Un Cult: Benigni e Troisi in “Non ci resta che piangere” – La lettera a Savonarola.

Troisi

 

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Un Cult: Benigni e Troisi in “Non ci resta che piangere” – La lettera a Savonarola.

 

Un cult – La lettera che Saverio (Roberto Benigni) e Mario (Massimo Troisi) scrivono a Savonarola… Divertentissomo.

SAVERIO: Dammi un foglio!

Troisi prende un foglio di carta con sul retro i conti della macelleria.
SAVERIO: Ma che mi dai un foglio con dietro i conti della macelleria?
MARIO: Ma dietro è bianca, puoi scrivere qua!
SAVERIO: Devo scrivere  al Papa con dietro i conti della macelleria? Imbecille, allora vuoi risparmiare!

Troisi gli dà un foglio pulito. Manca la penna. Benigni strappa una penna a un “pennuto” della macelleria dove si trovano (di Vitellozzo), esclamando: “Qui c’è la cartoleria a portata di mano!”.
MARIO: M’arraccumando, Saverio!
SAVERIO: Stai tranquillo.
MARIO: Con educazione, non ci dobbiamo far riconoscere…cerchiamo di  farla un po’ anonima.
SAVERIO: Allora dettala te! Vai!
MARIO: Caro Savonarola.
SAVERIO: Prima la data; quanto sarà?
MARIO: Quasi il 1500.
SAVERIO: Quasi il 1500?
MARIO: Lo sai tu quanto ne avimmo?
SAVERIO: (pensando alla loro vita “normale”) Che scrivi? Ti arriva una lettera, Roma quasi 2000?
MARIO: Metti, estate quasi 1500.
SAVERIO: Mi informo io della data.
MARIO: Allora leva la data.
SAVERIO: Caro…? Non è nostro amico…
MARIO: Aspetta un attimo, non scrivere subito. Santissimo Savonarola…
SAVERIO: Santissimo …

MARIO: Come sei bello!
SAVERIO: Santissimo Savonarola! Quanto ci piaci a noi due! L’esclamativo ce l’avrà?
MARIO: Allora, se non si sa se ci sta l’esclamativo, “scusa la volgarità!”.
SAVERIO: Scusa la volgarità? E perché?
MARIO: Quello ogni cosa è peccato! E’ capace, vede il punto esclamativo … cos’è ‘sta cosa;  l’uomo con il puntino sotto, è peccato, noi ci mettiamo con le spalle al sicuro. Scusa le volgarità…
SAVERIO: Allora  mettiamo una freccia, questo è un esclamativo, non una volgarità!
MARIO: No, no; scusa le volgarità… eventuali.
SAVERIO: Eventuali?
MARIO: Eventuali! La vuoi scrivere come dico io, o no? Allora quello dice, perché hanno scritto le volgarità se non ci sono volgarità? Allora vuol dire che volevano essere volgari e non ci sono riusciti. Volgarità eventuali!
SAVERIO: Lascia vivere Vitellozzo.
MARIO: Potresti lasciar vivere Vitellozzo, se puoi?
SAVERIO: Savonarola!
MARIO: Savonarola! Mò dobbiamo cercare di spiegare per bene…
SAVERIO: Savonarola!
MARIO: Savonarola!
SAVERIO: Che c’è?
MARIO: Savonarola, e che è?
SAVERIO: Diamoci una calmata!
T. E che è? Qua pare che ogni cosa uno non si può muovere, e questo e quello, pure per te, oh!
SAVERIO: Oh!
MARIO: Due persone, due personcine, noi siamo due personcine per bene che non farebbero male nemmeno a una mosca…
SAVERIO: Figuriamoci!
MARIO: Figuriamoci a un santo come te!
SAVERIO: Un santone!
MARIO: Un santone come te! Anzi…
SAVERIO: Varrai più di una mosca.
MARIO: Lascia perdere, pare che lo mettiamo in competizione. Anzi, anzi spiega ogni cosa, varrai più di una mosca.
SAVERIO: Ciao.
MARIO: No, no, qua ci vuole un saluto per bene, da peccatore umile. Noi ti salutiamo con, proprio, non sappiamo nemmeno… scrivi, ti salutiamo con la nostra faccia sotto i tuoi piedi, proprio il massimo, senza chiederti nemmeno di stare fermo, puoi muoverti!
SAVERIO: Cioè, che vuol dire?
MARIO: La faccia sotto i piedi e può camminare; quello pensa siamo proprio due umili.
SAVERIO: Una bellissima immagine, la nostra faccia sotto i tuoi piedi e puoi muoverti quanto ti pare e piace e noi zitti sotto.
MARIO: Scusa il paragone di prima tra la mosca e il frate, non volevamo minimamente offenderti,  i tuoi peccatori di prima con la faccia dove sappiamo.
SAVERIO: Gli si è detto …
MARIO: Con la faccia dove sappiamo.
SAVERIO: Sempre zitti.
MARIO: Sempre zitti.

 

Un Cult: Benigni e Troisi in “Non ci resta che piangere” – La lettera a Savonarola.ultima modifica: 2019-01-20T20:52:24+01:00da eles-1966
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