Combattere il tumore con un virus? La ricerca è a buon punto. Forse presto avremo una cura più efficace della chemioterapia e senza effetti collaterali.

 

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Combattere il tumore con un virus? La ricerca è a buon punto. Forse presto avremo una cura più efficace della chemioterapia e senza effetti collaterali.

Salute. Virus contro i tumori, a buon punto la ricerca

Cellule killer contro il cancro I virus sono considerati fonti di malattie. Vediamo come un laboratorio bio-tech invece li utilizza nel trattamento di malattie mortali come il cancro, cambiando il loro DNA.

Biotech: innovazione e finanziamenti europei. La biotecnologia e le ricerche scientifichevengono sono spesso utilizzate in vari settori: sanità, industria farmaceutica, cura degli animali, industria tessile, prodotti chimici o materie plastiche. Nel settore sanitario e farmaceutico, la biotecnologia ha portato alla scoperta e allo sviluppo di farmaci, terapie, diagnostica e vaccini innovativi. Le innovazioni biotecnologiche hanno creato nuovi farmaci per pazienti affetti da malattie metabolichesclerosi multiplaartrite reumatoidecancro o Alzheimer.

Per finanziare la ricerca, le imprese più innovative possono ottenere il sostegno dell’Unione europea nell’ambito dell’iniziativa InnovFin, sostenuta da Horizon 2020, il programma europeo per la ricerca e l’innovazione. InnovFin è un progetto di sostegno, con strumenti finanziari e servizi di consulenza, lanciati dalla Commissione Europea e dal Gruppo BEI, composto dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e dal Fondo europeo per gli investimenti, FEI, per aiutare le imprese ad accedere più facilmente ai finanziamenti. Infectious Diseases Finance Facility fornisce prodotti finanziari a imprese e società attive nello sviluppo di vaccini innovativi, farmaci, dispositivi medici e diagnostici o nuove infrastrutture di ricerca per combattere le malattie infettive. Maggiori info Biotecnologia e ricerca EU InnovFin InnovFin Infectious Diseases Facility Ricerca e innovazione sanitaria europea Ultime news su InnovFin Biotech: tra innovazione e finanziamenti Il nostro inviato Faruk Can è stato a Parigi e Strasburgo per incontrare ricercatori ed esperti.

Qual è la differenza tra i trattamenti convenzionali e questa nuova tecnica?

Secondo un esperto di biotecnologia Jean-Jacques Le Fur la differenza principale è che l’immuno-oncologia, agisce sul sistema immunitario per debellare le cellule tumorali. Quindi è più efficace e ha meno effetti collaterali; utilizziamo lo stesso farmaco per trattare diversi tipi di cancro. Il caso “Transgene Transgene è una società francese, con sede a Strasburgo. Progetta e sviluppa vaccini terapeutici, utilizzando i virus, per curare tumori e malattie infettive. Si modifica il DNA dei virus specifici in modo che possano scovare le cellule tumorali.

Questi virus distruggono la struttura delle cellule replicandosi o distruggendo le cellule cancerose segnandole e attivando il sistema immunitario. Inoltre non hanno effetti collaterali come la chemioterapia e la radioterapia. “Usiamo i virus ricostruiti per curare il cancro o le malattie infettive. Ad esempio, nel campo dell’oncologia stiamo studiando come aiutare il sistema immunitario a combattere e uccidere cellule anomali, proprio come quelle tumorali”, Phillipe Archinard, AD di Transgene. Una ricerca non facile, e soprattutto molto costosa. Ecco perché il progetto di Transgene è stato supportato dai suoi azionisti, con il sostegno speciale del governo francese e di un prestito del programma InnovFin della Banca europea per gli investimenti. Ora che la cura sta per essere ultimata, l’Amministratore Delegato si dice ottimista: “Stiamo completando un programma di sviluppo clinico molto ambizioso. L’obiettivo è quello di ottenere importanti risultati clinici e quello che vogliamo fare nei prossimi 12 mesi è riuscire a stringere partnership con grandi aziende farmaceutiche o biotecnologiche per condividere i nostri prodotti.”

Qual è il futuro di questo nuovo approccio?

Secondo l’AD di Trasngene è una vera rivoluzione nel trattamento del cancro. L’efficacia è chiaramente superiore alla chemioterapia e in alcuni casi c‘è una remissione completa. Questi sviluppi innovativi possono davvero rivoluzionare l’industria farmaceutica, ma non è sempre facile per le piccole imprese fare ricerche e effettuare costose prove cliniche. Ecco perché richiedono sostegni più specifici. Secondo punto: Come fanno queste società a finanziare i loro progetti di ricerca? In una prima fase, le imprese sono generalmente finanziate da iniziative private o da fondi per l’innovazione. In una fase più avanzata possono guardare al mercato e firmare accordi con i laboratori farmaceutici.

 

fonte: http://www.ilquaderno.it/salute-virus-contro-tumori-buon-punto-ricerca-122633.html

ATTENZIONE – la CIPOLLA è un vero e proprio toccasana, ma se tagliata non va mai e poi mai consumata in un secondo momento. Può essere molto pericoloso

CIPOLLA

 

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ATTENZIONE – la CIPOLLA è un vero e proprio toccasana, ma se tagliata non va mai e poi mai consumata in un secondo momento. Può essere molto pericoloso

Tutti sappiamo che la cipolla è una verdura che fa bene e va mangiata regolarmente. Eppure la cipolla può causare un danno di cui non si parla quasi mai.

Lo sapevi che mangiare la cipolla aperta il giorno prima o peggio alcuni giorni prima, è molto dannoso per il nostro corpo? Per arrivarci bisogna fare un passo indietro.

La cipolla è un forte antibatterico e antivirale, come l’aglio del resto. Ma per la precisione, questi alimenti non sono anti-niente. Nella pratica questi alimenti ATTIRANO verso di sé batteri e virus. Sono delle vere e proprio calamite per i batteri. Dunque lasciare una Cipolla aperta, anche per un sola notte, significa farle assorbire tutti i batteri nell’ambiente circostante (compreso se lasciata in frigo).

Mangiarla il giorno seguente significa inghiottire tutti questi batteri in un colpo solo causando facilmente intossicazioni batteriche nello stomaco, o problemi di digestione più o meno gravi. Per la stessa ragione cerco di non mangiare mai cipolla quando vado fuori, dal momento che i locali la tengono già tagliata in grandi quantità per giorni, per la preparazione dei piatti.

Esiste una avvenimento piuttosto famoso, del 1919, un anno in cui le influenze uccisero milioni di persone, più di 40 milioni. Un medico americano in particolare cercò di fare delle indagini sui motivi di questa influenza, tra le famiglie di agricoltori colpiti. Scoprì che una famiglia era rimasta perfettamente e inspiegabilmente sana.

La madre di famiglia dichiarò semplicemente di aver tenuto sempre delle cipolle aperte per casa. Il medico, allibito, chiede di esaminare le cipolle al microscopio. E scoprì che al suo interno queste cipolle stavano trattenendo virus e batteri. In altre parole, il potere da calamita della cipolla sui batteri aveva agito anche a distanza, semplicemente lasciata aperta in una stanza.

Ricordate: è pericoloso tagliare una cipolla e consumarla il giorno successivo. La cipolla diventa altamente tossica, anche dopo una notte, e crea batteri tossici. Questi batteri possono causare infezioni avverse nello stomaco a causa di secrezioni biliari in eccesso e intossicazioni alimentari.

Celiachia, scovati virus che potrebbero scatenare la malattia

 

Celiachia

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Celiachia, scovati virus che potrebbero scatenare la malattia


Non solo origine genetica: in soggetti predisposti il contatto con reovirus può provocare l’intolleranza e il glutine viene visto come un virus da combattere . Lo studio su Science

Non solo origine genetica. Anche un virus potrebbe avere un ruolo nella celiachia (intolleranza alla proteina del grano, il glutine): si tratta di un virus di per sé asintomatico che sembrerebbe ridurre la tolleranza naturale dell’organismo per la molecola. Lo suggerisce uno studio sulla rivista Science condotto tra università di Chicago e University of Pittsburgh School of Medicine che potrebbe gettare le basi per un vaccino preventivo da somministrare a bambini ad alto rischio di celiachia. Lo studio vede tra gli autori anche l’italiana Valentina Discepolo dell’Università di Chicago e Università Federico II di Napoli.

La malattia

La celiachia, che colpisce circa 170 milioni di italiani, è sempre stata considerata di origine generica, ma da qualche anno si susseguono studi che indicano come ad accelerare la sua comparsa potrebbero essere infezioni virali in soggetti già predisposti. La malattia è autoimmune: le difese immunitarie del paziente, impropriamente «risvegliate» dal glutine, vanno a danneggiare le pareti dell’intestino.

Il glutine come un virus da combattere

«In questo lavoro sono stati studiati i Reovirus, che – spiega uno degli autori Terence Dermody – sono una comune famiglia di virus che infettano quasi tutti gli esseri umani durante la loro vita. La maggior parte delle persone risultano infettate già in età prescolare. Tali infezioni raramente causano una malattia». Gli esperti hanno testato due ceppi di reovirus su topi vedendo che solo uno dei due è in grado di ridurre la tolleranza al glutine e quindi scatenare lo sviluppo della celiachia. L’infezione con questo virus induce una reazione infiammatoria intestinale e la perdita della tolleranza al glutine nella bocca. «L’infezione ha scatenato un meccanismo che ha mandato in confusione il sistema immunitario e gli ha fatto “vedere” il glutine come fosse un virus da combattere» , spiega a la dottoressa Discepolo, dell’università Federico II di Napoli e dell’università di Chicago.

Gli anticorpi

Gli esperti hanno poi visto che pazienti celiaci presentano nel sangue una quantità eccessiva di anticorpi specifici contro i reovirus e che questi pazienti presentano anche una quantità eccessiva della molecola «IRF1», coinvolta nella perdita di tolleranza al glutine nella bocca. «I nostri dati suggeriscono che in bambini ad alto rischio di celiachia (con familiari malati) l’infezione da reovirus al momento dell’introduzione del glutine nella dieta (durante lo svezzamento) potrebbe scatenare una reazione immunologica al glutine culminando nella malattia», conclude Dermody.

fonte: http://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/17_aprile_07/celiachiascovati-virus-che-potrebbero-scatenare-malattia-c9f4a998-1baa-11e7-a7aa-d3cb5d83b09d.shtml