21 gennaio – Giornata degli abbracci, fanno bene a mente e corpo, una difesa da stress, infarto e infezioni

 

Giornata degli abbracci

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21 gennaio – Giornata degli abbracci, fanno bene a mente e corpo, una difesa da stress, infarto e infezioni.

“L’abbraccio è il linguaggio più alto dell’anima e del corpo.”
[Jacques de Bourbon]

Gli abbracci sono un toccasana per la salute: rilasciano ormoni salutari come l’ossitocina, riducono i livelli di stress percepiti e misurati oggettivamente (con la riduzione del principale ormone dello stress, il cortisolo), fanno bene alla salute cardiovascolare, difendono dalle infezioni e sono in grado di sprigionare emozioni positive.

Abbracciarsi fa bene, insomma, tanto che dagli anni ’80 si festeggia in Usa la giornata nazionale degli abbracci, divenuta poi Giornata Mondiale (il 21 gennaio di ogni anno).

La giornata nasce ed è stata fissata in questo periodo che è ritenuto il più triste dell’anno perché segue le feste natalizie con il loro ‘lascito’ di nostalgia e precede un altro appuntamento per molti spinoso, San Valentino.

“Il sostegno sociale e le emozioni che siamo in grado di ricevere / trasmettere mediante un abbraccio aumentano il rilascio di ossitocina – spiega all’ANSA Francesco Bruno dell’Università Sapienza di Roma, autore insieme a Sonia Canterini di ‘La scienza degli abbracci’ (Franco Angeli) – da parte del sistema neuroendocrino”. Ciò si ripercuote positivamente sugli aspetti psicologici, emotivi e sociali della salute e del benessere. Gli abbracci, infatti – continua l’esperto – favoriscono la riduzione dei conflitti, il rafforzamento di attaccamento e legami, l’aumento della capacità di riconoscere le emozioni altrui (empatia), di fedeltà e sincerità. (ANSA).

DIECI sono i benefici che portano gli abbracci: 

1 – Gli abbracci ci fanno sentire “felici”!
Quando abbracciamo un’altra persona, i nostri corpi rilasciano ossitocina, un ormone associato con la “felicità”.

2 – Gli abbracci alleviano lo stress!
Un buon abbraccio diminuisce il nostro cortisolo o livelli “stress”.

3 – I bambini hanno bisogno di abbracci tanto quanto dell’acqua e del cibo!

4 – Gli abbracci ci rendono studenti migliori!
Gli studenti che ricevono un tocco di sostegno da un insegnante hanno il doppio delle probabilità di volontariato in classe.

5 – Gli abbracci migliorano il nostro gioco!
Più sono affettuosi i membri di una squadra l’uno con l’altro, più è probabile vincere.

6 – Un abbraccio al giorno toglie il medico di torno!
Un abbraccio stimola la ghiandola del timo, che regola la produzione di globuli bianchi, che ci tengono in buona salute e liberi da malattie.

7 – Un abbraccio ferma i virus!
Per le persone malate, ricevere un abbraccio, vuol dire rendere meno gravi i sintomi e ottenere una guarigione più velocemente.

8 – Un cuore che abbraccia è un cuore sano!
Un buon abbraccio, attenua il flusso di sangue e i livelli di cortisolo, e contribuisce a ridurre le frequenze cardiache.

9 – Una coppia che si abbraccia è una coppia felice!
Le coppie che sperimentano l’amore dei loro partner attraverso affetto fisico distribuiscono livelli superiori di ossitocina.

10 – Gli abbracci fanno sapere a qualcuno che ti interessa, senza dover dire una parola!

Spese veterinarie gratuite per chi adotta cani e gatti – Così meno soli animali e persone…!

 

cani e gatti

 

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Spese veterinarie gratuite per chi adotta cani e gatti – Così meno soli animali e persone…!

Spese veterinarie gratuite per chi adotta cani e gatti, la proposta di legge in Toscana

La proposta di legge, che si ispira a quanto già realizzato in Umbria, prevede l’erogazione di prestazioni veterinarie gratuite, compresa la sterilizzazione di cani e gatti, per soggetti in svantaggio economico, per i disabili e per le persone sole con più di 65 anni di età. Secondo i firmatari così si unisce due soggetti con carenze affettive: “Sarebbero meno soli cani e persone”

Veterinario gratis per chi fa un gesto d’amore per gli animali abbandonati adottando un cane o un gatto da gattili e canili nonostante sia in una situazione di svantaggio economico. È quanto prevede una nuova proposta di legge appena presentata al consiglio regionale della Toscana dal gruppo di Fratelli d’Italia e cheha come obiettivo “l’erogazione di prestazioni veterinarie gratuite, compresa la sterilizzazione di cani e gatti, per soggetti in svantaggio economico, per i disabili e per le persone sole con più di 65 anni di età”. Si tratta di una legge “di buon senso e non di bandiera, porta a una riduzione dei costi e unisce due soggetti con carenze affettive: sarebbero meno soli cani e persone” ha spiegato al quotidiano La Nazione il primo firmatario, il  capogruppo regionale FdI Paolo Marcheschi

Il progetto di legge, per stessa ammissione dei firmatari, si ispira a quanto già realizzato nella vicina Umbria dove dal dicembre scorso una proposta analoga presentata non a caso dai consiglieri regionali  locali dello stesso partito  è diventata legge.  “L’Umbria però ha fatto una scelta diversa, l’ha inserito nel bilancio nell’ultima seduta 2018. In Toscana invece l’iter è più lungo perché la nostra è una vera e propria legge” ha spiegato Marcheschi, sottolineando: “In Toscana abbiamo inserito un articolo in più rispetto all’Umbria. Vogliamo disincentivare anche gli abbandoni. C’è anche un sostegno psicologico per le persone che devono mantenere il cane in casa, oltre a un’assistenza per quei cani difficili”. Inoltre, secondo i firmatari, la proposta vedrebbe una riduzione sensibile dei costi per i canili perché “prevede di rimborsare anche  l’utilizzo di microchip”. “Ogni giorno, nei 69 canili toscani, si spendono 5 euro per il mantenimento di un cane e quindi si arriva a spendere circa 6 milioni di euro annui”

Tratto da: https://www.fanpage.it/spese-veterinarie-gratuite-per-chi-adotta-cani-e-gatti-la-proposta-di-legge-in-toscana/

Qualche volta ci piace darVi anche belle notizie: Un avanzo di galera tenta di rapinare una ragazza. Ma la ragazza è campionessa di arti marziali: risultato, il ceffo finisce prima in ospedale e poi in galera…!

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Qualche volta ci piace darVi anche belle notizie: Un avanzo di galera tenta di rapinare una ragazza. Ma la ragazza è campionessa di arti marziali: risultato, il ceffo finisce prima in ospedale e poi in galera…!

Tenta di derubare una campionessa di arti marziali: ladro finisce in ospedale

Polyana Vania era sola di notte quando un uomo l’ha avvicinata e ha tentato di derubarla. Naturalmente non sapeva chi aveva davanti.

Se un rapinatore vede una ragazza sola, di notte, sul ciglio della strada, pensa sicuramente che è un colpo facile. Ma se la ragazza è Polyana Viana, campionessa di Mma (Mixed Martial Arts, una disciplina che unisce tecniche di diverse arti marziali) allora può succedere di ritrovarsi sanguinante a terra, stretto in una morsa d’acciaio tra le gambe della ‘vittima’.
È successo a Rion de Janeiro: Viana è stata avvicinata da un uomo che le ha detto di essere armato e le ha ordinato di consegnarle lo smartphone. La ragazza per tutta risposta gli ha tirato due pugni e lo ha fatto cadere a terra, poi lo ha immobilizzato e gli ha detto, tranquillamente: “ora aspettiamo la polizia”.
L’uomo, che era da poco uscito di galera, è stato prima medicato in ospedale e poi arrestato. Nella tasca però nessun’arma ma una finta pistola di cartone.
A condividere per primo la notizia sui social il boss della Ufc, Dana White: «A sinistra vedete Polyana, una delle nostre lottatrici, a destra un tizio che voleva derubarla #unideadelca**o»

Fuga verso la libertà – La bellissima storia di Brianna, la mucca che saltò giù dal camion che la portava al macello e che, dopo una lunga fuga, diede alla luce il suo vitellino…

 

macello

 

 

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Fuga verso la libertà – La bellissima storia di Brianna, la mucca che saltò giù dal camion che la portava al macello e che, dopo una lunga fuga, diede alla luce il suo vitellino…

La mucca che ha evitato il macello saltando da un camion nel New Jersey si trova ora nella sua nuova casa, la Skylands Animal Sanctuary Rescue, dove ha dato alla luce una vitellina

In fuga verso la libertà, sottraendosi a un destino spietato! Ha fatto il giro del mondo la storia di Brianna, mucca e super mamma, che nel New Jersey è saltata – incinta – giù da un camion diretto a un mattatoio e si è messa a correre più che mai.

Una Holstein bianca e nera che ha fatto scalpore quando ha inforcato la Route 80 trottando verso la salvezza. Sulla strada, il direttore della Polizia Jerry Speziale l’ha intercetta e i volontari dello Skylands Animl Sanctuary, un’oasi gestita da animalisti, l’hanno praticamente adottata.

Brianna è ora la madre orgogliosa di una bellissima vitellina di nome Winter”, ha detto il fondatore del santuario Mike Stura.

E continua “Era a meno di dieci minuti da quel macello quando è volata via dal camion”.

Sia Brianna che Winter sono ora contenti e più che mai legati, ha detto Stura, con Winter che beve normalmente il latte dalla sua mamma.

Brianna e Winter si uniranno a 68 altri bovini nel santuario. Ci sono altre coppie di madri e bambini che vivono nel santuario, tra cui Frida e Al, Emma e Jackson.

 

 

 

tratto da: https://www.greenme.it/informarsi/animali/29975-mucca-camion-macello-vitellino

Dalla Cina ecco il “Sole artificiale” – Un sorprendente reattore sperimentale capace di raggiungere temperature 15 volte superiori al quella del nucleo del Sole. Una fonte illimitata di energia pulita!

 

Sole artificiale

 

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Dalla Cina ecco il “Sole artificiale” – Un sorprendente reattore sperimentale capace di raggiungere temperature 15 volte superiori al quella del nucleo del Sole. Una fonte illimitata di energia pulita!

“Sole artificiale” da 100 milioni di gradi in Cina/ Energia nucleare, un sorprendente reattore sperimentale

In Cina sono stati in grado di mettere in moto un “sole artificiale” da 100 milioni di gradi. L’esperimento risale all’inizio del 2018, ma è stato reso pubblico solamente ora.

In Cina sono stati in grado di mettere in moto un “sole artificiale” da 100 milioni di gradi. L’esperimento risale all’inizio del 2018, ma è stato reso pubblico solamente ora. Al centro troviamo un reattore sperimentale che ha raggiunto una temperatura incredibile. Questo è stato creato per produrre dell’energia pulita per cercare di partire dall’acqua di mare. Per capire l’importanza di questa temperatura, basta considerare che questa è circa 15 volte superiore a quella che si può andare a misurare all’interno del Sole durante la fusione dell’Idrogeno. L’East costruito ad Hefei è stato immediatamente soprannominato “sole artificiale” proprio perché può raggiungere una potenza davvero superiore a quella del sole stesso. La comunicazione è arrivata dall’Accademia delle Scienze cinese e dagli Istituti di Scienza Fisica Hefei che hanno sottolineato come l’incredibile temperatura sia stata toccata per circa una decina di secondi.

“Sole artificiale” da 100 milioni di gradi in Cina: raggiunti i 10 megawatt

Il “sole artificiale” sviluppato in Cina la potenza del riscaldamento ha raggiunto i 10 megawatt cioè l’energia di accumulo nel plasma. Il tutto è aumentato a 300 kilojoule e la temperatura dello stesso elettrone è riuscito a raggiungere circa 100 milioni di gradi Celsius per la prima volta nella storia. La situazione è stata una vera e propria svolta che ha portato a una svolta importante, pronta ad aprire una nuova produzione di energia. Il record dunque fa capire come le possibilità dell’energia siano praticamente infinite e ci sia la possibilità di sviluppare ulteriori tracce nel progresso dello studio ambientale. Proprio per l’importanza della notizia in Cina si è deciso di farla uscire con calma, visto che il tutto era stato stabilito già all’inizio del 2018. Al momento si sta continuando a studiare come da questa scoperta si possano studiare delle interessanti e molteplici evoluzioni.

fonte: https://www.ilsussidiario.net/news/energia-e-ambiente/2018/11/16/sole-artificiale-da-100-milioni-di-gradi-in-cina-energia-nucleare-un-sorprendente-reattore-sperimentale/1807959/?fbclid=IwAR3_WgtZvuLgIh4Mst2xTWjoR_NUP_e0lFkkKIbZXxpDoKG1zdUEurBZS4c

Gli animali domestici in casa difendono i vostri bambini dalle allergie

 

animali domestici

 

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Gli animali domestici in casa difendono i vostri bambini dalle allergie

Più amici a 4 zampe ci sono, minore è il rischio di svilupparle

La conferma arriva da uno studio pubblicato sulla rivista PLoS One

Maggiore è la frequenza di contatto da piccoli con animali domestici, ad esempio cani e gatti, minore è il rischio di sviluppare allergie per i bambini, o eczema e asma.
La conferma arriva da uno studio pubblicato sulla rivista PLoS One e reso noto dal magazine britannico New Scientist.
Lo studio è stato condotto da Bill Hesselmar dell’Università svedese di Göteborg rianalizzando i dati di due ricerche. La prima ha coinvolto 1029 bambini di 8-9 anni ed è emerso che se l’incidenza di allergie è del 49% tra i piccoli che nel primo anno di vita non hanno avuto contatti con animali domestici, il tasso scende al 43% tra i bimbi che da piccoli hanno vissuto con un animale in casa, al 24% per i bambini che hanno vissuto con tre animali. Due dei bambini hanno vissuto con 5 animali i primi 12 mesi di vita e nessuno dei due ha sviluppato allergie.
Nell’altro studio sono stati monitorati dalla nascita 249 bambini. Dopo 8-9 anni il tasso di allergie era del 48% per bambini non esposti a presenza di animali domestici il primo anno di vita, del 35% per i bimbi che hanno vissuto con un animale, del 21% tra i bimbi che hanno vissuto con due o più animali.
Hesselmar ritiene che gli animali domestici siano portatori di microbi che stimolano il sistema immunitario in modo tale che i bambini non divengano allergici. Trascorrere tempo con altri bambini e all’aperto potrebbe avere a sua volta un effetto protettivo, conclude.

(ANSA)

Fonte: http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/salute_bambini/medicina/2018/12/27/gli-animali-domestici-in-casa-difendono-i-bambini-dalle-allergie_673c5096-9d1e-483a-b399-e6a5d1f9c7aa.html

 

Un’altro spettacolo dal cielo per Capodanno – Altro che fuochi d’artificio, arrivano le Draconidi. Prepariamoci ad una fine dell’anno sotto le stelle cadenti…

 

Capodanno

 

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Un’altro spettacolo dal cielo per Capodanno – Altro che fuochi d’artificio, arrivano le Draconidi. Prepariamoci ad una fine dell’anno sotto le stelle cadenti…

 

Fine dell’anno sotto le stelle cadenti: arrivano le Draconidi per Capodanno

Altro che fuochi d’artificio! Arrivano bellissimi fuochi naturali, ben più emozionanti e senza rischi. La fine dell’anno vedrà infatti un’altra pioggia di Draconidi (dopo quella di ottobre). Il picco sarà in realtà la notte tra il 30 e 31, ma non è da escludere qualche desiderio da esprimere anche la notte successiva, quando saluteremo il 2018.

Le Draconidi (dette anche Giacobinidi) sono famose per illuminare il cielo di ottobre. Residui della cometa 21P / Giacobini-Zinner, vengono ricordate per i loro bolidi (molto imprevedibili) del decimo mese dell’anno, e in qualche annata hanno regalato degli spettacoli indimenticabili.

Meno nota è invece la corrente di dicembre, di cui si parla molto poco, sicuramente perché individuata recentemente e forse perché “oscurata” dalle Geminidi e spesso anche dalle Ursidi, che però quest’anno non erano attese con molto fervore a causa del picco in coincidenza con la luna piena (22 dicembre).

Come spiega l’Uai, lo sciame fu scoperto dalla Sezione Meteore olandese (DMS) nel 1992 e confermato nel 1995, ed è ancora tutto da studiare. Non si conoscono infatti molto dettagli, ma si sa che dovremmo guardare, come a ottobre, in direzione della costellazione del Drago.

In questo 2018 il radiante sarà visibile per tutta la notte, e raggiungerà la massima altezza sull’orizzonte prima dell’alba. Il picco è previsto la notte prima di Capodanno, tra il 30 e il 31, e sarà particolarmente favorevole all’osservazione perché la Luna sarà a meno del 50% di visibilità e comunque il maggior numero delle meteore è atteso nelle ore notturne (nella mappa il cielo del 31 dicembre alle 2 circa).

draconidi 31dic h2.00

 

Non spariamo fuochi artificiali, inquinanti e pericolosi per gli animali. La natura ci offre spettacoli gratis, stupendi e del tutto innocui.

Pronti i desideri per l’anno nuovo che arriva?

 

 

fonte: https://www.greenme.it/informarsi/universo/29906-draconidi-stelle-cadenti-capodanno

Fairafric, il primo cioccolato bio e equo con filiera tutta africana

 

 

Fairafric

 

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Fairafric, il primo cioccolato bio e equo con filiera tutta africana

Nel settore del cacao, tra i peggiori per condizioni dei lavoratori, c’è una novità positiva che arriva dall’Africa, dove le conseguenze dello sfruttamento dei lavoratori da parte delle multinazionali sono più dure. Fairafric è la prima barretta di cioccolato bio coltivata, raccolta, lavorata e confezionata in Africa, ma non solo: ha iniziato a rendere i suoi coltivatori parte della proprietà grazie all’acquisizioni di quote societarie dell’azienda.

“Mantenere gli utili in Ghana”

A raccontare la genesi di Fairafric è il portale FoodNavigatore: “l’idea è nata nel 2013 quando Hendrik Reimers ha fatto ricerche in giro per l’Africa. Reimers si rese conto che le persone potevano guadagnare molto di più se le merci agricole che coltivavano venivano trasformate in prodotti finiti in Africa”. Da allora, il viaggio di Fairafric ha coinvolto diverse campagne di raccolta fondi che gli hanno permesso di iniziare a produrre cioccolato biologico di qualità in Ghana e spedirlo in tutto il mondo. La sua missione principale – mantenere l’utile in Ghana – è raggiunta in diversi modi, ha detto a FoodNavigator Julia Gause, responsabile delle vendite presso la sede centrale di Fairafric, a Monaco.

Il crowdfunding usato per le azioni degli agricoltori

In primo luogo, sceglie di rifornirsi di cioccolato biologico anziché di cacao equosolidale. “In Ghana, il pagamento per le fave di cacao biologiche è tre volte più alto del premio Fairtrade, motivo per cui effettivamente paghiamo il prezzo più alto che puoi pagare in Ghana”, ha affermato Gause. In secondo luogo, ha iniziato ad acquistare azioni per i suoi coltivatori di cacao, rendendoli “comproprietari”. All’inizio di quest’anno, Fairafric ha lanciato una campagna di investimento sulla piattaforma online Seedrs che consentiva alle persone di registrarsi e acquistare azioni della società. Parallelamente, ha utilizzato parte del denaro raccolto durante la sua più recente campagna Kickstarter (più del triplo del suo target di € 27.000) per costituire una fondazione proprietaria di azioni Fairafric per conto dei suoi agricoltori. “Abbiamo già riservato un sacco di quote per i nostri agricoltori durante questa campagna di Seedrs […] e ogni dividendo che queste azioni porteranno sarà consegnato agli agricoltori, in base ai volumi di fave di cacao che hanno contribuito alla produzione di cioccolato”.  “Queste persone – amici, sostenitori a lungo termine, tifosi e persone che credono nel nostro modello di business – sono ora investitori e azionisti – continua Gause – Siamo molto orgogliosi di questo modo di fare business e vogliamo che i nostri clienti e fornitori siano sulla stessa barca con noi, avendo un perfetto allineamento di interessi”.

I numeri

FairAfric ha inserzioni al dettaglio in negozi specializzati in Germania, Austria e Svizzera, nonché supermercati biologici in Germania. Viene anche venduto in una catena di supermercati al Cairo, la sua prima quotazione nel continente africano e in tutto il mondo attraverso il suo sito web. Nel 2018 Fairafric ha prodotto un totale di 250.000 barrette di cioccolata, ognuna del peso di 100 ge avvolto in un foglio di carta Natureflex, un imballaggio biodegradabile e compostabile.

Come acquistarla dall’Italia

Le barrette di cioccolato Fairafric possono essere acquistate direttamente dal sito dell’azienda. Vengono vendute a confezioni da 8 barrette da 100 grammi a un prezzo, inclusa la spedizione per l’Italia di 33 euro circa.

 

fonte: https://ilsalvagente.it/2018/12/18/fairafric-il-primo-cioccolato-bio-e-equo-con-filiera-tutta-africana-acquistabile-in-italia/45135/

Angelo e Valerio, i contadini che stanno creando un mercato di semi antichi per combattere Ogm e Multinazionali

 

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Angelo e Valerio, i contadini che stanno creando un mercato di semi antichi per combattere Ogm e Multinazionali

Pomodori neri, 30 varietà di patate e non solo. Questa è la storia di Angelo e Valerio che in Puglia, stanno creando un mercato di semi antichi per combattere ogm e multinazionali.

Angelo Giordano è un agronomo mentre Valerio Tanzarella è un avvocato, che ha lavorato per anni a Rai Cinema nell’ufficio legale. Sono entrambi di Ceglie Messapica e cinque anni e mezzo fa hanno creato Ex Terra, una società Srl che però è anche una SB, una società benefit.

“Oltre a essere una società con profitto, come tutte le altre, la nostra persegue anche fini etici. Insieme abbiamo un azienda che si occupa di semi di varietà dimenticate, rare e preziose, antiche e particolari, di coltivarle, di studiarle e di diffonderle”, dicono.

Un percorso che va controcorrente nell’epoca di Monsanto-Bayer e Syngenta, i colossi che producono pesticidi e glifosato. Angelo e Valerio puntano, invece, alla valorizzazione e alla tutela dell’agro- biodiversità locale.

“La scelta di puntare sulla biodiversità ha diverse ragioni, in primis etiche e culturali. Ogni territorio ha la sua vocazione, è impensabile continuare a coltivare ortaggi ibridi che sono il risultato di ricerche fatte in laboratori che nulla hanno a che fare con la zona nella quale verranno poi coltivati i medesimi ibridi. La pretesa di imporre colture valide in tutto il globo, a qualsiasi latitudine, ci sta di fatto impoverendo massacrando il lavoro fatto da Madre natura e dall’uomo nel corso di millenni”, dicono.

Pomodori, patate e non solo

Dal 2012, i due, hanno oltre 7mila varietà diverse, tra cui 1200 tipologie di pomodori.

“Abbiamo in saccoccia 20 varietà di melanzane, 200 di peperoncini e peperoni, 30 di patate, 15 di piselli, 15 di taccole, 30 di fave, 10 di ceci, 100 di meloni e poi zucche, un vitigno composto da quasi 20 varietà di uva diverse”.

Tutti frutti di una natura straordinaria che non ha bisogno di fertilizzanti e pesticidi.

“Il contadino è invitato a usare queste sementi delle multinazionali, perché garantiscono resa e anche finanziamenti europei, a scapito della qualità” racconta Valerio.

“Un contadino non si mette in proprio perché è schiavo di una filiera dalla quale non riesce a svincolarsi: se io produco tanti pomodori, l’azienda trasformatrice ha un macchinario formattato solo per alcune misure precise di 5 varietà di pomodori (le stesse sementi delle multinazionali). I concimi e le vaschette, le macchine per incapsulare il seme sono da sempre settati per quelle poche fortunate varietà d’elite in mano a Monsanto e Syngenta. Tutto il mondo agricolo è costruito su quelle poche specie in mano alle multinazionali”, dice Angelo.

Attraverso lo scambio di semi però questa routine può essere messa in crisi, anche se il problema è la legislazione:

“Se tu hai tanti soldi iscrivi le varietà, te ne inventi una in laboratorio e la iscrivi nei registri nazionali ed europei. Questo metodo incastra però i piccoli coltivatori che non possono permettersi di spendere tanti soldi per brevettare le proprie piccole varietà e sprecare il tempo ad aspettare questo cacchio di brevetto. Per non parlare dei documenti, gli studi e le ricerche, i documenti legali da allegare per sollecitarne l’approvazione”.

tratto da: https://munchies.vice.com/it/article/59yeek/archivio-semi-antichi-puglia

Ecco come i Nativi Americani stanno salvando il bisonte dall’estinzione voluta dalla crudeltà, dalla scelleratezza e dalla meschinità dell’uomo bianco

 

Nativi Americani

 

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Ecco come i Nativi Americani stanno salvando il bisonte dall’estinzione voluta dalla crudeltà, dalla scelleratezza e dalla meschinità dell’uomo bianco

Nella foto: Una montagna di teschi – Con crudeltà, scelleratezza e meschinità, l’uomo bianco voleva l’estinzione del bisonte per affamare i Nativi Americani…

Leggendo qua e là

…L’Esercito non aveva tra i suoi compito quello di accompagnare i ricconi dell’est a cercare emozioni nelle battute di caccia, ma era molto interessato a tutto ciò perché era tra i suoi interessi quello del controllo dei nativi americani e, se possibile, del loro annullamento e questo era possibile raggiungerlo anche attraverso il controllo dei bisonti che erano fonte primaria di cibo e di mille altre cose per gli indiani…

“Uccidi tutti i bufali che puoi! Ogni bufalo morto è un indiano in meno”.

…Oggi può sembrarci assurdo, eppure al tempo del west i coloni ed i cacciatori americani uccisero bisonti senza sosta fino quasi a portare quella specie animale alla quasi completa estinzione. I turisti dell’est fecero la loro parte, sparando agli animali dai finestrini dei treni come se il massacro potesse durare per sempre…

 

Da GreenMe:

I nativi americani stanno salvando così il bisonte dall’estinzione

Le tribù native americane stanno salvando il bisonte dall’estinzione. Questo mammifero, oltre ad essere una forma di sostentamento, svolge un ruolo fondamentale nella spirituale della tribù, ecco il perfetto equilibrio che si è stabilito nel Nord America.

5mila ettari di praterie non arate nel nord-est del Montana e centinaia di bisonti selvaggi che vagano. Ma questa mandria non si trova in un parco nazionale o in un santuario protetto, ma bensì nelle terre ancestrali delle tribù di Assiniboine e Sioux di Fort Peck Reservation.

Proprio qui c’è il più grande allevamento di bisonti e solo grazie ai nativi. Fino a centinaia di anni fa, sulla Terra vivevano 30milioni di bisonti, un mammifero ricordiamolo, sopravvissuto anche all’Era glaciale, ma non all’intervento dell’uomo.

Dopo il viaggio di Colombo, i colonizzatori bianchi per occupare i territori dei nativi utilizzarono ogni mezzo, compreso quello del massacro dei bisonti, prima fonte si sostentamento delle tribù. Aggiungendo a questo i cambiamenti climatici, nel giro di poche decine di anni, il bisonte è passato da decine di milioni all’orlo dell’estinzione.

Vogliamo riportare questi importanti bisonti nella loro dimora storica delle Grandi Pianure”, dice Jonathan Proctor, direttore del programma di Rockies and Plains dell’Ong Defenders of Wildlife , che lavora accanto alle tribù per salvare questo animale.

Dopo il massacro del 19esimo secolo, erano sopravvissuti solo 23 bisonti in una remota valle di Yellowstone. Oggi la mandria è di 4mila e questi animali vivono allo stato brado, non sono addomesticati né stati fatti accoppiare con altro bestiame, mantenendo così la purezza genetica.

Da anni, le tribù difendono i mammiferi dalla legislazione del Montana che è anti bufali. Ma per i nativi questi animali giganteschi sono una risorsa.

Grazie a loro, abbiamo visto l’ecosistema rivivere. Gli uccelli delle praterie sono tornati, le erbe autoctone prosperano. Li accogliamo con gioia e aspettiamo i benefici che portano nelle nostre terre tribali”, dicono.

Grazie a un trattato con il governo, l’anno scorso, Blackfeet Reservation, sempre nel Montana, ha ricevuto 89 bisonti geneticamente puri da Elk Island in Canada. Adesso le tribù stanno negoziando con i funzionari statali per consentire a questi bufali, che sono sani e senza la temuta brucellosi, di recarsi liberamente nel parco nazionale del ghiacciaio e persino, si spera, un giorno a nord del parco nazionale dei laghi di Waterton.

“Le tribù delle pianure settentrionali sono la guida giusta per il ripristino dei bisonti selvatici in questo momento”, ha detto Proctor.

E tra 50 anni, la comunità di conservazione spera di avere almeno 10 mandrie di bisonti con mille animali.