Buon compleanno Fabrizio – Oggi 5 febbraio Fabrizio Frizzi avrebbe compiuto 61 anni. Un ricordo…

 

Fabrizio Frizzi

 

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Buon compleanno Fabrizio – Oggi 5 febbraio Fabrizio Frizzi avrebbe compiuto 61 anni. Un ricordo…

Un ricordo per il grande, immenso, simpaticissimo Fabrizio che oggi 5 febbraio avrebbe compiuto 61 anni.

Anna Valle: “Fabrizio non si può non avere un ricordo bello, positivo e vero. Di grandissima tenerezza, Fabrizio era un uomo vero, dai grandi valori.”

Paola Perego: “Sono contenta che si siano accorti del suo valore, ma andava celebrato quando era in vita”

Claudio Lippi: “Mi ha infastidito parecchio. L’Eredità è stata un’isola felice per Fabrizio Frizzi, che tra l’altro non è stato scelto dalla Rai ma da Carlo Conti. Lui aveva dato un’impronta personalissima al programma e venendo lui a mancare in modo inaspettato, ecco, io penso che la Rai avrebbe dovuto fare una scelta diversa.”

Fabrizio che in tutto e per tutto si è ispirato al suo idolo Corrado, nella sua quarantennale carriera ha condotto quiz, varietà e talent show come Miss Italia (che lo vide alla guida per 17 edizioni, di cui 15 consecutive), Europa Europa, I fatti vostri, Scommettiamo che…?, Luna Park, Domenica in, Per tutta la vita…?, Cominciamo bene, Soliti ignoti e L’eredità; ha partecipato come concorrente in programmi di successo come Ballando con le stelle e Tale e quale show e ha recitato nelle due stagioni della fiction Non lasciamoci più. Legato anche a trasmissioni benefiche come la maratona televisiva Telethon, da lui condotta negli anni novanta e poi ripresa ininterrottamente dal 2005 fino al 2016 per 11 edizioni, e La partita del cuore, presentata per 22 edizioni dal 1992 al 2017. Considerato fin dagli anni ottanta uno dei principali volti maschili della Rai, è stato insieme a Pippo Baudo il conduttore con più trasmissioni all’attivo. È stato anche doppiatore e sua è la voce dello Sceriffo Woody nella saga di Toy Story.

Fabrizio si è spento il 26 marzo del 2018.

Il 6 luglio 2018, la Rai con un comunicato ha deciso di intitolargli gli studi Dear, appunto rinominati “studi televisivi Fabrizio Frizzi”.

Come segno tangibile di riconoscimento da parte di tutti coloro che gli hanno voluto bene, sopra la porta di ingresso dello studio televisivo dove si registra il programma L’eredità è stata affissa la sua maglietta di basket numero 10. Per più di 15 anni, infatti, Frizzi è stato presidente della squadra nazionale artisti di basket, uno sport che ha sempre seguito e promosso.

Buon compleanno, Fabrizio…

Dopo Davide Astori e Fabrizio Frizzi, se ne va anche Emiliano Mondonico… Ma com’è che, con tutta la feccia che c’è sulla Terra, sono sempre le persone perbene che se ne vanno troppo presto?

 

Emiliano Mondonico

 

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Dopo Davide Astori e Fabrizio Frizzi, se ne va anche Emiliano Mondonico… Ma com’è che, con tutta la feccia che c’è sulla Terra, sono sempre le persone perbene che se ne vanno troppo presto?

 

Dopo Davide Astori e Fabrizio Frizzi, su cui in questi giorni le lodi (tutte più che giustificate) si sono sprecate se ne va ora Emiliano Mondonico. Un grande allenatore ed un grande uomo.

Ricordiamo solo che il “sogno” di Diego Armando Maradona era quello di essere allenato proprio da Mondonico…

Ma la nostra amara riflessione è un’altra…

Ci avete fatto caso come sono sempre le persone perbene che se ne vanno troppo presto?

Ripenso solo ai criminali nazisti morti ultranovantenni… E i politici? Com’è che di politici scomparsi prematuramente se ne ha solo qualche rarissima notizia?

Che il buon Dio non li voglia tra le palle è fuor di dubbio, ma…

È troppo chiedergli di lasciarci un po’ di più con noi esempi di onestà, professionalità, umanità come questi “ragazzi” che ci hanno appena lasciato?

In attesa di risposta salutiamo calorosamente Davide, Fabrizio e Emiliano… Persone perbene.

 

Profondo spessore umano, Emiliano Mondonico volle allenare i ragazzi rimasti senza contratto, per aiutarli a trovare una squadra. Guidò anche gli ex tossicodipendenti e gli ex alcolisti.

Aveva già lottato e vinto contro la malattia (la “bestia”, come la chiamava lui) quando decise di tornare ad allenare.

Lo fece con una squadra diversa dal solito, quella dei calciatori disoccupati dell’Equipe Lombardia. Siamo nell’estate del 2014 ed Emiliano Mondonico ha 67 anni. Guida i ragazzi senza contratto e, con la sua squadra improvvisata, affronta alcune amichevoli importanti, contro AlbinoLeffe, Monza, Como, Renate e Caronnese. L’obiettivo non è spaccare il mondo e vincere chissà quale campionato. Vuole dare una possibilità ai tanti calciatori, ancora fisicamente validi e pieni di speranze, rimasti senza squadra. Un gesto nobile quello di Mondonico, che in passato ha allenato fior di squadre (Atalanta, Torino, Napoli e Fiorentina).

In un’intervista al quotidiano il Giorno spiegò così la sua filofosia: “È diverso allenare una squadra per vincere e guidarla con l’obiettivo di metterla solo in mostra. Schiero i giocatori nel ruolo che li mette in maggior evidenza, indipendentemente dal gioco. Non conta il risultato, non si gioca per vincere, ma solo per fare bella figura”. E ancora: “Non è giusto che ragazzi così giovani smettano di sognare. Gli dico sempre di continuare a lottare, di diventare giudici del proprio destino. È un insegnamento per tutti. Anche per gli avversari che ci hanno affrontato sempre con tanto rispetto. Negli anni passati questa squadra è stata sottavalutata anche umanamente. Ora non è più così, ci hanno trattato con i guanti”.

Non è, questo, l’unico esempio di amore verso gli altri, quelli rimasti indietro, da parte di Mondonico. All’inizio di quest’anno aveva spiegato il suo nuovo progetto: usare il pallone come terapia contro le dipendenze. Si dedicava agli ex tosicodipendenti e agli ex alcolisti all’ospedale di Rivolta d’Adda, il suo paese natale. “Non si riesce a esprimere la soddisfazione che provo a seguire questi ragazzi – raccontò –. Ho messo a disposizione tutta la mia esperienza. Insegno le regole e a rispettarle, ma soprattutto a fare gruppo: non è fondamentale solo fare gol. Superare la solitudine e avere rispetto per sé, i compagni e gli avversari”.

Il rispetto, le regole (fondamentali da seguire), le difficoltà da superare insieme, l’avversario (non un nemico) da rispettare. Allenamenti due volte a settimana nel campo dell’oratorio. E organico che ruota ogni tot mesi, per dare spazio a più persone possibile. La lezione di Mondonico era fondamentalmente questa: dedicarsi a questi ragazzi con la stessa cura che aveva usato coi professionisti della serie A. Per Mondonico il calcio era soprattutto amore. Per la vita.

tratto da: http://www.ilgiornale.it/news/sport/mondonico-allen-anche-i-disoccupati-ex-drogati-e-alcolisti-1510327.html