. Secondo l’Academy of General Dentistry, un’organizzazione americana no profit, invece, il bacio fa aumentare la produzione di saliva, favorendo la rimozione dei residui di cibi e dei batteri responsabili della carie.

 

Cellulite, bicarbonato e limone fanno (quasi) miracoli

 

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Cellulite, bicarbonato e limone fanno (quasi) miracoli

Bicarbonato e limone, due ingredienti che tutti abbiamo in casa ed efficaci per combattere la cellulite. Ecco tutto quello che devi sapere

L’estate è intorno a noi, e con lei la bella stagione e la voglia di andare al mare o in piscina. Ma come combattere quel fastidioso inestetismo che è la cellulite? Dimentica creme e rimedi che si trovano in commercio e convertiti a un metodo più naturale, ed economico, per combattere la buccia d’arancia.

Con due ingredienti che tutti abbiamo in casa è possibile preparare moltissime semplici ricette per combattere la cellulite in modo naturale. Infatti il bicarbonato ha proprietà esfolianti e tonificanti e stimola la pelle rendendola più ricettiva levigando le irregolarità, mentre il limone ha un effetto disintossicante e purificante che lo rendono il perfetto alleato contro la cellulite.

 Dieta disintossicante al limone

Se desideri purificare il tuo organismo da tossine, spesso conseguenza di una cattiva alimentazione, il limone è un ottimo ingrediente da incorporare nella tua dieta. Puoi avvalerti della regola generale di “un limone al giorno” per vedere fin da subito dei risultati: appena svegliata, la mattina, a stomaco vuoto bevi un bicchiere di acqua e limone e per il resto della giornata, usa il limone come condimento. Incorporare il limone nella tua dieta risveglierà il metabolismo e ti sentirai fin da subito più sgonfia e leggera.

Scrub rassodante al limone

Per preparare lo scrub rassodante al limone mescola un bicchiere di sale grosso, il succo di un limone, mezzo bicchiere di olio d’oliva, un cucchiaio di miele e 8 gocce di olio essenziale di limone.

Il sale grosso ha proprietà drenanti e rivitalizzanti, il limone, oltre alla proprietà citate prima, agisce sulla pelle rendendola luminosa, schiarendo le macchie e stimola la produzione di collagene, l’olio d’oliva ha proprietà nutrienti e elasticizzanti, mentre il miele rende la pelle liscia e levigata. Massaggia energeticamente il composto sotto la doccia sulla pelle bagnata con movimenti circolari dal basso verso l’alto per qualche minuto. Risciacqua e ripeti questo scrub almeno una volta della settimana per ottenere una pelle più tonica, liscia e levigata.

Bicarbonato e miele: l’accoppiata vincente

Secondo l’esperta in problemi di pelle Nataliya Robinson questi due ingredienti sono la chiave per combattere la cellulite. La ricetta magica? Ti basterà mischiare in una ciotola un cucchiaino di miele e uno di bicarbonato di sodio, diluiti con un po’ d’acqua, e massaggiare intensamente il composto su gambe, cosce, pancia e braccia per 2-3 minuti.

Attraverso questo massaggio migliorerai la circolazione del sangue e il flusso linfatico. Il bicarbonato infatti va ad esfoliare la pelle mentre il miele la idrata e va a ridurre la comparsa di cellulite senza sovraccaricare il corpo con le tossine e le sostanze chimiche che si trovano nei tradizionali prodotti in commercio.

fonte: QUI

 

Ecco il primo farmaco a base di cannabis approvato dalla FDA che “blocca” epilessia…

 

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Ecco il primo farmaco a base di cannabis approvato dalla FDA che “blocca” epilessia…

Primo farmaco a base di cannabis ‘blocca’ due gravi forme di epilessia: approvato dalla FDA

Il medicinale, chiamato Epidiolex e prodotto da una casa farmaceutica britannica, ha superato con successo gli studi clinici sulla sindrome di Dravet e la sindrome di Lennox-Gastaut, due gravi patologie a esordio infantile caratterizzate da violente convulsioni. Il farmaco grazie all’azione del cannabidiolo riesce a ridurne significativamente il numero.

Il primo farmaco a base di cannabis è stato approvato dalla Foood and Drug Administration (FDA), l’ente governativo americano che si occupa della regolamentazione di farmaci e prodotti farmaceutici, oltre che di terapie sperimentali. Si tratta dell’Epidiolex, uno sciroppo prodotto dalla casa farmaceutica britannica GW Pharmaceuticals che sarà messo in commercio per contrastare due gravi forme di epilessia a esordio infantile: la sindrome di Lennox-Gastaut – una encefalopatia – e la sindrome di Dravet o epilessia mioclonica grave dell’infanzia, una rara condizione genetica. Per quanto concerne quest’ultima, l’Epidiolex è il primo farmaco approvato dalla FDA per il suo trattamento.

Il principio attivo dell’Epidiolex è il cannabidiolo (CBD), una delle numerose componenti chimiche presenti nella pianta della canapa utile (Cannabis sativa), dalla quale si ottengono sostanze stupefacenti come la marijuana. Il cannabidiolo non è uno psicoattivo come il THC o delta-9-tetraidrocannabinolo, il principio attivo maggiore della marijuana che è alla base degli effetti antidolorifici ed euforizzanti. Al contrario, il CBD è noto nella sperimentazione come antiossidante e antiinfiammatorio, ma soprattutto come anticonvulsivante, il motivo per cui è finito al centro della ricerca sulle due sindromi.

Il medicinale, uno sciroppo, agisce infatti nel ridurre le gravi convulsioni – spasmi muscolari incontrollati – che caratterizzano entrambe le patologie. Negli studi clinici condotti sino ad oggi, ha dimostrato di essere sensibilmente più efficace dei placebo, conquistando così la fiducia dei 13 membri che compongono il comitato consultivo della FDA. Lo scorso aprile con un voto all’unanimità raccomandarono l’Epidiolex, in attesa dell’approvazione definitiva arrivata il 25 giugno. Pur essendo estremamente efficace, la soluzione orale presenta comunque degli effetti collaterali da non sottovalutare, come l’aumento degli enzimi epatici, diarrea, debolezza, riduzione dell’appetito, una forte sonnolenza, infezioni, eruzioni cutanee, sonno disturbato e malessere generale. Tenendo presente la gravità delle convulsioni, tuttavia, i benefici sono di gran lunga superiori.

Negli Stati Uniti il farmaco dovrebbe essere commercializzato al massimo entro l’autunno, mentre in Europa l’organo competente – la European Medical Society – dovrebbe pronunciarsi nel giro di alcuni mesi. Ancora non è noto il prezzo. Trattandosi di un medicinale che può essere sfruttato per trattare patologie diverse da quelle per cui è stato testato, è probabile che in futuro verrà prescirtto anche per altre condizioni.

fonte: walesjaqueline

Le cinque buone abitudini che ti allungano la vita di almeno 10 anni

 

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Le cinque buone abitudini che ti allungano la vita di almeno 10 anni

Uno studio dimostra che queste cinque buone abitudini ci allungano la vita di almeno 10 anni.

Speriamo sempre di vivere più a lungo possibile, ma allo stesso tempo seguiamo stili di vita che non aiuto a mantenere il nostro corpo in salute, come il vizio dell’alcol e del fumo. Adesso i ricercatori ci svelano quali sono le cinque abitudini che dovremmo avere per allungare la nostra vita di almeno dieci anni. Ecco quali sono.

Lo studio. Problemi al cuore, ictus e altre condizioni ci portano ad una morte prematura, eppure in Occidente non abbiamo i problemi che di solito sono responsabili di un incremento del rischio di morte, cosa sbagliamo? Per darci una risposta i ricercatori hanno analizzato i dati raccolti da due grandi studi di coorte che prendono in considerazione diversi aspetti della nostra vita quotidiana, dalla dieta alle informazioni mediche e hanno scoperto che per allungare la nostra aspettativa di vita dobbiamo:

smettere di fumare

mangiare sano

fare sport, almeno 30 minuti al giorno

mantenere sotto controllo il peso (18.5-24.9 kg/m)

ridurre il consumo di alcol (15g/giorno per le donne e tra i 5 e i 30 grammi al giorno per gli uomini)

I risultati. Dai dati raccolti è emerso che:

a confronto con coloro che non hanno fatto loro nessuna delle abitudini, per i soggetti che invece le hanno seguite tutte e cinque il rischio di morte si era ridotto del 74%, il rischio di morte per malattia cardiovascolare si era ridotto dell’82% e il rischio di morte per cancro si era ridotto del 65%
I ricercatori sostengon che c’è un’associazione diretta tra il comportamento di ognuno di noi e il rischio di morte prematura e che fare proprie tutte e cinque queste abitudini allunga realisticamente la durata della vita: stiamp arlando di 14 anni in più per le donne e 12 in più per gli uomini.

La ricerca, intitolata “Impact of Healthy Lifestyle Factors on Life Expectancies in the US Population” è stata pubblicata sulla rivista Circulation.

fonte: https://scienze.fanpage.it/le-cinque-buone-abitudini-che-ti-allungano-la-vita-di-almeno-10-anni/
http://scienze.fanpage.it/

L’argilla: l’antico, straordinario rimedio naturale troppo spesso “sottovalutato” dalla medicina ufficiale!

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L’argilla: l’antico, straordinario rimedio naturale troppo spesso “sottovalutato” dalla medicina ufficiale!

L’ argilla rappresenta uno dei più antichi rimedi naturali conosciuti, si dice che il suo uso risale ai principi dell’umanità, poiché l’uomo istintivamente, imitando gli animali che si rotolano nel fango, ne abbia conosciuto le proprietà.

Ha proprietà antinfiammatorie, purificanti, lenitive, antibiotiche, cicatrizzanti, antisettiche, idratanti, disintossicanti, decongestionanti, immunostimolanti, tonificanti, rinfrescanti e molto altro.

I vantaggi dell’argilla sono molteplici giacché è un efficace antibiotico, utile a disintossicare l’organismo, mantiene la salute dell’apparato digerente, arricchisce il sangue, assorbe le radiazioni nocive, distrugge le cellule malate, rivitalizza il metabolismo, stimola le funzioni della pelle, favorisce l’eliminazione dell’acido urico e tonifica in genere.

Tutte le argille hanno le stesse qualità ma in proporzioni diverse.

Benefici Argilla Verde

Utile negli impacchi come antinfiammatorio, analgesico e ingerita calma le ulcere dello stomaco e regola le funzioni intestinali. Ne va preso un cucchiaio in un bicchiere d’acqua e lasciato riposare in modo che l’argilla si depositi nel fondo, si beve al mattino appena svegli.

Stimola la circolazione di ossigeno, nutre e rigenera la pelle deteriorata e può essere usata anche come shampoo per capelli grassi.

Argilla Bianca Benefici

Questo tipo di argilla è più neutra e delicata ed è impiegata principalmente per uso interno.
Per uso esterno può essere applicata come cataplasmi e maschere, nei bambini si può applicare per la disinfezione. Può essere utilizzata anche come collutorio orale e borotalco per i bambini.

Rimedi naturali Argilla Rossa

E’ un’argilla utilizzata soprattutto a livello medicinale per la sua capacità di assorbire le ulcere gastriche, colite e gastrite. È utilizzata anche per bagni medicamentosi, problemi di pelle e inoltre è un ottimo tonico.

Tutte le tipologie del fango argilloso possono essere applicate in molti modi diversi interni o esterni ma è fondamentale che né il metallo né la plastica entrino in contatto con la sostanza.

Possiamo preparare l’argilla in modo naturale, o mescolandola con oli, infusi o tinture. Sempre in base all’impiego che ne dobbiamo fare.

Nelle ferite e nelle ustioni può essere messo direttamente una volta preparato con acqua se invece si tratta di fratture e distorsioni, possiamo anche miscelarla in un infuso di arnica.

Per la cellulite possiamo fare degli impacchi nelle zone da trattare, miscelando l’argilla con infuso di betulla o di centella asiatica.

In casi di febbre, possiamo fare dei cataplasma da applicare sull’addome e sostituendoli ogni volta che andrà a riscaldarsi, tendono ad assorbire il calore.

Il suo utilizzo può avere delle controindicazioni, e per tanto è sempre bene sentire il consiglio del proprio medico quando decidiamo di prenderla per via orale.

Fonte: https://www.ambientebio.it/rimedi-naturali/argilla-proprieta-e-benefici/